Bravo! E' la prima cosa che mi è balzata agli occhi. Anche nella ipotetica e irrealizzabile idea che ogni azione richieda di gettare i guanti, solo la operazione di toglierli per gettarli causa più contatti di quelli che si avrebbero avuti senza guanti. E, senza guanti, anche in assenza di acqua e sapone, con pochi gesti è possibile ripulirsi per bene le mani con un gel. Non parliamo, poi, se i guanti, come è naturale, vengono riusati un tot di volte...
Eventuale seconda ondata. Credo che la differenza sarebbe netta. Uno, contrariamente alla prima, si sa di cosa si tratta, sono stati sperimentati e praticati tutti gli accorgimenti del caso , più di ogni altra cosa, i protocolli terapeutici sono ormai messi a punto. La speranza è che anche i cittadini siano pronti, in quel caso, ad accettare nuovamente quel miracolo di cosciente comportamento sociale che è stato la prima ondata.
Come dico spesso, questa pandemia non è stata inutile, in quanto ha messo di fronte il mondo, tutto sommato con una virulenza relativamente limitata (se paragonata ad altre forme virali molto più fulminanti e letali, per esempio, che attaccano organi meno trattabili dei polmoni, quali sistema nervoso, fegato etc, magari con emorragie etc) e ha fatto mettere a punto sistemi di reazione, non solo sanitari, ma anche sociali ed economici.
Ne usciremo con un po' di ossa rotte, ma 'vaccinati' in senso lato, nella speranza che anche le strane dicotomie culturali di paesi come la Cina (medicina tradizionale contaminata/ricerca avanzata, mercati di animali strani/tecnologia informatica etc) finiscano una volta per tutte per essere superate. Il fatto che la SARS 1 ebbe ben più limitate conseguenze su scala planetaria, non mise tutte queste contraddizioni con le spalle al muro, lasciando che, passata la tempesta, in quei paesi rimanesse tutto come prima, considerato che la perdita di faccia fu minimale.
Al di là delle motivazioni di politica interna ed estera, della grossolanità e del solito. stupido vizio di annunciare evidenze senza averle, la sottolineatura delle responsabilità politiche - lasciamo perdere le improbabili accuse di dolo o di ingegneria genetica maliziosa - da parte del POTUS non è da guardare con sufficienza o scandalizzandosi, perché è ormai chiaro che la Cina è il focolaio principe di infezioni a larga diffusione in contesti socialmente e tecnologicamente avanzati. Cosa assi diversa da quelle di origine africana che, allo stato attuale, hanno probabilità molto minori di diffondersi e sfuggire al controllo in questo tipo di contesti.
Purtroppo, si sta verificando con la Cina, per motivi economici, quello che in passato si verificava con l'Unione Sovietica, per motivi ideologici, e cioè un occhio di riguardo e una forma di rispetto che oggettivamente non merita, sia per le politiche interne che per quelle esterne.