Il polpaccio non ti serve potenziarlo in palestra, ti serve che non collassi di fatica, non che abbia ulteriori fibre che andrebbero ulteriormente alimentate.Secondo me la bici è una macchina straordinaria che necessita di relativa poca forza per essere mossa e la forza esplosiva è prorogativa quasi solo degli sprinter e, in misura minore, di chi fa gare in circuito dove scattare è fondamentale. Per questo io mi concentrerei meno sulle gambe più sulla parte alta del corpo che in bici è fondamentale ma il gesto specifico poco o nulla la allena. Quindi tanto core e spalle per stare comodi ore in sella. Per le gambe rafforzerei il polpaccio, spesso debole nel ciclista con conseguente crollo del tallone. Andrò controcorrente, ma metterei in secondo piano glutei e cosce già ampiamente allenati in bici, a meno di non fare esercizi di riequilibrio muscolare per problemi specifici.
Sulla prima parte, concordo con il tuo "metodo" vista la tua "visione". Ovvio che se a uno non gliene frega niente di essere in grado di fare cambi di ritmo secchi, o di avere una accelerazione lenta allora meglio lavorare sulle aree che possono garantire una maggiore sopportazione dello stare in bici (core; basso e medio trapezio, senza però non dimenticare un pochino di lavoro di forza per femorali e glutei).
Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano che lavorando sulle tavolette propriocettive si migliori l'equilibrio in contesti al di fuori appunto dello stare in equilibrio sulle tavolette propriocettive... Una cosa che fa bene in regime di riabilitazione non è detto che lo faccia in regime di potenziamento (e viceversa)secondo me, per il ciclismo e non solo, è sempre meglio lavorare su rom articolare completo, quindi lo squat completo è sempre da tenere buono, anche se on male sono anche i mezzi squat e il quarter, specie in monopodalica e magari su cuscino o tavoletta propriocettiva, in modo da coinvolgere opportunamente anche adduttori, gracile, semitendinoso, che nella pedalata in fuorisella sono spesso coinvolti nel lavoro di stabilizzazione e di compensazione.
In teoria visto il gesto conviene andare giù in fondo (mobilità permettendo), anche per sbloccare le anche. Puoi anche dare qualche chance al Cyclist Squat (che altro non è che "uno squat e mezzo" con risalita parziale dalla buca, ridiscesa e risalita completa).riavvivo un po la discussione.
Considerando lo Squat come esercizio principe nella preparazione invernale in palestra, volendo approfondire, ho letto che lo stesso si puo fare dando risultati diversi in 3 modalità differenti.
quarter half e full
secondo voi per il ciclismo quale squat è più indicato ?
Poi comunque non trascurerei i monolaterali (bulgarian split o i pistols)


