E L'olanda è grande come il Veneto e montuosa come la provincia di Rovigo.
In Italia le condizioni climatiche e orografiche dovrebbero predisporre un bel pò meglio alla pratica del ciclismo.
Questo è un punto importante, dove si annida un problema infatti.
L'Italia è un paese favorito climaticamente rispetto quelli nord-europei, ma allo stesso tempo soffre di problemi che quelli non hanno, come il traffico ed il rapporto problematico con gli automobilisti. Vogliamo immaginarci una squadretta di juniores danese come verrebbe sorpassata da un'automobilista in patria o nel Bel Paese? Quante squadre pro vengono a fare ritiri in Italia pur con la quantità di montagne e clima ottimo? Ed invece preferiscono l'africa spagnola?
Obiettivamente c'è da farsela in mano a mandare in giro ragazzini per strada in Italia.
Secondo punto è proprio relativo alle dimensioni dei paesi: paesi piccoli sono più facili da organizzare e gestire a livello giovanile (ma anche in generale). Al netto che poi non stiamo parlando del Montenegro (con tutto il rispetto), ma di paesi molto ricchi: Danimarca, Olanda o Svizzera producono da sempre un sacco di ottimi corridori in rapporto alla popolazione, ma proprio perché hanno meno dispersione e possono concentrare più risorse sui propri (pochi) atleti.
In Italia invece praticamente ogni paesello ha la sua squadra di giovanissmi o esordienti. Ovviamente con risorse minime. E' chiaro che in un contesto del genere c'è il rischio che "l'abbondanza" si perda, tra DS scalcagnati ed altro.
La tradizione ("la società ciclistica di Vergate sul Membro fondata nel 1899", etc...) si rivela a volte un limite. Tante società dovrebbero sparire e/o fondersi, concentrare le risorse ed ottimizzarle. E ci vorrebbe un programma per individuare e seguire i giovani talenti a livello federale, non lasciarli solo preda di agenti, DS e compagnia cantante.
