Ven 19.05 13a tappa 2023 BORGOFRANCO D’IVREA - CRANS MONTANA

WattTheHell

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c'è
Infatti ha ragione Trentin.....solo chi in bici non ci fa oppure fa il giro la domenica quando ci sono 25 gradi sta parlando che si puo' correre con previsioni da acqua per tutta la giornata e rischio pioggia gelata in montagna
Si perchè le migliaia di amatori (incluso il sottoscritto) che 1 mese e mezzo fa hanno corso il Fiandre da 250 km con pioggia, 6-7 gradi e vento per tutto il santo giorno partendo alle 7 di mattina e svegliandosi chi alle 3, chi alle 4, chi alle 5, sono invece dei supereroi rispetto ai pro.
E faccio notare che gli amatori non hanno le ammiraglie, non hanno chi gli passa le borracce, non hanno chi gli passa abbigliamento asciutto, non ci mettono 6 ore come i pro (per una tappa tipo oggi) ma ce ne mettono 9 o 10.

La verità è che oggi in molti non avevano più voglia di correre sotto l'acqua, punto. Le condizioni di pericolosità che hanno ipotizzato i corridori semplicemente non esistevano. La pioggia che congela al suolo (gelicidio) in condizioni del genere è impossibile perchè si verifica quando negli strati alti dell'atmosfera fa più caldo (> 0 gradi) mentre il terreno (inclusi i pochi metri di aria al di sopra) è gelato. A maggio il terreno non è gelato, specie l'asfalto. E se per qualche motivo in cima alla Croix de Coeur avesse cominciato a nevicare, potevano tranquillamente neutralizzare la corsa al GPM dando modo ad ogni ammiraglia di fornire vestiario pesante ai corridori. Li facevano salire in macchina e li portavano tutti più in basso fino a farli riprendere la corsa.

La verità è che ormai sembra che a molte squadre importi di correre in condizioni metereologiche impegnative solo se si tratta di una Classica Monumento o di una tappa del Tour...ma ci vuole rispetto anche per le altre corse. E poi magari qualcuno invece di passare tutto l'inverno in Costa Azzurra, in Spagna e alle Canarie dovrebbe ricominciare a pedalare dove l'inverno esiste.
 

alearc66

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colnago master xlight bianchi boron xl
curioso moscon quando dice: "non ce l'ha ordinato il dottore di fare i ciclisti".

Chissà con quale ricetta invece gli hanno prescritto questo:
Vedi l'allegato 402183
Va beh,dai, qualche anno fa lo facevano tutti, sani , malati etc. Lui e Nibali sono stati tra i pochi sfigati ad essere squalificati. Una faccenda diversa da queste situazioni,penso.
 

lechuzo2008

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colnago
Io non ho ancora capito se è peggio l organizzazione o se sono peggio i corridori. Certo è che questo Giro è la più brutta corsa a tappe che abbia mai visto.
La Rai fa bene a fare polemica con tutto quello che hanno investito in questi Giro, per non parlare dei tifosi lungo le strade.

E poi mi fa ridere che domani, Sabato, ci sia una tappa inutile (sempre che in questo giro esistano tappe utili) che non guarderò neanche, idem Domenica... L unica tappa che farà selezione sarà la cronoscalata di Sabato prossimo...
"idem domenica," ...ma sei sicuro??!

"L unica tappa che farà selezione sarà la cronoscalata di Sabato prossimo..." anche qui, ma sei sicuro?!
l'hai viste almeno le altimetrie??
dai , non esageriamo, su!
 
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La cosa bella di questa tappa è stato il litigio di Pinot con Cepeda. E il terzo incomodo che ha goduto.
Per il resto che barba, che noia. Andrà a finire che per vedere qualcosa dovremo aspettare l'ultima salita.
(Spero proprio di no, un Giro l'ho sopportato, ma due - e pure di seguito - no).
 
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dinute

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13 Maggio 2009
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Si perchè le migliaia di amatori (incluso il sottoscritto) che 1 mese e mezzo fa hanno corso il Fiandre da 250 km con pioggia, 6-7 gradi e vento per tutto il santo giorno partendo alle 7 di mattina e svegliandosi chi alle 3, chi alle 4, chi alle 5, sono invece dei supereroi rispetto ai pro.
E faccio notare che gli amatori non hanno le ammiraglie, non hanno chi gli passa le borracce, non hanno chi gli passa abbigliamento asciutto, non ci mettono 6 ore come i pro (per una tappa tipo oggi) ma ce ne mettono 9 o 10.

La verità è che oggi in molti non avevano più voglia di correre sotto l'acqua, punto. Le condizioni di pericolosità che hanno ipotizzato i corridori semplicemente non esistevano. La pioggia che congela al suolo (gelicidio) in condizioni del genere è impossibile perchè si verifica quando negli strati alti dell'atmosfera fa più caldo (> 0 gradi) mentre il terreno (inclusi i pochi metri di aria al di sopra) è gelato. A maggio il terreno non è gelato, specie l'asfalto. E se per qualche motivo in cima alla Croix de Coeur avesse cominciato a nevicare, potevano tranquillamente neutralizzare la corsa al GPM dando modo ad ogni ammiraglia di fornire vestiario pesante ai corridori. Li facevano salire in macchina e li portavano tutti più in basso fino a farli riprendere la corsa.

La verità è che ormai sembra che a molte squadre importi di correre in condizioni metereologiche impegnative solo se si tratta di una Classica Monumento o di una tappa del Tour...ma ci vuole rispetto anche per le altre corse. E poi magari qualcuno invece di passare tutto l'inverno in Costa Azzurra, in Spagna e alle Canarie dovrebbe ricominciare a pedalare dove l'inverno esiste.
A rinforzare le tue parole che condivido aggiungo la "non" corsa degli uomini di classifica. L' "attacco" di Caruso e Dumbar, a salita finita, è stata la cosa più insulsa della giornata. Non c'era in palio vittoria, abbuoni, niente. Però l'altro giorno si sono buttati all'attacco in una discesa pericolosissima a 90 dall'arrivo. Un attacco insensato con caduta di Milan in omaggio.
E qualche dubbio mi viene sulla tappa di campo imperatore. Alla luce di oggi sembra tanto uno sciopero mascherato
 
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WattTheHell

Scalatore
15 Settembre 2009
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c'è
A rinforzare le tue parole che condivido aggiungo la "non" corsa degli uomini di classifica. L' "attacco" di Caruso e Dumbar, a salita finita, è stata la cosa più insulsa della giornata. Non c'era in palio vittoria, abbuoni, niente. Però l'altro giorno si sono buttati all'attacco in una discesa pericolosissima a 90 dall'arrivo. Un attacco insensato con caduta di Milan.
E qualche dubbio mi viene sulla tappa di campo imperatore. Alla luce di oggi sembra tanto uno sciopero mascherato
Guarda a sto punto tanto vale fare la prima tappa del Giro con un profilo altimetrico durissimo, così quelli di classifica sono obbligati a massacrarsi da subito perchè se ne parte uno devono andargli dietro tutti. Per lo meno dopo la prima tappa si potrebbero avere subito differenze significative in classifica così quelli che rimangono dietro sono obbligati a sfruttare tutte le occasioni possibili.
 
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tista

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14 Maggio 2013
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sport
Purtroppo resta il fatto che i corridori corrono per la gloria (pochi) e per il soldo (tutti), non per far contenti noi che guardiamo dal divano con la copertina o commentiamo sul forum.
Il soldo in Italia è sempre più scarso per il ciclismo, tanto è vero che da anni non c'è più una sola squadra world tour in Italia, mancando gli sponsor che vogliano investire.
E' restato il Giro come vetrina principale per il ciclismo nel nostro paese, non per nulla le professional fanno l'impossibile per esserci, ma se viene gestito in questo modo, divano o non divano, forum o non forum, è ovvio che ci saranno sempre meno soldi e la rai farà sempre meno ascolti, quindi il giro è sempre più destinato a diventare una corsa d'appendice alla fine della prima parte della stagione, quando i campioni terminano le classiche primaverili e lasciano spazio alle seconde linee per poi tornare a darsi battaglia al tour. Gli organizzatori avranno un budget sempre più ridotto e non avranno alcuna possibilità di avere qualche top che venga qui con la seria intenzione di dare battaglia.
Se ai ciclisti e ai team va bene così liberissimi di andare avanti con queste porcate, non fanno altro che martellarsi sulle palle.
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Sui commenti dei "vecchi" corridori non mi pronuncio nemmeno, se una cosa veniva fatta in passato non vuol dire che sia giusto continuarla ai giorni nostri.
Si però io sono d'accordo con Moscon,nessuno ti ha obbligato a fare il ciclista professionista e se lo fai sai benissimo che si fa anche sotto la pioggia,poi oggi a differenza degli anni '30 ci sono previsioni abbastanza precise e un protocollo per l'accorciamento/annullamento/neutralizzazione di una corsa.
Oggi,in mancanza di nessuna delle condizioni per modificare lo svolgimento della tappa dovevano partire e fare la tappa.
Poi io mi batto e sono sempre per il miglioramento delle condizioni di lavoro di qualsiasi categoria,però mi riesce difficile pensare ad un gelataio che fa le ferie a ferragosto o a un addetto alle piste da sci che non lavora quando nevica...e se il tuo lavoro è fare il Giro d'Italia e a maggio piove,abbi pazienza,ma devi inforcare la bici e pedalare.
 

leandro_loi

via col vento
20 Luglio 2019
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dovunque si possa pedalare
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mia
Si perchè le migliaia di amatori (incluso il sottoscritto) che 1 mese e mezzo fa hanno corso il Fiandre da 250 km con pioggia, 6-7 gradi e vento per tutto il santo giorno partendo alle 7 di mattina e svegliandosi chi alle 3, chi alle 4, chi alle 5, sono invece dei supereroi rispetto ai pro.
E faccio notare che gli amatori non hanno le ammiraglie, non hanno chi gli passa le borracce, non hanno chi gli passa abbigliamento asciutto, non ci mettono 6 ore come i pro (per una tappa tipo oggi) ma ce ne mettono 9 o 10.
E poi il giorno dopo che cosa hai fatto? Loro ne hanno fatti altri 200. E il giorno dopo ancora. E ancora. Stai a vedere che anche in resistenza gli amatori sono migliori dei pro... d'altra parte se ne leggono sempre di nuove.
La verità è che oggi in molti non avevano più voglia di correre sotto l'acqua, punto. Le condizioni di pericolosità che hanno ipotizzato i corridori semplicemente non esistevano. La pioggia che congela al suolo (gelicidio) in condizioni del genere è impossibile perchè si verifica quando negli strati alti dell'atmosfera fa più caldo (> 0 gradi) mentre il terreno (inclusi i pochi metri di aria al di sopra) è gelato. A maggio il terreno non è gelato, specie l'asfalto. E se per qualche motivo in cima alla Croix de Coeur avesse cominciato a nevicare, potevano tranquillamente neutralizzare la corsa al GPM dando modo ad ogni ammiraglia di fornire vestiario pesante ai corridori. Li facevano salire in macchina e li portavano tutti più in basso fino a farli riprendere la corsa.

La verità è che ormai sembra che a molte squadre importi di correre in condizioni metereologiche impegnative solo se si tratta di una Classica Monumento o di una tappa del Tour...ma ci vuole rispetto anche per le altre corse. E poi magari qualcuno invece di passare tutto l'inverno in Costa Azzurra, in Spagna e alle Canarie dovrebbe ricominciare a pedalare dove l'inverno esiste.
Semplicemente, nella tappa del Passo delle Radici hanno corso in condizioni pessime (ma non solo lì), qui hanno chiesto uno sconto di pena. Al Tour una fila di tappe tutte così martoriate dal maltempo io non me la ricordo, magari tu avrai la memoria migliore della mia.
In una classica, è una giornata di freddo, il giorno dopo sei al caldo (e solitamente non si fanno delle discese così lunghe come in un grande giro a tappe).