L'UCI boccia i dischi per il 2014

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rbc

via col vento
7 Maggio 2014
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samurai
4 anni per modo di dire. Colnago è stata la prima ad uscire, ma coi freni Formula che erano di supernicchia e sono stati rallentati dall'uscita di Shimano 11v per cui non erano più compatibili. Poi il passo falso Sram che ha rallentato tutto alla grande.

Quoto. Consideriamo che l'aspettativa media del ciclista italiano non è avere una bici che frena di più.

Poi c'è da considerare che sono prodotti al momento costosi e quindi è difficile vederne facilmente in giro.

Finché non si diffonderanno rimarranno giocattolini costosi.

Ed infine ci sono mercati dove invece li vendono e già bene (relativamente alla gamma in cui si collocano). Colnago ne vende e parecchi da quanto so. Austria soprattutto mi pare.

Con tutto il rispetto per Colnago, che numeri può fare rispetto ai grandi? Il banco di prova vero lo vedremo quando scenderanno in campo i big (specialized cannondale giant scott etc etc).

Se è per questo in giro io vedo pochissimi elettronici, ma mica sono un flop...

Non è un flop. È un'applicazione che come i dischi a mio avviso è e rimarrà di nicchia (finalmente qualcuno che ammette che di elettronici non se ne vendono tanti, qui qualcuno scriveva che come vendite stanno superando i meccanici).
 

Ser pecora

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La direzione è tutt'altro che presa. Sarà presa quando il negoziante deciderà serenamente guardando il catalogo del fornitore in fase di preordine di Impegnarsi per un certo quantitativo di bici "disc". Fintantoché (giustamente) ordinerà tali bici solo su richiesta il messaggio sarà: "vai avanti tu che a me mi vien da ridere". Cosa che stanno facendo un po tutti. Dopo la legnata nei denti che ha preso SRAM ad inizio anno saranno tutti più cauti...

Non so che marchi venda tu, ma sai che ci sono quelli (grossi) con cui ti becchi "tutto il pacchetto" piaccia o no. A quel punto li spingi eccome.
 

faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
4 anni per modo di dire. Colnago è stata la prima ad uscire, ma coi freni Formula che erano di supernicchia e sono stati rallentati dall'uscita di Shimano 11v per cui non erano più compatibili. Poi il passo falso Sram che ha rallentato tutto alla grande.

Poi c'è da considerare che sono prodotti al momento costosi e quindi è difficile vederne facilmente in giro.

Ed infine ci sono mercati dove invece li vendono e già bene (relativamente alla gamma in cui si collocano). Colnago ne vende e parecchi da quanto so. Austria soprattutto mi pare.

Se è per questo in giro io vedo pochissimi elettronici, ma mica sono un flop...

Hai ragione avevo omesso un "quasi" che ho aggiunto ora.
L'altro giorno facevo un po' d'ordine e mi è capitata sotto mano una rivista di settore sulla quale erano recensiti i materiali usati dai pro' nella Parigi Roubaix del 2012 dove venne presentata, appunto, una cannondale disc che - stando al giornalista - sarebbe stata impiegata l'anno successivo.
Era del 2012.
Lo stesso anno le riviste recensivano le bici con i freni a dischi come "il futuro" e la "vera innovazione" per gli anni a venire. Con tanto di report entusiastici dalle fiere di settore (2012).
Le stesse bici erano già state omologate l'anno prima, 2011, dall'UCI per l'utilizzo in ciclocross, nonostante uno dei crossisti di maggior fama continuasse imperterrito ad usare canti (vd trhead).
Oggi, a due mesi dal 2015, le riviste di settore danno atto di un flop (o, nella migliore delle ipotesi, di uno stand by del mercato) dovuto alla paralisi UCI.

A me fanno tanta tenerezza. Poveri cuccioli:eek:

Anziché ammettere di aver sovrastimato (e reclamizzato con troppa convinzione) la diffusione di un sistema applicativo che non ha fin qui sfondato, scaricano ora la responsabilità sui cattivoni dell' UCI la cui colpa sarebbe quella di aver "castrato" un mercato che secondo loro non aspettava altro.:mrgreen::mrgreen:...
Come se il limite dei 6,8 kg (mai derogato dall'UCI) fosse stato sin qui un ostacolo alla (notevole) diffusione di bici superleggere ed "illegali", ossia dal peso decisamente inferiore.
Io cerco di farmi un'idea attenendomi a quello che leggo e quello che vedo (e quello che secondo me è logico).
Sicuramente il fatto che l'UCI abbia rinviato ancora ogni decisione di omologa non può costituire una scusa per giustificare il flop di vendite delle bici coi dischi, almeno nel mercato italiano.
 

rbc

via col vento
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Non so che marchi venda tu, ma sai che ci sono quelli (grossi) con cui ti becchi "tutto il pacchetto" piaccia o no. A quel punto li spingi eccome.
Non credo proprio. Di "grossi" che ti impongono il pacchetto preconfezionato non ce ne sono poi molti. Anzi sono la minoranza. Hai un iniziale per partire, solitamente in termini di fatturato e non di tipologia di modello. Ora non è corretto parlare di marchi e di rapporti commerciante/importatore, ma solitamente ci sono dei preordini che il negoziante stabilisce insieme all'agente di zona. Non è interesse nemmeno del distributore forzare un prodotto in cui il negoziante non crede, che gli rimarrà sistematicamente lì sottraendogli risorse da spendere su prodotti che invece vanno di più. Non vi è un pacchetto preconfezionato nemmeno fra produttore e distributore italiano. È tutto basato su stime di vendita cercando di leggere il mercato e le sue possibili evoluzioni. È una linea sottile che cerca di prendere quante più bici vendibili possibile, limitando i possibili riordini, anche sapendo che già da marzo certi modelli potrebbero essere sold out. È un mercato che ho vissuto da diversi punti di vista, un po lo conosco.
 

simon77

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kuota khydra
Andando OT.....secondo mè se i vari marchi, daccordo coi rivenditori facessere qualche bike test in più per le bici coi dischi, almeno gli amatori avrebbero la possibilità di provarle,senza doverle prendere solo in fiducia.
 

Ser pecora

Diretur
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Oggi, a due mesi dal 2015, le riviste di settore danno atto di un flop (o, nella migliore delle ipotesi, di uno stand by del mercato) dovuto alla paralisi UCI.

Questi topic per me alimentano solo un po' di isteria tra fautori e contrari, con ognuno che legge i fondi del caffé per tirare acqua al proprio mulino.

Io non vedo l'opportunità di gridare al flop o successo da un giorno all'altro. Tanto più che il mercato in questo momento si sta riorganizzando parecchio e sapere cosa sia flop o no in base alla gamma su cui punta è tutt'altro che scontato, a meno di non avere numeri alla mano.

Gli elettronici non si vedono molto in giro. Quindi sono un flop? Non credo proprio. Semplicemente si rivolgono ad un target che non fa grandi numeri (ma magari buoni margini). Se no non si spiega come Sram (il n° 2 mondiale) stia lavorando alacremente al proprio e pure wireless.

Le novità in ambito ciclo sono così. Ricordo il fenomeno 29er nelle mtb. La prima l'avevo provata nel 2007 e ci sono state discussioni feroci per anni. Ora sono lo standard o quasi, ma ci hanno messo 6 anni almeno.

Quando si è aperto questo forum la discussione di questo genere era "standard vs compact"...

Secondo me i freni a disco lentamente si ricaveranno il loro posto sul mercato e poi chi vivrà vedrà. Sicuramente non è che da un giorno all'altro ci sarà la disco-mania...ma non c'è mai stata per niente.
Il carbonio ci ha messo 40 anni ad affermarsi...

In tutto questo l'uci centra pochino secondo me. Fa solo da capro espiatorio come sempre.
 

faberfortunae

Scalatore
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Non credo proprio. Di "grossi" che ti impongono il pacchetto preconfezionato non ce ne sono poi molti. Anzi sono la minoranza. Hai un iniziale per partire, solitamente in termini di fatturato e non di tipologia di modello. Ora non è corretto parlare di marchi e di rapporti commerciante/importatore, ma solitamente ci sono dei preordini che il negoziante stabilisce insieme all'agente di zona. Non è interesse nemmeno del distributore forzare un prodotto in cui il negoziante non crede, che gli rimarrà sistematicamente lì sottraendogli risorse da spendere su prodotti che invece vanno di più. Non vi è un pacchetto preconfezionato nemmeno fra produttore e distributore italiano. È tutto basato su stime di vendita cercando di leggere il mercato e le sue possibili evoluzioni. È una linea sottile che cerca di prendere quante più bici vendibili possibile, limitando i possibili riordini, anche sapendo che già da marzo certi modelli potrebbero essere sold out. È un mercato che ho vissuto da diversi punti di vista, un po lo conosco.

Io la sapevo esattamente così, con la precisazione che alcuni negozianti, i più piccoli, pur di mantenere una ancor più accentuata autonomia nella scelta dei preordini, non esitano a dirottarsi su brand meno diffusi e per questo più malleabili nell'elaborazione dele strategie di vendita.
 

faberfortunae

Scalatore
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sempre una in meno...
Questi topic per me alimentano solo un po' di isteria tra fautori e contrari, con ognuno che legge i fondi del caffé per tirare acqua al proprio mulino.

Io non vedo l'opportunità di gridare al flop o successo da un giorno all'altro. Tanto più che il mercato in questo momento si sta riorganizzando parecchio e sapere cosa sia flop o no in base alla gamma su cui punta è tutt'altro che scontato, a meno di non avere numeri alla mano.

Gli elettronici non si vedono molto in giro. Quindi sono un flop? Non credo proprio. Semplicemente si rivolgono ad un target che non fa grandi numeri (ma magari buoni margini). Se no non si spiega come Sram (il n° 2 mondiale) stia lavorando alacremente al proprio e pure wireless.

Le novità in ambito ciclo sono così. Ricordo il fenomeno 29er nelle mtb. La prima l'avevo provata nel 2007 e ci sono state discussioni feroci per anni. Ora sono lo standard o quasi, ma ci hanno messo 6 anni almeno.

....

Ser non è questione di seminare isteria o di leggere i fondi del caffè.
E' questione di guardarsi attorno, serenamente: di bici con la trasmissione elettro attuata ce ne sono una miriade in più rispetto a bici coi freni a disco. Eppure le due applicazioni sono coeve o quasi. Sempre minoranza rispetto ad altri standard, certo, ma non confondiamo pere con mele.
L'elettronico, per il target cui si rivolge, è ampiamente diffuso. I dischi al momento no. Nonostante potessero indirizzarsi ad un target ancora più esteso.

E l'elettronico, per diffondersi così rapidamente ed entrare nel gradimento collettivo (senza particolari avversioni ideologiche, tranne casi particolari) ha beneficiato della metà della metà degli sforzi propagandistici da parte dei produttori coinvolti: i negozianti le bici con l'elettronico le ordinano e le vendono, coi dischi, al momento, no.
Non è colpa dell'UCI: è semplicemente il mercato.

Poi se vogliamo portare l'esempio delle 29 e della mtb in generale, continuerò a sostenere che i mercati (e gli utenti) sono diversi perché diversi sono i prodotti venduti e diverse sono le discipline.

Le 29 si sono diffuse ma subito dopo gli "ammericani della mtb" hanno come loro solito, approfittato imponendo quasi contemporaneamente un altro standard. Giusto per "punire" definitivamente gli irriducibili delle 26.

Penso che qualcosa stia cambiando però... (fortunatamente)
 

Ser pecora

Diretur
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E' questione di guardarsi attorno, serenamente: di bici con la trasmissione elettro attuata ce ne sono una miriade in più rispetto a bici coi freni a disco. Eppure le due applicazioni sono coeve o quasi.

Secondo me no. Di fatto le prime bici montate disc, idrauliche, di serie cominciano ad essere disponibili da adesso.
E' un anno che le chiediamo per test e non ce le davano semplicemente perché non le avevano. Un grazie a Sram sicuramente.

Le 29 si sono diffuse ma subito dopo gli "ammericani della mtb" hanno come loro solito, approfittato imponendo quasi contemporaneamente un altro standard. Giusto per "punire" definitivamente gli irriducibili delle 26

Punire per cosa?
Sul fatto che gli utenti siano molto diversi concordo. Potrei scriverci un trattato :mrgreen:
 

rbc

via col vento
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samurai
Io la sapevo esattamente così, con la precisazione che alcuni negozianti, i più piccoli, pur di mantenere una ancor più accentuata autonomia nella scelta dei preordini, non esitano a dirottarsi su brand meno diffusi e per questo più malleabili nell'elaborazione dele strategie di vendita.
Ripeto non è corretto fare menzione dei rapporti fra distributore e negoziante ma non esiste che se io non voglio nel mio negozio la bdc coi dischi, tu mi obblighi a prenderla o mi togli il marchio. Ci saranno marchi che lavorano così, ce ne sono molti altri, importanti e che lavorano su grossi numeri, che offrono al cliente la possibilità di scegliere fra le bici in gamma (in anticipo ovviamente rispetto alla stagione) ciò che si desidera proporre. Per un grosso marchio che comincia per S americano che mi vuol mettere in negozio ciò che vuol lui, ce n'è un altro sempre americano sempre grosso che mi lascia scegliere liberamente. [MENTION=1850]Ser pecora[/MENTION] il mercato italiano è quello dove acquistano la maggior parte degli italiani. Quindi fa testo eccome per il mondo della bici italiano. Certi prodotti che all'estero si trovano qui non vengono nemmeno importati. Ce li ha qualcuno, ma la gran massa di pedalatori del nostro Paese nemmeno sa che esistono.
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Per un grosso marchio che comincia per S americano che mi vuol mettere in negozio ciò che vuol lui, ce n'è un altro sempre americano sempre grosso che mi lascia scegliere liberamente
Assolutamente cosi!
Il mio negoziante, che è Top Dealer di un affermato marchio, mi ha detto che inizialmente l'azienda ha cercato di "imporgli" ordini sul catalogo completo mentre la clientela che lo stesso serviva era totalmente orientata sull'alta gamma.
Dopo un primo tentativo di forzatura oggi riceve solo telai e bdc complete nella gamma che necessita.
Capisco che, avendo un'azienda ciclistica un ciclo di produzione piuttosto lungo e diversificato, debba poi tentare di piazzare sui vari negozianti il prodotto cercando di azzerare il magazzino in vista della prossima produzione che certamente sarà un modello diverso dal precedente.
Non vedo pero la ratio di forzare un negoziante su un articolo che non gli è congeniale visto che l'obiettivo "comune" è comunque quello di fare maggiori volumi di vendita possibili.
 

rbc

via col vento
7 Maggio 2014
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samurai
Chiaro che per un rivenditore tenere "tutta la gamma" o modelli particolari della gamma, ciò deve essere motivo di avere un tornaconto particolare. Di questo grande marchio americano che comincia per "S" infatti ci sono dei negozi "particolari" che possono avere degli sconti particolari e fanno un po' da riferimento per il marchio nella regione. E se ben guardate, non ce n'è più di uno a regione.
 

paolone8

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Da ignorante nel campo vendite, porgo una domanda riferita agli ultimi post a chi conosce il settore:
nel confronto tra distributore all'ingrosso e venditore al detteglio, chi ha il potere di dire "o così o non se ne fa nulla"? E' più semplice per il distributore trovare un altro negoziante che piazza il marchio o è più facile trovare un altro distributore? Ripeto, probabilmente è una domanda idiota, ma mi incuriosisce sapere cosa ne pensa chi è nel settore.
 

rbc

via col vento
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Da ignorante nel campo vendite, porgo una domanda riferita agli ultimi post a chi conosce il settore:
nel confronto tra distributore all'ingrosso e venditore al detteglio, chi ha il potere di dire "o così o non se ne fa nulla"? E' più semplice per il distributore trovare un altro negoziante che piazza il marchio o è più facile trovare un altro distributore? Ripeto, probabilmente è una domanda idiota, ma mi incuriosisce sapere cosa ne pensa chi è nel settore.
E' un rapporto fra persone, è interesse di entrambi fare business assieme. Quando si ha un rapporto basato sulla fiducia reciproca, e di questi tempi è cosa rara, non si cambia per una bazzecola.
Per un distributore è difficile trovare un altro rivenditore che rappresenti bene il marchio, per un negoziante è sempre poco simpatico perdere un grosso marchio a favore di un altro.
 

eocman

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penso che il principio di Pareto possa tranquillamente applicarsi anche al mercato delle bdc.
Tradotto, se sono un azienda produttrice con buona probabilità realizzerò l'80% del fatturato sul 20% dei negozianti che sono concessionari del mio marchio.
Con questi dovrò quindi utilizzare delle politiche commerciali che siano di soddisfazione reciproca; visto che eventuali "forzature" poste in essere potrebbero danneggiare entrambi e che l'obiettivo è il business...
 

ducati1

Novellino
11 Gennaio 2013
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Scusatemi se mi intrometto in questa discussione ma volevo fare una domanda, a tutti i detrattori dei freni a disco, quanti di voi li hanno provati?
 
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