Mi spiego meglio,o perlomeno ci provo.
Ieri ho avuto uno scambio di opinioni abbastanza colorito,con un mio collega che ha partecipato all’Elbaman full,chiuso in 16:20 al limite del tempo.
Con ovvia esaltazione di tutti o suoi amici profani che lo reputano un superuomo.
Io stesso ne ho fatti 3 fino al 2021 sempre intorno alle 13 ritenendomi una schiappa.
Il succo è,finisher a tutti i costi?non è tutto orchestrato per far sembrare impossibile ciò che con un minimo di allenamento e buona salute si riesce a finire entro le 17 ore?
Io stesso sono più orgoglioso del mezzo sempre all’Elba sotto le sei ore che dei tre lunghi.anche se fa più figo il secondo.
Poi magari ci si tatua pure il logo,si postano foto sui social,ma oggi è così.
Ammirerò sempre di più chi chiude un 10.000 in 35 min piuttosto di uno che si trascina a tutti i costi sulla linea di un lungo.
Ovviamente al netto di imprevisti in gara
Ditemi se sbaglio io e come la pensate voi
Scusate lo sfogo
sono neofita/profano del triathlon, ma mi sto avvicinando, con l'obbiettivo di Cervia.
quello dell'IM sono stati bravissimi a creare un simbolo, un icona, un messaggio forte. Così come, pariteticamente, nel ciclismo, gli organizzatori dell'Otztaler. Hanno saputo creare quell'aurea di "impresa" nel concluderla, che fà sì che uno da fuori, o anche uno appena dentro a quel mondo, la vede come "miticizzata".
Tornando, all'IM, insomma, dire che sia alla portata con un buon allenamento........ci vuole un ottima preparazione, di fisico e di testa.
Poi, il fatto è che, mediamente, il cittadino vede già come impresa parcheggiare l'auto, al supermercato, in 4° fila, e farsi la spesa senza sbuffare. Nell'idea media, non si percepiscono certi particolari, che noi, appassionati, possiamo capire.
E, per me, a prescindere, uno merita i complimenti per qualsiasi obbiettivo si dà, e per gli sforzi che fà per raggiungerli. E mi riferisco agli allenamenti, non alla gare in sè, che è solo la punta di un iceberg enorme