Provo a ripartire da qui e vedere se riesco a stare in tema anche se non è più tanto facile...
Quel che mi auguro è che la parte che ho evidenziato in grassetto si verifichi e che la norma perda qualsiasi attuale illegittimità. Me lo auguro perchè ritengo che quello richiesto sia un requisito e non una sanzione e che sia un requisito che è giusto chiedere ad un amatore.
Una sanzione d'altra parte, particolarmete una radiazione, particolarmente una retroattiva, cancellerebbe tutti i risultati dal momento della squalifica in poi. Invece il requisito etico non cancella niente, mette un limite all'attività futura. I risultati eventualmente cancellati sono solo quelli all'interno del periodo della vera sanzione, della vera squalifica.
Questo è il mio pensiero, queste sono le mie speranze.
La norma, sino a prova contraria, è assolutamente legittima tanto che ove mai non lo fosse stata gli organi giudiziari che si sono interessati dei ricorsi, d'ufficio avrebbero potuto dichiararne la illegittimità poichè in contrasto con norme imperative e di evidenza pubblica del CONI e dell'UCI.
I provvedimenti emessi, al contrario, ne confermano la piena legittimità e costituzionalità.
L'obiettivo di Santilli non è quello di ottenere l'approvazione dell'UCI, quale sorta di ratifica della norma etica poichè illegittima, ma semplicemente, quello di far sì che detta norma venga recepita anche dalle federazioni estere.
Tra le tante cariche rivestite da Santilli (secondo qualcuno per assecondare i capricci della sua ristretta cerchia di amici) c'è anche quella di membro della commissione UCI eventi di massa.
L'UCI, inoltre, che è a conoscenza dell'applicazione della norma etica da parte di tutti gli enti italiani, nel caso in cui l'avesse ritenuta illegittima e non consentita dal regolamento e normativa UCI avrebbe potuto, in forza dei poteri alla stessa concessi, revocarla e sanzionare la FCI anche senza la proposizione di un ricorso da parte di Francini o di chicchessia.
Lo spessore tecnico della discussione con l'ingresso di Francini si è notevolmente arricchito ma il profluvio di norme e regolamenti da lui pubblicati non ha fatto altro che far perdere di vista il contenuto sostanziale della norma cosa che più dovrebbe interessare. (anche a lui)
Ritengo, altresì, che tutte le norme e regolamenti da lui pubblicati siano non pertinenti ai fini dell'affermazione della illegittimità della norma etica perchè parte da erronee posizioni tecnico-giuridiche.
La norma etica non istituisce nessuna nuova ed ulteriore sanzione (potere non concesso alle federazioni) ma semplicemente un requisito che rientra ampiamente (se ne trova conferma nelle decisioni adottate nei procedimenti) nella facoltà di organizzazione e normazione interna che le federazioni, quali soggetti di natura privata, possono esercitare seppur nel rispetto dei principi e delle norme previste dal Coni che, invece, è ente di diritto pubblico.
La norma, tra l'altro, è perfettamente in linea con il principio di correttezza e lealtà sportiva prevista da queste norme.
Opinando al contrario non avrebbe ragione di esistere la emanazione e la pubblicazione annuale delle norme di attuazione.
Se la FCI emana ogni anno le norme di attuazione vuol dire che usufruisce di questo potere altrimenti se non avesse alcuna discrezionalità dovrebbe limitarsi a riprodurre pedissequamente le norme CONI ed UCI.
Ma v'è di più. Per il 2015 la norma, stando a quanto già deciso in seno alla consulta, verrà modificata in melius o peius a seconda dei punti di vista.
Restiamo in attesa della riunione del CF FCI per leggere le nuove norme che alcuni auspicano mancante della norma etica.