l'alternativa potrebbe essere l'airbag ... comunque hanno un ingombro/impaccio anche da sgonfi
L'UCI non può certo imporre di utilizzare qualcosa che non esiste attualmente in produzione.Non ci sono alternative alla protezione del viso. Tu andresti in moto a 70-90 chilometri orari senza avere il viso protetto? non credo. Non si vede perchè debbano farlo i ciclisti. I prototipi per caschi integrali da strada (molto più leggeri di quelli da DH) se n'erano già visti, ma finchè l'UCI non decide di sperimentarli si aspetta il prossimo morto.
Con studi ad hoc che ne limitino pesi e ingombro al minimo potrebbe essere una soluzione percorribile e non così assurda...sicuramente meglio del casco integralel'alternativa potrebbe essere l'airbag ... comunque hanno un ingombro/impaccio anche da sgonfi
Molte di queste corse le hanno vinte CON Boonen. Nel senso che il punto forte della QS è sempre stato quello di non avere il capitano unico, anche quando questo era il più forte corridore da pietre della sua generazione. Da lì poi tutta la retorica del Wolfpack. Con Remco si sono snaturati perché di fatto era lui il capitano unico e hanno iniziato a correre in maniera più simile a tutte le altre squadre.Dopo Boonen hanno vinto 5 Fiandre (Devolderx2, Gilbert, Terpstra e Asgreen) e 2 Roubaix (Gilbert e Terpstra). Neanche malaccio come sostituzioni...
Esattamente.......unica cosa che si può fare per la sicurezza,solo lavorare sulle biciclette,rendendole più pesanti e più lente,invece stanno facendo il contrario.Ok, mettigli il casco integrale (auguri).
Tizio cade di schiena contro un marciapiede e si sbriciola le vertebre.
Gli metti il paraschiena come in moto? Dai su
Il ciclismo è uno sport intrinsecamente pericoloso, bisogna prenderne atto.
Certo che può: come impone le dimensioni delle bici, le larghezze dei manubri e le altezze dei calzini. E' responsabilità dell'UCI, non del mercatoL'UCI non può certo imporre di utilizzare qualcosa che non esiste attualmente in produzione.
Vado a memoria, ma il materiale usato dalle squadre deve essere materiale che sia in commercio, non creato ad hoc per le corse, la squadra ecc.Certo che può: come impone le dimensioni delle bici, le larghezze dei manubri e le altezze dei calzini. E' responsabilità dell'UCI, non del mercato
"Più pesanti" è una soluzione ad un problema inesistente, visto che non risulta che gli incidenti citati siano stati innescati da cedimenti strutturali della bici. Ed un peso maggiore provocherebbe una (marginale) riduzione della velocità solo in salita, non certo in pianura o in discesa, senza contare che se cadi a 85kmh invece che a 90 l'energia da dissipare è solo merginalmente inferiore.Esattamente.......unica cosa che si può fare per la sicurezza,solo lavorare sulle biciclette,rendendole più pesanti e più lente
Eddaje, l'UCI può normare ciò che esiste, non ciò che non c'è: telai, manubri e calzini esistono in mille forme e misure, di caschi con la mentoniera per bici ci sono solo quelli da dh.Certo che può: come impone le dimensioni delle bici, le larghezze dei manubri e le altezze dei calzini. E' responsabilità dell'UCI, non del mercato
L'UCI dovrebbe lavorare coi produttori per trovare delle soluzioni per i traumi facciali. Una volta trovata una serie di soluzioni valide e omologabili li rende obbligatori. Negli sponsor motoristici (e purtroppo ormai il ciclismo ha superato per numeri di morti qualsiasi campionato di moto e auto) sono le federazioni che obbligano a nuovi, e fino a quel momento inesistenti, presidi di sicurezza.Eddaje, l'UCI può normare ciò che esiste, non ciò che non c'è: telai, manubri e calzini esistono in mille forme e misure, di caschi con la mentoniera per bici ci sono solo quelli da dh.
Inoltre i caschi devono rispondere a normative di sicurezza internazionali ed i prodotti testati e omologati da enti appositi quali ECE, ASMTM, TÜV o simili, alla quale omologazione fa poi riferimento l'UCI per consentire o meno l'utilizzo.
Innanzitutto, non è detto che sia l'UCI a non volerlo fare. Magari sono i produttori dei caschi, per quel che ne sappiamo.L'UCI dovrebbe lavorare coi produttori per trovare delle soluzioni per i traumi facciali. Una volta trovata una serie di soluzioni valide e omologabili li rende obbligatori. Negli sponsor motoristici (e purtroppo ormai il ciclismo ha superato per numeri di morti qualsiasi campionato di moto e auto) sono le federazioni che obbligano a nuovi, e fino a quel momento inesistenti, presidi di sicurezza.
Che poi l'UCI non lo voglia fare è un altro discorso. Ma siamo ad agosto e siamo già a due morti e un miracolato (Baroncini). Andiamo pure avanti così
Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modificheSugli sport motoristici non li seguo, ma per esempio dopo la morte di Simoncelli non mi pare siano state fatte iniziative per evitare traumi al collo (che furono fatali al povero Marco).
Comunque, in una sola gara di superbike ci sono stati due morti, lo scorso maggio...
Allora rendiamo obbligatori gli stessi strumenti per i ciclisti, e facciamoli correre solo nei circuiti.Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modifiche
Nel ciclismo invece si organizza Memorial e veglie di preghiera
Tanti cari auguri a convincere a mettere un casco da un kg, chiuso per di più.Innanzitutto, non è detto che sia l'UCI a non volerlo fare. Magari sono i produttori dei caschi, per quel che ne sappiamo.
Abbiamo visto recentemente cosa è successo al Romandia femminile, quando alcune squadre si sono di fatto rifiutate di partecipare ad una sperimentazione voluta dall'UCI per un sistema di tracciamento gps di ventitre grammi...
Esistono i collari, ma l'efficacia è limitata tanto che non sono obbligatori neanche nel MX. Altra cosa nelle quattro ruote dove gli HANS sono obbligatori in tutte le discipline e funzionano piuttosto bene.Sugli sport motoristici non li seguo, ma per esempio dopo la morte di Simoncelli non mi pare siano state fatte iniziative per evitare traumi al collo (che furono fatali al povero Marco).
E anche nelle discipline motoristiche nonostante la presenza di queste dotazioni il rischio rimane.Comunque, in una sola gara di superbike ci sono stati due morti, lo scorso maggio...
in nessun campo esiste la sicurezza al 100%, si lavora sulla riduzione dei rischi come in tutti i campi lavorativi. In questo momento l'UCI non sta lavorando in alcun modo sulla riduzione dei rischi. Gli unici che ci lavorano sono gli organizzatori. Alla vuelta si vedono tantissime protezioni, nelle gare in belgio ormai le protezioni in materiale plastico di arrivo e spartitraffico sono usati ovunque, RCS e ASO usano indicatori di percorso con schermi per indicare tornanti e curve cieche. L'UCI non fa un ca__o. E questo è un dato di fatto. Anzi no, allarga i manubri.Allora rendiamo obbligatori gli stessi strumenti per i ciclisti, e facciamoli correre solo nei circuiti.
E' l'unico modo per avere il 100% o quasi di sicurezza.
Il punto è che un HALO per le bici è impossibile, così come lo è un HANS (non sai a cosa ancorarlo). E anche la F1 continua ad avere un problema di infrastrutture, alcune risolte (cordoli "a salsiccia") altre no (Spa...).Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modifiche
Nel ciclismo invece si organizza Memorial e veglie di preghiera.