Circa i pecoroni:
Non credo ci sia un settore sportivo che faccia uso di attrezzature che sia più imbalsamato, ingessato, recalcitrante e restio ad accogliere innovazioni come quello dei ciclisti amatori sui strada.
La maggior parte, per ogni minima cosa nuova che si affacci sul mercato, viene colta dalla sindrome della presa per il culo e si trincera dietro barricate impenetrabili e capitola solo quando è il mercato a "costringerlo" ob torto collo a fare qualcosa che di propria volontà non farebbe mai e poi mai.
Quelli che, cambiando bicicletta (che avrebbero comunque cambiato a prescindere dalle novità del mercato) provano qualcosa di nuovo sono solo dei poveri pecoroni.
I soliti fantomatici "cugggini" ed i soliti "vecchi ciclisti" con esperienza da vendere aleggiano ovunque dispensando improbabili esperienze che condannano qualsiasi innovazione al rogo e prendono per il culo i soliti pecoroni.
Che poi se è vero che questi pecoroni sono così tanti, devono essere una maggioranza molto silenziosa, perché di quelli che strombazzano ai quattro venti di non esserlo ce ne sono moltissimi, almeno qui.
Pochissimi quelli che invece provano nuove o diverse soluzioni (sul serio non a fare gli pseudotester al test day della marca tale dove fanno un giretto di un'ora se va bene a 20 all'ora e finisce lì) e poi decretano con cognizione di causa la loro preferenza su ciò che incontra i loro gusti e su cosa no.
Questa ultima considerazione mi consente di introdurre un altro argomento, ossia: cosa serve e cosa non serve.
Circa cosa ci serve:
Tutto quello che è disponibile oggi in ambito dotazioni ciclistiche, per quella che è la capacità di sfruttarlo da parte degli amatori, è oltremodo sovradimensionato e sovra prestazionale.
Quindi niente di quanto oggi disponibile ci è veramente indispensabile, andava più che bene anche quello che c'era prima, anche molto prima.
Quello che compriamo lo dobbiamo comprare perché ci piace, non serve stare per forza a cercare una motivazione per la quale ci serva e con la quale giustificare prima di tutto a noi stessi il nuovo acquisto.
Men che meno se tale giustificazione sconfina in ambiti prestazionali...
Certo, TENDENZIALMENTE quello che c'è adesso è un poco migliore di quello che c'era prima, un elettronico è un poco migliore di un meccanico, ma si può usare benissimo anche quello, un impianto a dischi è nel complesso un poco migliore di uno rim, ma si può benissimo usare ancora anche quello. Questo solo per citare le due soluzioni che più di altre creano confitti nel movimento.
In definitiva quindi ciascuno deve scegliere in base a quello che più gli piace possedere senza stare a menarla con cosa è meglio e cosa no.
Certo chi è legato a soluzioni tradizionali avrà ad certo punto meno scelta e sarà definitivamente travolto dal mercato, ma questo è sempre accaduto in ogni ambito commerciale dove i beni sono caratterizzati da contenuti legati alla tecnica.
Forza dai, approfittate se potete delle festività per pedalare, che è meglio.