Colnago: "molti non capiscono il valore reale di una bici"

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pancia di ghisa

Apprendista Velocista
1 Dicembre 2011
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dieeffegiaccai...
Io gli chiederei perchè dopo esser stato uno dei precursori delle bici disc, abbia rallentato molto nell'idea. Magari tu lo sai anche.

Aggiorniamo il titolo del thread "perchè i pro sono riluttanti all'uso del disco?" con ""perchè i pro e Colnago sono riluttanti all'uso del disco?" e vediamo se riesce a peggiorare ulteriormente? :mrgreen:
 
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........Pinarello come Bianchi,a differenza di Colnago,hanno fatto una scelta,a mio modo di vedere sbagliata,anche se commercialmente magari è giusta,di non costruire più nemmeno una vite in Italia ,però due marchi con la loro storia e il loro prestigio,sarebbe bello avessero in catalogo almeno un telaio top Made in Italy...
Poi magari sono rimasto l'unico al mondo che fa caso a queste cose,ma a mio modo di vedere manterrebbe più vivo il prestigio del marchio.
Cosa si intende mantenere il prestigio del marchio tenendo una parte della produzione in Italia?
Io credo che ciò possa funzionare con chi ha dei pregiudizi verso il made in Taiwan/China che ritiene che un prodotto fatto a Treviso/Treviglio e controllato da Treviso/Treviglio possa essere migliore di un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Treviso/Treviglio (che può essere diverso da un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Taiwan).
Appurato questo, quanti hanno questa idea e dunque comprerebbero Bianchi/Pinarello solo mantenendo almeno una parte di produzione in Italia? Escluso che a stranieri interessi, ci sarà probabilmente qualche italiano patrottico/nazionalista con i preconcetti di cui sopra (non sto discutendo se giusti o sbagliati beninteso) a cui interessa. Il ricavo che ne deriva vendendo anche a loro, copre i vantaggi economici ecc. di spostare la produzione in Asia?
A questa domanda io non ti so rispondere. Presumo che sia la domanda che si sono posti in Bianchi/Pinarello dandosi la risposta, sulla base di dati concreti in loro possesso, che ben conosciamo.
 

pietrogrip

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Cosa si intende mantenere il prestigio del marchio tenendo una parte della produzione in Italia?
Io credo che ciò possa funzionare con chi ha dei pregiudizi verso il made in Taiwan/China che ritiene che un prodotto fatto a Treviso/Treviglio e controllato da Treviso/Treviglio possa essere migliore di un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Treviso/Treviglio (che può essere diverso da un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Taiwan).
Appurato questo, quanti hanno questa idea e dunque comprerebbero Bianchi/Pinarello solo mantenendo almeno una parte di produzione in Italia? Escluso che a stranieri interessi, ci sarà probabilmente qualche italiano patrottico/nazionalista con i preconcetti di cui sopra (non sto discutendo se giusti o sbagliati beninteso) a cui interessa. Il ricavo che ne deriva vendendo anche a loro, copre i vantaggi economici ecc. di spostare la produzione in Asia?
A questa domanda io non ti so rispondere. Presumo che sia la domanda che si sono posti in Bianchi/Pinarello dandosi la risposta, sulla base di dati concreti in loro possesso, che ben conosciamo.

A Colnago questo fa gioco, secondo me pure con orgoglio, visto il fuggi fuggi delle varie case nostrane verso lidi esteri con un costo del lavoro notevolmente minore, alla sua clientela piace che il suo telaio di punta venga fatto in Italia, come piace pensare che questo sia fatto a livello artigianale solo perche' i tubi vengono incollati con le congiunzioni a mano, cmq la sola scritta made al 100% in Italia e' ormai merce rara pertanto un comportamento da ammirare, non so se dia i suoi frutti in termini economici ma a ben vedere se alcune case scrivono sul telaio handmade in Italy solo per far pensare al cliente che questo sia stato fatto in Italia forse, da questo punto di vista, tanto torto al cavaliere non va dato.
 
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tanto torto al cavaliere non va dato.
A mio avviso non gli si può dar nessun torto, giusto o sbagliato commercialmente parlando il Cav ha fatto le sue scelte (secondo me mixando le produzioni anche per cercare di restare al passo con i tempi)

Sicuro avrà ricevuto offerte dai vari "investitori" (chissà magari gli stessi che si son magnati Pinarello e Bianchi) ma da buon nostrano imprenditore orgoglioso del suo marchio ha proseguito nel suo cammino nella speranza che il mito Colnago continuasse per la sua strada.. ma i tempi cambiano e anche velocemente, così come cambieranno domani.

Fino a 2-3 anni fa ne sentivi pochi che acquistavano il telaio no brand e si facevano il mezzo personalizzato.. oggi sono (siamo) già molti di più.. domani, quando i più oramai saranno saturi delle sempre maggiori performance del 4-5 % che il marketing ci rifila ad ogni nuova presentazione dell'ultimo arrivato, come sarà ?
Visto che alla fine son sempre le gambe che contano :==
 
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Cosa si intende mantenere il prestigio del marchio tenendo una parte della produzione in Italia?
Io credo che ciò possa funzionare con chi ha dei pregiudizi verso il made in Taiwan/China che ritiene che un prodotto fatto a Treviso/Treviglio e controllato da Treviso/Treviglio possa essere migliore di un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Treviso/Treviglio (che può essere diverso da un prodotto fatto a Taiwan e controllato da Taiwan).
Appurato questo, quanti hanno questa idea e dunque comprerebbero Bianchi/Pinarello solo mantenendo almeno una parte di produzione in Italia? Escluso che a stranieri interessi, ci sarà probabilmente qualche italiano patrottico/nazionalista con i preconcetti di cui sopra (non sto discutendo se giusti o sbagliati beninteso) a cui interessa. Il ricavo che ne deriva vendendo anche a loro, copre i vantaggi economici ecc. di spostare la produzione in Asia?
A questa domanda io non ti so rispondere. Presumo che sia la domanda che si sono posti in Bianchi/Pinarello dandosi la risposta, sulla base di dati concreti in loro possesso, che ben conosciamo.
Eccomi,la mia stella polare,in tutti i settori,e' il fatto in Italia.
Non e' facile,ma ci provo,e mi fa stare bene.
 

samuelgol

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A Colnago questo fa gioco, secondo me pure con orgoglio, visto il fuggi fuggi delle varie case nostrane verso lidi esteri con un costo del lavoro notevolmente minore, alla sua clientela piace che il suo telaio di punta venga fatto in Italia, come piace pensare che questo sia fatto a livello artigianale solo perche' i tubi vengono incollati con le congiunzioni a mano, cmq la sola scritta made al 100% in Italia e' ormai merce rara pertanto un comportamento da ammirare, non so se dia i suoi frutti in termini economici ma a ben vedere se alcune case scrivono sul telaio handmade in Italy solo per far pensare al cliente che questo sia stato fatto in Italia forse, da questo punto di vista, tanto torto al cavaliere non va dato.
Io sono tendenzialmente meno romantico e più pratico. A me interessa che il telaio sia fatto bene, il dove è fatto alla fin fine, lo ritengo un particolare superato, tanto più se il farlo in Italia mi costa 2/3/400 euro in più solo per quella scritta. Però la sua è scelta rispettabile. Basta che poi non si lamenti delle conseguenze di questa scelta, che possono anche essere quelle esposte nell'intervista, ossia che il cliente sceglie altro.
 
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Eccomi,la mia stella polare,in tutti i settori,e' il fatto in Italia.
Non e' facile,ma ci provo,e mi fa stare bene.
Tutto made in Italy?
Che computer hai?
Suvvia, sappiamo entrambi che ciò non è possibile per il semplice fatto che troppo d tutto viene fatto altrove per poter avere tutto fatto qui. Ti dice bene se uova e insalata che mangi a tavola non vengono dalla Cina pure quelle. :mrgreen:
Dopodichè se per quanto ci riesci, lo fai, la tua è una scelta rispettabile.
 

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Tutto made in Italy?
Che computer hai?
Suvvia, sappiamo entrambi che ciò non è possibile per il semplice fatto che troppo d tutto viene fatto altrove per poter avere tutto fatto qui. Ti dice bene se uova e insalata che mangi a tavola non vengono dalla Cina pure quelle. :mrgreen:
Dopodichè se per quanto ci riesci, lo fai, la tua è una scelta rispettabile.
Suvvia a chi?
Mai avuto un compiuterino.
Al supermercato,da quando la ue ha messo il bollino rosso su tutto cio' che e' italiano,fare la spesa e' diventato piu' facile.
Frutta e verdura mercato no islamici.
Coi cellulari mi freghi.copertoni e tubi idem.
Con le auto lascia perdere.
Ho due sole bici straniere,caad 10 e specialissima,il resto tutto italiano.
Ho un debole per la tecnologia giapponese.
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Colnago 50 Anniversary
È una discussione di lana caprina fare il confronto fra Made in Italy e il Made in China. Non vuol affatto dire che il Made in China sia peggio che il Made in Italy. Ciò che conta è il progetto e la qualità della manifattura.
Un caso tipico è Apple. I suoi articoli vengono tutti dalla Cina - sono prodotti dalla Foxconn - ma nessuno mette in dubbio la qualità Apple. Allo stesso modo altre case informatiche producono in Cina, ma i progetti sono proprietari e di alta qualità.
Un confronto corretto è se il Made in China è sinonimo di acquisto di materiale bulk e poi rimarchiato. Lì, sì che ci potrebbe essere la differenza (e quasi sempre c'è e abbondante).
 

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Io sono tendenzialmente meno romantico e più pratico. A me interessa che il telaio sia fatto bene, il dove è fatto alla fin fine, lo ritengo un particolare superato, tanto più se il farlo in Italia mi costa 2/3/400 euro in più solo per quella scritta. Però la sua è scelta rispettabile. Basta che poi non si lamenti delle conseguenze di questa scelta, che possono anche essere quelle esposte nell'intervista, ossia che il cliente sceglie altro.

io la penso come te, inizialmente magari ci guardavo, poi pedalando ho capito che in bici conta altro ed ho fatto (appunto) la scelta piu' pratica, ripeto sono stato in passato orgoglioso di pedalare su telai totalmente made in Italy, ma di certo non biasimo o condanno chi ha una visione difforme dalla mia.

A mio avviso non gli si può dar nessun torto, giusto o sbagliato commercialmente parlando il Cav ha fatto le sue scelte (secondo me mixando le produzioni anche per cercare di restare al passo con i tempi)

Sicuro avrà ricevuto offerte dai vari "investitori" (chissà magari gli stessi che si son magnati Pinarello e Bianchi) ma da buon nostrano imprenditore orgoglioso del suo marchio ha proseguito nel suo cammino nella speranza che il mito Colnago continuasse per la sua strada.. ma i tempi cambiano e anche velocemente, così come cambieranno domani.

Fino a 2-3 anni fa ne sentivi pochi che acquistavano il telaio no brand e si facevano il mezzo personalizzato.. oggi sono (siamo) già molti di più.. domani quando i più oramai saranno saturi delle sempre maggiori performance del 4-5 % che il marketing ci rifila ad ogni nuova presentazione dell'ultimo arrivato come sarà ?
Visto che alla fine son sempre le gambe che contano :==

le bici le vende e sponsorizza una WT che di certo non costa 2 lire, non conosco i suoi volumi di vendita ne' tantomeno i bilanci pertanto non si puo' neanche lontanamente abbozzare una valutazione sul suo stato di salute, posso pensare che si sia basato sempre su una clientela fidelizzata, ma di certo non al cliente che compra un no brand, passare da un c64 ad un no brand e' come bestemmiare in chiesa.
 

golias

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le bici le vende e sponsorizza una WT che di certo non costa 2 lire, non conosco i suoi volumi di vendita ne' tantomeno i bilanci pertanto non si puo' neanche lontanamente abbozzare una valutazione sul suo stato di salute, posso pensare che si sia basato sempre su una clientela fidelizzata, ma di certo non al cliente che compra un no brand, passare da un c64 ad un no brand e' come bestemmiare in chiesa.
Credo tu non abbia compreso cosa intendessi dire, a parte questo non sono d'accordo sul fatto che la filosofia Colnago volgesse alla fidelizzazione del cliente, sono piuttosto convinto (visto appunto la sue dichiarazioni) che abbia puntato più sulla qualità nella speranza che questa venisse percepita e quindi qualificata dal potenziale cliente per quel che è (inutile ribattere che le Colnago sono ottime) invece ha dovuto constatare suo malgrado che i più si fanno ammaliare da una bella veste (verniciatura) senza rendersi conto di ciò che acquistano e su questo non gli si può dar torto.
In genere non bestemmio.. ma secondo te l'avrei fatto per di più in chiesa :-P
 

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A te. Mo è offensivo pure questo? ;nonzo%
Chi ha parlato di computerino? Ho detto computer. Non ne hai uno a casa?
Abiti fatti in Italia? Per casa tutto ciò che hai è italiano?
Guardati attorno ora in questo momento dove sei. Scoprirai di essere attorniato da ogni ben di Dio fatto all'estero.
Il compiuter non ce l'ho,ho il cellulare,i miei figli si,e sicursmente sara' cinese.
Gli abiti spero proprio di no,salvo amare sorprese.
Fatto all'estero e' gia' diverso,dal fatto in cina o taiwan.
Di cinese comunque mi piacciono le porcellane,come le sete.
Restando alle bici,mi piacerebbe tanto una Klein come dico io,delle ruote Gokiso,ma costano die botti,una bella Cyfac proxidium francese,e se proprio compiuterino ha da esse,un bel tachigrafo americano dll'Omata,che e' veramente bello a vedersi.
E' vero che per molti e' importante solo pedalarci sulle bici,per me pure,ma anche ammirarle e' per me fondamentale.
Ripeto,e' difficile ma almeno ci provo.
 
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Cronoman
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È una discussione di lana caprina fare il confronto fra Made in Italy e il Made in China. Non vuol affatto dire che il Made in China sia peggio che il Made in Italy. Ciò che conta è il progetto e la qualità della manifattura.
Un caso tipico è Apple. I suoi articoli vengono tutti dalla Cina - sono prodotti dalla Foxconn - ma nessuno mette in dubbio la qualità Apple. Allo stesso modo altre case informatiche producono in Cina, ma i progetti sono proprietari e di alta qualità.
Un confronto corretto è se il Made in China è sinonimo di acquisto di materiale bulk e poi rimarchiato. Lì, sì che ci potrebbe essere la differenza (e quasi sempre c'è e abbondante).

Ed eccoci tornati, dopo varie escursioni, al tema ed alla domanda iniziale. Il cliente capisce ed apprezza questo "valore" proposto da Colnago?(made in Italy di alcuni modelli e tutto quello di cui abbiamo discusso prima?)

Dati alla mano, confrontando per esempio con Pinarello che occupa uno spazio simile, si osserva che:

Semplificando molto ed ipotizzando due soli concorrenti: su 4 clienti interessati a comprare una bici di un brand italiano con simile prestigio, storia e posizionamento (Colnago per me come brand dovrebbe pesare di piu e quindi aiutare in questo confronto), 3 comprano pinarello e 1 colnago.

O meglio, Pinarello convince il triplo di clienti o, visto dall'altro lato Colnago perde 3 clienti su 4.

Dalle comunicazioni di Pinarello è chiaro l'obiettivo di arrivare a piu di 90 milioni di fatturato, a chi li prenderanno questi clienti?
Solo da Decathlon e canyon?

Questo è il tema della conversazione e probabilmente parte dei commenti del titolare. Direi che è lecito chiedersi se il valore offerto viene percepito dai clienti o no e se è abbastanza per convincerli.



Ultimi cinque anni: (da sinistra a destra dal 2018 al 2014)

Ricavi delle vendite20.576.95820.945.80222.446.31125.198.18619.793.491
EBITDA1.788.2002.737.4243.517.9004.300.4901.452.789
Utile Netto556.5301.460.4422.159.9262.776.319541.385
Totale Attività22.429.94621.920.05919.700.73523.152.21917.931.987
Patrimonio Netto18.382.08917.825.55916.365.11617.205.19114.428.872
Posizione finanziaria netta-3.250.173,00-3.555.872,00-3.811.896,00-7.907.269,00-3.414.501,00
EBITDA/Vendite (%)8,2011,9514,9216,446,97
Redditività delle vendite (ROS) (%)4,849,3312,4614,334,23
Redditività del totale attivo (ROA) (%)4,709,7414,9116,194,92
Redditività del capitale proprio (ROE) (%)3,038,1913,2016,143,75
Debt/Equity ratio0,000,000,000,000,00
Debiti v/banche su fatt. (%)0,080,050,040,050,16
Debt/EBITDA ratio0,010,000,000,000,02
Rotaz. cap. investito (volte)0,920,961,141,091,10
Dipendenti3435303033
 

samuelgol

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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Il compiuter non ce l'ho,ho il cellulare,i miei figli si,e sicursmente sara' cinese.
Gli abiti spero proprio di no,salvo amare sorprese.
Fatto all'estero e' gia' diverso,dal fatto in cina o taiwan.
Di cinese comunque mi piacciono le porcellane,come le sete.
Restando alle bici,mi piacerebbe tanto una Klein come dico io,delle ruote Gokiso,ma costano die botti,una bella Cyfac proxidium francese,e se proprio compiuterino ha da esse,un bel tachigrafo americano dll'Omata,che e' veramente bello a vedersi.
E' vero che per molti e' importante solo pedalarci sulle bici,per me pure,ma anche ammirarle e' per me fondamentale.
Ripeto,e' difficile ma almeno ci provo.
Scusami. Ma hai detto che la tua stella polare è il fatto in Italia e poi mi hai fatto una lista di prodotti che desidereresti non fatti in Italia? ;nonzo%
 

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Credo tu non abbia compreso cosa intendessi dire, a parte questo non sono d'accordo sul fatto che la filosofia Colnago volgesse alla fidelizzazione del cliente, sono piuttosto convinto (visto appunto la sue dichiarazioni) che abbia puntato più sulla qualità nella speranza che questa venisse percepita e quindi qualificata dal potenziale cliente per quel che è (inutile ribattere che le Colnago sono ottime) invece ha dovuto constatare suo malgrado che i più si fanno ammaliare da una bella veste (verniciatura) senza rendersi conto di ciò che acquistano e su questo non gli si può dar torto.
In genere non bestemmio.. ma secondo te l'avrei fatto per di più in chiesa :-P
Beh tu hai una orbea rim/disc ed una cinesina non mi sembra abbia una colnago
 

Paolore

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13 Luglio 2012
2.009
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Scusami. Ma hai detto che la tua stella polare è il fatto in Italia e poi mi hai fatto una lista di prodotti che desidereresti non fatti in Italia? ;nonzo%
Probabilmente è consapevole del fatto che esistono prodotti eccellenti ma NON fatti in Italia. Anche io apprezzo il made in Italy ma, ad esempio, so che gli orologi migliori sono svizzeri o sassoni (tranne qualche modello seiko) e quando posso li compro. Uso in genere marchi di auto tedesche, perché il gruppo fiat non mi piace..l impianto hi fi è un misto italiano e americano..Ecc.
Quindi.....piu compro italiano e meglio è, ma non sempre si può fare.
Paolo
 
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Probabilmente è consapevole del fatto che esistono prodotti eccellenti ma NON fatti in Italia. Anche io apprezzo il made in Italy ma, ad esempio, so che gli orologi migliori sono svizzeri o sassoni (tranne qualche modello seiko) e quando posso li compro. Uso in genere marchi di auto tedesche, perché il gruppo fiat non mi piace..l impianto hi fi è un misto italiano e americano..Ecc.
Quindi.....piu compro italiano e meglio è, ma non sempre si può fare.
Paolo
Ma io non discuto mica su questo. Lo ho detto io per primo di essere uno pratico e poco romantico (almeno sugli oggetti). Apprezzo il made in Italy quando è garanzia di una qualità che altrove non trovo, così come il made in Germany per le macchine, per quanto ho anche una Punto e incrociando le dita ha sempre funzionato benone e con manutenzione economica. Gli facevo solo notare come in un post si esprimesse alla stregua di un fondamentalista del made in Italy salvo nel post dopo affermare di desiderare questo quello e quell'altro che italiani non erano.
Dopodichè comprare solo italiano non è possibile. Come detto, basta alzare un attimo lo sguardo dal pc e guardarsi attorno dentro casa e ci accorgeremo di aver pieno di cose stranieri, massimamente asiatiche. Dalle batterie di tot cose, ai vestiti, agli elettrodomestici ecc.ecc. Insomma, la manifattura e la provenienza dei pezzi è in larghissima parte proveniente da lì.....come le bici del resto.
 
Stato
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