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Manzano ribadisce: Fuentes mi ha seguito con Epo e ormoni
Il medico nega, l'ex coridore passa al contrattacco
DOPING | Importante tesimonianza, quella di Jesús Manzano, protagonista stamane dell’udienza del processo della Operación Puerto. Innanzi tutto l’ex corridore ha confermato di essere stato seguito dal dottor Eufemiano Fuentes, che invece aveva negato la circostanza.
«Mi hanno somministrato EPO nel 2000, 2001 e 2003 da Eufemiano. Ci dava l’EPO e ci raccomandava di metterla in un termos. Le estrazioni di sangue si facevano invece nella clinica di Merino e in media ci toglievano un litro di sangue. A quei tempi avevo un ematocrito al 56%, lo misuravamo con una centrifuga che ci aveva dato la squadra. Le sigle? Pelas erano le unità di EPO. Un punto era EPO. Un punto e un asterisco era EPO russa. La pianificazione medica la faceva Eufemiano, degli allenamenti si occupava Labarta, entrambi coordinati con Vicente Belda. Per evitare la positività ricorrevamo ad una polvere bianca da mettere sul pene prima di orinare, mentre per affrontare i controlli dell’Uci ricorrevanmo a siero o albumina umana che abbassavano l’ematocrito. Ci iniettavano mezzo litro di roba, poi Belda o uno dei suoi ci davano una pastiglia che ci faceva sudare molto e orinare per eliminare questo liquido in eccesso»
E ancora: «Mi hanno somministrato anche HMG. Eufemiano aveva il suo quartier generale all’hotel Aída de Torrejón. Mi diede una ricetta firmata a nome di sua sorella per acquistare HMG in una certa ricevitoria. L’HMG serve per riequlibrare testosterone ed epitetosterone, evitando positività. Le ricette le firmava Eufemiano ed erano intestate a Yolanda, poiché si tratta di un medicinale destinato alle sole donne. E alla farmacia dei Cuatro Caminos io non pagavo e come me facevano tutti i corridori della Kelme. Per affrontare un Tour, mi prelevarono due sacche a Valencia e poi a portarle in Francia ci pensò la colomba messaggera, Alberto León, nascoste in contenitori di vino in tetrapack».