Non voglio assolutamente fare polemica ma fino al 8 Marzo avete sempre nuotato in piscine dove si faceva prevenzione a virus, batteri, salmonella, legionella, senza tralasciare gli spogliatoi...ma non mi pare ci siano mai stati casi conclamati? Le piscine sono strutturate e gestite per prevenire insorgenza di tantissime patologie, basta non fare trattamenti per qualche giorno e vi assicuro la proliferazione assicurata, per di più capita di nuotare sullo sputo di qualcuno....per carità per lo stesso motivo non andremo più in negozio o a ristorante, ma sicuramente chi e’ dall’altra parte sta facendo Di tutto per riprendere in mano il proprio lavoro, sicuri che per certi versi non e’ cambiato nulla rispetto al passato; adesso avete l’occasione anche di nuotare soli o con poca gente in corsia, approfittane...
Anche io senza volontà di polemica, ma vorrei chiarire la mia posizione, che evidentemente non è stata compresa, e non vorrei passare per lo sprovveduto che sta incollato alla TV a seguire la marea di virologi che parla vivendo nel terrore del contagio.
Fortunatamente non ho bisogno di ascoltare la TV, la mia compagna è ricercatrice biologa immunologa , e in questi giorni, spesso notti, sta collaborando attivamente allo studio del SARS CoVi-2 (Covid 19 è un nome non approvato e rimane per la massa).
Chiarisco e ribadisco che comprendo i gestori degli impianti, che in qualche modo devono cercare di riprendere le attività, altrimenti la chiusura potrebbe diventare definitiva, e il prezzo più alto lo pagherebbero i dipendenti finendo per strada, quindi una soluzione va assolutamente trovata.
Il mio discorso non era rivolto a noi, che sappiamo come ci si comporta in una piscina, e che anche in condizioni normali già seguiamo le elementari regole di igiene, ma alla massa di gente che non lo sa o semplicemente se ne fotte, e voi che nuotate con frequenza come me, ne potete vedere tanta, a cominciare da quello che cammina a piedi scalzi a bordo vasca, a quello che posa il borsone o le mutande sporche sulle panche, oppure a quello che fa il furbetto e non fa la doccia prima di entrare in acqua, e potrei continuare ancora passando per una infinita casistica di leggerezze, che in condizioni normali non provocano nulla di pericoloso se non qualche verruca o una candida.
In questo momento però il gioco è molto più pericoloso, perché se con la candida non muori, con il Covid si, e a questo riguardo è il caso di fare un po’ di chiarezza perché ho letto cose non esatte.
Non si possono paragonare la salmonella e la legionella al Covid, è come paragonare me a Phelps, o meglio una pistola alla bomba atomica, la salmonella e la legionella sono batteri, il Covid è un virus, i primi due si curano con gli antibiotici l’altro non si cura, si previene, e solo con il vaccino (che non esiste ancora), il virus ha una dimensione 100 volte più piccola di un batterio e per questo penetra molto più facilmente nell’organismo, viene veicolato più facilmente attraverso l’aerosol orale e il contatto fisico, quindi ha una virulenza infinitamente maggiore, inoltre sfrutta il DNA della cellula ospite per replicarsi, e questo fa si che se non hai gli anticorpi specifici sei fritto, il vaccino serve proprio a crearli.
Il virus non è un organismo vivente, non ha un DNA, e questo lo rende molto più resistente del batterio, in Antartide si sono trovati virus preistorici inglobati nei ghiacci e ancora attivi, e si è trovato il virus del vaiolo ancora attivo in morti sepolti secoli fa, questo giusto per far capire con cosa si ha a che fare.
Tornando alla nostra amata e agognata piscina, appare evidente che i normali mezzi messi in atto negli impianti per garantire la sanificazione antibatterica in “tempo di pace” non servono a nulla in “tempo di guerra” ovvero con i virus, e lo scenario che ho descritto nel precedente post delle file e dei problemi legati, seppure un po’ ironico, è reale.
Mi fermo qui, e vi posso garantire che delle tre discipline quella che più mi manca è il nuoto, e come sono stato l’ultimo a uscire dall’acqua prima della chiusura sarò il primo a buttarmi in acqua alla riapertura, tra l’altro all’ora in cui vado nuoto sempre da solo, ma questa volta bisognerà stare molto, molto più attenti.
Senza fare allarmismi, questa volta una leggerezza può costare cara, ma credo che con buona probabilità ne riparleremo a settembre, e sempre con buona probabilità mi sa che dovrò riprendere direttamente in mare.