Se permettete intervengo, visto che un tipo di calcolo l'ho ideato io

, già molti anni addietro e ne voglio tutti i diritti

, chi seguiva "il perchè dei carboidrati" sà di cosa parlo.
Moltiplichi i KJ x if e dividi per 4 (i carboidrati forniscono in media 4Kcal per gr), da qui sottrai i gr di carboidrati che hai consumato durante, partendo sempre dal presupposto che sei partito con le riserve di glicogeno muscolare ed epatico completamente piene.
Ovviamente vanno considerati anche i carboidrati che il cervello e i tessuti consumano giornalmente.
Comunque, per esperienza, diventa un calcolo spesso complicato e và tenuto conto di una percentuale di scarto degli alimenti, che varia da individuo a individuo.
Oltre a questo, non tutti bruciamo la stessa quantità di glicogeno ad intensità basse, dipende molto dalla "potenza lipidica" del singolo, quindi se consideri le varie zone di una gara, è facile che ci siano variazioni anche importanti.
Io consiglio di non affidarsi troppo ai calcoli per reintegrare il glicogeno speso, anche perchè non credo che il corpo sia in grado di assimilare tutto in un botto, và dilazionato nelle ore e nei giorni, quindi nel ciclismo, è bene bilanciare in maniera costante l'alimentazione, così da non ritrovarsi mai "vuoti".
Oltretutto, vanno considerate le fonti, se prendiamo ad esempio il fruttosio, và stoccato esclusivamente nel fegato, quindi oltre un certo limite, và ad essere trasformato in trigliceridi, quindi andrebbe limitato nel post wo
Ma non solo, se è vero che il fegato, in genere, può contenere massimo 100gr di glicogeno e che questo, difficilmente è completamente "scarico", bisogna stare attenti a non abusarne.
Poi i calcoli non sempre vanno a braccetto con madre natura, il copro è una macchina tanto affascinante, quanto complessa e sono molte le variabili che entrano in gioco, l'assetto ormonale in primis, ci sono soggetti che anche senza fare sport, consumano molti più carboidrati di altri, poi l'intestino, se non lavora bene, riduce l'assimilazione di tutto, altra variabile incalcolabile, ma ce ne sono altre