Nel caso specifico non è una banale questione di soldi, basta trascorrere un paio di settimane in Belgio per capire che è il contesto ad essere radicalmente diverso. Poi tutto può accadere, ma che in Italia si arrivi alla passione ed al rispetto per le bici (tutte, non solo quelle col numero) che si vede in quelle zone mi pare abbastanza irrealistico.
Beh il caso specifico (livello del Tour vs livello del Giro) è questione di soldi, sì. Dal al Giro (esagero, ma per dare l'idea) dieci volte l'impatto economico del Tour (premi, organizzazione, visibilità in tv, ecc, ecc) e si fiondano tutti a fare il Giro in breve tempo.
Per quanto riguarda le gare in generale è vero, in altri paesi c'è una cultura ciclistica più radicata e questo favorisce anche la gara secondaria, che a sua volta crea ancora maggiore cultura ciclistica e via dicendo.
Nonostante ci piaccia lamentarci, l'Italia non è proprio il terzo mondo sportivo (c'è chi sta meglio, ma c'è anche chi sta molto peggio) ma si può comunque migliorare e onestamente credo si farà, non tanto per volontà quanto per necessità. Transizioni nei trasporti avverranno inevitabilmente per questioni di disponibilità delle risorse, certo parliamo di orizzontali da lunghi a molto lunghi.
