Non è facile risalire alla propria CP , al AWC: capacità di lavoro anerobico, al tempo di recupero/ricarica che aumentano ogni volta.
Io ho un app iq sul garming che ho e continuo ad ottimizzare
Bisogna fare tante prove , ma certamente per gestire quasi alla perfezione la propria potenza (CP+Awc/t) su diverse salite od accelerazioni o solo per avere la AWC al 100% al momento giusto , è affascinante.
Ottimo per gestire allenamenti intensi e ripetuti. poi in gara , sempre nel mio piccolo ma vale per tutti anche i pro, salta tutto e saltano gli atleti . Li si è perennemente oltre i valori abituali finché si può .
Ed è qui che se non hai altri strumenti di analisi, che intervals.icu ti aiuta. Quando riesci a gestire bene la CP, a ripeterti per alcune salite senza flessioni sul tempo, a recuperare in modo così efficace che puoi ripetere potenze brevi e quasi massimali come scatti, strappi a tutta, etc. in maniera ravvicinata...
Un tempo si diceva che la gamba girava bene, che non sentivi la catena. Ora l'analisi di intervals ti mostra tutti questi aspetti. Se fai caso, quando vai molto regolare perché non è giornata o non sei particolarmente brillante, oppure sei stanco, la sintesi finale recupera pochi intervalli significativi. Quando è giornata invece ci sono righe di intervalli.
È uno degli aspetti affascinanti di lavorare con i dati. E distinguerei gli amanti dei dati in due categorie: chi si focalizza maggiormente sui dati in tempo reale. Chi si appassiona e dà più spazio alla lettura dei dati raccolti.
Io mi metto nella seconda categoria: a volte in salita non la reggo la schermata che ho settato con potenza media del giro, VAM, pendenza, velocità media, bpm. Però poi non potrei prescindere dai dati registrati. Tant'è che sabato scorso mi si è scaricata la pila dello Stages dopo mezz'ora, avrei potuto continuare così, invece ho cercato un tabaccaio per acquistare la pila nuova e montarla perché avevo in mente di fare una salita breve collinare di cui volevo sapere i dati reali e non quelli presunti di Strava.