Miti sull'alimentazione ciclistica che ti rallentano. (welovecycling.com)

Salvomeng

via col vento
6 Settembre 2023
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olmo
concordo, lo sport crea un deficit calorico importante, impossibile da reintegrare nel durante, quindi non c'è alcun bisogno di tagliare i carbo (o altro) nel post, basta non abbuffarsi

Il problema è che quello che per te abbuffarsi poi per tanta gente, mangiare normalmente, perché culturalmente sono abituati così.....
 

Salvomeng

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6 Settembre 2023
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olmo
Se ti piace mangiare, sazio non lo sarai mai, se vuoi saziarti ti mangi tre o quattro teste di finocchi e alla fine scoppi dalla sazietà.

ad ogni pasto fatti almeno 400gr di verdura a foglia, con un cucchiaino d'olio d'oliva, magari con condimenti che danno un bel sapore con poche calorie, come per esempio salsa Worcester o tabasco e vedrai che sarai supersazio, questo ovviamente non ti evita di mangiarti un intero tegame di tiramisù se ti passa davanti, ma non è una questione di sazietà o meno quella è gola.

La cosa sempre strana è che quando la gente ha fame, di solito poi rimedia e si "sazia" con un pacco di biscotti alla Nutella......

"eh avevo quelli in casa......." (cit. mia collega)
 

pianpianello

Gregario
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cancello a pedali
ma in un atleta la dieta è già bilanciata su proteine necessarie al recupero e grassi, l'unico modo per creare deficit è ridurre, non tagliare, i carbo.

Ma i carbo non sono necessari per il recupero? Che io sappia, anche ad intensità basse come la z2, almeno metà energia deriva da metabolismo glucidico. Quindi su un uscita di 3 ore a 150 watt, sarebbero 900 kcal di glucidi derivanti presumibilmente da riserve di glicogeno. Se queste riserve non vengono recuperate ogni volta ingerendo carboidrati a sufficienza, cosa succede? Io non lo so per certo, ma ho sentito dire che avviene un drammatico calo delle prestazioni e delle energie, si è letteralmente piantati come in crisi di fame perenne, e forse avviene anche perdita di massa muscolare.

Quindi i carboidrati puoi tagliarli se ne mangi troppi, ma allo stesso tempo se vai tanto in bici devi mangiarne tanti. Motivo per cui ogni volta che sento nominare "tagliare i carbo" rispondo NOOOOOOOOO
 
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pianpianello

Gregario
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La cosa sempre strana è che quando la gente ha fame, di solito poi rimedia e si "sazia" con un pacco di biscotti alla Nutella......

"eh avevo quelli in casa......." (cit. mia collega)

I cibi "troppo buoni" sono come la droga, non è possibile controllare le dosi basandosi sulle proprie sensazioni. Se fai i calcoli delle calorie precisi, allora è possibile dimagrire anche mangiando il pandoro col la nutella. Se però vai a sensazione, la sensazione mangiando cibi troppo buoni è di avere sempre fame, anche quando non ce l'hai.

La gente deve capire che coi cibi "troppo buoni" non ti togli la fame, te la fai venire.
 
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LIUL

Apprendista Scalatore
2 Gennaio 2017
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bo
Ma i carbo non sono necessari per il recupero? Che io sappia, anche ad intensità basse come la z2, almeno metà energia deriva da metabolismo glucidico. Quindi su un uscita di 3 ore a 150 watt, sarebbero 900 kcal di glucidi derivanti presumibilmente da riserve di glicogeno. Se queste riserve non vengono recuperate ogni volta ingerendo carboidrati a sufficienza, cosa succede? Io non lo so per certo, ma ho sentito dire che avviene un drammatico calo delle prestazioni e delle energie, si è letteralmente piantati come in crisi di fame perenne, e forse avviene anche perdita di massa muscolare.

Quindi i carboidrati puoi tagliarli se ne mangi troppi, ma allo stesso tempo se vai tanto in bici devi mangiarne tanti. Motivo per cui ogni volta che sento nominare "tagliare i carbo" rispondo NOOOOOOOOO
non esageriamo, se si abbassano un pò i carbo nei periodi in cui ci si allena meno o con bassa intensità non succederà assolutamente niente ne a livello di prestazioni nè di recupero, dire tanti o pochi non ha senso, bisogna valutare il dispendio del soggetto ma se si deve perdere peso un leggero taglio è necessario
 

sepica

Ammiraglia
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Sei un "animale fantastico" sappilo
Sei abbastanza confuso sulle cose
Cosa intendi per "non siamo biologici e tantomeno ergersi a tanto", questo me lo devi spiegare
che usare cmq dei termini comuni e comprensibili non fa gridare allo scandolo ne fa cascare nel dubbio la gente, visto come detto che sono termini usate abitualmente anche nei studi piu specializzati.
 

Super Ciuk

Apprendista Cronoman
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Tra il ring e la realtà
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a pedali
Comunque alla soglia dei 60 anni ho tratto alcune considerazioni, e per quanto riguarda il ciclismo se si esclude il professionismo che ha ovvie ragioni di esistere, penso che raggiunta una certa età chi continua a fare 10-15 o 20 mila km anno deve essere considerato alla stregua di una persona malata, stare 2-3 o 4 ore al giorno in bicicletta non può essere considerata una cosa naturale, in natura non è mai esistita una condizione del genere, forse qualche antica popolazione nomade stava in movimento per tante ore al giorno, ma poi una volta raggiunto il nuovo posto si fermavano per mesi o anni, anche gli animali migratori fanno dei periodi di migrazione appunto, ma poi per lunghi periodi si fermano.
Sono giunto alla conclusione che quelli "malati" di ciclismo o altri sport di durata lo fanno perchè altrimenti si dovrebbereo imbottire di psicofarmaci, sono anche consapevole di scrivere su un sito di "cicloamatori", e che molti si risentiranno, ma credo che non ci siano argomentazioni valide per smentirmi.
Questo "prologo" per far capire che la "dieta" di uno che percorre 15.000 km/anno in bici non fa testo e che deve essere considerata come la dieta di una persona con grave patolgia o l'alimentazione di un "corridore professionista".
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Comunque alla soglia dei 60 anni ho tratto alcune considerazioni, e per quanto riguarda il ciclismo se si esclude il professionismo che ha ovvie ragioni di esistere, penso che raggiunta una certa età chi continua a fare 10-15 o 20 mila km anno deve essere considerato alla stregua di una persona malata, stare 2-3 o 4 ore al giorno in bicicletta non può essere considerata una cosa naturale, in natura non è mai esistita una condizione del genere, forse qualche antica popolazione nomade stava in movimento per tante ore al giorno, ma poi una volta raggiunto il nuovo posto si fermavano per mesi o anni, anche gli animali migratori fanno dei periodi di migrazione appunto, ma poi per lunghi periodi si fermano.
Sono giunto alla conclusione che quelli "malati" di ciclismo o altri sport di durata lo fanno perchè altrimenti si dovrebbereo imbottire di psicofarmaci, sono anche consapevole di scrivere su un sito di "cicloamatori", e che molti si risentiranno, ma credo che non ci siano argomentazioni valide per smentirmi.
Questo "prologo" per far capire che la "dieta" di uno che percorre 15.000 km/anno in bici non fa testo e che deve essere considerata come la dieta di una persona con grave patolgia o l'alimentazione di un "corridore professionista".
Ammesso che ognuno di noi abbia un punto di vista diverso sulla cosa, ed essendo un forum la condivide con altri. Però i punti di vista devono essere abbastanza chiari: fare 10.000 km o 20.000 sono due cose molto diverse.

Che in "natura" (termine alquanto generico) non esistessero certe cose è palese, non è smentibile. Ma varrebbe per altre migliaia di situazioni/azioni in cui siamo coinvolti come esseri umani moderni. Quindi mi domando: ma è il parallelismo giusto per avvalorare la tua tesi? Per me assolutamente no, siamo lontanissimi da quelle condizioni, vale anche per il cibo, visto che ci sono state mode di ritorno alla dieta paleo et similia, quando la realtà è che l'uomo cacciatore/raccoglitore faceva la fame, e la nostra evoluzione è stata tutta incentrata sulla capacità di coltivare cereali e proteine vegetali, e poi di allevare animali da reddito: solo così l'uomo ha potuto svilupparsi (a riguardo consiglio il libro: Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni),

Secondo il tuo ragionamento, dovremmo considerare anche quelli che ripetono con frequenza altre azioni che non avevano un riscontro nei tempi antichi, come malati: leggere libri, andare al lavoro, andare in vacanza, scrivere su un forum... :))):
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
che usare cmq dei termini comuni e comprensibili non fa gridare allo scandolo ne fa cascare nel dubbio la gente, visto come detto che sono termini usate abitualmente anche nei studi piu specializzati.
perdona ma continuare ad usare termini e concetti che non sono corretti significa una delle 2 cose, o non hai capito che non sono veri o lo hai capito ma usandoli perpetui la "leggenda urbana"
poi vorrei proprio vedere gli studi scientifici dove si usano termini come "metabolismo fermo\rallentato"
"le parole sono importanti" (cit.)
 
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jacknipper

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Comunque alla soglia dei 60 anni ho tratto alcune considerazioni, e per quanto riguarda il ciclismo se si esclude il professionismo che ha ovvie ragioni di esistere, penso che raggiunta una certa età chi continua a fare 10-15 o 20 mila km anno deve essere considerato alla stregua di una persona malata, stare 2-3 o 4 ore al giorno in bicicletta non può essere considerata una cosa naturale, in natura non è mai esistita una condizione del genere, forse qualche antica popolazione nomade stava in movimento per tante ore al giorno, ma poi una volta raggiunto il nuovo posto si fermavano per mesi o anni, anche gli animali migratori fanno dei periodi di migrazione appunto, ma poi per lunghi periodi si fermano.
Sono giunto alla conclusione che quelli "malati" di ciclismo o altri sport di durata lo fanno perchè altrimenti si dovrebbereo imbottire di psicofarmaci, sono anche consapevole di scrivere su un sito di "cicloamatori", e che molti si risentiranno, ma credo che non ci siano argomentazioni valide per smentirmi.
Questo "prologo" per far capire che la "dieta" di uno che percorre 15.000 km/anno in bici non fa testo e che deve essere considerata come la dieta di una persona con grave patolgia o l'alimentazione di un "corridore professionista".
ti ha già ben risposto @green dolphin
aggiungo che "in natura" non è mai esistito che uno stia seduto davanti al pc per ore, o in catena di montaggio, o a smistare pacchi di amazon, o seduto in auto tutto il giorno a consegnare i suddetti pacchi, tutti sociopatici?
seconda cosa: si può anche esprimere un'opinione, che è propria e soggettiva, senza insultare chi la pensa in modo diverso
e se ribatti significa che non hai capito
 
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sepica

Ammiraglia
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perdona ma continuare ad usare termini e concetti che non sono corretti significa una delle 2 cose, o non hai capito che non sono veri o lo hai capito ma usandoli perpetui la "leggenda urbana"
poi vorrei proprio vedere gli studi scientifici dove si usano termini come "metabolismo fermo\rallentato"
"le parole sono importanti" (cit.)
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