RIPETO: strada urbana si può stare affiancati.
fuori dai centri abitati vuol dire probabilmente strada extraurbana e quindi in fila indiana...
questo dice la legge...
poi possiamo discute se il codice è giusto o sbagliato, se le ciclabili esclusive sono belle o brutte ecc. ma un conto sono le opinioni, un conto sono i fatti.
se venite a dirmi che si devono usare obbligatoriamente le ciclopedonali è falso! se venite a dirmi che si deve andare sempre in fila indiana è falso!
il problema è che se non lo sappiamo noi, diretti interessati, come possiamo pretendere che lo sappiano anche gli altri utenti della strada per i quali siamo solo un intralcio????
le regole sono una cosa che serve per gli stupidi, per i soldati o per i delinquenti.
le persone per bene che capiscono qualcosa non hanno bisogno di regole.
il richiamo alle regole crea un grosso problema perché permette allo stupido e al delinquente di trincerare la propria stupidità o la propria malafede dietro a una regola. è come il discorso delle frecce, le frecce raramente servono a qualcosa, perché se uno non è scemo, sa che è parte di un sistema e si muove in modo da far capire in anticipo agli altri non scemi cosa starà per fare. quasi sempre non servono, servono a chi è distratto, a chi vuole guidare in modo pericoloso o a chi non capisce.
il tema dei ciclisti in fila indiana è identico. quello della fila indiana è un dispositivo che riguarda la fluidità del traffico nei tratti di corsie larghi almeno 3,25 metri (che in italia saranno 100km, in totale); in tutti gli altri milioni di km quello che conta è il 131, che fa presente l'ovvio e cioè "effettuare il sorpasso in sicurezza". se vuoi effettuare il sorpasso in sicurezza, quindi rispettando una norma di sicurezza (che è più importante rispetto a quelle di scorrimento), i ciclisti li vuoi affiancati, perché a te comunque serve l'altra corsia libera e più son compatti i ciclisti, prima finisci il sorpasso.
è che il codice della strada scritto male crea confusione, perché le regole servono a chi già di suo è piuttosto duro di comprendonio (o è in guerra, e non ha tempo per pensare), se però le regole sono confuse, contraddittorie e richiedono un livello di alfabetizzazione che in italia raggiunge il 70emo percentile, se va bene, ovviamente fai un pastrocchio.
è come l'automobilista che fa le rotonde nella corsia esterna: è uno che non pensa, non ragiona. e se hai in strada gente così, perché la patente gliel'hai data, poi il codice lo devi scrivere in modo che sia comprensibile da questi rintronati.
la fila indiana è una norma idiota perché quello che leggono 2 italiani su 3 è "i ciclisti devono stare in fila così riesco a superarli restando nella mia corsia". poi ci son quelli che manco la leggono la norma. e quella del metro e mezzo è scritta in modo altrettanto stupido (in coerenza con la situazione ministeriale attuale).
purtroppo il tema delle regole deve stare fuori dal racconto della viabilità, perché la regola (compresa o non compresa, chiara o contraddittoria) è un vessillo dietro al quale si possono nascondere gli scemi, e di patenti agli scemi ne abbiamo date troppe.
non è permettendo a uno scemo di non ragionare che si fa funzionare un sistema complesso, ma armandosi di pazienza e spiegandogli il perché delle cose, visto che da solo non c'arriva. o evitando di dargli la patente.