Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

Dogmafpx

Maglia Rosa
9 Ottobre 2006
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Dove una volta c'era un lago
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In prestito
Cioè tu vuoi dire che le violazioni non sono i fatti appurati di violazione della normativa antidoping, ma bensì le segnalazioni dei casi sospetti.
In pratica io comunico alla Polizia un possibile ladro, grazie alla mia segnalazione si attivano indagini e viene accertato il reato, però la violazione sarebbe la mia segnalazione o chi ha creato lo strumento per la segnalazione.
Bah..qui mi sembra che stiamo andando sempre peggio....

Lui parte dal presupposto che non c'e' nessun ladro.o-o
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Cioè tu vuoi dire che le violazioni non sono i fatti appurati di violazione della normativa antidoping, ma bensì le segnalazioni dei casi sospetti.
In pratica io comunico alla Polizia un possibile ladro, grazie alla mia segnalazione si attivano indagini e viene accertato il reato, però la violazione sarebbe la mia segnalazione o chi ha creato lo strumento per la segnalazione.
Bah..qui mi sembra che stiamo andando sempre peggio....

I fatti per violazioni antidoping sono fatte all'UPA del CONI per le gare nazionali, e all'UCI per le gare internazionali che poi le invia all'UPA del CONI.
Le segnalazioni fatte alla casella etica della Consulta sono violazioni della normativa sportiva e di quella statale.
Quel ladro non lo hai denunciato alla Polizia, perché la Polizia a cui dovevi comunicarlo si chiama Procura Federale della FCI o Organo di Giustizia del tuo Ente.
Quello che hai comunicato alla Consulta in quella famosa casella non é una comunicazione alla Polizia, ma una comunicazione ad un privato.
Come quelli che si rivolgevano alla mafia, anziché allo Stato, per appianare le loro beghe.
Non per nulla il Garante per la Privacy ha aperto un'istruttoria su questo fatto illegittimo (ennesima illegittimità riferita alle norme satanelliane).
 

CuoreMatto

Apprendista Cronoman
23 Marzo 2009
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Empolis (Tuscany)
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Brand e No Brand
Io ho capito una cosa: Angelo Francini, Boogerd, ecc... vogliono far entrare (o sono favorevoli a far entrare) dal portone, quelli che sono stati fatti uscire dalla finestra.
Il succo è questo.
Il resto è fuffa.

In ogni caso Francini, quelle segnalazioni, se motivate, arrivano o no in Procura?
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Bici
colnago
Io ho capito una cosa: Angelo Francini, Boogerd, ecc... vogliono far entrare (o sono favorevoli a far entrare) dal portone, quelli che sono stati fatti uscire dalla finestra.
Il succo è questo.
Il resto è fuffa.

In ogni caso Francini, quelle segnalazioni, se motivate, arrivano o no in Procura?

Non é questo il punto.
Quelle comunicazioni vengono gestite da chi non ha alcun diritto di usarle: ossia l'avv. Santilli che ne dispone quindi a suo piacimento.

No vogliamo solo il rispetto del diritto: quelli sono stati buttati fuori in modo illegittimo.
E se vi fosse una giustizia vera oggi DOVREBBERO ESSERE ESPULSI quelli che hanno compiuto quell'illegittimità.
 

lufrenk

Maglia Amarillo
22 Settembre 2007
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in un angolo della liguria
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super6 evohm
Io trovo che in questo thread hanno scritto persone che sono parecchio dentro la questione,quindi la mia proposta è questa ,facciamo una lista delle cose che si potrebbero modificare e facciamole avere a Santilli,sul quale si potrà dire tante cose,ma non che non sia disponibile,io personalmente ho cercato la sua mail sulla albo degli avvocati,gli ho,scritto in merito ad una questione accaduta a Genova con un non etico,e mi ha prontamente risposto.
Quindi per me vanno riviste due norme,la prima è quella che riguarda gli ex dilettanti,che anche se forti non si possono paragonare agli ex prof,e ai quali va data la possibilità di continuare la loro attività sportiva,magari limitandola alle Gf ,come già accade del resto nelle maratone.
La seconda riguarda quella dei positivi ante 2014.
Personalmente anche io sono dell'idea chele chi ha scontato la sua pena ha diritto ad una seconda possibilita(tanto è dimostrato che ci ricasca). Ma dal 2014 alla prima positività squalifica a vita e multa salata. Creazione di un database in rete accessibile a tutti,che non vuole essere una gogna ma semplicemente un manuale per permettere a tutti,giudici e presidenti di non cadere nelle errore di tesserare o far partire un non etico.
Creazione di categorie unificate per tutti gli enti,è da qui creazione di tessere magnetiche,quindi non modificabili a penna,da strisciare o far leggere da un lettore tipo pos,alle partenze.
Lo so è fantascienza.......ma si renderebbe più credibile la norma.
Ovviamente questa è una mia idea,ma ne ho già parlato con qualche giudice e dice che si potrebbe fare.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
12
Bergamo
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Bici
colnago
Io trovo che in questo thread hanno scritto persone che sono parecchio dentro la questione,quindi la mia proposta è questa ,facciamo una lista delle cose che si potrebbero modificare e facciamole avere a Santilli,sul quale si potrà dire tante cose,ma non che non sia disponibile,io personalmente ho cercato la sua mail sulla albo degli avvocati,gli ho,scritto in merito ad una questione accaduta a Genova con un non etico,e mi ha prontamente risposto.
Quindi per me vanno riviste due norme,la prima è quella che riguarda gli ex dilettanti,che anche se forti non si possono paragonare agli ex prof,e ai quali va data la possibilità di continuare la loro attività sportiva,magari limitandola alle Gf ,come già accade del resto nelle maratone.
La seconda riguarda quella dei positivi ante 2014.
Personalmente anche io sono dell'idea chele chi ha scontato la sua pena ha diritto ad una seconda possibilita(tanto è dimostrato che ci ricasca). Ma dal 2014 alla prima positività squalifica a vita e multa salata. Creazione di un database in rete accessibile a tutti,che non vuole essere una gogna ma semplicemente un manuale per permettere a tutti,giudici e presidenti di non cadere nelle errore di tesserare o far partire un non etico.
Creazione di categorie unificate per tutti gli enti,è da qui creazione di tessere magnetiche,quindi non modificabili a penna,da strisciare o far leggere da un lettore tipo pos,alle partenze.
Lo so è fantascienza.......ma si renderebbe più credibile la norma.
Ovviamente questa è una mia idea,ma ne ho già parlato con qualche giudice e dice che si potrebbe fare.

Tante belle idee, ma le proposte di Santilli sono sempre contro le norme.
Il database pubblico dei sanzionati é vietato dalle norme Coni, che qui ho già richiamato,
Quello della FCI e degli EPS sono illegittimi: il Coni prevede un database UNICO centrale al quale si accede con user e pass CONCESSO DAL CONI ai funzionari delle FSN, DSA ed EPS.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
43.701
18.782
Bozen
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Fine delle guerre d'opinione, degli ot, dei post ripetuti, ridondanti e illeggibili.

Siccome si è già ribadito quanto sopra da me e da altri mods e non è stato voluto intendere, in seguito si passa all'applicazione pedissequa del (legittimo) regolamento del forum.

Lascio a tutti il tempo di leggere e comprendere. Tra un pò riapro.

Grazie della collaborazione. :yoga:
 
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gymartino

Apprendista Velocista
8 Luglio 2010
1.356
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Luicciana (Prato)
jc40.beepworld.it
Bici
Pinarello FP 4:13
Qua non discutiamo di un'applicazione errata di una norma: non vi é errore di interpretazione, perché quel requisito etico non é previsto da nessuna normativa vigente applicabile.

Quindi è un'invenzione che va contro quanto dalle regole stabilite.

D'altronde lo ha affermato lo stesso Santilli sul sito della FCI/SAN che l'Italia é l'unico paese ad applicare questo requisito non contemplato dai regolamenti UCI, e che ha chiesto all'UCI di approvarla.

Perché l'ha applicata prima di ottenere l'approvazione?
Credo che il discorso non abbia altre domande: é illegittima, punto e basta.

Provo a ripartire da qui e vedere se riesco a stare in tema anche se non è più tanto facile...
Quel che mi auguro è che la parte che ho evidenziato in grassetto si verifichi e che la norma perda qualsiasi attuale illegittimità. Me lo auguro perchè ritengo che quello richiesto sia un requisito e non una sanzione e che sia un requisito che è giusto chiedere ad un amatore.
Una sanzione d'altra parte, particolarmete una radiazione, particolarmente una retroattiva, cancellerebbe tutti i risultati dal momento della squalifica in poi. Invece il requisito etico non cancella niente, mette un limite all'attività futura. I risultati eventualmente cancellati sono solo quelli all'interno del periodo della vera sanzione, della vera squalifica.
Questo è il mio pensiero, queste sono le mie speranze.
 

lore78

Pedivella
13 Settembre 2011
430
96
Pistoia
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Sempre sporca, ahimé
Le argomentazioni "giuridiche" di chi ritiene la normativa illegittima non mi convincono per i motivi che ho già espresso allo stesso Francini qualche giorno fa.
Ma al di là del dato meramente procedimentale con cui la norma è stata emanata (ripeto che se è illegittima, non è certo per gli argomenti addotti da Francini), c'è una questione di merito che secondo me costituisce l'elemento fondante del requisito (la ratio, si direbbe) e che non mi pare sia stato ancora evidenziato.

Praticamente in ogni Procura d'Italia è pendente una indagine o un processo per doping nel ciclismo amatoriale. Inchieste come Amateur o Anabolandia hanno dato chiaramente conto della dimensione del fenomeno e della reale portata dell'interesse in gioco. Che non è più, si badi, la vittoria nel Trofeo tal dei tali, ma il contrasto di una attività criminale sistemica e diffusa che giunge persino a sottrarre farmaci dai dispensari degli ospedali in favore di qualche soggetto (criminale?) che corre in bicicletta invece di andare dallo psicologo.

La norma etica anche per questo non è sanzionatoria: non solo perché tecnicamente non sanziona. Ma perché nasce - voglio credere - non per sanzionare il singolo che ha comprato il farmaco da banco con il bollino e lo ha assunto prima di partire, ma per prevenire la persistenza e la diffusione delle fattispecie criminali - concorsuali o associative poco importa - di cui il mondo del ciclismo amatoriale è occasione.

Dunque, non è un problema di singoli. Non è il problema di partire in griglia insieme ad un ex dopato. E' il problema di far si che le attività amatoriali non siano occasione per la commissione di illeciti - penali, prima ancora che sportivi - in grado di nuocere alla società tutta. Una fiala di epo sottratta al SSN produce, oltre al danno economico alla collettività, un danno a chi la assume senza necessità terapeutiche, un danno al paziente che ne avrebbe beneficiato, un danno d'immagine al ciclismo, un danno d'immagine al CO della manifestazione sportiva. Da ultimo, anche un danno nei confronti di quelli che lui, con frode, ha preceduto in classifica (ma questo è un aspetto che trovo certamente secondario).

In questo senso, ragionando ex post, il requisito etico mi pare non solo legittimo, ma addirittura forse un atto dovuto, perché nella misura in cui - come dice lo stesso Francini - la Federazione ha una evidenza pubblica, essa ha anche il dovere di governare un fenomeno criminale che la coinvolge.
Poi è ovvio che la regola, il governo, non risolve il problema: ma perché ogni problema è culturale, prima che normativo. E, in tema di cultura, è di palmare evidenza che il mondo amatoriale non ha avuto in sé gli anticorpi necessari a combattere il fenomeno del doping e che il requisito etico è stato solo una conseguenza.
Basterà? Certo che no. Ma è una risposta possibile ed efficace; e in un paese come il nostro, non era così scontato fosse data.
 
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sindaco

Apprendista Scalatore
26 Aprile 2008
2.033
62
Manfredonia
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Provo a ripartire da qui e vedere se riesco a stare in tema anche se non è più tanto facile...
Quel che mi auguro è che la parte che ho evidenziato in grassetto si verifichi e che la norma perda qualsiasi attuale illegittimità. Me lo auguro perchè ritengo che quello richiesto sia un requisito e non una sanzione e che sia un requisito che è giusto chiedere ad un amatore.
Una sanzione d'altra parte, particolarmete una radiazione, particolarmente una retroattiva, cancellerebbe tutti i risultati dal momento della squalifica in poi. Invece il requisito etico non cancella niente, mette un limite all'attività futura. I risultati eventualmente cancellati sono solo quelli all'interno del periodo della vera sanzione, della vera squalifica.
Questo è il mio pensiero, queste sono le mie speranze.

La norma, sino a prova contraria, è assolutamente legittima tanto che ove mai non lo fosse stata gli organi giudiziari che si sono interessati dei ricorsi, d'ufficio avrebbero potuto dichiararne la illegittimità poichè in contrasto con norme imperative e di evidenza pubblica del CONI e dell'UCI.
I provvedimenti emessi, al contrario, ne confermano la piena legittimità e costituzionalità.

L'obiettivo di Santilli non è quello di ottenere l'approvazione dell'UCI, quale sorta di ratifica della norma etica poichè illegittima, ma semplicemente, quello di far sì che detta norma venga recepita anche dalle federazioni estere.
Tra le tante cariche rivestite da Santilli (secondo qualcuno per assecondare i capricci della sua ristretta cerchia di amici) c'è anche quella di membro della commissione UCI eventi di massa.

L'UCI, inoltre, che è a conoscenza dell'applicazione della norma etica da parte di tutti gli enti italiani, nel caso in cui l'avesse ritenuta illegittima e non consentita dal regolamento e normativa UCI avrebbe potuto, in forza dei poteri alla stessa concessi, revocarla e sanzionare la FCI anche senza la proposizione di un ricorso da parte di Francini o di chicchessia.

Lo spessore tecnico della discussione con l'ingresso di Francini si è notevolmente arricchito ma il profluvio di norme e regolamenti da lui pubblicati non ha fatto altro che far perdere di vista il contenuto sostanziale della norma cosa che più dovrebbe interessare. (anche a lui)

Ritengo, altresì, che tutte le norme e regolamenti da lui pubblicati siano non pertinenti ai fini dell'affermazione della illegittimità della norma etica perchè parte da erronee posizioni tecnico-giuridiche.
La norma etica non istituisce nessuna nuova ed ulteriore sanzione (potere non concesso alle federazioni) ma semplicemente un requisito che rientra ampiamente (se ne trova conferma nelle decisioni adottate nei procedimenti) nella facoltà di organizzazione e normazione interna che le federazioni, quali soggetti di natura privata, possono esercitare seppur nel rispetto dei principi e delle norme previste dal Coni che, invece, è ente di diritto pubblico.
La norma, tra l'altro, è perfettamente in linea con il principio di correttezza e lealtà sportiva prevista da queste norme.

Opinando al contrario non avrebbe ragione di esistere la emanazione e la pubblicazione annuale delle norme di attuazione.
Se la FCI emana ogni anno le norme di attuazione vuol dire che usufruisce di questo potere altrimenti se non avesse alcuna discrezionalità dovrebbe limitarsi a riprodurre pedissequamente le norme CONI ed UCI.

Ma v'è di più. Per il 2015 la norma, stando a quanto già deciso in seno alla consulta, verrà modificata in melius o peius a seconda dei punti di vista.
Restiamo in attesa della riunione del CF FCI per leggere le nuove norme che alcuni auspicano mancante della norma etica.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
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Bergamo
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Bici
colnago
Le argomentazioni "giuridiche" di chi ritiene la normativa illegittima non mi convincono per i motivi che ho già espresso allo stesso Francini qualche giorno fa.
Ma al di là del dato meramente procedimentale con cui la norma è stata emanata (ripeto che se è illegittima, non è certo per gli argomenti addotti da Francini), c'è una questione di merito che secondo me costituisce l'elemento fondante del requisito (la ratio, si direbbe) e che non mi pare sia stato ancora evidenziato.

Praticamente in ogni Procura d'Italia è pendente una indagine o un processo per doping nel ciclismo amatoriale. Inchieste come Amateur o Anabolandia hanno dato chiaramente conto della dimensione del fenomeno e della reale portata dell'interesse in gioco. Che non è più, si badi, la vittoria nel Trofeo Bar dell'Angolo di Sinalunga, ma il contrasto di una attività criminale sistemica e diffusa che giunge persino a sottrarre farmaci dai dispensari degli ospedali in favore di qualche soggetto (criminale?) che corre in bicicletta invece di andare dallo psicologo.

La norma etica anche per questo non è sanzionatoria: non solo perché tecnicamente non sanziona. Ma perché nasce - voglio credere - non per sanzionare il singolo che ha comprato il farmaco da banco con il bollino e lo ha assunto prima di partire, ma per prevenire la persistenza e la diffusione delle fattispecie criminali - concorsuali o associative poco importa - di cui il mondo del ciclismo amatoriale è occasione.

Dunque, non è un problema di singoli. Non è il problema di partire in griglia insieme ad un ex dopato. E' il problema di far si che le attività amatoriali non siano occasione per la commissione di illeciti - penali, prima ancora che sportivi - in grado di nuocere alla società tutta. Una fiala di epo sottratta al SSN produce, oltre al danno economico alla collettività, un danno a chi la assume senza necessità terapeutiche, un danno al paziente che ne avrebbe beneficiato, un danno d'immagine al ciclismo, un danno d'immagine al CO della manifestazione sportiva. Da ultimo, anche un danno nei confronti di quelli che lui, con frode, ha preceduto in classifica (ma questo è un aspetto che trovo certamente secondario).

In questo senso, ragionando ex post, il requisito etico mi pare non solo legittimo, ma addirittura forse un atto dovuto, perché nella misura in cui - come dice lo stesso Francini - la Federazione ha una evidenza pubblica, essa ha anche il dovere di governare un fenomeno criminale che la coinvolge.
Poi è ovvio che la regola, il governo, non risolve il problema: ma perché ogni problema è culturale, prima che normativo. E, in tema di cultura, è di palmare evidenza che il mondo amatoriale non ha avuto in sé gli anticorpi necessari a combattere il fenomeno del doping e che il requisito etico è stato solo una conseguenza.
Basterà? Certo che no. Ma è una risposta possibile ed efficace; e in un paese come il nostro, non era così scontato fosse data.

Spero di rispondere restando nell'argomento.
La funzione pubblicistica di alcuni aspetti dell'attività federale é ben elencata nel Decreto Melandri. Quindi non c'entrano nulla gli aspetti delle leggi normali, poiché quel decreto sancisce una autonomia normativa e di giustizia per il mondo sportivo.
La risposta non é paragonabile a quello che accade nella società civile: l'autonomia concessa allo sport si base sul rispetto delle regole internazionali che armonizzano la pratica sportiva, che senza di esse non sarebbe praticabile.
In Italia le regole di giustizia sportiva hanno valenza come decisioni di tribunali ordinari speciali: infatti contro le decisioni dei supremi organi di giustizia sportiva (quelli del Coni) si deve ricorrere al TAR del Lazio, o alla Corte d'Appello di Roma e, solo per problemi discendenti dal doping (che non é il caso del requisito etico) al TAS di Losanna.
Il requisito etico non fa quanto tu dici, che é riservato alla competenza dell'UPA ed al TNA del Coni, ma aggiunge e proroga nel tempo una sanzione che hai già subito e scontato: per questo la normativa é errata.

Il problema quindi é di carattere normativo: le regole sportive vigenti, che la FCI non può disattendere, impediscono l'introduzione di questo requisito.

Colpisce il tuo riferimento alla sottrazione di fiale di Epo al SSN: tutti i grandi difensori di questo requisito etico si dimenticano di quello che anni fa scrivevano su questo forum a proposito di una vicenda molto simile a quella da te descritta.
Forse che il requisito va applicato solo a quelli che non sono tuoi amici: tutti sapevano, ci sono i post che lo confermano, ma nulla é accaduto.
Ed oggi sono paladini dell'etica: sono diventati smemorati tutti?
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
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Bergamo
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Bici
colnago
La norma, sino a prova contraria, è assolutamente legittima tanto che ove mai non lo fosse stata gli organi giudiziari che si sono interessati dei ricorsi, d'ufficio avrebbero potuto dichiararne la illegittimità poichè in contrasto con norme imperative e di evidenza pubblica del CONI e dell'UCI.
I provvedimenti emessi, al contrario, ne confermano la piena legittimità e costituzionalità.

Il requisito etico caro Sindaco, non ha alcuna influenza sulle decisioni degli organi di giustizia ordinaria: non raccontiamo delle storielle metropolitane solo per accreditare di un potere che la SAN non ha.
Questo é millantare un potere che non si ha, perché non corrisponde assolutamente alla verità.
La giustizia ordinaria interviene, a seguito di segnalazione del TNA del Coni, al termine dei procedimenti per positività degli atleti per l'applicazione delle sanzione previste dalla 376/2000.
Per gli altri casi in cui non vi é alcuna certezza del reato a carico del soggetto indagato succede esattamente il contrario: il Coni acquisisce dai PM il risultato dell'inchiesta giudiziaria, senza che possa intervenire sulla formulazione dello stesso.

E' strano che in ogni procura d'italia sia pendente un procedimento penale
che riguarda il solo ciclismo amatoriale: gli altri sport, la cui pratica é simile al ciclismo, ne sono esenti. Chissà perché?

Infine le mie esternazioni sulla normativa partono da posizioni tecnico/regolamentari da cui la FCI non può discostarsi e non da norme tecnico/giuridiche che semmai possono intervenire solo una volta terminati i gradi di giudizio della giustizia sportiva.
Tutti gli Statuti (Coni o FSN, DSA, EPS) stabiliscono che le norme tecnico/giuridiche del diritto civile o penale hanno valenza e possono essere applicate solo quando una materia non é prevista dalle specifiche norme previste nelle carte federali.

L'UCI è a conoscenza: affermazione forse un poco forte.
L'ufficio giuridico dell'UCI non credo ne sia a conoscenza, forse solo la Commissione Eventi di massa ne é a conoscenza: presieduta da Di Rocco ed in cui figura Santilli.
Ma se questa comm.ne non ha saputo nemmeno rispettare la normativa dell'UCI nel caso dei Mondiali di Lubjana, come tutti abbiamo constato.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
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Bergamo
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Bici
colnago
:wacko:
santilli e qualche migliaio di cicloamatori che hanno approvato e firmato la dichiarazione etica. Ma mi rendo perfettamente conto della difficoltà nel capirlo ;nonzo%

Ma ti importa veramente qualcosa di come possa reagire il movimento amatoriale (a molti non frega una mazza, si sa) se si butta via il bambino con l'acqua sporta?
Quello di cui si dovrebbe preoccupare una persona che ha a cuore il problema del doping nel mondo amatoriale è di come sostituire una norma a sua detta "illegale" ma che ha avuto un discreto successo, con una altrettanto valida ma ufficiale. Il tutto in tempi brevi, altrimenti c'è il rischio che la gente torni a correre con la spada di damocle sulla testa e si bombi più di prima, tanto non avrebbe nulla da perdere.

Ah vabbè ma questi non sono problemi politici e burocratici...non hanno nessuna importanza :wacko:

A me interessa il problema doping, ma per risolverlo, non per sfruttarlo .......
Hai ragione: ma perché la tua domanda, anziché a me, non la rivolgi a chi dovrebbe preoccuparsi di fare le cose nel rispetto delle regole.
Sono loro che avrebbero dovuto fare questi passi per fare approvare quelle norme dall'UCI in modo di estenderle in tutto il mondo.
Non puoi incolparmi delle negligenze degli altri.

L'anno prossimo i Campionati europei su strada Master dovevano disputarsi a San Marino sotto l'egida della Federazione di quello Stato.
Alle prescrizioni imposte dalla Federazione europea di ciclismo che avrebbero potuto partecipare solo i tesserati delle Federazioni Nazionali riconosciute dall'UCI, senza la possibilità della tessera giornaliera, San Marino ha rinunciato.
Quest'anno a Caserta, sotto l'egida della FCI, cosa é successo...... velo pietoso.
 

andre.road

Scalatore
11 Ottobre 2012
7.099
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Bici
:-)
... (la ratio, si direbbe) ...

hai perfettamente ragione, in qualche post precedente avevo usato erroneamente il termine con riferimento alla coerenza rispetto alle fonti, invece trattasi della interpretazione delle ricadute pratiche di una norma.

La norma, sino a prova contraria, è assolutamente legittima tanto che ove mai non lo fosse stata gli organi giudiziari che si sono interessati dei ricorsi, d'ufficio avrebbero potuto dichiararne la illegittimità poichè in contrasto con norme imperative e di evidenza pubblica del CONI e dell'UCI..

Scusa, io non ho capito una cosa che provavo a chiedere anche a Francini ma non mi ha risposto. Ma questa normativa etica è già recepita, diffusa e applicata nei vari ambiti (squadre, gare), oppure no?

E quindi di che tipo di ricorsi (e fattispecie) stai parlando?

Grazie o-o
 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
5.734
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Pinifarina
Le argomentazioni "giuridiche" di chi ritiene la normativa illegittima non mi convincono per i motivi che ho già espresso allo stesso Francini qualche giorno fa.
Ma al di là del dato meramente procedimentale con cui la norma è stata emanata (ripeto che se è illegittima, non è certo per gli argomenti addotti da Francini), c'è una questione di merito che secondo me costituisce l'elemento fondante del requisito (la ratio, si direbbe) e che non mi pare sia stato ancora evidenziato.

Praticamente in ogni Procura d'Italia è pendente una indagine o un processo per doping nel ciclismo amatoriale. Inchieste come Amateur o Anabolandia hanno dato chiaramente conto della dimensione del fenomeno e della reale portata dell'interesse in gioco. Che non è più, si badi, la vittoria nel Trofeo tal dei tali, ma il contrasto di una attività criminale sistemica e diffusa che giunge persino a sottrarre farmaci dai dispensari degli ospedali in favore di qualche soggetto (criminale?) che corre in bicicletta invece di andare dallo psicologo.

La norma etica anche per questo non è sanzionatoria: non solo perché tecnicamente non sanziona. Ma perché nasce - voglio credere - non per sanzionare il singolo che ha comprato il farmaco da banco con il bollino e lo ha assunto prima di partire, ma per prevenire la persistenza e la diffusione delle fattispecie criminali - concorsuali o associative poco importa - di cui il mondo del ciclismo amatoriale è occasione.

Dunque, non è un problema di singoli. Non è il problema di partire in griglia insieme ad un ex dopato. E' il problema di far si che le attività amatoriali non siano occasione per la commissione di illeciti - penali, prima ancora che sportivi - in grado di nuocere alla società tutta. Una fiala di epo sottratta al SSN produce, oltre al danno economico alla collettività, un danno a chi la assume senza necessità terapeutiche, un danno al paziente che ne avrebbe beneficiato, un danno d'immagine al ciclismo, un danno d'immagine al CO della manifestazione sportiva. Da ultimo, anche un danno nei confronti di quelli che lui, con frode, ha preceduto in classifica (ma questo è un aspetto che trovo certamente secondario).

In questo senso, ragionando ex post, il requisito etico mi pare non solo legittimo, ma addirittura forse un atto dovuto, perché nella misura in cui - come dice lo stesso Francini - la Federazione ha una evidenza pubblica, essa ha anche il dovere di governare un fenomeno criminale che la coinvolge.
Poi è ovvio che la regola, il governo, non risolve il problema: ma perché ogni problema è culturale, prima che normativo. E, in tema di cultura, è di palmare evidenza che il mondo amatoriale non ha avuto in sé gli anticorpi necessari a combattere il fenomeno del doping e che il requisito etico è stato solo una conseguenza.
Basterà? Certo che no. Ma è una risposta possibile ed efficace; e in un paese come il nostro, non era così scontato fosse data.

perfettamente d'accordo o-o

il fatto poi che solo il ciclismo sia attenzionato (anche se a dir la verità anche l'atletica è pesantemente coinvolta) per certi versi i disturba per l'immagine che ne esce fuori, per altri invece mi fa piacere perchè praticando questo sport, può solo farmi piacere che il marcio venga fatto fuori.
sottolineo inoltre il fatto che non è certo colpa della giustizia ordinaria o sportiva se siamo in questa situazione.

come affermato da te sopra, evidentemente "gli anticorpi" interni al movimento amatoriale non hanno funzionato... o meglio non c'erano proprio...

concordo con te quando ritieni il codice etico un requisito giusto per l'attività amatoriale, ma nutro dei dubbi sul suo valore dissuasivo... purtroppo anche in caso di squalifica a vita ci sarebbe qualche deficiente che si doperebbe lo stesso...

molti sottovalutano il problema del doping e tutte le sue gravi conseguenze sulla nostra società, parte delle quali da te sapientemente riportate.

ma è riduttivo osservare il requisito etico solo da questo punto di vista.

c'è la parte relativa agli ex prof che dimostra come il requisito etico abbia altre aspirazioni oltre a quelle di cercare in qualche modo di ridurre il fenomeno del doping amatoriale.

obiettivo (che condivido) è quello di portare il professionismo fuori dal mondo amatoriale. sembra ovvio ma oggi sappiamo bene che la situazione è ben altra.

ma personalmente non trovo giusto (al di là di ogni considerazione dei diritti della persona così ben difesi da altri utenti in questa discussione) che un ex prof, magari a piedi per la stagione, non possa gareggiare (per il gusto di farlo o solo per mantenere un ritmo che solo la gara può darti).

poi personalmente credo che ciclisti di livello alto possano fare solo del bene alla competizione.

anche se allo stesso tempo mi chiedo se per un prof possa esserci vera soddisfazione nel confrontarsi con un amatore.

o-o
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
514
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colnago
Scusa, io non ho capito una cosa che provavo a chiedere anche a Francini ma non mi ha risposto. Ma questa normativa etica è già recepita, diffusa e applicata nei vari ambiti (squadre, gare), oppure no?
E quindi di che tipo di ricorsi (e fattispecie) stai parlando?
Grazie o-o

La normativa etica e quella sugli ex-agonisti é stata applicata in Italia (FCI ed EPS) dal 1 gennaio 2014.
I ricorsi ormai debbono essere fatti con riferimento a quanto sarà deliberato, dal C.F. della FCI, nel documento Norme Attuative Amatoriali 2015.
Se fosse un norma regolamentare non necessiterebbe di riconferma ogni anno, perché non decadrebbe come invece accade per una norma attuativa annuale che al 31.12 di ogni anno decade e quindi necessità di una riconferma.
 
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andre.road

Scalatore
11 Ottobre 2012
7.099
895
Roma
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:-)
La normativa etica e quella sugli ex-agonisti é stata applicata in Italia (FCI ed EPS) dal 1 gennaio 2014.
I ricorsi ormai debbono essere fatti con riferimento a quanto sarà deliberato, dal C.F. della FCI, nel documento Norme Attuative Amatoriali 2015.
Se fosse un norma regolamentare non necessiterebbe di riconferma ogni anno, perché non decadrebbe come invece accade per una norma attuativa annuale che al 31.12 dii ogni anno decade.

Questa è l'emanazione ok grazie. Ma, a fine del primo anno, Ti sembra sufficientemente diffusa? Oppure i fatti consigliano che sia stata, in realtà, scarsamente applicata? Le squadre si son comportate di conseguenza su come tesserano? I regolamenti degli eventi sono effettivamente conformi?

Sicuramente al riguardo il tuo giudizio può essere utile o-o


Mi resta tra l'altro la curiosità sulla natura dei ricorsi che ha citato Sindaco.
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.