L'UCI boccia i dischi per il 2014

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rbc

via col vento
7 Maggio 2014
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samurai
Così come fanno (e faranno...) regolare quello meccanico...;-)

era per rispondere a [MENTION=19382]flavio-resana[/MENTION] riguardo ai meccanici che hanno paura di perdere il loro lavoro. il ciclista si crede esperto (quello che lurka sui forum ancora di più), ti sa dire tutte le scale dei pacchi pignoni ultegra a memoria, ti enuncia trattati di fisica applicati alle ruote ad alto profilo, ma quando si tratta di sistemare un problema poco più complesso di cambiare una camera d'aria, si mette il passamontagna per non essere riconosciuto da altri utenti di forum, e viene a chiederti se gli guardi due minuti la bici (sperando che tu gliela faccia gratis perché è sicuramente una cazzata). poi va a vantarsi sempre sui forum che ha risolto il problema ed era così e così e tutti dovrebbero imparare ad arrangiarsi e non andare a farsi spennare dal meccanico.
storie di vita vissuta, utente reale, non su questo forum.
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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verde
ormai questo è diventato una succursale di MTB forum
In effetti l'ambiente della mtb si è dimostrato negli anni più aperto alle innovazioni (vere o presunte, reali o di marketing) e più disposto a mettere in discussione i dogmi tradizionali ciclistici, specie se parliamo di chi va in mtb per divertimento e non con la tabella sul manubrio.

Nessuna polemica, per carità, semplice constatazione o-o
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
In effetti l'ambiente della mtb si è dimostrato negli anni più aperto alle innovazioni (vere o presunte, reali o di marketing) e più disposto a mettere in discussione i dogmi tradizionali ciclistici, specie se parliamo di chi va in mtb per divertimento e non con la tabella sul manubrio.

Nessuna polemica, per carità, semplice constatazione o-o

Verissimo.
 

faberfortunae

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era per rispondere a @flavio-resana riguardo ai meccanici che hanno paura di perdere il loro lavoro. il ciclista si crede esperto (quello che lurka sui forum ancora di più), ti sa dire tutte le scale dei pacchi pignoni ultegra a memoria, ti enuncia trattati di fisica applicati alle ruote ad alto profilo, ma quando si tratta di sistemare un problema poco più complesso di cambiare una camera d'aria, si mette il passamontagna per non essere riconosciuto da altri utenti di forum, e viene a chiederti se gli guardi due minuti la bici (sperando che tu gliela faccia gratis perché è sicuramente una cazzata). poi va a vantarsi sempre sui forum che ha risolto il problema ed era così e così e tutti dovrebbero imparare ad arrangiarsi e non andare a farsi spennare dal meccanico.
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o-oo-o

....io non mi metto il passamontagna. Mando direttamente papà:mrgreen:...
 

sembola

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era per rispondere a [MENTION=19382]flavio-resana[/MENTION] riguardo ai meccanici che hanno paura di perdere il loro lavoro. il ciclista si crede esperto (quello che lurka sui forum ancora di più), ti sa dire tutte le scale dei pacchi pignoni ultegra a memoria, ti enuncia trattati di fisica applicati alle ruote ad alto profilo, ma quando si tratta di sistemare un problema poco più complesso di cambiare una camera d'aria, si mette il passamontagna per non essere riconosciuto da altri utenti di forum, e viene a chiederti se gli guardi due minuti la bici (sperando che tu gliela faccia gratis perché è sicuramente una cazzata). poi va a vantarsi sempre sui forum che ha risolto il problema ed era così e così e tutti dovrebbero imparare ad arrangiarsi e non andare a farsi spennare dal meccanico.
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Prendo atto di quanto dici ma non lo condivido.

I fenomeni da forum esistono, come sono sempre esistiti i fenomeni da negozio o da bar.

Altra cosa è il disprezzo della rete che si percepisce dal post, e che pervade gran parte del mondo imprenditoriale italiano, che notoriamente vede come il fumo negli occhi la parziale perdita del vantaggio informativo nei confronti del consumatore ed il parziale rovesciamento dei flussi informativi.

Lo stesso mondo imprenditoriale che quando le cose vanno male, non diversamente da qualsiasi altro italiano medio, cerca un caprio espiatorio anzichè farsi un esame di coscienza.

Ma è tutto abbastanza OT ;-)
 
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faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
Prendo atto di quanto dici ma non lo condivido.

I fenomeni da forum esistono, come sono sempre esistiti i fenomeni da negozio o da bar.

Altra cosa è il disprezzo della rete che si percepisce dal post, e che pervade gran parte del mondo imprenditoriale italiano, che notoriamente vede come il fumo negli occhi la parziale perdita del vantaggio informativo nei confronti del consumatore ed il parziale rovesciamento dei flussi informativi.

Lo stesso mondo imprenditoriale che quando le cose vanno male, non diversamente da qualsiasi altro italiano medio, cerca un caprio espiatorio anzichè farsi un esame di coscienza.

Ma è tutto abbastanza OT ;-)


ma no dai... secondo me non era in quel senso. anzi...
 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Ibrida home made
vapour lock mediamente me ne entra 1 ogni mese. e non sanno tornare a casa riallargando le pastiglie.




era per dire che il livello è davvero molto, molto basso. e come ci saranno sempre persone che ti entrano con la camera d'aria in mano chiedendoti di cambiargliela, ci saranno sempre anche persone che ti entrano col cambio elettronico da regolare.

Quindi li togliamo anche dalla mtb?
 

rbc

via col vento
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Altra cosa è il disprezzo della rete che si percepisce dal post, e che pervade gran parte del mondo imprenditoriale italiano, che notoriamente vede come il fumo negli occhi la parziale perdita del vantaggio informativo nei confronti del consumatore ed il parziale rovesciamento dei flussi informativi.

Lo stesso mondo imprenditoriale che quando le cose vanno male, non diversamente da qualsiasi altro italiano medio, cerca un caprio espiatorio anzichè farsi un esame di coscienza.

Ma è tutto abbastanza OT ;-)
la rete è una cosa utilissima ma dietro una tastiera sono tutti i migliori meccanici al mondo. poi quando è ora di risolvere le rogne però il discorso cambia. allora si va a farsele risolvere dal tanto bistrattato sivende.
 

sembola

Scalatore
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la rete è una cosa utilissima ma...
Io non sono razzista, ma...

... dietro una tastiera sono tutti i migliori meccanici al mondo. poi quando è ora di risolvere le rogne però il discorso cambia. allora si va a farsele risolvere dal tanto bistrattato sivende.
Il fatto che ci sia chi lo fa non autorizza a dire che lo fanno tutti. Io per esempio non lo faccio, e moltissimi miei amici e conoscenti (in modo diverso da me) non lo fanno. Posizione speculare, insomma, di quella di chi parla di "bottegai ladri" ed altrettanto sterile.

Ad ogni modo comprendo che le motivazioni di certe avversità sono più commerciali che tecniche, nè più ne meno di quelle di chi certe "novità" le produce e le vende.


Quindi li togliamo anche dalla mtb?
Non prima che si torni ai manettini a telaio sulle bdc ;-)
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Lo chiedo ancora: quanto spesso capita?

La domanda corretta da porsi non è "quanto spesso capita" bensì "i vantaggi apportati dal cambio elettronico in termini di precisione, sono adeguatamente compensati dagli svantaggi intrinseci?" (es. maggior costo, batteria, manutenzione a portata di tutti, reperibilità parti di ricambio e loro produzione nel tempo, ecc. ecc.).

Siccome la risposta non è assoluta ma è influenzata dal peso che ognuno di noi attribuisce alle motivazioni anzidette, la scelta sarà di conseguenza. Quello che è certo che oggi su 100 cambi meccanici si vende 1 elettronico, non è detto che tra dieci anni la proporzione sia inversa ma fossi un responsabile Shimano non scommetterei la mia carriera sull'affermazione dell'elettronico.
Tanto più che oggi il mercato è pressoché rappresentato da Campagnolo, Shimano e Sram (in rigoroso ordine alfabetico) e che i primi due hanno a catalogo un elettronico, l'altro ci sta arrivando. Quale sarebbe il vantaggio di spingere su quest'ultimo a danno dei più tradizionali cambi meccanici (dove probabilmente la marginalità economica è superiore). Avrebbe un senso se la strategia consentisse di aumentare le quote di mercato o le vendite a danno di un altro produttore, altrimenti no.
In altre parole avere a catalogo un cambio elettromeccanico è un vantaggio competitivo sia per l'azienda sia per l'utilizzatore? i dati di diffusione attuali ci dicono di no.
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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La domanda corretta da porsi non è "quanto spesso capita" bensì "i vantaggi apportati dal cambio elettronico in termini di precisione, sono adeguatamente compensati dagli svantaggi intrinseci?" (es. maggior costo, batteria, manutenzione a portata di tutti, reperibilità parti di ricambio e loro produzione nel tempo, ecc. ecc.).
Se l'obiezione è "se si guasta sei a piedi" vorrei sapere quanto spesso capita, proprio perchè tale informazione mi consente di elaborare una valutazione (personale e soggettiva) su vantaggi e svantaggi. Dire che "se si guasta sei a piedi" senza precisare quanto spesso capita è come dire che "costa troppo" senza precisare qual'è il prezzo effettivo e reale.

Stessa cosa per i dischi, che sono l'oggetto di questo topic o-o
 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Mah, non serve un genio per capire che la strategia dell'elettronico è la classica di "centellinare" volutamente la diffusione per strizzare dal mercato ogni singolo euro.

E' ovvio che quando vendi un ultegra di2 quasi allo stesso prezzo del DA e quasi al doppio dell'ult meccanico, non ti interessa venderlo in grandi quantità.

Perchè così facendo vai a puntare palesemente a quella fascia di clienti "innovatori".

Poi boh, sarò ignorante, ma secondo me costa di più ed è più complicato fare un cambio di alta gamma meccanico, in quanto si parla di meccanica di precisione, piuttosto che uno elettronico che di base funziona come gli specchietti retrovisori di un auto :mrgreen:
 

flavio-resana

Maglia Gialla
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Bianchi Specialissima CV
tantissime pagine scritte e....nessuno che dice: "perché le case hanno cominciato a proporre i freni a disco sulle bdc?"

RIcordo che Canyon fu il primo progetto con la 6.8 e doppio rotore anteriore (se non ricordo male) da 120 mm; poi Colnago e via via gli altri produttori.

Molti diranno che è una strategia di mercato per incrementare le vendite, per dare nuovi impulsi e novità per far spendere più soldi al ciclista che vuole l'ultima tecnologia disponibile ecc ecc.
Tutte obiezioni corrette, ma c'è anche una questione in più: sicurezza e prestazioni!
Perché allora anche le auto non sono rimaste coi freni a tamburo?

Io sono riuscito ad apprezzare i dischi sulla MTB appena usciti e la stessa cosa ho fatto con la BDC: in discesa, in gruppo, so che posso sempre contare su una frenata al massimo della potenza anche in presa alta, sul bagnato, e riesco a sentire bene cosa ho sotto la ruota per non incorrere in cadute.

Non a caso una delle più brutte cadute che ho fatto fu causata proprio dal freno su ruota in carbonio; frenata quasi nulla a freddo e dopo pochissimo inchiodone e caduta.

Ovviamente coi dischi ciò non accade MAI.

Dal mio punto di vista si è cercato, anche, di dare una sicurezza maggiore in campo cicloamatoriale, ovviamente qualche perplessità sui prof ce l'ho pure io...effettivamente un disco caldo può far male, così come (però) può far male una guarnitura con 53 denti appuntiti...
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
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Se l'obiezione è "se si guasta sei a piedi" vorrei sapere quanto spesso capita, proprio perchè tale informazione mi consente di elaborare una valutazione (personale e soggettiva) su vantaggi e svantaggi. Dire che "se si guasta sei a piedi" senza precisare quanto spesso capita è come dire che "costa troppo" senza precisare qual'è il prezzo effettivo e reale.

Stessa cosa per i dischi, che sono l'oggetto di questo topic o-o

Ho centrato l'attenzione, ai fini della scelta, più sulle caratteristiche che sui guasti anche perché ammesso che esista una tale statistica, non penso che alcuna casa produttrice la renderà mai nota. Per quanto ovvio prima di immettere sul mercato un qualunque prodotto questi vengono adeguatamente testati e i difetti, malfunzionamenti devono essere ricondotti a una percentuale fisiologica o ritenuta tale. Anche perché il rischio reputazionale e di immagine per colossi come Shimano e' altissimo di conseguenza la risposta alla tua domanda e: "capiterà molto di rado". Per questo non mi sembrava un elemento determinate nella valutazione ai fini della scelta.o-o
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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... di conseguenza la risposta alla tua domanda e: "capiterà molto di rado". Per questo non mi sembrava un elemento determinate nella valutazione ai fini della scelta.o-o

La questione non è tanto la tua analisi (con la quale concordo in pieno, tra l'altro) ma un'altra incentrata solo sull'affidabilità. Appunto come dire "costa troppo" e basta senza dire quanto costa o-o
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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sempre una in meno...
tantissime pagine scritte e....nessuno che dice: "perché le case hanno cominciato a proporre i freni a disco sulle bdc?"

RIcordo che Canyon fu il primo progetto con la 6.8 e doppio rotore anteriore (se non ricordo male) da 120 mm; poi Colnago e via via gli altri produttori.

Molti diranno che è una strategia di mercato per incrementare le vendite, per dare nuovi impulsi e novità per far spendere più soldi al ciclista che vuole l'ultima tecnologia disponibile ecc ecc.
Tutte obiezioni corrette, ma c'è anche una questione in più: sicurezza e prestazioni!
Perché allora anche le auto non sono rimaste coi freni a tamburo?

Io sono riuscito ad apprezzare i dischi sulla MTB appena usciti e la stessa cosa ho fatto con la BDC: in discesa, in gruppo, so che posso sempre contare su una frenata al massimo della potenza anche in presa alta, sul bagnato, e riesco a sentire bene cosa ho sotto la ruota per non incorrere in cadute.

Non a caso una delle più brutte cadute che ho fatto fu causata proprio dal freno su ruota in carbonio; frenata quasi nulla a freddo e dopo pochissimo inchiodone e caduta.

Ovviamente coi dischi ciò non accade MAI.

Dal mio punto di vista si è cercato, anche, di dare una sicurezza maggiore in campo cicloamatoriale, ovviamente qualche perplessità sui prof ce l'ho pure io...effettivamente un disco caldo può far male, così come (però) può far male una guarnitura con 53 denti appuntiti...



Vi rispondete da soli. Marketing.

Sicurezza e prestazioni?
SICUREZZA
In bdc, in discesa, meno si frena e meglio è.
I caliper in condizioni normali bastano ed avanzano; ormai le ruote in carbonio associate a pattini appositi non rendono più le frenate così pericolose.
In discesa di gruppo il pericolo non è certo dato dall'assenza dei freni a disco, ma esclusivamente dalla incapacità / incertezza dei ciclisti nello scegliere le traiettorie, dal manto stradale e dalle inabilità di guida di chi precede.
Chi sa frenare e sa guidare la bici da corsa (visto che in discesa si scende in presa bassa - regola n. 1 del manuale della bdc- ancora una volta, guardacaso, diverso da quello della MTB) non ha certo bisogno dei dischi, ma si fa bastare la frenata dei caliper (che, incredibile ma vero, negli ultimi 30 anni, hanno addirittura consentito anche a due o tre ciclisti di scendere indenni dal Pordoi, almeno così si vocifera)

Se poi si vuole parlare di PRESTAZIONI intendendo con ciò la capacità intrinseca del mezzo di condizionare in positivo (ed in meglio) la performance ciclistica allora mi scappa veramente da ridere.

Primo perché la quasi totalità di quelli che si sono schierati a favore dei freni a disco sulla bici da corsa, ha o usa in prevalenza MTB ( e non fa gare con bici da strada, almeno stando al censimento proposto nel corso del thread) e quindi finisce col parametrare la frenata più corta - e per certi versi indubbiamente più modulabile - tipica dei dischi a quella della bici da corsa le sparute volte nelle quali capita di guidarne una, senza rendersi conto che il ciclista da strada "puro", o meglio ancora l'agonista, invece è perfettamente abituato all'altro tipo di frenata e non sentirà mai il bisogno di abbandonarlo per quello da MTB non allenandosi e non correndo nemmeno saltuariamente con quella.

Secondo perché chi abitualmente fa gare con bici da strada, non sempre si fa influenzare dal mercato (provate ad andare ad una gran fondo e rimarrete piacevolmente stupiti dal numero elevatissimo di bicilette artigianali, anonime o marcate da brand "minori" rispetto a quelli che dominano il mercato, nessuna delle quali, ripeto, coi freni a disco) e sa perfettamente che il mezzo che monta ha una limitatissima capacità di condizionare la sua prestazione (altrimenti, credetemi, mica starebbe a sputare sangue tutto inverno su rulli e ripetute).

Quindi "sicurezza e prestazioni" sono le due facce della stessa medaglia che servono a giustificare (la prima con la compagna o la moglie :mrgreen:, la seconda col proprio ego o la propria coscienza:angrymod:) l'acquisto di una nuova bici "aggiornata", ma hanno nei fatti ed in concreto una incidenza davvero marginale.

Chi infine fa il cicloturista, quando viene uno sguazzo d'acqua mica va a fare lo Stelvio e si rammarica per non poter scendere ai 70 all'ora, mentre chi invece lo fa per mangiarsi la polenta o va a raduni enogastronomici, normalmente, si pone come ultimo problema il tempo di ascesa e discesa, quanto piuttosto l'abbondanza e la completezza dei ristori, e se ha passato anni ed anni a pedalare (come spesso capita) sa perfettamente come gestire una discesa coi caliper senza scrociarsi perché non ha i dischi.

Nessuno qui è contrario ai dischi: tutti o quasi, mi sembra, ne riconoscono le indubbie qualità in determinate situazioni. Quasi tutti hanno capito, però, che a proporli sulle bdc è solo una logica squisitamente commerciale che fa leva sulla predisposizione dei ciclisti a spendere denaro per il loro passatempo preferito.
Alcuni qui ritengono che la BDC debba funzionare come una MTB nonostante "l'habitat" naturale della prima sia la strada e quello della seconda il bosco, nonostante la prima poggi le ruote per lo più sul bitume e sul cemento, mentre la seconda sulla terra e spesso sul fango, e nonostante le tecniche di guida della prima siano completamente diverse da quelle della seconda.

Probabilmente sono gli stessi che quando scendono in garage e si trovano di fronte le due biciclette, una col manubrio dritto, con le sospensioni e le ruote tassellate e l'altra con la piega e la forcella rigida, tre volte su quattro ( nella migliore delle ipotesi) scelgono la prima.
Opzione sacrosanta, sia chiaro: sostenere però che quelli che scelgono sempre la bici da corsa siano ottusi e non aperti alle innovazioni del mercato e della tecnologia mi sembra però azzardato dal momento che nessuno meglio di loro (né l'ufficio marketing di un'azienda costruttrice, né l'utente di MTB forum, né tantomeno il commentatore televisivo di turno) può conoscere cosa realmente desiderano dalla loro bicicletta.

Ed infine il paragone con l'evoluzione dell'impianto frenante delle autovetture non regge proprio, dal momento la maggior potenza e velocità sviluppata con l'evoluzione del motore e dei materiali coi quali è costruita l'automobile richiedeva necessariamente un impianto frenante più sicuro e funzionale. Situazione per nulla assimilabile alle velocità della bicicletta che, grossomodo ,sempre quelle sono da quarant anni a questa parte.

Che poi ci si ecciti o si sia contenti alla prospettiva (per me davvero remota) di dover cambiare tutta la propria attrezzatura (ruote forcelle telai componenti) sol per il capriccio di quattro ingegneri in forza alle maggiori case costruttrici, beh, lo trovo quantomeno curioso.

Dico subito anche che non avrei problemi a farlo, visto che ho cinque bici e mediamente ogni otto/dieci mesi ne vendo e ne cambio qualcuna, del che esser costretto dal mercato a comperare la prossima coi dischi non mi farebbe ne caldo ne freddo.

Ma giustificare un tale acquisto per motivi di sicurezza o, peggio ancora, di performance sarebbe, per me, da ricovero in manicomio davvero.:mrgreen:
 
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_Flavio_

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Sicurezza e prestazioni?
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In bdc, in discesa, meno si frena e meglio è.
I caliper in condizioni normali bastano ed avanzano ormai le ruote in carbonio associate a pattini appositi non rendono più le frenate così pericolose.
In discesa di gruppo il pericolo non è certo dato dall'assenza dei freni a disco, ma esclusivamente dalla incapacità / incertezza dei ciclisti nello scegliere le traiettorie, dal manto stradale e dalle inabilità di guida di chi precede.
Chi sa frenare e sa guidare la bici da corsa (visto che in discesa si scende in presa bassa - regola n. 1 del manuale della bdc- ancora una volta, guardacaso, diverso da quello della MTB) non ha certo bisogno dei dischi, ma si fa bastare la frenata dei caliper (che, incredibile ma vero, negli ultimi 30 anni, hanno addirittura consentito anche a due o tre ciclisti di scendere indenni dal Pordoi, almeno così si vocifera)

Se poi si vuole parlare di PRESTAZIONI intendendo con ciò la capacità intrinseca del mezzo di condizionare in positivo (ed in meglio) la performance ciclistica allora mi scappa veramente da ridere.

Primo perché la quasi totalità di quelli che si sono schierati a favore dei freni a disco sulla bici da corsa, ha o usa in prevalenza MTB ( e non fa gare con bici da strada, almeno stando al censimento proposto nel corso del thread) e quindi finisce col parametrare la frenata più corta - e per certi versi indubbiamente più modulabile - tipica dei dischi a quella della bici da corsa le sparute volte nelle quali capita di guidarne una, senza rendersi conto che il ciclista da strada "puro", o meglio ancora l'agonista, invece è perfettamente abituato all'altro tipo di frenata e non sentirà mai il bisogno di abbandonarlo per quello da MTB non allenandosi e non correndo nemmeno saltuariamente con quella.

Secondo perché chi abitualmente fa gare con bici da strada, non sempre si fa influenzare dal mercato (provate ad andare ad una gran fondo e rimarrete piacevolmente stupiti dal numero elevatissimo di bicilette artigianali, anonime o marcate da brand "minori" rispetto a quelli che dominano il mercato, nessuna delle quali, ripeto, coi freni a disco) e sa perfettamente che il mezzo che monta ha una limitatissima capacità di condizionare la sua prestazione (altrimenti, credetemi, mica starebbe a sputare sangue tutto inverno su rulli e ripetute).

Quindi "sicurezza e prestazioni" sono le due facce della stessa medaglia che servono a giustificare (la prima con la compagna o la moglie :mrgreen:, la seconda col proprio ego o la propria coscienza:angrymod:) l'acquisto di una nuova bici "aggiornata", ma hanno nei fatti ed in concreto una incidenza davvero marginale.

Chi infine fa il cicloturista, quando viene uno sguazzo d'acqua mica va a fare lo Stelvio e si rammarica per non poter scendere ai 70 all'ora, mentre chi invece lo fa per mangiarsi la polenta o va a raduni enogastronomici, normalmente, si pone come ultimo problema il tempo di ascesa e discesa, quanto piuttosto l'abbondanza e la completezza dei ristori, e se ha passato anni ed anni a pedalare (come spesso capita) sa perfettamente come gestire una discesa coi caliper senza scrociarsi perché non ha i dischi.

Nessuno qui è contrario ai dischi: tutti o quasi, mi sembra, ne riconoscono le indubbie qualità in determinate situazioni. Quasi tutti hanno capito, però, che a proporli sulle bdc è solo una logica squisitamente commerciale che fa leva sulla predisposizione dei ciclisti a spendere denaro per il loro passatempo preferito.
Alcuni qui ritengono che la BDC debba funzionare come una MTB nonostante "l'habitat" naturale della prima sia la strada e quello della seconda il bosco, nonostante la prima poggi le ruote per lo più sul bitume e sul cemento, mentre la seconda sulla terra e spesso sul fango, e nonostante le tecniche di guida della prima siano completamente diverse da quelle della seconda.

Probabilmente sono gli stessi che quando scendono in garage e si trovano di fronte le due biciclette, una col manubrio dritto, con le sospensioni e le ruote tassellate e l'altra con la piega e la forcella rigida, tre volte su quattro ( nella migliore delle ipotesi) scelgono la prima.
Opzione sacrosanta, sia chiaro: sostenere però che quelli che scelgono sempre la bici da corsa siano ottusi e non aperti alle innovazioni del mercato e della tecnologia mi sembra però azzardato dal momento che nessuno meglio di loro (né l'ufficio marketing di un'azienda costruttrice, né l'utente di MTB forum, né tantomeno il commentatore televisivo di turno) può conoscere cosa realmente desiderano dalla loro bicicletta.

Ed infine il paragone con l'evoluzione dell'impianto frenante delle autovetture non regge proprio, dal momento la maggior potenza e velocità sviluppata con l'evoluzione del motore e dei materiali coi quali è costruita l'automobile richiedeva necessariamente un impianto frenante più sicuro e funzionale. Situazione per nulla assimilabile alle velocità della bicicletta che, grossomodo ,sempre quelle sono da quarant anni a questa parte.

Che poi ci si ecciti o si sia contenti alla prospettiva (per me davvero remota) di dover cambiare tutta la propria attrezzatura (ruote forcelle telai componenti) sol per il capriccio di quattro ingegneri in forza alle maggiori case costruttrici, beh, lo trovo quantomeno curioso.

Dico subito anche che non avrei problemi a farlo, visto che ho cinque bici e mediamente ogni otto/dieci mesi ne vendo e ne cambio qualcuna, del che esser costretto dal mercato a comperare la prossima coi dischi non mi farebbe ne caldo ne freddo.

Ma giustificare un tale acquisto per motivi di sicurezza o, peggio ancora, di performance sarebbe, per me, da ricovero in manicomio davvero.:mrgreen:

Intervento corretto , logico e perfetto , a mio avviso ; come non quotarti o-o

Mi permetto inoltre di sottolineare quando scritto nelle prime righe , ovvero che in discesa in BDC si sta in presa bassa perchè solo con tale presa si ha il giusto controllo della bici.
In presa alta (presa che molti di voi ostentano ed affermano di quanta potenza frenante ci sia con i dischi in questa posizione) basta niente per perdere il controllo ; se la bici perde aderenza o bisogna effettuare delle frenate di emergenza in presa alta si rischia di perdere il controllo\la presa.

Se mai farete una gara o , se già le fate, controllate come scende il 90% dei ciclisti "capaci".
Un ultima nota va fatta anche sul tempismo della frenata , ovvero quando\come e dove freniamo ; chi sa scendere stacca con la bici dritta prima della curva e la potenza massima dei caliper odierni è tale da ribaltarvi in queste situazioni.

ps : si faceva accenno al peso ed ai grammomaniaci e a bici di 5kg che restano delle "assurdità" a mio avviso ; la maggior parte dei ciclisti aspira ad aver una bici leggera intorno ai 6,5-7 kg e per la maggior parte dei ciclisti una bici di tale peso è considerata leggera.
Che poi i maniaci la trovino pesante ok ma che non vengano a parlarci di bici da 5 kg quando si fa notare che l'impianto dischi\elettronico è più pesante.
Non tutti abbiamo il portafoglio gonfio come un cuscino o scendiamo a compromessi su componenti che reggono a malapena un criceto ; la maggior parte degli utenti (io compreso) suda per arrivare ai pesi sopra...

o-o
 

Fuoco

Velocista
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Alla 108esima pagina siamo ancora qui a dire che tutto quello che fanno i costruttori viene fatto per essere venduto, bene :mrgreen:

La verità è che fin qui ogni cosa scritta può benissimo essere contrariata semplicemente da chi ha maggiori abilità scrittorie, non ci sono argomentazioni concrete.

Senza rispondere punto per punto, che tanto sarebbe inutile, prendo solo un paragrafetto

I caliper in condizioni normali bastano ed avanzano ormai le ruote in carbonio associate a pattini appositi non rendono più le frenate così pericolose.

Le condizioni normali sono la norma, certo, però quando esci 30-40 domeniche l'anno e se hai la passione per cui rischi anche il maltempo le condizioni "anormali" capitano. C'è la stagione buona che ti prendi l'acquazzone una volta, quella sfigata che ti va male una domenica si e l'altra pure...
Quindi no, la questione sicurezza non è così scontata come la vuoi far passare.

"Frenate così pericolose" ;nonzo% che cosa vuol dire? Che sono pericolose q.b.? A discrezione? Solo un pochino? A seconda della ricetta?


Quindi alla fine chi ha ragione? Tu o io? Facciamo una rap battle e vediamo chi vince? ;nonzo%
E' ovvio che non ha senso :eek:

La verità è che tra tutte le varie novità propinate ogni anno è forse quella che impatta di più e metto la mano sul fuoco che il 99% degli utenti di questo forum avrebbero maggiori vantaggi al passaggio dei dischi piuttosto che cambiando la tarmac vecchia per quella nuova.

L'unica cosa che spero è che il passaggio non venga imposto, perchè tanto se vogliono lo fanno...
 
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