Heat training

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
710
824
42
Genova, Liguria, Italy
Visita sito
Bici
Orbea orca
Ok ho lanciato il sasso e nascosto la mano, ve lo concedo... è che mi pare la cosa stia prendendo la piega di un contraddittorio per prese di posizione. Vi aspettavate un commento più tecnico? ok, la fisiologia l ho studiata alla facolta di medicina quindi non è un problema. Volete un commento tecnico che motivi i miei dubbi? vi accontento.

gli adattamenti fisiologici ai qualis ono ascritti i vantaggi dell'heat training sono sostanzialmente tre:

- l aumento del volume plasmatico
- il rilascio di eritropoietine con conseguente stimolazione dell'eritropoiesi
- Effetto inotropo positivo a livello cardiaco con miglioramento della gittata

Tutti questi sono adattamenti legati allo stress subito dal corpo a causa della disidratazione. in pratica funziona così:

ci si disidrata di brutto quindi il corpo cerca di recuperare liquidi attraverso la stimolazione dei reni al rilascio di aldosterone, un ormone che ha l'effetto di promuovere il riassorbimento di sodio a livello renale, l'aumento della natriemia (quantità di sodio nel sangue) ha l'effetto a sua volta di attrarre osmoticamente acqua nel compartimento intravascolare, con aumento del volume plasmatico circolante. L'aumento del volume circolante oltre a consentire una migliore regolazione della dispersione termica ha un importante effetto a livello cardiaco, quello di aumentare la gittata sistolica (effetto inotropo positivo) dovuto all'aumento del precarico cardiaco ovvero alla quantità di sangue che giunge al cuore dalla circolazione venosa, secondo la legge di starling la forza di contrazione aumenta all'aumentare delo stato di distensione delle fibre muscolari (in questo caso delle camere cardiache).
Siccome il volume plasmatico è aumentato ma sostanzialmente è aumentato per incremento della componente acquosa l'ematocrito (rapporto fra i globuli rossi e il volume ematico) scende, quindi i reni sono nuovamente stimolati al rilascio della ben nota eritropoietina promuovendo quindi l'eritropoiesi.

Forse dimentico qualcosa ma la fisiologia degli adattamenti è grosso modo questa.

ora, io trovo che tutto questo possa avere un nuo perché nel professionista. Di sicuro se ti stai preparando per la vuelta de espana, potrebbe non essere uan cattiva idea seguire il protocollo. Ci sono però alcuni interrogativi che mi lasciano più che perplesso:

- Il protocollo si basa sul monitoraggio della temperatura interna, che non può essere monitorata nell'amatore con attrezzature convenzionali, per cui se si da per assunto l'efficacia del protocollo sulla base dei dati racconti con una certa metodologia si deve anche essere in grado di replicare le stesse condizioni quando tale metodologia viene applicata. Soprattutto quando, come in questo caso, il confine fra stimolo allenante e stimolo nocebo è labile, altrimenti si stanno facendo le cose a caso.

- si basa sostanzialmente su uno stimolo molto stressante e potrebbe non essere facile monitorare e gestire l'idratazione e il surriscaldamento

-uno dei più conclamati benefici dell'attività sportiva è quella di abbassare la pressione e questo protocollo fonda i propri adattamenti sulla stimolazione della ritenzione intravascolare attraverso il riassorbimento di sodio (che sono alla base dell'ipertensione), che è proprio lo ione che si cerca di tenere sotto controllo poiché presente in media negli individui in quantità eccessive a in rapporto sbilanciato con il potassio. Promuove quindi adattamenti che sono verosimilmente controproducenti per la salute di alcuni individui.


In conclusione lo trovo:

- potenzialmente dannoso per la salute sotto molteplici profili

- di difficile applicazione e monitoraggio

- di scarsi benefici per la maggior parte delle persone


Inoltre non mi piace la piega sensazionalistica che sta prendendo fra gli amatori, tanto è vero che questo stesso thread è stato aperto chiedendo se qualcuno ha provato L heat training. Dimostrando la solita mancanza di prospettiva su quelli che sono allenamenti da professionisti per guadagni marginali, o ultra specifici, e ciò che è applicabile a un amatore.

Per queste ragioni trovo che sia una cagata sulla falsa riga del bicarbonato di sodio nella borraccia con cui molti pirla andarono in alcalosi metabolica… Spero la mia visione sia finalmente chiara e sufficientemente motivata.
 
Ultima modifica:
22 Marzo 2007
4.407
3.121
Visita sito
Bici
human-powered
gli adattamenti fisiologici ai qualis ono ascritti i vantaggi dell'heat training sono sostanzialmente tre:


- l aumento del volume plasmatico
- il rilascio di eritropoietine con conseguente stimolazione dell'eritropoiesi
- Effetto inotropo positivo a livello cardiaco con miglioramento della gittata

Tutti questi sono adattamenti legati allo stress subito dal corpo a causa della disidratazione. in pratica funziona così:

ci si disidrata di brutto quindi il corpo cerca di recuperare liquidi attraverso la stimolazione dei reni al rilascio di aldosterone, un ormone che ha l'effetto di promuovere il riassorbimento di sodio a livello renale, l'aumento della natriemia (quantità di sodio nel sangue) ha l'effetto a sua volta di attrarre osmoticamente acqua nel compartimento intravascolare, con aumento del volume plasmatico circolante. L'aumento del volume circolante oltre a consentire una migliore regolazione della dispersione termica ha un importante effetto a livello cardiaco, quello di aumentare la gittata sistolica (effetto inotropo positivo) dovuto all'aumento del precarico cardiaco ovvero alla quantità di sangue che giunge al cuore dalla circolazione venosa, secondo la legge di starling la forza di contrazione aumenta all'aumentare delo stato di distensione delle fibre muscolari (in questo caso delle camere cardiache).
Siccome il volume plasmatico è aumentato ma sostanzialmente è aumentato per incremento della componente acquosa l'ematocrito (rapporto fra i globuli rossi e il volume ematico) scende, quindi i reni sono nuovamente stimolati al rilascio della ben nota eritropoietina promuovendo quindi l'eritropoiesi.

Forse dimentico qualcosa ma la fisiologia degli adattamenti è grosso modo questa.

ora, io trovo che tutto questo possa avere un nuo perché nel professionista.
Direi tutto corretto.
Ma questi aspetti funzionano esattamente allo stesso modo per me che devo "sopravvivere" al meglio possibile alla Fausto Coppi (granfondo a caso, citata solo perché solitamente molto calda e parecchio lunga). O per me che devo fare un mini viaggio estivo in bici, costretto ad espormi a qualche giorno di condizioni ambientali sfavorevoli.
Fisiologicamente c'è anche un effetto sul metabolismo dei carboidrati, aspetto che condiziona ovviamente la capacità di prestazione. E potenzialmente altri stimoli, sostanzialmente di compensazione, che hanno più senso (questi sì) in soggetti che hanno già ridotto la propria adattabilità allo stimolo allenante (come sempre l'esposizione mirata su periodi di durata sufficiente corregge la risposta acuta tramite modifica cronica di qualche aspetto).
Di sicuro se ti stai preparando per la vuelta de espana, potrebbe non essere uan cattiva idea seguire il protocollo. Ci sono però alcuni interrogativi che mi lasciano più che perplesso:

- Il protocollo si basa sul monitoraggio della temperatura interna, che non può essere monitorata nell'amatore con attrezzature convenzionali, per cui se si da per assunto l'efficacia del protocollo sulla base dei dati racconti con una certa metodologia si deve anche essere in grado di replicare le stesse condizioni quando tale metodologia viene applicata. Soprattutto quando, come in questo caso, il confine fra stimolo allenante e stimolo nocebo è labile, altrimenti si stanno facendo le cose a caso.
Ora ci sono anche gli strumenti; e comunque, anche senza questi, non fai davvero cose a caso se monitori una serie di parametri di risposta, anche soggettivi. Se poi mi dici che senza una batteria di strumenti da laboratorio non puoi fare nulla lo accetto, ma non sono del tutto d'accordo.
- si basa sostanzialmente su uno stimolo molto stressante e potrebbe non essere facile monitorare e gestire l'idratazione e il surriscaldamento
Per questo si aggiunge in modo molto progressivo. E per questo può essere utile adattarvisi.
-uno dei più conclamati benefici dell'attività sportiva è quella di abbassare la pressione e questo protocollo fonda i propri adattamenti sulla stimolazione della ritenzione intravascolare attraverso il riassorbimento di sodio (che sono alla base dell'ipertensione), che è proprio lo ione che si cerca di tenere sotto controllo poiché presente in media negli individui in quantità eccessive a in rapporto sbilanciato con il potassio. Promuove quindi adattamenti che sono verosimilmente controproducenti per la salute di alcuni individui.
Anche 5 ore di allenamento sono verosimilmente controproducenti per la salute di alcuni individui. Ma detto così è un discorso un po' generico.
In conclusione lo trovo:

- potenzialmente dannoso per la salute sotto molteplici profili
Quindi, come scritto, escluderesti sessioni progressive con stimolo termico aggiuntivo perché è potenzialmente dannoso, ma non ti preoccuperesti della partecipazione a un generico evento nelle medesime condizioni ambientali a cui non ci si è esposti in modo mirato precedentemente (anche se questo è solo il primo livello di un ipotetico heat training - che ovviamente non è accendere al massimo il riscaldamento indossando due maglioni, un cappotto e i guanti invernali e poi salire sui rulli)?
- di difficile applicazione e monitoraggio
Boh, un'idea dello stimolo ce l'hai, e parametri di risposta (anche soggettivi) un'idea di come stanno andando le cose te la danno (anche a prescindere dalla valutazione precisa dello stimolo - almeno al primo livello di un ipotetico heat training). Ma non sono qui per convincere nessuno :)
- di scarsi benefici per la maggior parte delle persone
Non sono del tutto d'accordo, ma accetto la tua osservazione.
Inoltre non mi piace la piega sensazionalistica che sta prendendo fra gli amatori, tanto è vero che questo stesso thread è stato aperto chiedendo se qualcuno ha provato L heat training. Dimostrando la solita mancanza di prospettiva su quelli che sono allenamenti da professionisti per guadagni marginali, o ultra specifici, e ciò che è applicabile a un amatore.
La domanda era un po' troppo generica, essendo heat training non un metodo in sé ma al limite una pratica tramite cui ottenere una serie di risposte allo stimolo. Che, a seconda di ciò a cui si fa riferimento, può non essere affatto marginale o ultra specifico.

Forse, quando se ne parla, sarebbe meglio definire prima in modo più preciso cosa si vorrebbe ottenere.
 
Ultima modifica:

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
710
824
42
Genova, Liguria, Italy
Visita sito
Bici
Orbea orca
Direi tutto corretto.
Ma questi aspetti funzionano esattamente allo stesso modo per me che devo "sopravvivere" al meglio possibile alla Fausto Coppi (granfondo a caso, citata solo perché solitamente molto calda e parecchio lunga). O per me che devo fare un mini viaggio estivo in bici, costretto ad espormi a qualche giorno di condizioni ambientali sfavorevoli.
Fisiologicamente c'è anche un effetto sul metabolismo dei carboidrati, aspetto che condiziona ovviamente la capacità di prestazione. E potenzialmente altri stimoli, sostanzialmente di compensazione, che hanno più senso (questi sì) in soggetti che hanno già ridotto la propria adattabilità allo stimolo allenante (come sempre l'esposizione mirata su periodi di durata sufficiente corregge la risposta acuta tramite modifica cronica di qualche aspetto).

Ora ci sono anche gli strumenti; e comunque, anche senza questi, non fai davvero cose a caso se monitori una serie di parametri di risposta, anche soggettivi. Se poi mi dici che senza una batteria di strumenti da laboratorio non puoi fare nulla lo accetto, ma non sono del tutto d'accordo.

Per questo si aggiunge in modo molto progressivo. E per questo può essere utile adattarvisi.

Anche 5 ore di allenamento sono verosimilmente controproducenti per la salute di alcuni individui. Ma detto così è un discorso un po' generico.

Quindi, come scritto, escluderesti sessioni progressive con stimolo termico aggiuntivo perché è potenzialmente dannoso, ma non ti preoccuperesti della partecipazione a un generico evento nelle medesime condizioni ambientali a cui non ci si è esposti in modo mirato precedentemente (anche se questo è solo il primo livello di un ipotetico heat training - che ovviamente non è accendere al massimo il riscaldamento indossando due maglioni, un cappotto e i guanti invernali e poi salire sui rulli)?

Boh, un'idea dello stimolo ce l'hai, e parametri di risposta (anche soggettivi) un'idea di come stanno andando le cose te la danno (anche a prescindere dalla valutazione precisa dello stimolo - almeno al primo livello di un ipotetico heat training). Ma non sono qui per convincere nessuno :)

Non sono del tutto d'accordo, ma accetto la tua osservazione.

La domanda era un po' troppo generica, essendo heat training non un metodo in sé ma al limite una pratica tramite cui ottenere una serie di risposte allo stimolo. Che, a seconda di ciò a cui si fa riferimento, può non essere affatto marginale o ultra specifico.

Forse, quando se ne parla, sarebbe meglio definire prima in modo più preciso a cosa si sta facendo riferimento.

Mi pare di aver argomentato sufficientemente nel dettaglio, oltre non aggiungerei nulla a ciò che ho detto. Io sono della mia idea, non dobbiamo essere tutti d'accordo per forza.

Ciao
 
  • Love
Reactions: andry96
22 Marzo 2007
4.407
3.121
Visita sito
Bici
human-powered
Mi pare di aver argomentato sufficientemente nel dettaglio, oltre non aggiungerei nulla a ciò che ho detto. Io sono della mia idea, non dobbiamo essere tutti d'accordo per forza.

Ciao
Comprendo il tuo approccio, e vedi la cosa più dal punto di vista medico e meno dal punto di vista della preparazione. Chiaro che poi ognuno debba trovare un punto di equilibrio adatto alla propria situazione, tenendo conto di entrambi gli aspetti e delle proprie esigenze. Motivo per cui "cagata" continua a sembrarmi un giudizio quantomeno frettoloso.
Ok se ritieni di non dover aggiungere altro, ciao a te e grazie per lo scambio :)
 

3NR1

Spingitore di cavalieri
27 Luglio 2011
888
278
martesania
Visita sito
Bici
titti
Ottimo è giusto sapere i pro e i contro di certe pratiche tra l'altro googlelando ho trovato queste info che non mi pare siano state citate:

L'heat training e l'allenamento in altura sono due metodi di allenamento che possono migliorare le prestazioni atletiche, ma hanno obiettivi e meccanismi diversi.
Heat Training:
- Obiettivo: migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni in condizioni di temperatura elevata.
- Meccanismo: l'allenamento al caldo induce adattamenti fisiologici che migliorano la capacità del corpo di regolare la temperatura e di trasportare ossigeno ai muscoli.
- Benefici: miglioramento della resistenza, della velocità e dell'agilità in condizioni di caldo.
Allenamento in Altura:
- Obiettivo: migliorare le prestazioni atletiche in condizioni di bassa pressione parziale di ossigeno.
- Meccanismo: l'allenamento in altura induce adattamenti fisiologici che migliorano la produzione di globuli rossi e la capacità di trasporto dell'ossigeno ai muscoli.
- Benefici: miglioramento della resistenza, della velocità e dell'agilità in condizioni di bassa quota e alta quota.
Differenze:
- L'heat training si concentra sulla tolleranza al caldo, mentre l'allenamento in altura si concentra sulla tolleranza all'ipossia (bassa concentrazione di ossigeno).
- L'heat training può essere fatto in condizioni di temperatura elevata a livello del mare, mentre l'allenamento in altura richiede di allenarsi ad altitudini elevate.
Somiglianze:
- Entrambi i metodi di allenamento possono migliorare le prestazioni atletiche attraverso adattamenti fisiologici.
- Entrambi possono essere utilizzati per migliorare la resistenza e la velocità.
In sintesi, l'heat training e l'allenamento in altura sono due metodi di allenamento diversi che possono essere utilizzati per migliorare le prestazioni atletiche in condizioni specifiche.


Considerando che è più facile per un amatore allenarsi al chiuso rispetto ad andare in altura o avere una tenda ipobarica sembra essere una alternativa più accessibile, inoltre il protocollo non prevede solo allenarsi con un maglione ma anche:

L'heat training può essere effettuato anche attraverso l'uso di sauna e bagni caldi. Ecco alcune informazioni:
Sauna:
- La sauna può essere utilizzata per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- La temperatura della sauna può variare tra 70-100°C.
- Le sedute di sauna possono durare da 15 a 30 minuti.
- È importante idratarsi prima, durante e dopo la seduta di sauna.
Bagni caldi:
- I bagni caldi possono essere utilizzati per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- La temperatura dell'acqua può variare tra 38-42°C.
- Le sedute di bagno caldo possono durare da 15 a 30 minuti.
- È importante idratarsi prima, durante e dopo la seduta di bagno caldo.
Differenze:
- La sauna è generalmente più calda dei bagni caldi.
- La sauna può essere più efficace per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- I bagni caldi possono essere più rilassanti e possono aiutare a ridurre lo stress e l'infiammazione.
Benefici:
- Miglioramento della tolleranza al caldo e delle prestazioni atletiche.
- Riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
- Miglioramento della resistenza e della velocità.
- Riduzione dello stress e dell'infiammazione.
In generale, sia la sauna che i bagni caldi possono essere utilizzati per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche. È importante scegliere il metodo che meglio si adatta alle proprie esigenze e preferenze.


Detto ciò è facile informarsi su internet o utilizzando AI sono d'accordo che sembra essere l'argomento del giorno infatti mi sembrava strano non avesse aperto ancora nessuno un post dedicato quindi l'ho fatto io ma quello che mi interessava soprattutto oltre alla teoria, facilmente reperibile, anche le esperienze personali.
 
Ultima modifica:

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
5.717
4.314
Visita sito
Bici
Pinifarina
Ottimo è giusto sapere i pro e i contro di certe pratiche tra l'altro googlelando ho trovato queste info che non mi pare siano state citate:

L'heat training e l'allenamento in altura sono due metodi di allenamento che possono migliorare le prestazioni atletiche, ma hanno obiettivi e meccanismi diversi.
Heat Training:
- Obiettivo: migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni in condizioni di temperatura elevata.
- Meccanismo: l'allenamento al caldo induce adattamenti fisiologici che migliorano la capacità del corpo di regolare la temperatura e di trasportare ossigeno ai muscoli.
- Benefici: miglioramento della resistenza, della velocità e dell'agilità in condizioni di caldo.
Allenamento in Altura:
- Obiettivo: migliorare le prestazioni atletiche in condizioni di bassa pressione parziale di ossigeno.
- Meccanismo: l'allenamento in altura induce adattamenti fisiologici che migliorano la produzione di globuli rossi e la capacità di trasporto dell'ossigeno ai muscoli.
- Benefici: miglioramento della resistenza, della velocità e dell'agilità in condizioni di bassa quota e alta quota.
Differenze:
- L'heat training si concentra sulla tolleranza al caldo, mentre l'allenamento in altura si concentra sulla tolleranza all'ipossia (bassa concentrazione di ossigeno).
- L'heat training può essere fatto in condizioni di temperatura elevata a livello del mare, mentre l'allenamento in altura richiede di allenarsi ad altitudini elevate.
Somiglianze:
- Entrambi i metodi di allenamento possono migliorare le prestazioni atletiche attraverso adattamenti fisiologici.
- Entrambi possono essere utilizzati per migliorare la resistenza e la velocità.
In sintesi, l'heat training e l'allenamento in altura sono due metodi di allenamento diversi che possono essere utilizzati per migliorare le prestazioni atletiche in condizioni specifiche.


Considerando che è più facile per un amatore allenarsi al chiuso rispetto ad andare in altura o avere una tenda ipobarica sembra essere una alternativa più accessibile, inoltre il protocollo non prevede solo allenarsi con un maglione ma anche:

L'heat training può essere effettuato anche attraverso l'uso di sauna e bagni caldi. Ecco alcune informazioni:
Sauna:
- La sauna può essere utilizzata per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- La temperatura della sauna può variare tra 70-100°C.
- Le sedute di sauna possono durare da 15 a 30 minuti.
- È importante idratarsi prima, durante e dopo la seduta di sauna.
Bagni caldi:
- I bagni caldi possono essere utilizzati per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- La temperatura dell'acqua può variare tra 38-42°C.
- Le sedute di bagno caldo possono durare da 15 a 30 minuti.
- È importante idratarsi prima, durante e dopo la seduta di bagno caldo.
Differenze:
- La sauna è generalmente più calda dei bagni caldi.
- La sauna può essere più efficace per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche.
- I bagni caldi possono essere più rilassanti e possono aiutare a ridurre lo stress e l'infiammazione.
Benefici:
- Miglioramento della tolleranza al caldo e delle prestazioni atletiche.
- Riduzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
- Miglioramento della resistenza e della velocità.
- Riduzione dello stress e dell'infiammazione.
In generale, sia la sauna che i bagni caldi possono essere utilizzati per migliorare la tolleranza al caldo e le prestazioni atletiche. È importante scegliere il metodo che meglio si adatta alle proprie esigenze e preferenze.


Detto ciò è facile informarsi su internet o utilizzando AI sono d'accordo che sembra essere l'argomento del giorno infatti mi sembrava strano non avesse aperto ancora nessuno un post dedicato quindi l'ho fatto io ma quello che mi interessava soprattutto oltre alla teoria, facilmente reperibile, anche le esperienze personali.

ho letto che i benefici sarebbero anche di diverso tipo...

le sessioni "calde" provocano una grande disidratazione. quando ci si reidrata dopo, i livelli plasmatici aumentano, il sangue si diluisce e il corpo ha la falsa impressione di avere una minore capacità di trasporto dell’ossigeno. ecco perché il rene invia un segnale al cervello affinché rilasci EPO endogena in modo naturale. così i livelli di emoglobina aumentano con la capacità di trasporto dell’ossigeno.
 
  • Mi piace
Reactions: 3NR1

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
710
824
42
Genova, Liguria, Italy
Visita sito
Bici
Orbea orca
ho letto che i benefici sarebbero anche di diverso tipo...

le sessioni "calde" provocano una grande disidratazione. quando ci si reidrata dopo, i livelli plasmatici aumentano, il sangue si diluisce e il corpo ha la falsa impressione di avere una minore capacità di trasporto dell’ossigeno. ecco perché il rene invia un segnale al cervello affinché rilasci EPO endogena in modo naturale. così i livelli di emoglobina aumentano con la capacità di trasporto dell’ossigeno.
Non ha una falsa impressione, se l'ematocrito scende per emodiluizione a parità di perfusione viene fornito davvero una minore quantità di ossigeno. Infatti l'eritropoiesi è stimolata proprio dall'ipossia.
 
Ultima modifica:
22 Marzo 2007
4.407
3.121
Visita sito
Bici
human-powered
ho letto che i benefici sarebbero anche di diverso tipo...

le sessioni "calde" provocano una grande disidratazione. quando ci si reidrata dopo, i livelli plasmatici aumentano, il sangue si diluisce e il corpo ha la falsa impressione di avere una minore capacità di trasporto dell’ossigeno. ecco perché il rene invia un segnale al cervello affinché rilasci EPO endogena in modo naturale. così i livelli di emoglobina aumentano con la capacità di trasporto dell’ossigeno.
Potenzialmente sì. Chiaramente serve una durata di esposizione adeguatamente lunga per avere un effetto. E quindi serve organizzare una progressione dello stimolo per renderlo sostenibile. Effetto utile che comunque è tendenzialmente meno rilevante in ambiente non caldo rispetto ad ambiente caldo. Per tutti questi (e altri) motivi ritenevo opportuno intendersi bene sull'effetto di cui si parla (più acuto/immediato, più di lungo periodo) invece di parlare genericamente di "heat training" (anche se può fare figo inserirlo nel discorso) :)
 

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
710
824
42
Genova, Liguria, Italy
Visita sito
Bici
Orbea orca
Comprendo il tuo approccio, e vedi la cosa più dal punto di vista medico e meno dal punto di vista della preparazione. Chiaro che poi ognuno debba trovare un punto di equilibrio adatto alla propria situazione, tenendo conto di entrambi gli aspetti e delle proprie esigenze. Motivo per cui "cagata" continua a sembrarmi un giudizio quantomeno frettoloso.
Ok se ritieni di non dover aggiungere altro, ciao a te e grazie per lo scambio :)

No no, io vedo l'heat training anche il punto di vista della preparazione, solo che mi piace ancora meno che da quello medico.
Le risorse di un atleta non sono infinite e se inserisci stress (specie così grandi per quanto graduali e programmati su una progressione) accorci la coperta delle risorse, che significa per forza tagliare dell'altro con i risultati che da questo altro (volume, intensità, frequenza) avresti potuto ottenere. Per questo trovo che anche a livello di programmazione abbia un campo di applicazione molto ristretto primariamente volto alla preparazione per gare in ambienti caldi.
 
  • Mi piace
Reactions: LIUL
22 Marzo 2007
4.407
3.121
Visita sito
Bici
human-powered
Le risorse di un atleta non sono infinite e se inserisci stress (specie così grandi per quanto graduali e programmati su una progressione) accorci la coperta delle risorse, che significa per forza tagliare dell'altro con i risultati che da questo altro (volume, intensità, frequenza) avresti potuto ottenere.
La preparazione è sempre un compromesso. Continuo a pensare che sia peggio dover affrontare certe condizioni ambientali (che ti richiedono di tollerare quello stress in più che hai trascurato, e/o che condizionano la capacità di prestazione che avresti potenzialmente a disposizione) senza sufficiente esposizione pregressa (lasciando un attimo da parte gli adattamenti di più lungo periodo). Poi ovviamente dipende dal caso particolare.
Per questo trovo che anche a livello di programmazione abbia un campo di applicazione molto ristretto primariamente volto alla preparazione per gare in ambienti caldi.
Situazioni in cui c'è (in primis) competizione fra dissipazione di calore e trasporto di ossigeno ai muscoli attivi a intensità elevata (gare in ambienti caldi) li hai per svariati mesi l'anno.
Comunque non deve piacerti per forza, sei libero di non adottarlo o non considerarlo :)
 

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
710
824
42
Genova, Liguria, Italy
Visita sito
Bici
Orbea orca
La preparazione è sempre un compromesso.
Naturalmente, ma vanno fatti bene i conti su cosa sacrifichi e deve valerne la pena, e più sacrifichi condizionamento generale per uno specifico, più questo diventa vero.
Comunque non deve piacerti per forza, sei libero di non adottarlo o non considerarlo :)
Non mi piace e si è capito, quello che mi piace ancora meno è il taglio che come sempre prendono queste novità del momento... come l'uso dei nitrati o del bicarbonato di sodio e altre numerose escamotage dalle evidenze deboli e dal livello di raccomendazione basso. l'anno prossimo nessuno parlerà più di heat training, magari saranno tutti impegnati a fare allenamenti a 20 rpm di cadenza.
 
Ultima modifica:
  • Wow
Reactions: andry96
22 Marzo 2007
4.407
3.121
Visita sito
Bici
human-powered
l'anno prossimo nessuno parlerà più di heat training
Comunque non è una moda del momento. Magari lo è l'uso del termine, ma ciò che viene fatto per allenarsi e competere in condizioni ambientali caratterizzate da temperatura abbastanza elevata da influire sulla prestazione non è assolutamente una novità e continuerà ad essere un elemento rilevante (nei suoi vari aspetti: acclimatazione, strategie comportamentali acute, gestione dell'idratazione, adattamenti specifici).
 
Ultima modifica:

TICR

Cronoman
7 Settembre 2025
759
618
44
Piemonte
Visita sito
Bici
Pinarello
Io è da questa primavera che almeno una sessione a settimana di heat training la faccio, tendenzialmente lavori in Vo2max, non so quantificare i vantaggi, ma trovo che mi da quel qualcosa in più. Sicuramente ho migliorato il mio adattamento al calore, mai come quest’anno trovo più facile tenere in strada valori massimali sui 10/15/20 minuti simili a quelli che tengo sui rulli.
 

LIUL

Apprendista Scalatore
2 Gennaio 2017
2.549
1.420
Visita sito
Bici
bo
Io è da questa primavera che almeno una sessione a settimana di heat training la faccio, tendenzialmente lavori in Vo2max, non so quantificare i vantaggi, ma trovo che mi da quel qualcosa in più. Sicuramente ho migliorato il mio adattamento al calore, mai come quest’anno trovo più facile tenere in strada valori massimali sui 10/15/20 minuti simili a quelli che tengo sui rulli.
premetto che non sono un preparatore ma io non farei lavori impegnativi come vo2max nelle sessioni heat, sono lavori che già da soli producono molto stress sul corpo, se proprio vuoi fare heat fallo in allenamenti sotto al medio. Solitamente in strada si hanno valori più alti rispetto all'indoor magari hai due strumenti diversi?
 

TICR

Cronoman
7 Settembre 2025
759
618
44
Piemonte
Visita sito
Bici
Pinarello
premetto che non sono un preparatore ma io non farei lavori impegnativi come vo2max nelle sessioni heat, sono lavori che già da soli producono molto stress sul corpo, se proprio vuoi fare heat fallo in allenamenti sotto al medio. Solitamente in strada si hanno valori più alti rispetto all'indoor magari hai due strumenti diversi?

Ho i pedali sulla bdc e il rullo smart ma come precisione siamo li, difficilmente percettibile.

Più o meno non noto differenze tra i valori in strada e indoor, spesso alcuni valori li scopro prima indoor e poi li replico su strada. Più che altro perché indoor a mio avviso è più facile testare un limite, su strada tendenzialmente tendi a non strafare perchè se salti non basta proprio smettere di pedalare e iniziare il defaticamento.

Io ho trovato vantaggi proprio su sessioni in Vo2 max, l’unica cosa che ho notato è il battito più alto. Attenzione, sessioni in Vo2 max non vuol dire un ora a Vo2max ma lavori in quella zona.
 

LIUL

Apprendista Scalatore
2 Gennaio 2017
2.549
1.420
Visita sito
Bici
bo
Io ho trovato vantaggi proprio su sessioni in Vo2 max, l’unica cosa che ho notato è il battito più alto. Attenzione, sessioni in Vo2 max non vuol dire un ora a Vo2max ma lavori in quella zona.
se ci stai un'ora non è vo2max, puoi arrivare a 5 7 minuti in un'unica ripetuta. Il fatto che i battiti siano più alti è un segnale che lo stress indotto dal calore va cmq ad alterare i tuoi valori, probabilmente in condizioni normali riusciresti a tenere qualche watt in più o più a lungo
quante ore fai a settimana? secondo me per chi fa un volume sotto le 15 18 ore a settimana inserire heat à a bassa intensità non ha molto senso, come lo fai tu in z5 non ne ho mai sentito parlare quindi non saprei
 

TICR

Cronoman
7 Settembre 2025
759
618
44
Piemonte
Visita sito
Bici
Pinarello
Dipende dal tempo, in estate anche 18/20 ore. Ora che le giornate si accorciano poco più di 10 con 4 giorni sul rulli e 3 fuori.

In heat training faccio la solita oretta con 3 ripetute da 5/6 minuti in Vo2 max. Chiaro che non mi faccio un’ora a 300 watt medi ;)

In alternativa 3 ripetute in over/under da 6 minuti (2 minuti 95% - 2 minuti al 110% e 2 al 100%) con 5 di recupero.

Per me il miglior risultato in heat traning lo hai appunto se apri un poco. Io mi trovo bene, appunto trovo più facilità a replicare su strada.
 

lonato69

via col vento
18 Settembre 2025
27
42
56
calvisano
Visita sito
Bici
colnago v4rs
anni fa si parlava di vantaggi simili a quelli dell'heat training indotti dalla donazione di sangue. Ovvero, gli atleti (amatori ovviamente) che donavano sangue e reintegravano subito tutti i liquidi persi avevano una risposta simile in termini di ematocrito et similia. Ora in realtà è da un po' che non se ne parla più, neanche a livello di letteratura
 

LIUL

Apprendista Scalatore
2 Gennaio 2017
2.549
1.420
Visita sito
Bici
bo
anni fa si parlava di vantaggi simili a quelli dell'heat training indotti dalla donazione di sangue. Ovvero, gli atleti (amatori ovviamente) che donavano sangue e reintegravano subito tutti i liquidi persi avevano una risposta simile in termini di ematocrito et similia. Ora in realtà è da un po' che non se ne parla più, neanche a livello di letteratura
a me hanno sempre detto di evitare donazioni nel periodo agonistico, se ti prelevano 4/500 ml hai un calo di ematocrito(anche importante)non il contrario, nella migliore delle ipotesi torni a regime dopo 2 settimane. Ben venga la donazione ma sicuramente non migliora le prestazioni