L'Italia e' quel paese dove in caso di incidente con danni o morte prendi poche migliaia di euro di multa, tralasciando l'impunita' su molte cose di natura economica, secondo te a che titolo dai una multa simile per scorrettezza in un'attivita' ludica? Sai un po' di proporzionalita' ci vuole. Basta impedire ai tossici di ripresentarsi alle corse, mano a mano si riducono e qualcuno per strizza smette di bombarsi
No, quello che dici tu non basta. Chi è abituato a certe pratiche non smette per il sol fatto di essere stato beccato. Anzi. Continua limitandosi a fare il team leader e reclutando in squadra nuovi personaggi disposti ad adeguarsi alle pratiche del team. Diventano veri e propri clan, riconoscibili per la particolare abbronzatura della pelle tendente al rossastro

. Questa gente non conosce altro ciclismo che quello dopato, alterato, malato. Mentre per tutti noi lo sport è una passione e un passatempo, costoro vi trovano la loro ragione di vita, trovando conferme quotidiane nel codazzo di perdigiorno con cui quotidianamente si accompagnano, e che sperano che il loro guru disveli loro il segreto dei 1400 di VAM da tenere su una salita di non meno di 8 km.
Se al livello dilettantistico per certi versi le pratiche dopanti sono razionalmente comprensibili, al livello amatoriale sono giunto all'unica conclusione che i dopati siano semplicemente dei disadattati sociali.
Senza contare, in ogni caso, che la squalifica non è sufficiente a farli smettere di correre, perché basta andare all'estero.
L'antidoping una cultura, un modo di pensare. Quella che tu chiami "scorrettezza in un'attivita' ludica" è invece una fattispecie di reato, punito dalla legge. L'art. 1, comma 2, della l. 376/2000, definisce doping «la somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e ladozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dellorganismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti».
All'art. 9, poi, si punisce con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da lire 5 milioni a lire 100 milioni chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l'utilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, ricompresi nelle classi previste all'articolo 2, comma 1, che non siano giustificati da condizioni patologiche e siano idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero siano diretti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali farmaci o sostanze.
Dunque, come vedi, anche il diritto penale prevede, oltre alla reclusione, una multa fino a 50000 . Ben poco efficace, però, se consideriamo i tempi della giustizia penale.
Credo quindi non sia un problema di "titolo", meno che mai di "proporzionalità", considerato che il CONI e gli enti agiscono latu sensu in via amministrativa. E' un problema unicamente di volontà politica.
In fondo, quello che auspico è solo che la strada intrapresa dalla GF
Sportful ( 50000 in solido con la squadra, per danno all'immagine per il ciclista positivo all'eventuale antidoping), possa essere consolidata e ampliata. Rientra in questa logica l'uscita da un piano particolare (singola GF), necessariamente civilistico, per essere spostata su un piano generale, di giustizia sportiva.