Certo che il bilanciamento dei pesi incide sulla guida, credo sia facilmente intuibile questo, ma avendo fatto varie prove con stessa sella e manubrio variando le posizioni ove consentito dagli accoppiamenti sella e manubrio appunto.. se voglio ottenere un certo risultato di spinta/potenza la mia posizione sul mezzo diviene obbligata a certe misure/quote e di conseguenza a queste mi devo attenere (questo per non avere dolori e/o sforzi inutili e controproducenti ai fini del rendimento -che già è scarso di suoDomanda in merito alla pressione che avverti in discesa ai polsi: solitamente che impugnatura utilizzi? bassa o sui comandi?
Io sinceramente le uniche volte che ho avvertito pressione eccessiva alle mani è stato per via di una distribuzione del peso sbilanciata verso l'avantreno, dovuta a eccessivo dislivello sella/manubrio, posizione troppo avanzata della sella, ed eccessiva inclinazione in punta.
Il problema l'ho risolto con l'assetto di Juri che di fatto ha ridotto il dislivello sella/manubrio, abbassato leggermente la sella e aumentato l'arretramento (oltre ad aggiustare l'inclinazione).....in questo modo ho ottenuto una distribuzione migliore del peso sul mezzo, risolvendo i problemi di sovraccarico a mani/braccia/collo, e ritrovando allo stesso tempo una guida migliore del mezzo.
Quanto al secondo punto, credo che una posizione troppo avanzata non porti beneficio anche nella guida del mezzo, e questo aspetto penso che sia facilmente avvertibile nell'impostazione di curve o guida del mezzo in discesa.
Il problema che hai evidenziato (che ho ripreso in grassetto) non potrebbe essere in qualche modo riconducibile al posizionamento sul mezzo piuttosto che al tipo di sella?
Te lo chiedo perchè sono proprio le sensazioni che avevo anche io (vedi quanto ho scritto sopra).....oltre a sovraccaricare collo e braccia, non riuscivo a impostare le curve come volevo, arrivando spesso "lungo" e ritrovandomi in varie occasioni a correre anche rischi inutili.
Ho risolto questi problemi grazie all'assetto di Juri e ora, se la sella non è posizionata correttamente, lo capisco subito proprio dalle sensazioni di guida in curva (dalla facilità di impostazione e percorrenza delle curve, oppure dal fatto di dover smettere o meno di pedalare per riuscire a mantenere la traiettoria) e nella guida del mezzo in discesa.
Nell'uscita di giovedì scorso con la Prime 2.0 per esempio mi sono trovato molto bene dal momento che mi è risultato molto facile impostare le curve e guidare il mezzo in discesa senza necessità di dovermi spostare sulla sella o sentire la necessità di dover spingere con le braccia per evitare scivolamenti in avanti....tutti fattori come dicevo che mi restituiscono un feedback sulla bontà della regolazione della sella (che in questo caso ho provato a riportare da solo senza rivolgermi a Juri).
- )Va da sè che una volta trovata la posizione di massima resa con un occhio al comfort e/o all'evitare dolori.. si rivolge l'attenzione a quelli che sono i particolari (come per esempio avere un manubrio che non sia una barra dritta -nel mio caso una leggera curvatura a V mi aiuta a respirare meglio perchè mi obbliga a tenere i gomiti leggermente più aperti) oppure alla conformazione della sella che, come dicevo nel mio caso (dato che quando spingo tendo a chiudere all'interno) serve una sella dalla punta molto sottile e con "fianchi" stondati (cosa che non ha la Flite per esempio)
Tutte finezze che si ricercano quando appunto la posizione in sella si dimostra un buon compromesso.. da qui, oltre alle varie elencate, ho notato che appunto con le selle corte in certi frangenti quella punta che spesso si dimostra inservibile (quando si pedala normalmente in piano sporge anteriormente) in certi tratti in discesa si dimostra invece utile per un maggiore appoggio ischiatico e questo consente un maggior controllo del mezzo che ricordo si guida con il fondo schiena e non con braccia e mani come erroneamente verrebbe logico pensare.
