rendiconto anch'io il mio we, trascorso in compagnia di andyman.
siamo andati a corsico (mi) dove sabato alle 18 siamo partiti per il "facile" 400 di corsico (alla fine dicono 2200 d+, na passeggiata): praticamente un milano-genova e ritorno.
note: i primi 130 km fatti ai 34 di media (mi pare, vero andrea ?), la salita al passo del turchino fatta di notte, 25 km di ascesa per fare qualche centinaio di mt di dislivello, andrea sempre davanti (io e lui con le nostre borse da 3 kg appese al tubo sella, come pochi altri, in previsione dell'acqua, quasi tutti gli altri con piccole borse e borselli, caxxo devo imparare anch'io ad attrezzarmi meglio, con quel peso dietro la bici è ancorata a terra, continuavo a guardare se avevo forato)
ovvaimente lui ha definito la sua andatura blanda, io gli stavo dietro senza spingere troppo ma ovviamente nemmeno "blandeggiavo".
lampi in lontanza, ziocan la becchiamo.
ore 1 di notte: si pedala in bellezza e bella gamba sul lungomare genova-arenzano. mare che sbatte sugli scogli, traffico zero, il golfo con genova illuminata alle nostre spalle. ristoro a cogoleto, di fronte ad un locale di giovani dove pompa musica house o roba del genere (ormai non riconosco più le differenze tra stili). entriamo a bere un caffè, e lo zio qui si lancia in quello che una volta era una delle sue specialità: il ballo ed il cazzeggio tutta notte in discoteca, altro che in bicicletta come oggi. cazzo, su quelle piastrelle le tacchette scivolano che è una bellezza, e mi tolgo lo sfizio di un paio di mosse da ultrafigo! (molto apprezzate da monegasco, con il quale praticamente ci siamo fatti tutta la rando)
ripartiamo, si deve riscollinare attraverso il valcio del giovo (se conoscessero il nostro giovo!!!), 25 km per fare 500 d+: dopo un'oretta di ascesa, siamo sotto il temporale, botti e fulmini! qualcuno chiede se tra carbonio e fulmini c'è simpatia tale da attrarsi.
iniziano le prime gocce: io quasi quasi proseguirei, ma andrea mi convicne a seguire il consiglio dei più collaudati rando con i quali stiamo salendo (molti di questi qui del forum, ormai ci si conosce). siamo in 13, 3 (andrea) dentro la pensilina mezza scoperchiata di un autobus, io e altri 9 troviamo riparo all'entrata della chiesetta vicina alla pensilina: in 10 con bici in 8 mq, 2 ore accatastati uno sull'altro, con la pretesa di provare a dormire, l'uso del telo termico ecc. prima vera esperienza di randonneur, dove non trovi il ristoro che ti accoglie ma sono tutti cazzi tua!
dopo più di 2 ore al freddo (sopportabile, altrimenti sarei ancora là) si riparte: alba sui colli dell'alessandrino, e poi si arriva su un balcone naturale dove da una parte vediamo le alpi innevate e davanti a noi si apre l'enorme estensione della pianura padana. spettacolo puro, ecco perchè faccio ste robe, mi dico!
poi un pò di delusione, perchè nella discesa da questo balcone seguo parakito che è in splendida forma: lui e andrea davanti iniziano a menare, terzo io e dietro un bel gruppetto. andrea mi dice che abbiamo toccato i 45, fino quando dopo una 20 di km gli dico che la mia gamba urla e che sto diventando scemo a tenere il gruppo. lo invito a proseguire con questo mentre io rallento ed aspetto un secondo gruppo, un pò più tranquillo. andrea decide di non abbandonarmi, rallentiamo e in breve ci beccano, con questi rientriamo più tranquillamente (capisco lì' che non sono solo io ad avere la gambina stanca. tranne andrea ed un paio, il nostro gruppo di una decina di persone non manifesta brillantezza, 4-5 non hanno mai tirato una spanna) con tanto di fermata verso mezzogiorno al bar della piazza centrale di ? boh.
arrivati alle 13 esatte, se togliamo 2e1/2 di fermata pere pioggia ci avremmo messo 16 ore e mezzo, poco meno dei 25 di media, più di 28 sul pedalato effettivo, mi pare. alla fine tutto ok. andrea guida e mi riporta a casa (a me casca la testa sul cruscotto).
i primi 2 sono arrivati alle 8e30, probabilmente non si sono fermati per la pioggia perchè o sono dei duri o avevano già scollinato il giovo e quindi, probabilmente, non hanno preso l'acqua o l'hanno presa in pianura.
ora faccio la solita s

ata ad andrea: tranne pochi altri, lui ed io avevamo la borsa strapiena al tubo sella. una volta l'ho pesata e sono 2,7 kg de roba, che ti pianta la bici dietro. lui, con sta zavorra, sia in salita che in pianura è davanti. soprattutto in salita, se c'è uno che parte anche senza nulla addosso (l'altra notte sul turchino c'era un tipo con macchina al seguito, quindi senza nemmeno il borsino
attrezzi, per dire) lui va su con questo. anzi asecondo me l'altra notte era il contrario, quello che cercava di tenere andrea, tutti gli altri noi dietro a vedere le loro luci rosse scomparire dietro le curve.
è che non gliene frega niente, ma lui sì che si potrebbe fare un nome nell'ambiente delle superrando o di manifestazioni tipo rata ecc.
ps: trovate gli intrusi!
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