per me è la stessa cosa di quelli che guardano giocare ai videogiochi: che senso ha guardare uno che faccia una cosa che puoi fare anche te esattamente allo stesso livello (videogiochi) o guardare uno che faccia la versione brutta di una cosa che puoi guardare nella versione bella (ciclismo). io faccio una gran fatica a capire una società del genere ma sono anche convinto che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in questo voyeurismo.
Scordati che il te generico possa giocare un videogioco allo stesso livello dei pro. È proprio lo stesso che andare in bicicletta. Lo possono fare tutti? Sì. Allo stesso livello dei pro? No.
Mi pare che nessuno qua abbia detto che è stupido anzi, ci sono giudizi favorevoli che vanno insindacabilmente rispettati.
Converrai con me però che far diventare uno sport professionistico(quindi persone pagate tramite sponsorizzazzione da rigirarsi a carico del cliente)una pedalata sui rulli è quantomeno ridicolo.
La bici nasce prima come mezzo di locomozione, poi come sport da praticarsi all'aria aperta.
I rulli, per chi li fa e gli piace, sono un palliativo per le brutte giornate.
Comunque questa è la mia opinione e pertanto poco vale, e rispetto chi la ha differente.
Mi piacerebbe la cosa fosse reciproca.
Ma non è proprio così che funziona, non viene imposto nulla sul cliente, è il cliente che manifesta una domanda (già in atto o potenziale) per cui si crea un'offerta, di cui sei libero di usufruire o meno.
Hai paura che queste sponsorizzazioni portino un incremento di costi in prodotti a cui sei interessato? Può essere, capita, come capita per le sponsorizzazioni dei pro su strada, in mtb, nel ciclocross, nel triathlon, per le pubblicità online, ecc, tutte cose di cui il singolo potrebbe fare a meno, ma il singolo conta poco. Non ci vedo davvero nulla di nuovo, è il sistema socioeconomico a cui quotidianamente aderiamo, non può essere criticato solo nell'aspetto che non ci garba. Se è proprio la gara o l'attività indoor in sé che non piace basta non seguirla.