Ho raggiunto (e superato

) i primi 5.000km con la M9, traccio quindi qualche bilancio a beneficio di chi è interessato a questo telaio ed ha tempo da perdere per leggere queste note

.
Ripeterò in gran parte delle cose già scritte negli ultimi mesi perché le prime impressioni sono state via via sempre confermate, qui cercherò di sistematizzarle.
Mi ci trovo bene, benissimo. Non che le precedenti fossero cattive biciclette, anzi. Su questa però non scema mai il desiderio di andarci, certo mi stanco se spingo o faccio lunghi giri, però la voglia rimane, inalterata. Mi pare una caratteristica interessante. Ovviamente non è una peculiarità oggettiva di questa bicicletta, lo è nel rapporto che cè tra me e lei.
A parte gli importantissimi aspetti emozionali penso mi si addica anche in relazione alla mia stazza (1,87 x 75) non proprio da scalatore, forse per i ciclisti molto leggeri in casa Trek ci sono telai che maggiormente si addicono a quelle caratteristiche.
Chi ha letto qualcosa che scrivo qui nel Forum saprà già che ritengo le prestazioni ottenute pedalando fortemente, quasi esclusivamente, dipendenti dal ciclista piuttosto che dallequipaggiamento e che il massimo che una bicicletta possa dare ad un modesto (e adesso pure anziano) amatore come me è di piacergli un sacco. Su questo sono stato accontentato, sia dal telaio, che dal gruppo che da tutto quello che cè montato sopra.
E' pesante per i canoni grammo maniaci, infatti in ordine di marcia siamo sui 7,35kg (Tg 58). Pesa un paio di etti più della 7S che avevo prima. Devo però dire che, ovviamente, non li sento affatto in salita, per andare a 20 allora su una salita al 5% due etti spostano la potenza necessaria di circa 0,5W. In salita vado anche limando un poco di PR che resistevano da tempo, quindi posso affermare che il mezzo su tale terreno non mi penalizza. I PR derivano logicamente dalla mia attuale condizione (se così posso definirla

).
Tanto per capirci ordine di marcia significa: Con due porta borraccia,
Garmin 1000 e relativo supporto, pompetta di soccorso e relativo supporto, Radar Garmin e relativo supporto, bomboletta gonfia e ripara e relativo supporto, tre satelliti più unità wireless del DA Di2 e guarnitura SRM.
Ho sempre anche detto che, invece, in discesa anche io che sono molto poco sensibile avverto comportamenti diversi tra telaio e telaio. Su questo terreno il telaio della M9 è certamente il migliore che abbia avuto. Di gran lunga migliore anche del pur eccellente 7S. La sensazione di essere dentro la bicicletta invece che sopra è impressionate, la precisione dellavantreno altrettanto. La tenuta oltre le aspettative, qui probabilmente svolgono un ruolo anche le coperture (tubolari Conti Comp da 25) e le
ruote (Easton EC90 Aero da 55). Sto infatti sfasciando un sacco di KOM qui in giro su discese di tutti i generi. Anche qui ovviamente conta la condizione ma il mezzo penso ricopra un ruolo di rilevanza maggiore.
La sua estrema rigidità, soprattutto anteriore (al posteriore meno male che cè lIsospeed), la rende adattissima alle pianure ed ai vallonati, per chi ha i Watt necessari ovviamente. Questo penso sia il suo terreno delezione.
La meravigliosa piega integrata (meno male con quello che costa) ed il suo sistema della serie sterzo fanno diventare immediatamente vecchi tutti i manubri in circolazione. Si temeva che non potesse essere impugnata sulla parte alta. Questo anche perché i primi esemplari in dotazione alla squadra Trek FR non avevano nemmeno il nastro lì sopra. Io ovviamente ce lho messo perché per me quellimpugnatura è frequente ed importante e devo dire che non vi è alcun problema, la presa risulta salda e sicura. Per chi voglia fare confronti le mie mani misurano da attacco polso alla punta del medio circa 18cm.
Circa aspetti meno convincenti segnalo i freni. Questi sono pienamente soddisfacenti per potenze frenante e modulabilità, sono invece problematici nella regolazione in quanto per ogni corpo freno sono presenti 4 viti, due per distanziare i pattini tra loro e due per sbandare lintero corpo freno da un lato o dallaltro. Si verifica però il fatto che le regolazioni sono tutte interconnesse tra loro, ciò determina che agendo su una certa vite poco dopo si cominciano a produrre effetti anche sulle impostazioni che dovrebbero essere gestite da unaltra di vite. Il tutto diviene poco intuitivo ed il conseguimento di una registrazione decente è un poco laborioso. Il problema è meno sentito sui cerchi stretti e maggiore sui cerchi larghi new gen da 24 mm ed oltre, dove il sistema lavora proprio al limite con ulteriori difficoltà di sistemazione.
Altro punto dolente sono gli attacchi Bontrager BlendR per i Garmin. Sono sottodimensionati e, con il 1000 che è grosso e pesante ed è montato a sbalzo davanti alla piega, ho avuto già due rotture con distruzione dellattacco stesso. Per fortuna da anni ho labitudine di legare il Garmin alla piega con un laccetto quindi lapparecchio non ha subito danni di sorta.
Ho smontato e rimontato diverse cose diverse volte, le temute difficoltà nella manutenzione erano come prevedibile dovute al solito timore del nuovo. Una volta fatta un minimo di pratica la sostituzione delle guaine è molto semplice e la gestione degli spessori serie sterzo è addirittura molto più comoda e veloce che sui sistemi di vecchio tipo.
Dal punto di vista guasti non ho nulla da segnalare non avendone avuti di alcun genere (sgrat sgrat).
Non mi chiedete nulla di reattività, scorrevolezza, ecc ecc perché non ho la minima idea di cosa si tratti. Per il resto sono a disposizione per altre eventuali curiosità.
Saluti e buone pedalate a tutti.