Condivido in pieno...c'è un incidenza diversa...da un paese all'altro.
Scusa ma il virus è sempre lo stesso, le modalità di contagio sono identiche.
La tesi della libera circolazione del virus prima della sua prima diagnosi a mo' di giustificazione dei diversi effetti è la come la storia della coperta corta... ovunque la tiri lascia scoperto qualcosa.
Non è possibile annetterle alcuna capacità dimostrativa perché presuppone la validazione di un dato ignoto (epoca di insinuazione clandestina del virus) che, di fatto, per come è andata da no,i è chiaramente indimostrabile.
Chi ha diagnosticato per la prima volta paziente 1 a Codogno ha dovuto forzare, saltandoli, i protocolli sanitari d'indagine trattandosi di soggetto sì sintomatico, ma "aspecifico" (secondo i protocolli appunto).
Ora, per una intuizione geniale ci saran state x diagnosi formalmente corrette (secondo i protocolli) ma di fatto sbagliate.
Ergo stabilire da quando e da dove il virus circolasse è IMPOSSIBILE.
Chi lo fa, lo fa unicamente per giustificare, ammantando d'altro, le responsabilità differenti ormai palesi.