Anche peggio....in salità sono psicologicamente predisposto ad andare piano (sono un paracarro)...in pianura punto sempre a stare sopra i 30 km/h.....quindi è peggio.....
Quoto, questa è la cosa peggiore!!!
Anche peggio....in salità sono psicologicamente predisposto ad andare piano (sono un paracarro)...in pianura punto sempre a stare sopra i 30 km/h.....quindi è peggio.....

Il vento ha la strana caratteristica di soffiarti sempre contro. Se tu giri la bici, lui gira con te... Mettilo in conto come allenamento, e fai finta di essere in salita...
Detto per inciso, lo odio anche io, e me lo trovo sempre contro!
Il vento lo sa qual'è il tuo giro e farà sempre in modo di esserti contro e se proprio non ci riesce sceglierà di esserti a favore in discesa. Quando mi fa sbandare io lo insulto come Rocky (tipo: "tutto qui quello che sai fare ? Mia Madre me le dava più forte !"), mi abbasso e tiro dritto.![]()

Quando c'è vento bisogna studiare i giri in funzione di esso e poi essere assolutamente autocentrati, senza farsi condizionare psicologicamente dalla condizione esterna. Invece di guardare la velocità, guarda la cadenza e datti come obiettivo quello di tenere le RPM desiderate, fregandotene di mettere un rapporto che sembra da salita in pianura.
Vedrai che avrai dei miglioramenti.
Ho spesso notato che se non si è abbastanza autocentrati il vento tende a demoralizzarci e a condurci verso ribellioni prometeiche - come mettercela tutta per non scendere sotto una certa velocità, forzare per un breve tratto per poi scoppiare ecc - mentre se lo si considera alla stregua di una salita (se lo si percepisce cioè come una cosa normale, giusta, e non come una ingiustizia che il cielo ci sputa in faccia) anche un forte vento contrario diventa tollerabile, gestibile, e non penalizza nemmeno più di tanto la media sul giro.
L'unico vento veramente ostile è quello laterale, soprattutto se a folate.
(Come già scritto qui: http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=4112858&postcount=5114 )
Sono pienamente d'accordo, il vento contro non è sicuramente il massimo, ma bisogna prenderlo con filosofia, adotto anch'io il tuo metodo, nonostante la mia poca esperienza, mi viene naturale. Però le folate laterali le odio, ti dirò di più, mi intimoriscono in maniera esagerata, l'altro giorno dopo aver rischiato di cadere, stavo per fermarmi dal panico, e pensare che quando sono partito, le condizioni erano ottime. Comunque fino ad ora è stata la situazione più critica che ho vissuto in bici, mi sentivo impotente, con l'aggiunta anche dei TIR che mi facevano il pelo.Quando c'è vento bisogna studiare i giri in funzione di esso e poi essere assolutamente autocentrati, senza farsi condizionare psicologicamente dalla condizione esterna. Invece di guardare la velocità, guarda la cadenza e datti come obiettivo quello di tenere le RPM desiderate, fregandotene di mettere un rapporto che sembra da salita in pianura.
Vedrai che avrai dei miglioramenti.
Ho spesso notato che se non si è abbastanza autocentrati il vento tende a demoralizzarci e a condurci verso ribellioni prometeiche - come mettercela tutta per non scendere sotto una certa velocità, forzare per un breve tratto per poi scoppiare ecc - mentre se lo si considera alla stregua di una salita (se lo si percepisce cioè come una cosa normale, giusta, e non come una ingiustizia che il cielo ci sputa in faccia) anche un forte vento contrario diventa tollerabile, gestibile, e non penalizza nemmeno più di tanto la media sul giro.
L'unico vento veramente ostile è quello laterale, soprattutto se a folate.
(Come già scritto qui: [url]http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=4112858&postcount=5114[/URL] )

Quando c'è vento bisogna studiare i giri in funzione di esso e poi essere assolutamente autocentrati, senza farsi condizionare psicologicamente dalla condizione esterna. Invece di guardare la velocità, guarda la cadenza e datti come obiettivo quello di tenere le RPM desiderate, fregandotene di mettere un rapporto che sembra da salita in pianura.
Vedrai che avrai dei miglioramenti.
Ho spesso notato che se non si è abbastanza autocentrati il vento tende a demoralizzarci e a condurci verso ribellioni prometeiche - come mettercela tutta per non scendere sotto una certa velocità, forzare per un breve tratto per poi scoppiare ecc - mentre se lo si considera alla stregua di una salita (se lo si percepisce cioè come una cosa normale, giusta, e non come una ingiustizia che il cielo ci sputa in faccia) anche un forte vento contrario diventa tollerabile, gestibile, e non penalizza nemmeno più di tanto la media sul giro.
L'unico vento veramente ostile è quello laterale, soprattutto se a folate.
per nn parlare poi in aperta campagna senza nessun riparo...rpm al limite max e velocità di 12-13 kmh... altro che salita al 15 %.... da dimenticare 
Dipende dalla consapevolezza.....Quando il vento soffia alle nostre spalle,non sento mai nessun ciclista lamentarsi...![]()
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No, non è la leggenda del ... povero ciclista... osservate il dato della stazione di Milano Linate (vicina a me), dopo le 13 (direzione del vento)...![]()