Da semplice amatore senza passato agonistico nelle categorie giovanili il "gioco di squadra" nelle corse l'ho vissuto molto "di striscio"...
Nelle GF il livello di difficoltà è così alto che per una squadra anche numerosa ma senza un'organizzazione "simil-pro" è veramente difficile mettere in piedi un gioco di squadra tranne forse in qualche caso particolare ed eccezionale.
Nelle corse a circuito invece è un po' diverso e anche un atleta che non ha i mezzi per ottenere un buon piazzamento può essere utile per i compagni e devo dire che fra tutte le gare cui ho preso parte quelle che ricordo con più piacere sono quelle in cui si è riusciti a mettere in campo qualcosa di simile.
La maggior parte delle volte si fanno errori bestiali e si può anche finire con il corrersi contro ma quando ci si riesce...
Recentemente ho letto un libro di ciclismo e mi hanno colpito queste parole:
"Presto diventammo amici e scoprimmo una verità sul nostro sport: non c'è amicizia al mondo come quella che si crea in una squadra di ciclismo. Il motivo? In una parola dare. Dai tutto, tutta la tua forza: durante le corse proteggi un compagno, ti consumi per l'interesse di un compagno e un compagno fa lo stesso per te....(omissis).... In altri sport le squadre amano definirsi famiglie. Nel ciclismo non è una metafora" - da "La corsa segreta" di T. Hamilton
Bellissime parole....questa è l'essenza del ciclismo agonistico....l'essenza che mi ha formato come persona...
Aggiungo un aneddoto che mi riguarda alle tue parole: da dilettante avevo un carissimo amico con cui ho diviso allenamenti e squadre, tranne un anno in cui militavamo in squadre diverse, ad una corsa internazionale forai in un momento cruciale della corsa, lui mi vide, sapeva che potevo fare bene quel giorno, non ci penso un attimo, si fermò e mi diede la sua ruota....lui era di un'altra squadra, se l'avessero visto, lo stipendio quel mese lo vedeva col binocolo....ma quel gesto ha emozionato entrambi....questo è il ciclismo...ed è la parte più bella....più bella delle vittorie, della gloria, dei soldi....
Senza nessuno spirito polemico, facciamo due esempi concreti.
1) Il presidente dell'ASD vi viene a dire che, siccome quest'anno c'e' in squadra una ragazza che puo' vincere la categoria del circuito, il vostro compito stagionale sara' quello di aspettarla nelle salite e farle il trenino in pianura, questo per tutte le GF del certo circuito a cui partecipa la ciclistessa.
2) Il presidente dell'ASD vi viene a dire che, siccome quest'anno in squadra c'e' un velocista molto forte, il vostro compito stagionale nelle gare in circuito sara' quello di chiudere tutti i tentativi di fuga mettendovi in testa al gruppo facendo progressione per chiudere il buco.
cosa rispondereste? Io rifìuterei cortesemente.....
Intendevo dire questo quando parlavo di gregari, non l'aiuto estemporaneno che dai al tuo compagno di squadra in una certa corsa particolare. Voi ve la sentireste di affrontare i sacrifici che comporta fare una stagione di corse quando gia' sapete che il vostro compito e' quello?
Nel ciclismo professionistico queste logiche sono perfettamente comprensibili, perche' si viene pagati per farlo,e quindi e' un lavoro come un altro, ma nello sport amatoriale io faccio ancora fatica a capirlo.
, però mi è capitato di vedere corridori che in un'ora e mezza di corsa hanno contribuito a fare un "treno" per chiudere UN buco per poi staccarsi inesorabilmente negli ultimi 500m essere contenti e soddisfatti per quello che avevano fatto per la squadra ed asserire entusiasti di essersi divertiti. Qualcosa ci sarà. 

) nettamente distinto.