SFR: chiariamo la questione, come sostituirle?

frejus82

Maglia Gialla
24 Novembre 2008
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Bici
Specialized sworks sl6
Ciao..se posso portare la mia esperienza..io ho smesso un paio di anni fa di fare SFR perchè ho ginocchia abbastanza "deboli" e con qualche problemino e facendo SFR a 50 rpm le mie ginocchia "schioccavano" ( come quando si fanno schioccare le nocche delle mani per capirci) e mi si gonfiavano nel giro di qualche ora. Sono però riuscito ad arrivare agli stessi risultati con qualche richiamino di forza in palestra da fare al posto delle SFR. Non ho spiegazioni scientifiche ma ho trovato risultati simili.
 

Ludobal

Passista
5 Giugno 2011
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Belgio
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Quattro
Quando inizi a fare SFR è inevitabile qualche dolorino, dovuto in parte alla diversa dinamica rispetto ad una pedalata tradizionale. Durante la rivoluzione del pedale, nelle SFR il picco di forza, che di norma si colloca a 180° o poco più, diminuisce di intensità e contemporaneamete aumenta l'angolo di applicazione della forza su tutta o quasi la circonferenza compiuta dal pedale.
E' lo stesso effetto prodotto dall'uso di pedivelle come ad es. le Power Cranck, in cui si iniziano ad usare muscoli che prima non sapevi di avere, come l'ileo psoas, i muscoli posteriori, i tibiali ecc.
Detto questo, io ho smesso di fare SFR perche non credo in questa metodologia e sono a favore di quelle metodiche che privilegiano cadenze più alte (anche con torque elevata) con importante impegno aerobico.
Il vero collo di bottiglia come gia detto e ridetto non è la forza ma la capacità di sostenere elevati picchi di forza ad alte rpm ed alto consumo d'ossigeno.

Esempi? Grazie in anticipo!o-o
 

felt2010

via col vento
27 Luglio 2009
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Agropoli
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Fondriest TF2 1.5 (Dura Ace 9100)
Leggendo i vari post inerenti all'allenamento ho letto molte volte, da parte di diversi utenti, richieste relative a come sostituire le SFR (intese con la connotazione classicamente data a questo esercizio). Interessando anche a me personalmente, ho voluto aprire questo topic per chiarire e far luce definitivamente sugli esercizi più redditizzi per sostituire questo metodo allenante.
o-o

Ma voi come lo fate senza in rulli, in che modo intendo, grazie.
 

gipsy

Scalatore
6 Agosto 2004
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Ciao..se posso portare la mia esperienza..io ho smesso un paio di anni fa di fare SFR perchè ho ginocchia abbastanza "deboli" e con qualche problemino e facendo SFR a 50 rpm le mie ginocchia "schioccavano" ( come quando si fanno schioccare le nocche delle mani per capirci) e mi si gonfiavano nel giro di qualche ora. Sono però riuscito ad arrivare agli stessi risultati con qualche richiamino di forza in palestra da fare al posto delle SFR. Non ho spiegazioni scientifiche ma ho trovato risultati simili.

50 rpm non sono SFR; per fare tale esercizio la cadenza è nel range 35-40rpm
 

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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senigallia
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Aethos s-works
Vi riportò un articolo...pareri diversi?

"La corrente che si ispira a Coggan sostiene che le SFR non hanno utilità pratica, ed esistono mezzi allenanti diversi che possono essere utilizzati per ottenere un risultato più incisivo sulla performance del ciclista. Dall'altra parte, i sostenitori dell'opera, di Sassi ritengono le SFR un allenamento con delle peculiarità non riproducibili con altre tipologie di allenamento. Nel presente articolo vorrei onorare la memoria di Aldo Sassi mostrando che le SFR sono un mezzo allenante con una propria dignità e motivo d'essere. Credo che l’intervento di Coggan sia stato frainteso da molti addetti ai lavori poiché indaga una metodologia di allenamento che, di fatto, non rappresenta le SFR (ed infatti è chiamata Strenght endurance) che si svolge con modalità simili, ma non uguali, e per questo motivo con un effetto diverso. E’ doveroso precisare anche che Coggan non ha mai parlato di SFR, acronimo utilizzato solo in Italia, e che le Strenght endurance sono un’abberrazione da esse ricavata, evidenziata dallo stesso Sassi. Tra le altre cose l’indagine di Coggan va a ricercare modifiche in una variabile, la forza muscolare, che Aldo Sassi aveva escluso categoricamente come finalità del mezzo allenante da lui introdotto. A mio modo di vedere le SFR sono state ingiustamente criticato sulla base di un grosso fraintendimento terminologico e di finalità allenanti, forse anche a causa del fatto che, a mia conoscenza, la loro esplicitazione è stato trattata solo in un libro intervista scritto in italiano e non tradotto. Il libro si chiama "Dalla parte del ciclismo"edito da Sperling & Kupfer, e lo consiglio vivamente a tutti quanti amano il ciclismo. Prima di tutto vediamo in cosa consistono le SFR, lo faccio riportando le testuali parole ricavate dal menzionato testo. La prima domanda che occorre porsi per inquadrare il problema è: "a cosa servono le SFR?".
"Le Salite Forza-Resistenza sono un mezzo di allenamento che ideammo nell'autunno del 1983' in occasione della preparazione di Francesco Moser al record dell'ora. La finalità era appunto quella di migliorare un'espressione di forza che consentisse a Moser di spingere un lungo rapporto per l'intera ora di gara"
Faccio notare che Sassi parla di "un'espressione di forza", che chiama forza aerobica, non catalogabile nella classica nomenclatura, ma come devono essere eseguite?
"La modalità originale consiste nell'esecuzione di un tratto di salita in forma di ripetute: solitamente da 1 a 5 minuti di ascesa, da ripetere per sei-otto volte, intercalando fasi di recupero praticamente inattivo di 2-3 minuti. La pendenza della strada dovrebbe essere compresa tra il 6 e l'8 per cento, da percorrere con cadenza di trentacinque-quaranta pedalate al minuto".
Quali rapporti devono essere utilizzati?
"Le SFR dovrebbero essere svolte utilizzando il rapporto più lungo possibile (gli atleti più forti scelgono il 53/13 o il 53/14), compatibile però con il mantenimento di una frequenza cardiaca non superiore all'85% della massima: se si supera questo limite, si scegli un rapporto me o lungo. La corretta esecuzione prevede il "non tirare di braccia", cioè di evitare di esercitare energiche trazioni sul manubrio ad ogni colpo di pedale...."
Il giornalista ricorda a Sassi che la metodologia ha subito delle evoluzioni nel tempo, sentite cosa risponde.
"Si, ma negli anni seguenti il record di Moser l'approfondimento dei presupposti teorici e la verifica rappresentata dalle sensazioni degli atleti mi convinsero della validità della metodica originale - che tuttora suggerisco ai miei corridori - le cui ragioni e finalità sono state afferrate da pochi tecnici.
In questo passaggio, a mio modesto modo di vedere, sta tutto il succo della disputa creata, infatti tutto ciò che non è fatto a 35-40 rpm con durata compresa entrò i 5' non si può chiamare SFR e pertanto, studi che adottano un protocollo diverso da questo sono viziati in partenza. Nella ricerca scientifica il rigore dei protocolli applicati è condizione alla base della attendibilità e validità dei risultati. Come vedremo nel seguito, Coggan non ha utilizzato, e tanto meno gli studi portati come prove di confutazione, il protocollo indicato. Tra l'altro si vanno a ricercare modificazioni in una variabile, la forza muscolare, che Sassi aveva palesemente escluso. Nell'estratto sopra ricorda che pochi tecnici hanno afferrato i presupposti fisiologici alla base delle SFR. Leggiamo cosa sviluppano, secondo Sassi, le SFR.
"Dobbiamo mettere a fuoco il concetto di forza aerobica riferito in maniera specifica al ciclismo, e il fattore che ritengo maggiormente limitante in relazione a questa particolare qualità, che ben poco, direi quasi nulla, ha in comune con i presupposti fisiologici della forza intesa come capacità di esprimere per pochi secondi tensioni massimali -espressione quest'ultima, prevalentemente della capacità di reclutamento massivo delle fibre e di un supporto energetico di origine anaerobica - che potremmo definire, per meglio intenderci ora, forza aerobica. Per andare forte in bici occorre la forza aerobica. Nella pedalata la fase di spinta maggiore è caratterizzata da contrazioni muscolari a livello del quadricipite, che a intensità di lavoro corrispondenti al medio o di soglia anaerobica raggiungono o superano il 15-20% della massima forza di contrazione: un livello di forza tutto sommato non elevato, ma comunque in grado di determinare pressioni intramuscolari tali da ostruire il normale flusso ematico all'interno dei tessuti attivi. A parità di sforzo, dunque, quanto più è bassa la cadenza di pedalata, tanto più intensa e prolungata è l'applicazione della forza ostruttiva nei confronti del flusso sanguigno e tanto maggiore il livello delle pressioni intramuscolari che concorrono- insieme all'intensità metabolica dell'esercizio per sé - a determinare quelle alterazioni metaboliche che in definitiva percepiamo come fatica. Secondo la mia concezione, possedere una buona forza aerobica significa essere in grado di sopportare meglio gli effetti negativi di questa condizione di esercizio: come risulta da alcune nostre indagini di laboratorio e come è ben evidenziato dai recenti studi del gruppo di Takaishi (2002), i ciclisti evoluti rispetto ai non allenati, sono in grado di subire minori alterazioni metaboliche al ridussi della cadenza di pedalata e di conseguenza, all'intensificarsi e all'allungarsi dei tempo di contrazione muscolare in ciascuna rivoluzione di pedale".
Chiarita la posizione di Sassi andiamo a vedere cosa scrive Coggan e i punti, a mio modo di vedere, deboli della sua tesi. Leggiamo cosa scrive:
“For at least 20 years, some coaches have advocated that cyclists include so-called “strength endurance” (SE) intervals as part of their training program. While the precise format of these intervals tends to vary, in general they consist of pedaling for extended periods (e.g., from 5 to 20 min) at a moderate to high intensity but at an abnormally low cadence (e.g., 45-75 rpm). More recently, this form of training has gained popularity among triathletes under the rubric of “big gear” training. Based on anecdotal evidence, the proponents of this form of training have faith that it improves performance, although there seems to be no consensus on the particular aspect of performance that it is thought to benefit. It is difficult to argue with the anecdotal evidence in favor of SE training, primarily because it is just that: anecdotal.”
E’ evidente che quanto sopra non si riferisce alle SFR poiché, come scritto da Sassi, le rpm non devono superare le 40 e non devono durare più 5’. Appare ovvio che se si riescono a fare sessioni di 20’ l’intensità dello sforzo non può essere quella consigliata da Sassi e che aumentare le rpm snatura il senso dell’allenamento. Il fatto, poi, che si parli di “anecdotal evidence” dimostra che Coggan non è a conoscenza di quanto fatto da Sassi dal 1983 ad oggi, e conferma che non analizza le SFR ma una delle declinazioni operata da i tecnici di cui parlava Sassi che non hanno ben compreso il senso di questo allenamento. Continuiamo con la lettura:
“Ideally, however, coaching practices should be based not upon anecdotal evidence and empirical observations, but upon formal scientific research in the sports sciences, or at least the application of scientific knowledge to sport.”
Il problema di quest’affermazione è che la dimostrazione scientifica deve rispettare alcuni crismi che, come vedremo, nella sua disamina non sono stati assolti, poiché la sua analisi è evidentemente empirica e non ha alcuna rilevanza scientifica. Sotto il dettaglio di quanto Coggan vuole dimostrare:
“The purpose of the present article is therefore to examine SE training from such a perspective, using a graphical means of analyzing powermeter data that I have termed quadrant analysis (QA) (see http://home.earthlink.net/~acoggan/quadrantanalysis). Specifically, QA was used to assess the two most plausible physiological mechanisms by which SE training could potentially be beneficial, i.e.,
1) as a form of on-the-bike resistance training that results in muscular hypertrophy and thus possibly increases maximal neuromuscular power;
2) as a means of enhancing the recruitment of type II (fast twitch)motor units during prolonged bouts of exercise, thus improving their resistance to fatigue via increases in mitochondrial content, capillarization, etc.”
In questo passaggio sta tutto il succo del fraintendimento, Coggan cerca un incremento della forza muscolare come sviluppo delle qualità neuromuscolari e tensive delle fibre muscolari, cosa che Sassi ha escluso fin dall’inizio. E’ chiaro che se si vanno a rilevare delle variabili, altre, rispetto a quelle dichiarate modificate, è improbabile ottenere un riscontro positivo. Va detto anche che il quadrant analysis non è stato validato da alcuno studio scientifico. Andiamo ad analizzare il protocollo di analisi utilizzato:
To provide the necessary data for the present discussion, I performed two prototypical SE workouts, i.e., 2 x 20 min at 250 W and 45 rpm and 5 x 5 min at 300 W and 45 rpm. These power outputs were only 90% of that which I would normally maintain for these durations in training, but in fact they were nearly maximal considering the markedly suboptimal cadence. The sessions were performed on a Velodyne trainer (http://www.velodynesports.com) operating in ergometer (i.e., constant power)mode, with data for power and cadence recorded every 1 s using a carefully calibrated SRM Professional powermeter. To mimic the inertial load encountered when performing such intervals up a moderately steep hill, I used a 53x12 gear combination, and I applied a “no gripping” rule as advocated by some coaches to minimize the recruitment of upper body musculature. In addition, for comparison purposes I have included data from three other trainings sessions, namely 1) six maximal standing start efforts performed on a flat road in a 53x12 gear combination, starting from a track stand and continuing until I reached ~90 rpm(which took ~15 s), 2) ten maximal seated accelerations in the same gear on the Velodyne, starting with the cranks/ wheel/flywheel stationary and continuing until I reached ~75 rpm(which took ~10 s when working against the inertial load provided by the Velodyne's 10 kg flywheel), and 3) 2 x 20 min of 15 s on, 15 off “microintervals” performed on the Velodyne at a power of ~500 W during each on period and ~50 W during each off period.”
Gli allenamenti strength endurance, come si vede, non hanno le caratteristiche delle SFR, sia per le rpm impiegate e sia per il fatto che sono fatte in pianura. Spingere un 53x13 su una salita dal 6 all’8% è sostanzialmente diverso che spingere un 53x12 in piano. La salita ha una caratteristica non riproducibile in piano, ovvero che la forza di gravità, specialmente a basse frequenze “tira” il ciclista nel senso contrario al moto in modo che l’inerzia della pedalata non può essere sfruttata. Questo aspetto è fondamentale perché in un esercizio che afferma di agire sulla compressione delle fibre motorie, l’applicazione della forza nell’arco della rivoluzione del pedale è evidentemente diversa quando si deve spingere in salita rispetto alla pianura. Il secondo appunto è l’utilizzo dei tre allenamenti “sostitutivi” che hanno tutti la fisionomia delle Hight Intensity Interval Training (HIIT). Come dimostrato da svariati studi (Bahr et al., 1992; Billat et al. 2001; Brockman et al., 1993; Burgomaster et al. 2005; Bailey et al. 1995; Esfarjani et al. 2007; Gibala 2009; Gunnarsson et al. 2012; Perry et al. 2008; Smith et al. 1993; Spencer e Gastin 2001; Tabata et al. 1996; Tremblay et al. 1994) l’effetto di questo tipo di allenamento non è anaerobico, come asserisce Coggan, ma agisce sull’incremento della massa mitocondriale e sugli enzimi del ciclo di krebs. Coggan esclude anche il fatto che si possano reclutare le fibre di tipo II con allenamento come le SFR perché dai dati rilevati la forza espressa è troppo bassa. Come già detto non è questo il fine dichiarato da Sassi, ma anche se lo fosse, uno studio di Fry (Fry, 2004), dimostra che già al 40% della forza massimale c’è un buon contributo delle fibre di tipo II. Vorrei concludere con una speculazione personale che nulla ha di scientifico, poiché non supportata da alcuna ricerca, ma ipotizzata, tra le righe, anche dallo stesso Sassi: il ruolo della percezione della fatica. Rileggendo l’intervista Sassi afferma che questo tipo di allenamento ha efficacia nella misura in cui permette di “sopportare meglio gli effetti di questa condizione di esercizio”, ovvero la fatica. Esiste un filone di ricerca nato dall’intuizione di Timothy Noakes (Noakes 2007, Noakes et. al 2005) e proseguito da Ross Tucker (Tucker er al, 2005), secondo cui la regolazione dello sforzo è amministrata dal cervello attraverso un sistema denominato Central Governor il quale, in base alla percezione di una determinata soglia di fatica, inizia a reclutare meno unità motorie, determinando una minor potenza erogata e quindi una minor velocità. Nella evoluzione della Central Governor theory la fatica locale del muscolo è il segnale “letto” dal cervello che determina la soglia oltre il quale si disattivano delle unità motorie. Secondo questa teoria gli allenamenti inducono dei progressivi adattamenti periferici che “alzano” il livello di soglia per cui il cervello interviene nell’inibire un certo numero di unità motorie. Rileggendo tutto il lavoro di Sassi sotto la luce della Central Governor theory il tutto assume una connotazione decisamente affascinante. Mi piace pensare che Sassi, che era un grande estimatore di Noakes, nel tempo avesse maturato questa convinzione alla base della sua intuizione sulle SFR.
Conclusione
Le SFR rappresentano una tipologia di allenamento “sui generis” che agisce sulla percezione della fatica sia a livello periferico che centrale. L’analisi di Coggan è basata su una tipologia di allenamenti che non hanno le caratteristiche delle SFR e valutando la modificazione alla variabile forza muscolare, esclusa da Sassi come destinataria degli effeti del suo mezzo allenante.

Bibliografia
Bahr R et al. Effect of supramaximal exercise on excess postexercise O2 consumption. Med. Sci. Sports Exerc. 1992; 24(1): 66‐71.
Billat, V. L., A. Demarle, J. Slawinski, M. Paiva, And J.-P. Koralsztein. Physical and training characteristics of top-class marathon runners. Med. Sci. Sports Exerc., Vol. 33, No. 12, 2001, pp. 2089–2097.
Brockman, L. et al. Oxygen uptake during recovery from intense intermittent running and prolonged walking. J. Sports Med. Phys. Fitness. 1993; 33(4): 330‐336.
Burgomaster KA, Hughes SC, Heigenhauser GJ, Bradwell SN, Gibala MJ. Six sessions of sprint interval training increases muscle oxidative potential and cycle endurance capacity in humans. J Appl Physiol. 2005 Jun; 98(6): 1985‐90.
Bailey RC, Olson J, Pepper SL, Porszasz J, Barstow TJ, Cooper DM. The level and tempo of children's physical activities: an observational study. Med Sci Sports Exerc. 1995 Jul;27(7):1033‐41.
Esfarjani F., Laursen P. B. Manipulating high-intensity interval training: Effects on VO2 max, the lactate threshold and 3000m running performance in moderately trained males. Journal of Science and Medicine in Sport 2007; 10, 27-35.
Fry A.C. The role of resistance exercise intensity on muscle fibre adaptations. Sports Med. 2004;34(10):663-79
Gibala M., Molecular responses to high-intensity interval exercise. Appl. Physiol. Nutr. Metab. 2009; 34: 428–432.
Gibala M.J., Little J.P., van Essen M., Wilkin G.P., Burgomaster K.A., Safdar A., Raha S., Tarnopolsky M.A. Short‐term sprint interval versus traditional endurance training: similar initial adaptations in human skeletal muscle and exercise performance. J Physiol. 2006 Sep 15;575 (Pt 3):690.
Gunnarsson T.P. and Bangsbo J. The 10-20-30 training concept improves performance and health profile in moderately trained runners. J Appl Physiol (May 3, 2012) in corso di stampa.
Noakes T. D. The Central Governor Model of Exercise Regulation Applied to the Marathon. Sports Medicine, Volume 37, Numbers 4-5, 2007 , pp. 374-377(4).
Noakes T.D., St Clair Gibson A, Lambert E.V. From catastrophe to complexity: a novel model of integrative central neural regulation of effort and fatigue during exercise in humans: summary and conclusions. Br J Sports Med. 2005 Feb;39(2):120-4
Perry C.G.R., Heigenhauser G.J.F., Bonen A., Spriet L.L. High-intensity aerobic interval training increases fat and carbohydrate metabolic capacities in human skeletal muscle. Appl. Physiol. Nutr. Metab. 2008; 33: 1112–1123.
Smith J et al. The effects of intensity of exercise on excess postexercise oxygen consumption and energy expenditure in moderately trained men and women. Eur. J. Appl. Physiol. 1993; 67(5):420‐425.
Spencer M.R., Gastin P.B. Energy system contribution during 200- to 1500-m running in highly trained athletes. Med Sci Sports Exerc. 2001 Jan;33(1):157-62
Tabata I, Nishimura K, Kouzaki M, Hirai Y, Ogita F, Miyachi M, Yamamoto K. Effects of moderate‐intensity endurance and high‐intensity intermittent training on anaerobic capacity and VO2max. Med. Sci. Sports Exerc. 1996; 28(10):1327‐30.
Takaishi T., et al. Effect of cycling experience and pedal cadence on the near-infrared spectroscopy parameters. Med Sci Sports Exerc. 2002 Dec;34(12):2062-71
Tremblay A, Simoneau JA, Bouchard C. Impact of exercise intensity on body fatness and skeletal muscle metabolism. Metabolism. 1994; 43(7): 814‐8.
Tucker R, Rauch L, Harley YX, Noakes TD. Impaired exercise performance in the heat is associated with an anticipatory reduction in skeletal muscle recruitment. Pflugers Arch. 2004 Jul;448(4):422-30. Epub 2004 May 8
 
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ROAD BIKE

Pignone
30 Gennaio 2012
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5
Napoli
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wilier
Visto che c’è una grande confusione sull’ uso e/o destinazione d’uso delle fantomatiche
e (come cercherò di dimostrare tra poco) inutili salite di forza resistente, mi sento di condividere
i risultati di una mia personale ricerca sulle varie forze e loro sottocategorie.
La federciclismo ha canonizzato le forze in quattro forze principali:
1) La forza massima
2) La forza dinamica massima
3) La forza esplosiva
4) La forza rapida
ognuna di esse trova la sua naturale collocazione in un determinato range di cadenza di pedalata.
Abbiamo così che la forza massima si colloca nell’intervallo 0-40 rpm; la forza dinamica massima
da 40 a 90 rpm; la forza esplosiva da 90 a 140rpm ed infine la forza rapida oltre le 140 rpm.
Inoltre ogni forza è caratterizzata da una scala comune di intensità che dai valori massimali
regredisce verso livelli inferiori e ognuno di questi livelli di intensità possiede un nome specifico:
A) Massimali di forza
B) Forza resistente
C) Resistenza di forza
D) Non allenante la forza
Ognuna di questi livelli (o sottocategorie) è espressione percentuale del massimale di forza
(la forza media massima sviluppata partendo da fermo per 30”) :
Massimale di forza = X
Forza massima = 70-100% di X
Forza resistente = 50-70% di X
Resistenza di forza = 35-70 % di X
Non allenante la forza= 0 - 35% di X
Quanto detto fino ad ora apre altri orizzonti molto interessanti.
Le quattro forze principali chiaramente hanno uno sviluppo “ orizzontale” per così dire
in quanto avendo a che fare con la velocità rotazionale delle pedivelle le possiamo associare
all’asse orizzontale della curva di potenza dei quadranti di Golden Cheetah.
Mentre viceversa i livelli o sottocategorie, avendo uno sviluppo “ verticale”, automaticamente
li possiamo associare all’asse verticale della curva di potenza di GC.
Mi sono creato così in Photoshop una maschera di sovrapposizione alla curva di potenza che
prendesse in considerazione i rapporti tra tutte le forze e sottocategorie di cui ho parlato finora.
E ho così “ visualizzato” concetti astratti che finora (mi sembra) nel forum non è stato mai fatto.


attachment.php


Si possono quindi fare varie considerazioni:
1) quelle che tutti chiamano SFR (quelle per intenderci che si eseguono a 30 Rpm) si vanno a
collocare in Z2 della curva di potenza (quella nell’ esempio è la mia settata
all’attuale Ftp di 240 w) con una forza di 320 N.
Ai fini dell’ allenamento appare evidente che l’esecuzione di Sfr a 30 rpm non soddisfa nessun
principio dettato dai canoni del training moderno.
2) Molto più interessante invece guardare la parte intermedia del grafico dove si vede chiaramente
la “centralità” della forza dinamica, in cui sono racchiuse gran parte delle caratteristiche
distintive di un ciclista medio fondista o fondista e, del suo relativo livello/sottocategoria
corrispondente alla Resistenza di forza.
Appare evidente come qui si vanno a collocare naturalmente la maggior parte dei lavori
di qualità.
3) Lo schema così come l’ho sviluppato permette la programmazione a priori di tutte le
coppie torcenti potendo cosi decidere in qualsiasi momento il tipo di forza da allenare
, la giusta cadenza, il giusto livello ed infine la giusta durata dell’intervallo.
Ad esempio questo è un’ intervallo eseguito oggi su Wattbike:

attachment.php


come si vede avevo programmato delle ripetute di Resistenza di forza in regime di
Forza dinamica a 70 rpm (velocità circumferenziale 1,245).
Si ma che durata dovevano avere le ripetute e che caratteristiche avrei allenato del mio
attuale profilo di potenza? A che potenza? E che forza avrei dovuto utilizzare?
Incrociandi i dati ho visto che la forza utilizzata era di 220 N quindi FxV = P
per cui 220x1,245= 274 W
Nel mio profilo di potenza attuale 274 W corrispondono a circa 6’ e quindi ho effettuato
le ripetute in Z5 da 6’ a 70 rpm allenando la resistenza di forza in regime di forza dinamica max.
Se avessi voluto allenare la Forza resistente rimanendo sempre in regime di forza dinamica
max e sempre in Z5 avrei dovuto fare (guardando sempre l’incrocio) 50 rpm con 310 N di
forza per 275 W
Come si vede la potenza è invariata, quello che cambia è la velocità e la categoria di forza .
Infine giusto per completezza se avessi eseguito delle SFR a 30 rpm avrei, seguendo lo stesso
procedimento, 300 N per 30 rpm (vel cir 0,533) per 160 W per una durata ovviamente molto
lunga rispetto agli usuali 2’- 4’ a cui si e soliti eseguire tali esercitazioni.
Vi ci vedete voi a maciullarvi le gambe per 15-20 o più minuti ?
La ragione mi induce a pensare che è una grande perdita di tempo.
Questo intervento non vuole aprire nessuna polemica e ben me ne guarderò dal rispondere
a qualche “integralista” che non fosse d’accordo ma vuole solo fare un po di chiarezza
su un argomento che mi sta molto a cuore.
Che la forza sia con Voi
o-o

P.s. Se vi è piaciuto quest' intervento mi aspetto come minimo una cinquantina di valutazioni positive :mrgreen:
Si vive anche di soddisfazioni................:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
o-o
 

Allegati

  • classificazione della forza.jpg
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gerardo61

Apprendista Passista
3 Novembre 2008
1.110
171
San Mauro Torinese
www.inter.it
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ce l'ho
Visto che c’è una grande confusione sull’ uso e/o destinazione d’uso delle fantomatiche
e (come cercherò di dimostrare tra poco) inutili salite di forza resistente, mi sento di condividere
i risultati di una mia personale ricerca sulle varie forze e loro sottocategorie.
La federciclismo ha canonizzato le forze in quattro forze principali:
1) La forza massima
2) La forza dinamica massima
3) La forza esplosiva
4) La forza rapida
ognuna di esse trova la sua naturale collocazione in un determinato range di cadenza di pedalata.
Abbiamo così che la forza massima si colloca nell’intervallo 0-40 rpm; la forza dinamica massima
da 40 a 90 rpm; la forza esplosiva da 90 a 140rpm ed infine la forza rapida oltre le 140 rpm.
Inoltre ogni forza è caratterizzata da una scala comune di intensità che dai valori massimali
regredisce verso livelli inferiori e ognuno di questi livelli di intensità possiede un nome specifico:
A) Massimali di forza
B) Forza resistente
C) Resistenza di forza
D) Non allenante la forza
Ognuna di questi livelli (o sottocategorie) è espressione percentuale del massimale di forza
(la forza media massima sviluppata partendo da fermo per 30”) :
Massimale di forza = X
Forza massima = 70-100% di X
Forza resistente = 50-70% di X
Resistenza di forza = 35-70 % di X
Non allenante la forza= 0 - 35% di X
Quanto detto fino ad ora apre altri orizzonti molto interessanti.
Le quattro forze principali chiaramente hanno uno sviluppo “ orizzontale” per così dire
in quanto avendo a che fare con la velocità rotazionale delle pedivelle le possiamo associare
all’asse orizzontale della curva di potenza dei quadranti di Golden Cheetah.
Mentre viceversa i livelli o sottocategorie, avendo uno sviluppo “ verticale”, automaticamente
li possiamo associare all’asse verticale della curva di potenza di GC.
Mi sono creato così in Photoshop una maschera di sovrapposizione alla curva di potenza che
prendesse in considerazione i rapporti tra tutte le forze e sottocategorie di cui ho parlato finora.
E ho così “ visualizzato” concetti astratti che finora (mi sembra) nel forum non è stato mai fatto.


attachment.php


Si possono quindi fare varie considerazioni:
1) quelle che tutti chiamano SFR (quelle per intenderci che si eseguono a 30 Rpm) si vanno a
collocare in Z2 della curva di potenza (quella nell’ esempio è la mia settata
all’attuale Ftp di 240 w) con una forza di 320 Nm.
Ai fini dell’ allenamento appare evidente che l’esecuzione di Sfr a 30 rpm non soddisfa nessun
principio dettato dai canoni del training moderno.
2) Molto più interessante invece guardare la parte intermedia del grafico dove si vede chiaramente
la “centralità” della forza dinamica, in cui sono racchiuse gran parte delle caratteristiche
distintive di un ciclista medio fondista o fondista e, del suo relativo livello/sottocategoria
corrispondente alla Resistenza di forza.
Appare evidente come qui si vanno a collocare naturalmente la maggior parte dei lavori
di qualità.
3) Lo schema così come l’ho sviluppato permette la programmazione a priori di tutte le
coppie torcenti potendo cosi decidere in qualsiasi momento il tipo di forza da allenare
, la giusta cadenza, il giusto livello ed infine la giusta durata dell’intervallo.
Ad esempio questo è un’ intervallo eseguito oggi su Wattbike:

attachment.php


come si vede avevo programmato delle ripetute di Resistenza di forza in regime di
Forza dinamica a 70 rpm (velocità lineare 1,245).
Si ma che durata dovevano avere le ripetute e che caratteristiche avrei allenato del mio
attuale profilo di potenza? A che potenza? E che forza avrei dovuto utilizzare?
Incrociandi i dati ho visto che la forza utilizzata era di 220 Nm quindi FxV = P
per cui 220x1,245= 274 W
Nel mio profilo di potenza attuale 274 W corrispondono a circa 6’ e quindi ho effettuato
le ripetute in Z5 da 6’ a 70 rpm allenando la resistenza di forza in regime di forza dinamica max.
Se avessi voluto allenare la Forza resistente rimanendo sempre in regime di forza dinamica
max e sempre in Z5 avrei dovuto fare (guardando sempre l’incrocio) 50 rpm con 310 Nm di
forza per 275 W
Come si vede la potenza è invariata, quello che cambia è la velocità e la categoria di forza .
Infine giusto per completezza se avessi eseguito delle SFR a 30 rpm avrei, seguendo lo stesso
procedimento, 300nm per 30 rpm (vel lin 0,533) per 160 W per una durata ovviamente molto
lunga rispetto agli usuali 2’- 4’ a cui si e soliti eseguire tali esercitazioni.
Vi ci vedete voi a maciullarvi le gambe per 15-20 o più minuti ?
La ragione mi induce a pensare che è una grande perdita di tempo.
Questo intervento non vuole aprire nessuna polemica e ben me ne guarderò dal rispondere
a qualche “integralista” che non fosse d’accordo ma vuole solo fare un po di chiarezza
su un argomento che mi sta molto a cuore.
Che la forza sia con Voi
o-o

P.s. Se vi è piaciuto quest' intervento mi aspetto come minimo una cinquantina di valutazioni positive :mrgreen:
Si vive anche di soddisfazioni................:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
o-o

Quotone :mrgreen:

Queste considerazioni sono scritte anche sul libro di Allen e Coggan: Training and racing with a power meter 2nd edition a pagina 139-141 dove si parla di Allenamenti Forza/resistenza (strengh endurance) giungendo alla seguente conclusione:

Anche se gli allenamenti forza endurance incrementano il reclutamento delle fibre di tipo II, non è chiaro perché questo dovrebbe essere necessario o desiderabile. Quando un atleta non effettua allenamenti di forza endurance, le fibre di tipo II vengono sufficientemente reclutate e comunque allenate a causa della quasi completa sostituzione delle fibre Tipo IIx con le fibre Tipo IIa. Le Fibre di Tipo II hanno la stessa capacità aerobica delle Fibre di Tipo I dello stesso atleta.


o-o
 

camoscio d'oro

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Si possono quindi fare varie considerazioni:
1) quelle che tutti chiamano SFR (quelle per intenderci che si eseguono a 30 Rpm) si vanno a
collocare in Z2 della curva di potenza (quella nell’ esempio è la mia settata
all’attuale Ftp di 240 w) con una forza di 320 Nm.
Ai fini dell’ allenamento appare evidente che l’esecuzione di Sfr a 30 rpm non soddisfa nessun
principio dettato dai canoni del training moderno.
o-o

A me non risulta che quelle siano sfr.
Le rpm dovrebbero essere tra le 40 e le 45
e la zona z3 alta, z4 bassa.

Sbaglio?
 

texano999

Apprendista Velocista
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Dalla tua analisi deduco comunque che fare sfr a 40 rpm (passaggio tra le due tipologie di forza) relegate al solo periodo invernale con il cuore max Z2/Z3 rimane un allenamento di potenziamento muscolare alternativo alla palestra che fa da entre ad altri allenamenti piu specifici.

Anche perche in questo periodo di potenziamento io non faccio lavori in Z5.

quindi la tua analisi non mi fa dedurre che in questo periodo di poternziamento muscolare l 'SFR non serva
 
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matroma92

Passista
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Dalla tua analisi deduco comunque che fare sfr a 40 rpm (passaggio tra le due tipologie di forza) relegate al solo periodo invernale con il cuore max Z2/Z3 rimane un allenamento di potenziamento muscolare alternativo alla palestra che fa da entre ad altri allenamenti piu specifici.

Anche perche in questo periodo di potenziamento io non faccio lavori in Z5.

quindi la tua analisi non mi fa dedurre che in questo periodo di poternziamento muscolare l 'SFR non serva

Io non capisco tutta questa riluttanza a fare lavori in Z4-Z5 in questo periodo e invece lavorare sul continuo in Z2-Z3 ;nonzo% È stato ripetuto più volte che ormai questo tipo di allenamento è utile fino ad un certo punto
 

texano999

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Io non capisco tutta questa riluttanza a fare lavori in Z4-Z5 in questo periodo e invece lavorare sul continuo in Z2-Z3 ;nonzo% È stato ripetuto più volte che ormai questo tipo di allenamento è utile fino ad un certo punto

non sto dicendo che è il miglior allenaemnto, dico solo che in questo periodo di potenziamento è un allenamento che ha una funzione.

Ora la domanda potrebbe essere c'è di meglio da fare a Dicembre?
Si se si vuole lavorare in Z4/Z5 probabilmente si.
Non si tratta di riluttanza al Z4/Z5, ma solo di organizzare la stagione in un certo modo e io in questo periodo (mese dicembre) preferisco restare in Z2/Z3
 

matroma92

Passista
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non sto dicendo che è il miglior allenaemnto, dico solo che in questo periodo di potenziamento è un allenamento che ha una funzione.

Ora la domanda potrebbe essere c'è di meglio da fare a Dicembre?
Si se si vuole lavorare in Z4/Z5 probabilmente si.
Non si tratta di riluttanza al Z4/Z5, ma solo di organizzare la stagione in un certo modo e io in questo periodo (mese dicembre) preferisco restare in Z2/Z3

Certo che se devi iniziare a correre a Maggio-Giugno allora è un po' presto, ma se già verso Marzo-Aprile vuoi fare qualche corsa allora forse almeno una volta a settimana non farebbe male iniziare a fare qualche lavoro in zone un po' più alte.

Comunque, fosse per me, se dovessi ancora starmene tranquillo allora non farei SFR classiche, perché, come è stato evidenziato, avrebbe poco senso, molto meglio lavorare sull'agilità e comunque restando sulle 2h al massimo per allenare il sistema aerobico.
 

sepica

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Certo che se devi iniziare a correre a Maggio-Giugno allora è un po' presto, ma se già verso Marzo-Aprile vuoi fare qualche corsa allora forse almeno una volta a settimana non farebbe male iniziare a fare qualche lavoro in zone un po' più alte.

Comunque, fosse per me, se dovessi ancora starmene tranquillo allora non farei SFR classiche, perché, come è stato evidenziato, avrebbe poco senso, molto meglio lavorare sull'agilità e comunque restando sulle 2h al massimo per allenare il sistema aerobico.
per me dire che si le gare partono da marzo aprile non ha un gran senso.
Cioè non siamo dei professionisti che devono fare le classiche del nord, le gare di marzo aprile sono comunque propedeutiche a quelle piu importanti di giugno luglio, poi magari ualcuno ha una particolare attenzione per una GF di marzo ma appunto sono casi sporadici.
A me piace tanto la GF diMontefalco prevista per il 10 marzo, ma sono conscio che sò che non posso arrivarci in ottima forma, è cmq una gf preparatoria.
Oddio poi il mio discorso è valido per me come me molti che lavoriamo e non abbiamo le mattine libere x allenarci.. o-o