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Skardy

Siòr
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Bici
Cube/Cannondale
Per me è indicativa la frase "stanco di vivere il sogno di qualcun'altro"
Magari di qualche papà/zio frustrato che vede nella carriera del figlio la propria rivalsa personale più che una vera occasione di felicità per il proprio figlio.
Complimenti al ragazzo che sembra avere le idee chiare per ritagliarsi una vita dignitosa anche fuori dal ciclismo. Magari più dignitosa economicamente e più felice dal punto di vista familiare e degli affetti.
 

danieletesta79

Maglia Iridata
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Scott Addict rc - Pinarello Grevil
Secondo me il tifoso del divano neppure si rende conto lontanamente cosa significhi essere un ciclista professionista.

Poi alla base secondo me c'è anche l'aspetto economico; neo pro alla Bardiani quanto guadagnava questo ragazzo? Ci sta che gli hanno fatto un biennale e tra 2 anni se i risultati non ci sono nemmeno glielo rinnovano e fatica a trovarsi una squadra. Quanti ce ne sono così? Nel ciclismo c'è chi guadagna bene ma in tanti dopo qualche anno da pro devono cercarsi un lavoro.
 

bad

Velocista
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BMC Teammachine slr01
"Dopo 12 anni ho deciso di mettere fine alla mia carriera ciclistica. "

anche questo mi pare abbastanza significativo, se a 20 é già da 12 che ha una carriera ciclistica, si sarà stufato si.
come molti bimbi che cominciano uno sport alle elementari e riescono a farlo diventare il loro mestiere, ma si inizia come gioco e dovrebbe rimanere per un bel po' di anni tale ..... poi dipende dalla pressione che aveva inizialmente da genitori e allenatori; sfortunatamente per questo ragazzo non è stato così o almeno sembra da quello che dice "Lo faccio ora perché sono stanco di vivere il sogno di qualcun’altro"
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
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Poi alla base secondo me c'è anche l'aspetto economico; neo pro alla Bardiani quanto guadagnava questo ragazzo? Ci sta che gli hanno fatto un biennale e tra 2 anni se i risultati non ci sono nemmeno glielo rinnovano e fatica a trovarsi una squadra. Quanti ce ne sono così? Nel ciclismo c'è chi guadagna bene ma in tanti dopo qualche anno da pro devono cercarsi un lavoro.
Però è sempre stato così, anche si tempi di Gimondi non c'erano mica squadre che tenevano corridori in organico per simpatia, da sempre se non porti risultati smetti... e questo vale per ogni sport professionisitico.
In più, rispetto al passato, c'è un minimo di tutela per gli infortuni: un tempo, se ti facevi male seriamente, erano tutti cavoli tuoi, oggi ci sono delle polizze assicurative obbligatorie che le squadre devono sottoscrivere a tutela degli atleti.
Poi, ricordiamoci sempre, fare il ciclista professionista è una scelta, non si è mica obbligati, ed ognuno sa quello a cui va incontro (o dovrebbe sapere, altrimenti vuol dire essere un po' fuori dal mondo).
 
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Maglia Rosa
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Magari di qualche papà/zio frustrato che vede nella carriera del figlio la propria rivalsa personale più che una vera occasione di felicità per il proprio figlio.
Complimenti al ragazzo che sembra avere le idee chiare per ritagliarsi una vita dignitosa anche fuori dal ciclismo. Magari più dignitosa economicamente e più felice dal punto di vista familiare e degli affetti.
E' esattamente quello che ho pensato io, anche se ai più sembra sfuggire/non interessare questo dettaglio, che credo sia però il principale.
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
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E' esattamente quello che ho pensato io, anche se ai più sembra sfuggire/non interessare questo dettaglio, che credo sia però il principale.
Non è un dettaglio, ma il punto centrale: però, se arrivi a vent'anni facendo scelte di vita molto pesanti che non senti tue, direi che il problema non è certo il mondo del ciclismo.
 

Ser pecora

Diretur
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Secondo me il tifoso del divano neppure si rende conto lontanamente cosa significhi essere un ciclista professionista.

Per me il punto è un altro: aldilà delle solite baggianate, ci sono sport dove la pressione e la meticolosità su giovanissimi ci sono da 40 anni. Il ciclismo la "professionalità" l'ha scoperta in anni ben recenti. Prima era solo fare km a badilate (e magari pure a casso).

Però è sempre stato così, anche si tempi di Gimondi non c'erano mica squadre che tenevano corridori in organico per simpatia

Si, ma ai tempi di Gimondi ci poteva anche stare che uno "non troppo forte" venisse tenuto perché amico-compare che teneva su il morale, etc...tanto il livello dei gregari era "ballerino". Adesso no. E non puoi nasconderti dietro ai vari "se" (se m allenassi meglio, di piu', se facessi, se avessi, etc..).
Cosa puoi fare o meno è ben chiaro a tutti.
 
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bianco70

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Non è un dettaglio, ma il punto centrale: però, se arrivi a vent'anni facendo scelte di vita molto pesanti che non senti tue, direi che il problema non è certo il mondo del ciclismo.
Pienamente d'accordo con te, però, come vedi, i commenti sono tutti orientati al presunto problema del mondo del ciclismo, mentre in questo caso è abbastanza evidente che sia ben altro.
 

Ser pecora

Diretur
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Non è un dettaglio, ma il punto centrale: però, se arrivi a vent'anni facendo scelte di vita molto pesanti che non senti tue, direi che il problema non è certo il mondo del ciclismo.

si, ma il punto è che "arrivi a 20 anni" con "scelte di vita molto pesanti" fatte a cominciare da 10...già uno che parla a 20 anni della propria "carriera"...da l'idea che il peso in groppa ce l'avesse quando faceva le garette da scolaro di 12km...
Anni fa la "carriera" iniziava da U19, prima ti divertivi e basta.
 

theswiss

Apprendista Velocista
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Bici
vecchie mtb di metallo
ok ma la maggior parte di quelli che passano professionisti hanno preso la bici da piccoli, nel suo caso era davvero piccolo ma più o meno le categorie giovanili son quelle.
certo, verissimo,
ma magari l'approccio e la pressione con cui lo hanno fatto cominciare é stato sproporzionato alla passione che aveva lui per il ciclismo.
E come da sua esplicita dichiarazione, "il sogno" non era direttamente il suo.
 

theswiss

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vecchie mtb di metallo
si, ma il punto è che "arrivi a 20 anni" con "scelte di vita molto pesanti" fatte a cominciare da 10...già uno che parla a 20 anni della propria "carriera"...da l'idea che il peso in groppa ce l'avesse quando faceva le garette da scolaro di 12km...
Anni fa la "carriera" iniziava da U19, prima ti divertivi e basta.
ecco, il concetto che esprimevo era più o meno questo
 

bad

Velocista
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si, ma il punto è che "arrivi a 20 anni" con "scelte di vita molto pesanti" fatte a cominciare da 10...già uno che parla a 20 anni della propria "carriera"...da l'idea che il peso in groppa ce l'avesse quando faceva le garette da scolaro di 12km...
Anni fa la "carriera" iniziava da U19, prima ti divertivi e basta.
oggi li contattano da junior, quindi da allievo ti devi far vedere; il fenomeno si fa vedere anche se lo pratica come gioco, magari altri (ovviamente un po' sopra la media) sono spremuti da subito e arrivano a 20 anni a parlare di carriera lunga 12 anni
 

bradipus

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si, ma il punto è che "arrivi a 20 anni" con "scelte di vita molto pesanti" fatte a cominciare da 10...già uno che parla a 20 anni della propria "carriera"...da l'idea che il peso in groppa ce l'avesse quando faceva le garette da scolaro di 12km...
Anni fa la "carriera" iniziava da U19, prima ti divertivi e basta.
Appunto, vuol dire che nemmeno prima si divertiva, forse doveva tirare le somme qualche anno fa...
Spero per lui che non abbia lasciato gli studi per il ciclismo.
 
D

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Guest
Secondo me si e no. Il ciclismo oggi richiede "motori senza testa". Nel senso che si richiede una dedizione totale ed assoluta a ragazzi veramente giovani, con l'assillo di fare risultati subito.
Da un lato si vedono tanti 30 enni che sbroccano e si ritirano perché non ci stanno più dietro, con una vita ed un ciclismo che ti richiede di essere via da casa 200gg l'anno e nei restanti 100 devi comunque essere sempre focalizzato al 100%, quindi con minimo tempo per famiglia o qualunque altra cosa (e con anche la pressione dei social dove c'è gente che ti commenta come un perdente fallito e poco professionale perché invece che fare i rulli hai fatto un selfie con una capretta).
Dall'altro dei ragazzini che non devono che avere in testa solo il ciclismo ed hanno come modelli gente denutrita che posta la foto di un hamburger come se fosse il massimo sogno peccaminoso...
Capisco quel che dici tu e quel che dice @Fill ma non mi pare calzante con la frase del ragazzo.
Se dice che è stufo di vivere il sogno di qualcun altro, io interpreto che magari sì, il ciclismo gli piaceva, ma non così tanto da farne una professione e si è fatto trascinare dalle aspettative (esempio) della famiglia o di chi lo seguiva sportivamente, senza riuscire a dire che dalla sua vita voleva altro. Chi invece fa la scelta di correre per professione e poi non ci sta dentro con i ritmi di vita e tutto il contorno a mio avviso non fa una dichiarazione del genere, piuttosto le solite "non è questo il ciclismo che sognavo da bambino e bla bla bla".
 
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Capisco quel che dici tu e quel che dice @Fill ma non mi pare calzante con la frase del ragazzo.
Se dice che è stufo di vivere il sogno di qualcun altro, io interpreto che magari sì, il ciclismo gli piaceva, ma non così tanto da farne una professione e si è fatto trascinare dalle aspettative (esempio) della famiglia o di chi lo seguiva sportivamente, senza riuscire a dire che dalla sua vita voleva altro. Chi invece fa la scelta di correre per professione e poi non ci sta dentro con i ritmi di vita e tutto il contorno a mio avviso non fa una dichiarazione del genere, piuttosto le solite "non è questo il ciclismo che sognavo da bambino e bla bla bla".

Io infatti ho detto "si e no", nel senso che ci sta che fosse qualche suo parente a spingerlo (pieno tutto il mondo dello sport). Dico solo che poi, cambiato il contesto, più pressante e con modelli "ambigui", diventa facile che uno si rompa. Soprattutto se seguito male.
 
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Zugnajima#11

Strat Twelve in Pit Lane
14 Giugno 2010
13.762
17.942
51
Muggia TS Italia
youtube.com
Bici
Corratec CCT EVO Ultegra, Wilier Triestina Cento1 SLR Dura Ace
Quoto! anche se le conferme del fatto fosse pieno come un cavallo rendono tutta la vicenda ancora più triste.
Vinse 2 tappe alla Vuelta delle quali ancora non mi capacito:azz:azz poi andò ai mondiali di Verona e fece 7mo con un polso rotto (fu il primo di Freire). Dovrebbe essere stato il '99
E non vinse solo le tappe, conquisto pure una bella donzella...
 
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Deleted member 2182

Guest
E non vinse solo le tappe, conquisto pure una bella donzella...
Tra l'altro, è curioso sapere come: lei non ne voleva sapere, ma prima della tappa di Avila le disse "se domani vinco esci con me".
Ad Avila si tolse di ruota tutto il gruppo senza uno scatto vero e proprio, a rivedere le immagini quella tappa è veramente irreale, considerando che nemmeno quelli che si staccavano a grappoli andavano a pane&acqua.
 
Stato
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