No so come devono sentirsi, ma so che non provano la stessa fatica.A volte mi chiedo come debbano sentirsi queste ragazze, che oltre a provare la stessa fatica dei maschi, hanno molti più ostacoli, anche fisici, da superare, e in cambio ricevono meno visibilità.
Domenica, una delle loro "monumento" in calendario misurava 142 km (io in estate li faccio la domenica mattina quando rientro per il pranzo) mentre il giorno prima i maschi ne facevano 299 (più del doppio).
In tutte le GF, comprese le più dure, non professioniste fanno la stessa distanza di uomini non professionisti con risultati eccellenti in rapporto percentuale.
La maratona è sulla stessa distanza uomini-donne, la 25km in acque libere idem, l'ironman idem.
Però, non si sa in base a quale retaggio di questo sport che è oggettivamente tradizionalista come pochi, le donne devono fare le corsette, salvo poi doverci sorbire i pipponi sulla parità di genere.
Qualcuno ha una spiegazione relativa alla durata ridicola di queste corse che non vada oltre i bisogni fisiologici? (il che al giorno d'oggi è risibile, basta una pausa pubblicitaria coordinata, che tanto da sempre vediamo comunque solo gli ultimi 50-60 km delle corse, e poi al limite basta non inquadrare. Ci sono monumento maschili in cui ci si ferma ai passaggi a livello).
E io sono uno dei quattro gatti che il Binda domenica l'ha guardato eh, quindi so di cosa parlo.

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