Non è andata esattamente così. Qui hanno una impostazione molto diversa dal governo centrale, molto più simile ad una Merkel. Non si chiude a capocchia finche non è necessario, lo si fa senza stare a pensarci se e quando è ritenuto necessario, senza teatrini di giorni.
Alle prime restrizioni nazionali si erano tenute alcune cose più lasche. Dopo pochi giorni (vado a memoria, non più di 4/5), accortisi che i numeri stavano crescendo a dismisura (ovviamente non per colpa di quei 4/5 giorni laschi), hanno cominciato, primi in Italia, prima con alcuni comuni rossi, stile Vò Euganeo, poi all'aumentare dei comuni rossi, non avendo più senso, è stata fatta rossa tutta la provincia, questo mentre a Roma ancora giocavano con i pennarelli e Speranza, pur con dati che tutti sapevano altissimi, aveva fatto la provincia gialla. Cioè per Roma, eravamo gialli, ma in realtà avevamo le restrizioni rosse. E già questo dimostra come, a prescindere da Roma, qui si chiude di più se ritenuto necessario (mentre gli altri amministratori regionali, strepitano se non li chiudi, strepitano pure quando li chiudi e strepitano quando non li riapri come vorrebbero, ad uso e consumo della loro immagine elettorale). Dopo alcuni giorni anche Speranza si è svegliato e ci ha passati da gialli a rossi direttamente, caso unico di doppio salto. Non che cambiasse nulla, lo eravamo già, ma era giusto per far vedere che fa qualcosa anche lui.
Poi c'è stato un periodo difficile cumulato con lo screening di massa e di fatto adesso i dati sono passati, dall'essere tra i peggiori in Italia ad essere fra i migliori. Speranza non se ne è accorto e ha lasciato la Provincia ancora arancione, anche se di fatto, vale solo per uscire dalla provincia, perchè all'interno, pur essendo secondo Roma arancioni, la direttiva regionale ci impone restrizioni gialle. Nel frattempo non si sta con le mani in mano, ma si continuano negli screening mirati e settoriali, per il tracciamento di alcune categorie più a rischio e ovviamente si sta improntando tutto per essere pronti alle vaccinazioni.
Poi, magari qualcuno che abita qui, non si rende manco conto di quanto è diverso l'andazzo qui, rispetto al resto d'Italia e non lo apprezza come dovrebbe. Personalmente spero che la componente tedesca resista il più a lungo possibile, perchè più si italianizza la zona (e sta accadendo gradualmente) e peggio andranno le cose. Per quella data spero che i miei figli siano già all'estero.