Pro stagione 2025

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Guest
Ok, mettigli il casco integrale (auguri).
Tizio cade di schiena contro un marciapiede e si sbriciola le vertebre.
Gli metti il paraschiena come in moto? Dai su
Il ciclismo è uno sport intrinsecamente pericoloso, bisogna prenderne atto.
 

bradipus

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qualunquemente
Non ci sono alternative alla protezione del viso. Tu andresti in moto a 70-90 chilometri orari senza avere il viso protetto? non credo. Non si vede perchè debbano farlo i ciclisti. I prototipi per caschi integrali da strada (molto più leggeri di quelli da DH) se n'erano già visti, ma finchè l'UCI non decide di sperimentarli si aspetta il prossimo morto.
L'UCI non può certo imporre di utilizzare qualcosa che non esiste attualmente in produzione.
Al momento lo stato dell'arte di massima protezione in campo ciclistico è quello da downhill, che piaccia o no.
Se le aziende intravedono un potenziale nei caschi che dici tu, li metteranno in produzione, ed allora, solo allora, l'UCI potrà imporli. Sono le aziende che fanno i caschi, l'UCI 'produce' solo regolamenti.
Poi, al prossimo che in una caduta si romperà la spina dorsale, chiederemo che l'UCI renda obbligatorio il paraschiena, o meglio ancora l'airbag.

Ah, io quando andavo in moto usavo anche il casco jet...
 

bianco222

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Olmo ZeroTre Disc
Dopo Boonen hanno vinto 5 Fiandre (Devolderx2, Gilbert, Terpstra e Asgreen) e 2 Roubaix (Gilbert e Terpstra). Neanche malaccio come sostituzioni...
Molte di queste corse le hanno vinte CON Boonen. Nel senso che il punto forte della QS è sempre stato quello di non avere il capitano unico, anche quando questo era il più forte corridore da pietre della sua generazione. Da lì poi tutta la retorica del Wolfpack. Con Remco si sono snaturati perché di fatto era lui il capitano unico e hanno iniziato a correre in maniera più simile a tutte le altre squadre.
 

jan80

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Ok, mettigli il casco integrale (auguri).
Tizio cade di schiena contro un marciapiede e si sbriciola le vertebre.
Gli metti il paraschiena come in moto? Dai su
Il ciclismo è uno sport intrinsecamente pericoloso, bisogna prenderne atto.
Esattamente.......unica cosa che si può fare per la sicurezza,solo lavorare sulle biciclette,rendendole più pesanti e più lente,invece stanno facendo il contrario.
Che il ciclismo sia uno sport pericoloso non ci sono dubbi,ma oggi soprattutto a livello prof,vanno veramente troppo forte e soprattutto sempre forte......ovvio ch i problemi e incidenti aumentano.
 

bianco70

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Certo che può: come impone le dimensioni delle bici, le larghezze dei manubri e le altezze dei calzini. E' responsabilità dell'UCI, non del mercato
Vado a memoria, ma il materiale usato dalle squadre deve essere materiale che sia in commercio, non creato ad hoc per le corse, la squadra ecc.
Quindi UCI dovrebbe prima imporre ai produttori di creare e produrre questi fantomatici caschi, poi potrebbe imporne l'uso in corsa.
 
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sembola

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Esattamente.......unica cosa che si può fare per la sicurezza,solo lavorare sulle biciclette,rendendole più pesanti e più lente
"Più pesanti" è una soluzione ad un problema inesistente, visto che non risulta che gli incidenti citati siano stati innescati da cedimenti strutturali della bici. Ed un peso maggiore provocherebbe una (marginale) riduzione della velocità solo in salita, non certo in pianura o in discesa, senza contare che se cadi a 85kmh invece che a 90 l'energia da dissipare è solo merginalmente inferiore.

Quello che si può fare per la sicurezza è lavorare sui percorsi, evitando situazioni troppo pericolose ma con la consapevolezza che mettere in sicurezza una tappa da 180 km è improponibile. Faccio osservare che dei tre infortuni citati solo uno è stato provocato/aggravato dall'inadeguatezza del percorso (delle transenne, per essere precisi).
 
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bradipus

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Certo che può: come impone le dimensioni delle bici, le larghezze dei manubri e le altezze dei calzini. E' responsabilità dell'UCI, non del mercato
Eddaje, l'UCI può normare ciò che esiste, non ciò che non c'è: telai, manubri e calzini esistono in mille forme e misure, di caschi con la mentoniera per bici ci sono solo quelli da dh.
Inoltre i caschi devono rispondere a normative di sicurezza internazionali ed i prodotti testati e omologati da enti appositi quali ECE, ASMTM, TÜV o simili, alla quale omologazione fa poi riferimento l'UCI per consentire o meno l'utilizzo.
 

dinute

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Eddaje, l'UCI può normare ciò che esiste, non ciò che non c'è: telai, manubri e calzini esistono in mille forme e misure, di caschi con la mentoniera per bici ci sono solo quelli da dh.
Inoltre i caschi devono rispondere a normative di sicurezza internazionali ed i prodotti testati e omologati da enti appositi quali ECE, ASMTM, TÜV o simili, alla quale omologazione fa poi riferimento l'UCI per consentire o meno l'utilizzo.
L'UCI dovrebbe lavorare coi produttori per trovare delle soluzioni per i traumi facciali. Una volta trovata una serie di soluzioni valide e omologabili li rende obbligatori. Negli sponsor motoristici (e purtroppo ormai il ciclismo ha superato per numeri di morti qualsiasi campionato di moto e auto) sono le federazioni che obbligano a nuovi, e fino a quel momento inesistenti, presidi di sicurezza.
Che poi l'UCI non lo voglia fare è un altro discorso. Ma siamo ad agosto e siamo già a due morti e un miracolato (Baroncini). Andiamo pure avanti così
 

bradipus

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L'UCI dovrebbe lavorare coi produttori per trovare delle soluzioni per i traumi facciali. Una volta trovata una serie di soluzioni valide e omologabili li rende obbligatori. Negli sponsor motoristici (e purtroppo ormai il ciclismo ha superato per numeri di morti qualsiasi campionato di moto e auto) sono le federazioni che obbligano a nuovi, e fino a quel momento inesistenti, presidi di sicurezza.
Che poi l'UCI non lo voglia fare è un altro discorso. Ma siamo ad agosto e siamo già a due morti e un miracolato (Baroncini). Andiamo pure avanti così
Innanzitutto, non è detto che sia l'UCI a non volerlo fare. Magari sono i produttori dei caschi, per quel che ne sappiamo.
Abbiamo visto recentemente cosa è successo al Romandia femminile, quando alcune squadre si sono di fatto rifiutate di partecipare ad una sperimentazione voluta dall'UCI per un sistema di tracciamento gps di ventitre grammi...

Sugli sport motoristici non li seguo, ma per esempio dopo la morte di Simoncelli non mi pare siano state fatte iniziative per evitare traumi al collo (che furono fatali al povero Marco).
Comunque, in una sola gara di superbike ci sono stati due morti, lo scorso maggio...
 

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Sugli sport motoristici non li seguo, ma per esempio dopo la morte di Simoncelli non mi pare siano state fatte iniziative per evitare traumi al collo (che furono fatali al povero Marco).
Comunque, in una sola gara di superbike ci sono stati due morti, lo scorso maggio...
Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modifiche

Nel ciclismo invece si organizza Memorial e veglie di preghiera.
 
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Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modifiche

Nel ciclismo invece si organizza Memorial e veglie di preghiera
Allora rendiamo obbligatori gli stessi strumenti per i ciclisti, e facciamoli correre solo nei circuiti.
E' l'unico modo per avere il 100% o quasi di sicurezza.
 

sembola

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Innanzitutto, non è detto che sia l'UCI a non volerlo fare. Magari sono i produttori dei caschi, per quel che ne sappiamo.
Abbiamo visto recentemente cosa è successo al Romandia femminile, quando alcune squadre si sono di fatto rifiutate di partecipare ad una sperimentazione voluta dall'UCI per un sistema di tracciamento gps di ventitre grammi...
Tanti cari auguri a convincere a mettere un casco da un kg, chiuso per di più.


Sugli sport motoristici non li seguo, ma per esempio dopo la morte di Simoncelli non mi pare siano state fatte iniziative per evitare traumi al collo (che furono fatali al povero Marco).
Esistono i collari, ma l'efficacia è limitata tanto che non sono obbligatori neanche nel MX. Altra cosa nelle quattro ruote dove gli HANS sono obbligatori in tutte le discipline e funzionano piuttosto bene.


Comunque, in una sola gara di superbike ci sono stati due morti, lo scorso maggio...
E anche nelle discipline motoristiche nonostante la presenza di queste dotazioni il rischio rimane.
La limitazione del rischio passa da tre aree: le dotazioni, l'ambiente ed i comportamenti. Sui primi due qualcosa si può fare ma occorre tenere conto del fatto che le risorse economiche (e politiche) sono quelle che sono: l'UCI non è la FIA, ed il ciclismo non si corre in circuito. Della terza si parla troppo poco, del resto se vai a diritto in allenamento dentro un bus fermo qualsiasi norma è inutile.
 

dinute

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Allora rendiamo obbligatori gli stessi strumenti per i ciclisti, e facciamoli correre solo nei circuiti.
E' l'unico modo per avere il 100% o quasi di sicurezza.
in nessun campo esiste la sicurezza al 100%, si lavora sulla riduzione dei rischi come in tutti i campi lavorativi. In questo momento l'UCI non sta lavorando in alcun modo sulla riduzione dei rischi. Gli unici che ci lavorano sono gli organizzatori. Alla vuelta si vedono tantissime protezioni, nelle gare in belgio ormai le protezioni in materiale plastico di arrivo e spartitraffico sono usati ovunque, RCS e ASO usano indicatori di percorso con schermi per indicare tornanti e curve cieche. L'UCI non fa un ca__o. E questo è un dato di fatto. Anzi no, allarga i manubri.
 

sembola

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Airbag obbligatorio motoGP, il sistema Halo negli abitacoli scoperti delle auto. I più ecclatanti. Più una serie infinita di modifiche

Nel ciclismo invece si organizza Memorial e veglie di preghiera.
Il punto è che un HALO per le bici è impossibile, così come lo è un HANS (non sai a cosa ancorarlo). E anche la F1 continua ad avere un problema di infrastrutture, alcune risolte (cordoli "a salsiccia") altre no (Spa...).

Non basta dire "fate qualcosa", bisogna proporre qualcosa di realistico.