Dopo tante settimane che leggo la discussione, vorrei dare il mio piccolo e umile contributo.
Premetto che ho iniziato ad andare in bici da poco, da appena due anni. Inizialmente con una mtb da 26" (quasi preistoria per alcuni) ma già con freni a disco idraulici, quindi più o meno conoscevo il loro funzionamento e i loro pregi e difetti. Con l'aumentare dei chilometri percorsi sono poi passato ad una bici da strada con telaio in acciaio, leve del cambio su tubo obliquo e freni tradizionali, una bici "vintage". Da pochi mesi, da giugno, posseggo una bici da strada finalmente contemporanea con freni a disco idraulici
Ultegra R8000.
Per quanto riguarda pregi e difetti posso avere un'opinione che può essere condivisibile o meno.
Iniziamo dai pregi:
- ho qualche problema ai polsi, essenzialmente sono deboli per alcune cazzate fatte da bambino, il sistema idraulico frena che è un vero piacere, senza sforzi ai polsi, né alle mani, con una lieve pressione del singolo dito indice posso essere certo di poter frenare. Con leve e freni tradizionali faticavo abbastanza per rallentare;
- rispetto alla pista frenante, un disco frena anche se bagnato;
- mi danno maggiore sicurezza nelle discese ripide, può darsi che sia un effetto placebo;
- c'è poco da fare, ma i gusti sono gusti, io trovo che le bici da strada con dischi abbiano un look decisamente moderno e contemporaneo, de gustibus non est disputandum e ovviamente rispetto chi ha un'opinione diversa dalla mia;
- altra opinione personale, sempre legata ai gusti, li trovo moderni proprio tecnologicamente, se ne avessi la possibilità vorrei provare pure i tubeless e se il telaio me lo permettesse oserei pure il 28, ma devo accontentarmi del 25.
Di difetti che mi vengono in mente ne trovo veramente pochi e riassumibili in un unico punto:
- essenzialmente potrebbero essere un po' ostici da regolare. Nel 99% dei casi ogni suono, fischio e sfregamento è risolvibile sgrassando, pulendo e centrando le pinze, tutte cose che si possono risolvere in pochi minuti. Tuttavia possono esserci problemi che potrebbero necessitare di mani più esperte, per esempio un eventuale spurgo (nulla di complicato, ma per svariati motivi si può scegliere di fare a meno di acquistare
olio idraulico e il kit da spurgo), un pistone bloccato (anche in questo caso il procedimento è abbastanza facile, ma si potrebbe preferire di consultare il meccanico), ultimo esempio potrebbe essere un disco storto (proprio oggi sono stato dal mio meccanico di fiducia per raddrizzare il disco anteriore).
Non penso che i dischi alla lunga uccidano i freni tradizionali, così come la tv non ha ucciso la radio, ma piuttosto che i due si andranno ad affiancare convivendo pacificamente. I freni a disco rallentano la bici in maniera più efficiente, questo è indubbio, ma se l'asfalto è bagnato e scivoloso non c'è nulla che tenga, è il copertone e la sua capacità di aderenza che manterrà la bici in piedi. Tuttavia un disco bagnato frenerà, una pista frenante bagnata non rallenterà la bici in maniera efficiente. Non ho esperienza in questione, ma chi utilizza tubolari e sigillante tubeless potrebbe avere problemi con una pista frenante surriscaldata, seppur credo non sia un grave problema, ma di certo un freno a disco non andrà a surriscaldare quella parte del cerchio. Similmente un disco non andrà a rovinare la pista di un cerchio in carbonio, oltre al fatto che sul carbonio andrebbero utilizzati particolari pattini.
In generale, ripeto, penso che il freno a disco non sia il freno definitivo, ma semplicemente un diverso freno che andrà ad affiancarsi a quello più tradizionale dei pattini. Di certo non apprezzo il modo in cui il mercato spinge verso quella direzione in maniera anche forzata, sia pagando i pro, sia (molto lentamente) producendo solamente modelli dotati di freno a disco.