ripetute con il 53/17/!9 in salita?

Shakur82

Apprendista Scalatore
9 Novembre 2005
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CARRARO EDGE 955 ULTEGRA 6800 - MTB WHISLE
Ragazzi allora da quello che ho capito fare sfr per me che sono un principiante non serve assolutamente a nulla giusto?
secondo voi, in base ai mie progetti (giro della romagna e poche gare corte nella mia zona), come devo impostare l'allenamento da gennaio?
 

chapino

Apprendista Passista
9 Maggio 2006
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pisa
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sarò un ghiozzo, come si dice dalle mie parti, ma io le ripetute le faccio a 35 rpm, 1 km, 4 minuti. comincio (oggi, ho cominciato) con due serie da 3ripetizioni. prox settimana 1 dente in meno, aumentando leggermente anche i battiti dl cuore (arrivo a circa 15 dalla soglia)e arrivando a 2 serie da 5. 2 volte a settimana. Mai avuto problemi di tendini o simili, imputabili a questi esercizi. Penso che se la posizione è corretta non dovrebbero esserci problemi, a meno di qualche lesione preesistente, penso che i carichi siano molto meno impegnativi di quelli che si fanno in palestra anche "caricando poco" (in bici si fanno circa 140 ripetizioni, in palestra 20 sembrano gia tante)
per quanto riguarda il discorso di stambecco...beh, ci sarà anche gente che facendo sfr ti stacca, non dubitarne, il bello del ciclismo è questo.
 
in una risposta di SASSI IN PERSONA data ad un amatore diceva che le sfr x amatori vanno fatte ad un rpm di massimo 40 PERCHE' POI alzando le rpm (PAROLE SUE) 'diventerebbero controproducenti'

Con un movimento lento (leggi basse rpm) si ha una contrazione più lunga ed è elevata quasi al massimo, reclutando così tutte le fibre muscolari disponibili, rosse ovviamente e bianche.
Evitando di intossicare il muscolo.
Se non è potenziamento questo :-) :-o Airone dimmi cos'è.
 

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via col vento
16 Aprile 2004
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Ik discorso di Stambecco non fa una piega, io stesso posso fare tute le sfr che voglio che l'Orco New lo vedrò sempre davanti a me.
l'orco new si preoccupa (prima di aumentare la forza) di poter garantire un numero di contrazioni sufficienti e una base cardiaca e polmonare in grado di supportare la muscolatura attuale. vedo molto più di buon occhio per un cicloamatore tradizionale ripetute di forza esplosiva e ripetute di forza veloce.
 

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Allora New, Gianfra e Airone, per piacere adducete tecnicamente cosa sono le SFR, perchè non vanno bene, cosa sviluppano e perchè e come i tendini si dovrebbero disintegrare.

Visto che io le ho fatte così e ai tendini non ho avuto il benchè minimo problema.

Pietro, tu non hai nemmeno provato a farle le SFR, parli er partito preso e sostieni che è meglio lavorare in palestra.
tecnicamente una sfr è una contrazione lenta del muscolo, che visto anche l'impegno cardiaco relativamente basso consentono al muscolo di andare rapidamente in acidosi.
i tendini si disintegrano perchè per portare (una volta in condizione) il cuore al medio e tenere quegli rpm, devi imprimere tanti di quei kg sui pedali che il conoscere il valore numerico ti spaventerebbe.
non provo perchè:
1. non ho neanche mai provato a prenderlo in quel posto, e non avrei intenzione di cominciare.
2. ho una base di forza resistente più che sufficiente. le mie carenze sono altre.
3. non ha senso fare sfr se nell'allenamento prima e dopo introduci solo riscaldamento e raffreddamento.
4. il muscolo lo metti in quelle condizioni (e in grado di sviluppare quegli stessi watt in acidosi) anche con contrazioni più veloci (70-80 rpm), dipende da come ci arrivi a quel lavoro e quanto prima hai lavorato in ipossia. risultato, lo stimolo è diverso, ma sempre di forza resistente stiamo parlando. con il vantaggio che contemporaneamente la forza impressa sui pedali è molto minore e lo stimolo neuromuscolare richiesto è molto maggiore. stesso allenamento, minor stress per la muscolatura. quello che definisco il massimo del risultato con il minimo dello sforzo.
 
1. non ho neanche mai provato a prenderlo in quel posto, e non avrei intenzione di cominciare.

Non sono d'accordo, per il resto, ora che torno a dormire ci rifletto...:-) Comunque non lavori in acidosi, è qui che ti sbagli.

E comunque QUI non ti darò ragione, se poi mi prendi in mezzo con Fabione, vedrò di regolarmi :-o
 
Fughiamo un po' di dubbi:

1)
La frequenza ottimale di pedalata è un problema molto dibattuto. La discussione è vivace persino sul significato stesso di "frequenza ottimale" (ottimale... dal punto di vista energetico? dal punto di vista dell`attivazione neuro-muscolare? dal punto di vista circolatorio periferico?...). Sicuramente quella che consente di percepire il minor sforzo a parità di potenza sviluppata (altro modo per definire la pedalata "ottimale") è una cadenza tanto più elevata quanto maggiore è la potenza sviluppata e - in accordo con uno studio che ho personalmente condotto - a parità di potenza, una cadenza tanto più bassa quanto maggiore è la pendenza. Dunque, le variabili sono molteplici e complessamente correlate tra loro. In pratica, intorno alle 70 dovrebbe essere una buona scelta, anche se attualmente c`è chi va verso cadenze più elevate (frutto comunque di un allenamento specifico in tale direzione) quali le 80 pedalate o più. Del resto sull`argomento "cadenza ottimale" circolano troppe opinioni poco supportate da evidenze quantomeno razionali, se non proprio scientifiche: qualche anno fa, molti commentavano con favore l`agilità fuorisella di Armstrong in salita; all`ultimo Giro, siccome Basso in fuorisella ci andava raramente, c`era chi - avendo in passato elogiato l`agile fuorisella in Armstrong - sosteneva che questa attitudine fosse da evitare, in quanto eccessivamente dispendiosa e perciò controproducente... E quando Honchar coi suoi lunghi rapportoni era un dominatore incontrastato delle crono, l`uso dei rapportoni a bassa cadenza era ritenuto una grande qualità; fin tanto che Armstrong non invertì il paradigma. Dunque, nel ciclismo sembra basti un campione per modificare le convinzioni tecniche; ma non credo che ciò possa modificare le regole della fisiologia.
Aldo Sassi 31.05.06
 
2)
Non so esattamente che idea si sia fatto lei della soglia anaerobica. L`idea dominante, comunque - sia tra i tecnici, che in ambito scientifico - è che la soglia anaerobica sia un`intensità lavorativa andando al di sopra della quale si va incontro ad un accumulo di acido lattico (tanto più rapido tanto più ci si trova al di sopra della soglia stessa) tale da portare rapidamente all`esaurimento dello sforzo; al di sotto della soglia anaerobica lo sforzo sembrerebbe invece poter essere mantenuto per tempi estremamente lunghi. Questa concezione ha portato al radicamento di un concetto di soglia corrispondente - per ciascun soggetto - ad un`intensità di esercizio estremamente precisa, ed è in parte figlia dell`idea che la fatica (e l`esaurimento da essa indotto) siano innanzitutto dipendenti dall`accumulo di acido lattico. A prescindere dal fatto che l`effettivo ruolo dell`acido lattico nella comparsa della fatica e nel conseguente esaurimento deve essere profondamente riconsiderato (si veda la recente review di S.P. Cairis su Sports Medicine, 2006), in realtà il significato della soglia anaerobica deve essere ripensato in quanto: 1) la relazione tra l`intensità dell`esercizio e il tempo per il quale l`esercizio può essere protratto prima di arrivare all`esaurimento è ben descritta da un`equazione grossomodo logaritmica (lo si vede bene analizzando per esempio velocità e durata nelle prestazioni di corsa fra i 3000 metri e la maratona) che non è caratterizzata da alcun "gradino" o "soglia" che dir si voglia in corrispondenza di quella che solitamente viene individuata con la potenza di soglia anaerobica stessa; 2) ricerche condotte proprio nel nostro centro e presentate in passato in congressi internazionali, dimostrano che il concetto secondo cui la soglia anaerobica coincide con la massima capacità di smaltimento di lattato non ha fondamento, in quanto anche a tale intensità si può avere un significativo smaltimento di lattato (e dunque un ulteriore aumento della capacità di rimozione dello stesso), quando questo sia stato prodotto attraverso uno sforzo immediatamente precedente; il concetto di soglia anaerobica pertanto, anche quando viene determinato con il metodo della ripetizione dei carichi costanti prolungati, è "protocollo dipendente", come lo è del resto quando la determinazine avviene attraverso i cosiddetti metodi indiretti (carichi incrementali o altro).
Aldo Sassi - 08.05.2006
 
3)
Un discorso particolare lo merita la forza: le evidenze scientifiche dimostrano che lo svolgimento di esercizi per il miglioramento della forza può indurre poi degli effetti positivi sulla prestazione in bicicletta, ma questi miglioramenti appaiono tanto più evidenti quanto più è basso il livello di specializzazione del soggetto. In altre parole, un amatore che pedala poco e da pochi anni può trarne giovamento; uno di buon livello trae invece vantaggi limitati; è dubbio che un corridore di élite ne sia avvantaggiato (anche se alcuni professionisti effettuano lavori di forza coi pesi in inverno). Ad ogni modo, l`eventuale lavoro coi pesi va intercalato con esercitazioni in bicicletta volte al mantenimento delle qualità muscolari che supportano l`agilità della pedalata, onde evitare di avere grossi problemi (mal di gambe che si protrae per settimane) alla ripresa dell`allenamernto specifico in bicicletta (specie quello con lavori alla soglia). Personalmente sostengo che la forza che serve al ciclista non ha praticamente nulla a che fare con il tipo di forza che si allena coi pesi. Al ciclista (sprinter escluso) serve soprattutto quella che io definisco "forza aerobica", e che a mio avviso ha i suoi fattori limitanti soprattutto in alcuni aspetti emodinamici. Per allenarla, sin dal record di Moser sviluppammo le cosiddette SFR (salite di forza-resistenza): ripetute in salita di 1-5 minuti, a 35-40 pedalate al minuto, con rapporti lunghissimi ma frequenze cardiache non superiori al ritmo medio, da ripetere per 5-8 volte con 2-3 minuti di recupero.Per quanto riguarda, in fine, l`utilità delle attività aerobiche alternative al ciclismo (corsa, sci di fondo, ecc.), il discorso è in parte analogo a quanto detto per l`allenamento di forza coi pesi: gli effetti positivi sulla prestazione in bicicletta sono tanto più evidenti quanto più basso è il livello di specializzazione del ciclista. Di ciò si deve dunque opportunamente tenere conto nell`impostazione dell`allenamento invernale.
Aldo Sassi
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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Allora New, Gianfra e Airone, per piacere adducete tecnicamente cosa sono le SFR, perchè non vanno bene, cosa sviluppano e perchè e come i tendini si dovrebbero disintegrare.

Visto che io le ho fatte così e ai tendini non ho avuto il benchè minimo problema.

Pietro, tu non hai nemmeno provato a farle le SFR, parli er partito preso e sostieni che è meglio lavorare in palestra.

A tutte queste risposte mi piacerebbe fosse aggiunto, da parte di chi lo sa e non perchè così si dice, qual'è il motivo per cui " le SFR devono cominciare a Gennaio " per tradizione e perchè " ora è ancora troppo presto ".

A chi può interessare il mio preparatore così comanda:
salita 4/5%.
RPM 40/50.
Rapporto 53X15.
6 volte x 3 minuti.
 
Sassi dice 6/10 settimane prima dell'impegno agonistico (ma mi sembra che agli evoluti le faccia fare addirittura 2/3 volte settimana) ma ho letto velocemente.
Non è tradizione.
Facendole 1 volta a settimana (perchè il carico fra tutti i vari allenamenti e gli impegni tra lavoro e famiglia diventerebbe troppo) io inizio a Gennaio, anzi avrei voluto iniziare a Dicembre ma, anche su consiglio di Emanuele, inizierò a Gennaio; meglio arrivare un po' meno in forma forse che troppo stanchi.
 

accio1965

Apprendista Scalatore
30 Agosto 2004
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siena
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anche secondo me per un amatore le sfr non servono a una fava. su un sistema allenato, capace di lavorare in acidosi, capace già di un ottimo trasporto d'ossigeno hanno un senso. ma aumentare la forza resistente in una persona che già oltre il 90% della FCMax ha difficoltà a respirare? a che serve aumentare la forza quando ossigeno in quei muscoli non ne arriva?
infatti si deve allenare anche quello
Pensa che ci sono molti che quando fanno SFR sono convinti di fare potenziamento... :roll:
mi spieghi allora perchè tra noi quelli forti le fanno tutti ma proprio tutti (addirittura qui 6 giorni di fila con 53*13)
ma c'è amatore e amatore....
straquto
E poi non esageriamo con le cadenze bassissime. In linea di principio è così ma, in pratica, per buona parte dei ciclisti della domenica (o poco più) quali noi siamo è solo un ottimo metodo per lesionare i legamenti. :wacko:
Per cui chi proprio non può vivere senza abbia il buon senso di scendere gradatamente col numero di rpm..

quoto, secondo me non meno di 50rpm
il preparatore quest'anno ci ha dato la seguente impostazione SFR di 3 minuti con 3 minuti di reucpero in discesa, io mi trovo molto meglio ma soprattutto la schiena non si incricca piu, la salita poi non deve essere piu del 5% (il tutto IMHO)
 

accio1965

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A tutte queste risposte mi piacerebbe fosse aggiunto, da parte di chi lo sa e non perchè così si dice, qual'è il motivo per cui " le SFR devono cominciare a Gennaio " per tradizione e perchè " ora è ancora troppo presto ".

A chi può interessare il mio preparatore così comanda:
salita 4/5%.
RPM 40/50.
Rapporto 53X15.
6 volte x 3 minuti.

aggiungi che dopo le SFR sono previste salite corte di 3-4km da fare max al medio, elemento molto importante credo epr trasformare il lavoro fatto con SFR
 

30x26

Apprendista Scalatore
21 Aprile 2004
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imho se fatte bene le sfr non fanno danni ai legamenti. l'importante e' farle erogando una potenza sensata, non copiata dalle tabelle.
la velocita' di percorrenza dovrebbe essere pari a quella che si tiene sulla medesima pendenza utilizzando un rapporto normale. cosi' si lavora alla stessa potenza. se un guarda solo la fc finisce per lavorare in acido perche' la brevita' dell'esercizio+rpm ridotte non fanno salire il cuore in modo repentino quanto lo sforzo.
la pendenza non c'entra nulla, l'importante e' che rpm e potenza rimangano nel range prestabilito. cambiando rapporto si possono fare su qualsiasi salita costante.
un amatore che abbia alla soglia 1000m/h di vam fara' sfr intorno a 900m/h . se la pendenza e' del 6% a 40rpm dovra' spingere un 52/17-18
 

danny

Apprendista Scalatore
27 Maggio 2004
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Arezzo
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penso che per chi inizia a correre a marzo e che intende fare la preparazione specifica da metà gennaio sia l'ora di fare qualche sfr.
io per esempio inizio a correre (MTB forse è un pò diverso) l'11 marzo o forse anche il 4 e inizio le 7 settimane di forza e ossigeno da metà gennaio, in questo modo ho 2 settimane in più prima del primo appuntamento importante (11marzo) in modo che se per qualche motivo (malattia, tempo brutto, lavoro ecc) non posso allenarmi ho comunque quelle 2 settimane in più utilizzabili.
per questo motivo inizio adesso a fare sfr, magari sostituendo una seduta in palestra con una seduta di sfr.
 

stambecco

Maglia Gialla
14 Giugno 2005
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cane sciolto
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Bici
si
imho se fatte bene le sfr non fanno danni ai legamenti.


forse no,
però sono convinto che se uno ha anche piccole "imperfezioni" (imperfezioni, non problemi eh) alle ginocchia o comunque alle zone lì intorno anche se in bici è posizionato bene carichi così pesanti potrebbero alla lunga tirar fuori dei danni (parlo per me e per sentito dire da altri)