...però poi di base ci vogliono anche dei valori biologici di un certo livello !!!
E qual'è questo livello?
Su questo punto secondo me ci sono sedimentazioni "storiche": La differenza tra un amatore ed il Pro di oltre 20 anni fa era improponibile, visto che "l'amatore" (che prima di 20 anni fa esisteva si e no) usciva il fine settimana e poco altro, mentre il pro faceva 30.000km all'anno in gara.
Poi sono arrivati gli amatori evoluti, ma senza le bombe atomiche dei pro degli anni '80-'90 ed in parte '00 la differenza era comunque abissale.
Ora basta vedere le classifiche su Strava per notare come ci siano "amatori" che si sparano 6000km e/o 100.000mt al mese, con tutti gli orpelli dei Pro (misuratori di potenza, cardio, diete, preparatori, etc..). Senza contare la buona diffusione chimica disponibile ormai a tutti.
E di fatto se uno va a vedere vam e medie di certe Gf (dei primi 10 + o -) ci si rende conto di come il gap si sia ristretto e di molto.
Questo per dire che la percentuale media di differenza data dal doping secondo i vari pareri di esperti che si sentono in giro, ovvero un +-5% è piu' che sufficiente per fare la differenza tra i pro.
E tra un Pro "pane e acqua" o "microdosato" ed un buon amatore "pieno come un uovo" è tutta da vedere...
Ergo, per me, il doping fa la differenza, sempre e comunque. Altro che il mito del "a parità di...".