Penso che anche i produttori, sebbene ci vedano più lungo di noi e sicuramente abbiano già tracciato dei piani di business di lungo periodo, debbano ancora capire esattamente.Questo discorso l'ho sentito già alcuni anni fa (3/4) da un grosso distributore di un marchio internazionale.
Bene, siamo ancora qui ad osservare che alcuni top di gamma hanno le due versioni (disc e rim) e il nuovo gruppo top di gamma Shimano è prodotto anch'esso in due versioni.
Tutte queste "certezze" io sinceramente non le avrei.
A prescindere dalle preferenze personali la produzione di massa dei rim brake è ora relegata alla bassa gamma, per la alta gamma la produzione di massa va verso i disc.
Credo però che esista una fetta di mercato di nicchia e combattiva a favore dei RIM, non abbastanza numerosa per sostenere tutto il mercato.
Tuttavia questa nicchia nicchia sembra essere formata da "vecchi" ciclisti appassionati alla tradizione e forse disposti a spendere per prodotti di qualità, e anche dai cosiddetti "grammomaniaci" altospendenti (uno che si approccia oggi al ciclismo invece non sta tanto a discutere, prende quello che offre il mercato, ovvero il disc).
Per cui secondo me c'è spazio per uno o due brand di impronta classica, magari italiani, per continuare a fare modelli nuovi di alta gamma su RIM, anche a prezzi più alti dei disc, ma non c'è spazio per tutti. Un altro problema è la complicazione data dai componenti, nel senso che puoi anche costruire telai rim ma se smettono di farti ruote di alta gamma e gruppi top per i RIM alla fine non vai lontano, nessuno spenderebbe 5000€ per un telaio montato tiagra ...
Quindi in sintesi mentre i grandi produttori si stanno ritirando dai RIM di alta gamma, Colnago o Pinarello o qualcun altro secondo me punta ancora ai RIM alta gamma sperando di posizionarsi su questa nicchia, monitorando attentamente il rischio che spariscano componenti e ruote RIM dal mercato. Credo però che Campagnolo non mollerà il RIM, anzi se lo mollasse Shimano farebbe un favore a Campagnolo.

