vero che stiamo commentando un post su instagram...Capisco quel che dici tu e quel che dice @Fill ma non mi pare calzante con la frase del ragazzo.
Se dice che è stufo di vivere il sogno di qualcun altro, io interpreto che magari sì, il ciclismo gli piaceva, ma non così tanto da farne una professione e si è fatto trascinare dalle aspettative (esempio) della famiglia o di chi lo seguiva sportivamente, senza riuscire a dire che dalla sua vita voleva altro. Chi invece fa la scelta di correre per professione e poi non ci sta dentro con i ritmi di vita e tutto il contorno a mio avviso non fa una dichiarazione del genere, piuttosto le solite "non è questo il ciclismo che sognavo da bambino e bla bla bla".
Che assistiamo ad una deriva macchiettistica del Ciclismo..
Ma non sarebbe ne il primo ne l'ultimo che avendo a disposizione la possibilità di avere davanti a se una carriere sportiva ai massimi livelli.
Dice: " Grazie tante non fa per me"
Oltre alle doti fisiche indispensabile per stare ai massimi livelli, entrano in gioco anche altri fattori...
Qualche lustro fa..
sopratutto nelle gare in salita gareggiavo con un tipo... che da Junior veniva indicato come il piu' forte d'Italia... Visto cheerano i tempi di Fondriest Bugno... eccPassato dilettante credo smise dopo neppure il primo anno...
Per poi riprendere a fare Ciclosuonato
ad alti livelli after 40... se non sbaglio vinse anche un medio alla MDDMolto si favoleggiava su quel ritito prematura.., visto che erano gli anni della Gloria Ferrarese...
A mia domanda precisa... la risosta fu
" Niente di tutto quello che se si sente in giro... Semplicemente quella vita non era per me e avevo altro a cui dedicarmi"
The end.
ma credo di storie così ce ne siano a migliaia in giro...
