A me dispiace dei vostri limiti comunali che ritengo quasi ovunque assurdi e spesso limitanti, ma tacciare Zaia di incoerenza mi sembra fuorviante. Lui ha detto apriamo, ma il cuore del suo discorso e pensiero, è apriamo al lavoro. Che poi il ciclista pensi principalmente alla bici, non deve far pensare che sia normale. A Zaia, interessa chiaramente il mondo del lavoro e ritiene, dal suo punto di vista non a torto, che per attività sportiva/motoria, possa bastare il comune e in questo ha mantenuto una linea coerente. Semplicemente i ciclisti non sono il suo primo pensiero, è non riesco poi a dargli sto gran torto, anche se i cliclisti vorrebbero di più.