Ciclisti over 50

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Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
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Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Discorso molto intrigante e interessante... non lo risolveremo noi, neanche questa volta...
Naturalistico, aderenza all'originale. Ogni foto, con l'esclusione (forse) di un soggetto statico in luce artificiale visto con un occhio solo, non appartiene in alcun modo all'esperienza diretta. Quale occhio ha mai visto un falco bloccato in volo? Quale occhio ha visto un edificio senza che il movimento del sole ne modificasse istante dopo istante le ombre e quindi la percezione tridimensionale?
La percezione visiva è dinamica e tridimensionale, come non è la fotografia, statica e bidimensionale.
Oppure. Prendiamo il reportage. Un istante bloccato può essere letto in modi antagonisti, solo a immaginare in modo antagonista il prima e il dopo. I morti nell'ambasciata USA a Saigon, per esempio, rappresentavano un successo americano o vietcong? L'analisi storica spiegò che sostanzialmente e militarmente fu il primo caso, ma la percezione 'aumentata' finì per trasformarla in una vittoria vietcong, per altro effettiva, proprio in virtù della percezione.
Ritorno al punto del post precedente. Io non mi ritengo un 'fotografo', per cui non sono interessato a una sorta di etica dell'immagine fotografica. Ho usato la fotocamera ai tempi del 135 perché mi dava più controllo dell'aerografo e dell'acquerello che allora usavo. Sono passato al digitale immediatamente quando è stato reso disponibile, perché ne ho intuito un grande aumento di controllabilità dell'immagine finale, che è cresciuta a dismisura con il progresso sia di hardware che di software. Per immagini che tengo per me, che non mi interessa condividere (quelle di ieri erano funzionali al discorso). Ho in corso,in questi giorni, un epistolario complesso con un caro amico architetto che sta scrivendo un saggio sulla fotografia (immagine, hardware e software) ma che affronta aspetti filosofici, neurologici e artistici. Un grande tema, estremamente stimolante
Non posso aggiungere commenti alla tua ottima analisi della fotografia sia come cultura, che filosofia, mezzo per rappresentare, arte del proprio io, ecc... sarebbe inutile e di un livello inferiore.

Concordo sul fatto che al di là delle foto ricordo e dei concorsi, e degli ambiti in cui si deve rendere il tal quale, come nel documento naturalistico o reportage ecc, tutto ciò che fa il fotoamatore evoluto (e certi professionisti) rappresenta il pieno diritto di provare tutte le strade.
Se non deve essere un documento, anche trasfigurare le luci di un palazzo è giustificato, i tramonti ed i paesaggi spettacolarizzati servono a esprimere creatività? Bene. Lavoriamo di effetti e poi spacciamo il tutto per evento eccezionale? Allora no, siamo di fronte a una bugia, mentre magari il lavoro fatto in pp è superbo.
Vorrei ingenuamente che fosse descritta tutta la verità di ogni immagine, perché detesto chi si finge arrivato alle dolomiti riprese in "rosso sangue" pretendendo di aver colto IL giorno in tutto un secolo, mentre potrebbe dire di aver fatto un accurata pp sul file di due ore. Chi non lo sa fare lo ammirerebbe lo stesso e forse meglio, se fosse dichiarato... poi mi dico che sono pensieri ormai inutili.
I siti foto, e certi social, infatti, sono colmi di foto sicuramente belle in origine ma anche superelaborate. E lì nessuno dice nulla.
È una grande incognita, l'esperto guarda e scuote la testa... "si, bella, ma col trucco" si è portati a pensare.
I più dicono solo "wow"!
Forse pretendere una corretta didascalia a miliardi di immagini immesse nel web è utopia, o ormai un non-problema.
 
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TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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questo é il mio migliore scatto, fatto in Nepal, questo é il Nuptse e la puntina in fondo é la cima dell'Everest, fatta con una Nicon f2 semi automaticac con un 135mm (no zoom) nikon, ma roba vecchia, non ricordo quale focale, Fuji Velvia 50 asa, scatto B, un colpo di fortuna, era sera e c'erano circa 10 gradi sotto zero... digitalizzata da un fotografo ci ho fatto una gigantografia su fondo alluminio che ho sulla testata nel letto,
ma a leggervi e guardando le vostre foto mi sta riprendendo la bambola, quasi quasi al posto dell ruote della bici...

Vedi l'allegato 199218
Bellissima foto, ne ho anch'io una con veduta simile, ma non è così bella.
La mia era una diapositiva, e il passaggio al digitale l'ha ancora peggiorata. È una vista durante il trekking verso il Kala Pattar-Campo base dell'Everest.
Mio ricordo splendido giovanile del 1984.
 
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Velocista
19 Giugno 2019
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Nebbiano Montespertoli
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Bici
Bianchi Infinito CV Disc 2019
Bellissima foto, ne ho anch'io una con veduta simile, ma non è così bella.
La mia era una diapositiva, e il passaggio al digitale l'ha ancora peggiorata. È una vista durante il trekking verso il Kala Pattar-Campo base dell'Everest.
Mio ricordo splendido giovanile del 1984.
anche la mia era una diapositiva, ero a Lobuche, stesso trekking ma io sono salito a Gokyo, campo base Cho Oyu e poi tramite il Chola Pass siamo ridiscesi nel Solu Kumbu, esattamente 10 anni dopo 1994
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Dogma F MY25
Non posso aggiungere commenti alla tua ottima analisi della fotografia sia come cultura, che filosofia, mezzo per rappresentare, arte del proprio io, ecc... sarebbe inutile e di un livello inferiore.

Concordo sul fatto che al di là delle foto ricordo e dei concorsi, e degli ambiti in cui si deve rendere il tal quale, come nel documento naturalistico o reportage ecc, tutto ciò che fa il fotoamatore evoluto (e certi professionisti) rappresenta il pieno diritto di provare tutte le strade.
Se non deve essere un documento, anche trasfigurare le luci di un palazzo è giustificato, i tramonti ed i paesaggi spettacolarizzati servono a esprimere creatività? Bene. Lavoriamo di effetti e poi spacciamo il tutto per evento eccezionale? Allora no, siamo di fronte a una bugia, mentre magari il lavoro fatto in pp è superbo.
Vorrei ingenuamente che fosse descritta tutta la verità di ogni immagine, perché detesto chi si finge arrivato alle dolomiti riprese in "rosso sangue" pretendendo di aver colto IL giorno in tutto un secolo, mentre potrebbe dire di aver fatto un accurata pp sul file di due ore. Chi non lo sa fare lo ammirerebbe lo stesso e forse meglio, se fosse dichiarato... poi mi dico che sono pensieri ormai inutili.
I siti foto, e certi social, infatti, sono colmi di foto sicuramente belle in origine ma anche superelaborate. E lì nessuno dice nulla.
È una grande incognita, l'esperto guarda e scuote la testa... "si, bella, ma col trucco" si è portati a pensare.
I più dicono solo "wow"!
Forse pretendere una corretta didascalia a miliardi di immagini immesse nel web è utopia, o ormai un non-problema.
Hai ragione perfettamente, ma il problema, probabilmente sta proprio nelle parole con cui si vuole accompagnare un'immagine, senza lasciare che questa parli da sola, senza pretendere altro. Per me il probelam non si è mai posto, perché le immagini me le tengo solo per me.
Diciamo che non posso che riportare i versi di William Shakespeare, nel Ratto di Lucrezia.
“Beauty itself doth of itself persuade
The eyes of men without an orator”.
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Bici
Dogma F MY25
Bellissima foto, ne ho anch'io una con veduta simile, ma non è così bella.
La mia era una diapositiva, e il passaggio al digitale l'ha ancora peggiorata. È una vista durante il trekking verso il Kala Pattar-Campo base dell'Everest.
Mio ricordo splendido giovanile del 1984.
Con quel nickname, non mi aspetterei altro! Attenzione alla digitalizzazione. Quando è fatto bene, una a una, da una buona diapositiva si ottiene un'immagine digitale molto migliore,perché hai un controllo molto maggiore delel luci e delel ombre, oltre che dell'equilibrio cromatico. Ne ho digitalizzate più di 5000 e ormai ho una discreta esperienza (in questo preciso istante sto ridigitalizzando le prime che avevo lavorato sette anni fa, quando ancora non avevo sufficiente esperienza).
 

TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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anche la mia era una diapositiva, ero a Lobuche, stesso trekking ma io sono salito a Gokyo, campo base Cho Oyu e poi tramite il Chola Pass siamo ridiscesi nel Solu Kumbu, esattamente 10 anni dopo 1994
Io ero arrivato al Kala Pattar da solo, e mi ero goduto la vista dell'Everest per una buona oretta, anche se era in arrivo il brutto tempo.
È bello, in questo post, riscoprire tante passioni in comune con gente sconosciuta. E questo non è un è un caso di sicuro.
Purtroppo il tempo ha preso troppa velocità, da allora.
 

TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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Con quel nickname, non mi aspetterei altro! Attenzione alla digitalizzazione. Quando è fatto bene, una a una, da una buona diapositiva si ottiene un'immagine digitale molto migliore,perché hai un controllo molto maggiore delel luci e delel ombre, oltre che dell'equilibrio cromatico. Ne ho digitalizzate più di 5000 e ormai ho una discreta esperienza (in questo preciso istante sto ridigitalizzando le prime che avevo lavorato sette anni fa, quando ancora non avevo sufficiente esperienza).
Complimenti per la tua cultura, veramente completa su molti argomenti e degna di ammirazione.
Era il mio mito giovanile, assieme a Bonatti che è stato un po' il padre che non ho avuto.
I miei compagni di montagna mi chiamavano Hermann, per prendermi in giro. Mi nutrivo con i loro libri, e sognavo.
Al funerale di Bonatti, per pudore, ci sono andato di nascosto dalla mia famiglia, e ho pianto come se fosse stato mio padre.
Se conosci Buhl allora anche tu avrai avuto dei miti giovanili. Hai qualche nome? Sulla letteratura di montagna penso di saperne qualcosa.
Per la digitalizzazione delle diapositive non sono molto portato e penso anche di avere un dispositivo economico che le rende troppo scure.
Magari potrei comprarne un altro. Hai qualcosa da consigliare? Grazie.
 
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Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Bici
Dogma F MY25
Complimenti per la tua cultura, veramente completa su molti argomenti e degna di ammirazione.
Era il mio mito giovanile, assieme a Bonatti che è stato un po' il padre che non ho avuto.
I miei compagni di montagna mi chiamavano Hermann, per prendermi in giro. Mi nutrivo con i loro libri, e sognavo.
Al funerale di Bonatti, per pudore, ci sono andato di nascosto dalla mia famiglia, e ho pianto come se fosse stato mio padre.
Se conosci Buhl allora anche tu avrai avuto dei miti giovanili. Hai qualche nome? Sulla letteratura di montagna penso di saperne qualcosa.
Per la digitalizzazione delle diapositive non sono molto portato e penso anche di avere un dispositivo economico che le rende troppo scure.
Magari potrei comprarne un altro. Hai qualcosa da consigliare? Grazie.
Uomo di mare, ho scoperto la montagna quarant'anni fa, ma per molti anni obtorto collo, per assecondare mia moglie. Poi, un po' alla volta ho imparato ad amarla, quando ormai era troppo tardi per apprendere quegli automatismi indispensabili per arrampicare in sicurezza. Per cui per me la montagna è escursionismo, anche in alta quota e lontano dalle orde, ma senza arrampicare. Non saprei più fare a meno del paio di settimane annuali. Ma l'alpinismo è per me solo un fatto letterario, di cui sono appassionatissimo, dai primordi di Ruskin fino a Moro (simapaticissima persona, che ho conosciuto).
Per quanto riguarda lo scanner, io mi trovo benissimo da qualche anno, con il Reflecta RPS 10M, che secondo me, in accoppiata con Lightroom, se hai molte dispositive e negativi da digitalizzare, richiede una spesa perfettamente ammortizzabile, senza contare che, volendo, gli scanner usati hanno un grande giro, perchè in genere finita la digitalizzazione, puoi sempre rivenderli.
 
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Velocista
19 Giugno 2019
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Nebbiano Montespertoli
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Bianchi Infinito CV Disc 2019
Io penso che questo insieme, fatto da perfetti sconosciuti, i quali condividono una passione, e tramite la quale vengono sviluppate sinapsi che raggiungono svariate forme di conoscenza, trattate con sicurezza e consapevolezza, sia un esempio di quanto ci sia di grande fra noi ma di difficilmente raggiungibile se non viene a crearsi un tramite, e ne rimaniamo comunque sorpresi, e lasciatemelo dire, siamo l’anello di congiunzione fra l’analogico e Il digitale, e scusatemi non è poco, io ho avuto la fortuna di toccare un programma o farmi cadere un file, ah... i sistemi 3 IBM...., e quanto di questo nostro sapere rimarrà? La cosa mi disturba un po’... maremma campanile verde...
 
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TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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Uomo di mare, ho scoperto la montagna quarant'anni fa, ma per molti anni obtorto collo, per assecondare mia moglie. Poi, un po' alla volta ho imparato ad amarla, quando ormai era troppo tardi per apprendere quegli automatismi indispensabili per arrampicare in sicurezza. Per cui per me la montagna è escursionismo, anche in alta quota e lontano dalle orde, ma senza arrampicare. Non saprei più fare a meno del paio di settimane annuali. Ma l'alpinismo è per me solo un fatto letterario, di cui sono appassionatissimo, dai primordi di Ruskin fino a Moro (simapaticissima persona, che ho conosciuto).
Per quanto riguarda lo scanner, io mi trovo benissimo da qualche anno, con il Reflecta RPS 10M, che secondo me, in accoppiata con Lightroom, se hai molte dispositive e negativi da digitalizzare, richiede una spesa perfettamente ammortizzabile, senza contare che, volendo, gli scanner usati hanno un grande giro, perchè in genere finita la digitalizzazione, puoi sempre rivenderli.
Io ho fatto il percorso inverso. Ora apprezzo il mare, anche se solo in bici.
Tra l'altro mi piacerebbe conoscere anche il parere di altri ciclisti, su questo aspetto.
Dopo essere stato un po' dappertutto, sui vari colli alpini, italiani e francesi, Pirenei, Dolomiti e altro, sono arrivato alla conclusione che, per me, il massimo del godimento nei percorsi in bici, è fare una lunga salita il più vicino possibile al mare.
I profumi mediterranei della Sicilia, Liguria, Corsica, Calabria, Cilento, Puglia, Sardegna e isola d'Elba sono indimenticabili.
È un vero godimento per gli occhi e l'olfatto.
Alcune discese poi sono veramente dei veri e propri tuffi in mare, ad alta velocità provenienti dal cielo.
 
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EugeBal

Apprendista Velocista
18 Settembre 2018
1.515
2.070
63
Brisighella
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Rossin, Cannondale, Legend, FRM e Corratec
io ho avuto la fortuna di toccare un programma o farmi cadere un file, ah... i sistemi 3 IBM...., e quanto di questo nostro sapere rimarrà? La cosa mi disturba un po’... maremma campanile verde...
I serie 3 IBM li ho visti solo di striscio, a lavorare iniziai con il COBOL nel 1985 su Texas, Thriumph e BULL DPS4 incontrai IBM qualche anno dopo con AS/400, però ricordo perforatrici con floppy da 8", HD da 300 MB grandi come lavatrici, 16MB di ram e un GB di dischi facevano funzionare una ditta di 1000 dipendenti ecc. ecc.
"Ho visto cose che voi umani ...." [cit.]
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Cagliari
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Bici
Dogma F MY25
In facoltà il CED aveva un 370, poi un Univac, ma il primo computer con il quale ho iniziato a programmare è stato un Data General con i dischi tipo trasporto pizza. Il mio personal, nel 1979 è stato un Apple II, che si programmava in Applesoft, un Basic adattato.Imparato a usare a Tucson, Arizona. Incredibile cosa si riusciva a fare con due floppy da 128K, RAM da 48k e monitor Philips da 9" a fosfori verdi(il tutto pagato nel 1979 5 milioni con un floppy da 128k che costava 7.000 lire), poi la disperazione dei flopponi da 8", e infine un HD da ben 5MB, in uno scatolone esterno chiamato ProFile. Vari Apple fino al GS e poi quando Apple ha tradito la filosofia di sistema aperto, passaggio a MS-DOS. 286, 386, 486, Pentium... mouse, Autocad e Windows. Nel frattempo, la vera grande rivoluzione, Internet, 1994. Chi ricorda la notte del 199? quando Microsoft mise in rete la release di Windows 95? Ore per scaricare quanti MB?
Stiamo parlando di due, tre decenni e siamo arrivati qui...
 

calmorr

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2012
1.960
2.884
Quarteira
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Pinarello Dogma AK61/ FPQuattro/Villata inox
Un tempo i programmi in Basic anche semplicissimi ( quattro espressioni che si facevano in Analisi Matematica 2 ) al CED del Politecnico MI fine anni 70 si passavano sulle schede perforate. Ogni studente arrivava col suo paccozzo di schede e aspettava il turno per farle girare sul cervellone. Se invece dei risultati usciva la scritta "Fatal Error" si riprendeva mestamente il paccozzo e si ritornava a casa per verificare una ad una le schede confrontandole con lo schema a blocchi.
 
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fabiopon

Besugo in bilico
19 Novembre 2009
12.218
12.738
62
Genova
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Bici
Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
Io mi ricordo l'esatto momento che ho incontrato internet: una mattina al lavoro su un PC con w95 appena montato clicco quasi per caso su una icona rotonda verde con una N...e lì sento il botto!
Qualsiasi cosa mi passasse per l'anticamera del cervello, domanda, curiosità, idea poteva essere trovata istantaneamente, lì per lì con un semplice click... incredibile...
I giorni dopo andavo di nascosto al lavoro di pomeriggio (quando non c'era quasi più nessuno) accampando scuse incredibili :))):
 
2 Ottobre 2018
534
418
Makuri
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Disc
Tutti informatici qua. Anch'io nasco con Ms-Dos 1.2, (programmazione in basica e gwbasic) ma anche con altri so ormai scomparsi, presumo, come vax-vms e bs2000 Siemens. Ricordo gli HD dei sistemi siemens, logica cablata, erano formato lavatrice. Prima di Internet, e Netscape, in ufficio scoprimmo le BBS, cui ci si collegava col modem 1200/2400baud. Per scaricare una gif bicromatica a bassa risoluzione ci voleva mezza vita ...
Oh, Amarcord proprio questo topic
 

alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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1.790
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Dogma F MY25
In Sardegna, una volta tanto, eravamo un po' più avanti di tutti, grazie al CRS4 di Rubbia e a Video On Line di Grauso. Internet alla fine del 1993 con Tiber come browser. Ricordo la delusione quando cercai di mandare una mail senza avere un account (molte cose non si capivano ancora...). Primo indirizzo email nel 1994, modem da 9600 baud. Mi chiamò un giornalista per chiedermi cos'era questa Internet è ingenuamente dissi che secondo me non poteva avere futuro per i 'costi telefonici', memore dei costi di collegamento alle BBS... In effetti Video On Line che si pagava le linee finì per essere rilevata per debiti dalla creditrice Telecom... La sera ci si collegava via telefono, concedendosi un tot di tempo per i costi (allora il telefono lo pagavi a tempo) con mia moglie che mi controllava. Ricordate la musichetta del modem acustico? e il volume delle Yellow Pages (ce l'ho ancora) che nello spessore di un elenco telefonico riuniva TUTTI i siti Internet? E Winsock, Mosaic, Alltheweb, etc etc etc
 

Husqymax

Velocista
19 Giugno 2019
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Nebbiano Montespertoli
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Bianchi Infinito CV Disc 2019
I serie 3 IBM li ho visti solo di striscio, a lavorare iniziai con il COBOL nel 1985 su Texas, Thriumph e BULL DPS4 incontrai IBM qualche anno dopo con AS/400, però ricordo perforatrici con floppy da 8", HD da 300 MB grandi come lavatrici, 16MB di ram e un GB di dischi facevano funzionare una ditta di 1000 dipendenti ecc. ecc.
"Ho visto cose che voi umani ...." [cit.]
System 3, 8100, poi s34, S36, S38, e AS/400, sviluppo in RPG per un pò di tempo e poi mi dedicai alle comunicazioni, reti geografiche di sistemi, ho collegato il primo pc, un olivetti m20? m24? nel 1983 ad un s/34 e poi via di protocolli X25, OSI, frame relay, un casino, le macchine IBM avevano comunicazioni sincrone, il resto del modo asincrono, codici caratteri diversi, tabelle di conversione a iosa, e poi come scriveva @alvan volete mettere la musica dei modem, l'hand shaking col mitico mollone?... sapevi già se andava o no dal rumore e le facce esterrefatte dei clienti quando vedevano i pannelli video remoti, ora facile eh? pinga? si vai.... due bischerate e sei connesso, prima c'era da preparare tutti i santini, un altarino per le offerte e asciugamani per il sudore da ansia da risposta..... per cambio applicativi a 50 anni ho imparato a programmare in java e mi si é aperto un mondo, troppo divertente... non si smette mai di imparare
 
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alvan

Apprendista Velocista
16 Agosto 2014
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Dogma F MY25
A chi lo dici. In ciascuno dei nostri campi abbiamo visto rivoluzioni come nessuna generazione prima di noi. Io ho iniziato a disegnare quando gli 'anziani' snobbavano i rapidograph come arnesi del demonio ("vuoi mettere il tiralinee?", i più vecchi, 'Vuoi mettere il graphos?, i meno vecchi). E la disputa tra riga a T, tecnigrafo a molle o a binari, la carta lucida, la lametta per grattare, la puzza di ammoniaca per eliografare. Quando in studio abbiamo comprato i primi PC non più per fare solo computi e scrittura, ma per il CAD, avevo preso anche le tavolette grafiche perché non avevo capito come funzionava Autocad con il mouse ;nonzo% ma tre giorni dopo le ho restituite e sostituite con i mouse... Ci ho messo qualche anno per convincere qualche collega della possibilità di regalare i tavoli da disegno e dire che Autocad era ancora primitivo e dovevo scrivere routine in lisp anche solo per poter fare un decente tratteggio... Sono stato un pioniere del rendering, quando con un 486 dovevi lasciare il programma girare per un week end per avere una rozza rappresentazione in SVGA. Oggi i miei giovani ex-colleghi di studio lavorano con animazioni tempo reale su uno schermo da 90" facando fatica a capire se sia l'edificio già realizzato o un progetto...
E, in questo momento, il PC su cui contemporaneamente scrivo, sta convertendo un video, scaricando da emule, suonando musica e scannerizzando una diapositiva, senza manco far partire la ventilazione del radiatore a liquido, il tutto con due monitor 4K da 32"... a un costo uguale a quello dell'Apple II del 1979...

P.S: ho dimenticato i retini colorati, i trasferibili, lo spazzolino con la china per fare i chiaro scuri, i pennarelli, le matite caran d'Ache etc etc
 
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