automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)

bonny92

Scalatore
16 Luglio 2017
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Franciacorta, oddio un pò più in giù!
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E il numero di mezzo circolanti e il traffico di quell'epoca...che poi i limiti di velocità tanto non li rispetta comunque nessuno.

Ma se sabato prometti di aspettarmi ti do ragione fin da subito :mrgreen:
La fisica poi non credo sia cambiata negli ultimi 3 decenni soprattutto :yoga:
 
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Enea96

Apprendista Passista
31 Luglio 2016
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Canyon CF Sl disc 7.0
E il numero di mezzo circolanti e il traffico di quell'epoca...che poi i limiti di velocità tanto non li rispetta comunque nessuno.

Ma se sabato prometti di aspettarmi ti do ragione fin da subito :mrgreen:
Chiaro che non fai i 150 sulla a22 a ferragosto, ma con autostrada mediamente libera non vedo il problema di avere il limite a 150, o almeno, non è un limite "tecnico" di sicurezza, non con le auto moderne. Chiaro sarebbe fare ulteriore affidamento sul buonsenso dell'automobilista medio, in tal caso già i 130 sono decisamente troppi (e infatti all'estero, in europa, trovi spesso i 120 come limite masssimo).

Ps. sabato facile che mi aspetterai tu :wacko:
 

Marmuel

Velocista
5 Novembre 2022
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Non credo si possa definire identica violazione.
L'auto non ti permette di vedere se la strada è sgombra e quindi passare con il rosso non comporta rischi (ma solo un'infrazione del codice).
Ecco perchè sono palesemente situazioni con un grado di pericolo molto differente.
Detto questo, io mi fermo con il rosso sia in bici che a piedi, e spesso riprendo i pedoni che attraversano, dicendo lor a voce alta che poi non si lamentino dei ciclisti se fanno altrettanto.
Anche se dentro ad un abitacolo con visuale più ridotta che in bici, conosco incroci semaforici (alcuni a T) che in certi orari sono praticamente deserti e con visuale molto molto ampia. Tanto che potrebbe passare con il rosso non soltanto un’auto, ma più di una prima di vedere una macchina in lontananza, e farlo con margini notevoli di sicurezza per tutti. Non ci sono abitazioni o altre intersezioni, nulla, solo le strade e le macchine possono arrivare da due sole direzioni. Tale incrocio di notte ha il semaforo giallo lampeggiante e le macchine si regolano seguendo il diritto di precedenza. Non è mai capitato un incidente in queste condizioni.

E nonostante questo non ho mai visto macchine “bucare” l’incrocio con il rosso ma soltanto ciclisti. Ciclisti che quasi certamente in macchina non passano con il rosso in quel punto. Quindi la variabile a far cambiare comportamento all’utente della strada è il mezzo di locomozione che guida, in questo caso.

Sul perché si possono avanzare e cercare di trovare teorie più o meno generali ma non generiche. L’unica cosa che l’utente della strada che fa questo dimentica è:
Il codice della strada è come un linguaggio: è quell'insieme di regole che permette di stare tutti insieme senza questioni e incidenti per usufruire di un bene comune. E capirsi. Al netto dell’Olanda o altri che concedono alcune cose, perché renderlo discrezionale?

Il motivo per cui un ciclista non dovrebbe non è né nelle presunte responsabilità che si prende credendo di far danno solo a sé, né nel fatto che il danno comunque causato ad un veicolo sarebbe minore, in caso di incidente. La vera responsabilità è capire che per stare in quella cosa che si chiama strada bisogna parlare lo stesso linguaggio. Se tutti fossero discrezionali, convinti anche in buona fede (e non c’è cosa peggiore) di non far male a nessuno con le loro “licenze”, sarebbe il caos.

È una gran cosa poter disporre del libero arbitrio, ma per favore non dove qualcuno ha cercato di mettere ordine con regole, che sono a volte astruse, ingiuste, ingiustificate, etc., ma non vanno annullate dai comportamenti del singolo, che le fa diventare inutili o utili solo per giustificare le proprie scelte.
 

Pingolo

Pignone
18 Gennaio 2024
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Son limiti messi lì 30 anni fa tipo, con le gomme e i freni di quegli anni.
Son limiti messi lì 30 anni fa, quando per strada si moriva come mosche.
Ora abbiamo macchine migliori, e con quelle e i limiti di 30 anni fa si muore molto meno (almeno quando i limiti vengono rispettati).

Ma potremmo applicare il tuo ragionamento anche al video qui sopra: la velocità da tenere sorpassando i ciclisti con le macchine di oggi può essere aumentata, e la distanza cui passare ridotta. Che ne dici?
 
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Andrè86

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5 Giugno 2020
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Vedi....ti stai giustificando come ciclista......quindi ho ragione a dire che i ciclisti tendono a giustificare se stessi e gli altri ciclisti....
No, giustifico quei comportamenti che pur essendo irregolari per il Cds, non comportano particolari rischi per se stessi e per gli altri. I ciclisti che passano col rosso in volata, o che bruciano gli stop senza neanche guardare non li giustifico per niente. Quelli che non si fermano mai sulle strisce per far passare i pedoni, o che sfrecciano sulle ciclopedonali a tutta velocità sfiorando le persone a piedi e tagliando la strada ai ciclisti più lenti meno ancora!
 

bach7

Velocista
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Anche se dentro ad un abitacolo con visuale più ridotta che in bici, conosco incroci semaforici (alcuni a T) che in certi orari sono praticamente deserti e con visuale molto molto ampia. Tanto che potrebbe passare con il rosso non soltanto un’auto, ma più di una prima di vedere una macchina in lontananza, e farlo con margini notevoli di sicurezza per tutti. Non ci sono abitazioni o altre intersezioni, nulla, solo le strade e le macchine possono arrivare da due sole direzioni. Tale incrocio di notte ha il semaforo giallo lampeggiante e le macchine si regolano seguendo il diritto di precedenza. Non è mai capitato un incidente in queste condizioni.

E nonostante questo non ho mai visto macchine “bucare” l’incrocio con il rosso ma soltanto ciclisti. Ciclisti che quasi certamente in macchina non passano con il rosso in quel punto. Quindi la variabile a far cambiare comportamento all’utente della strada è il mezzo di locomozione che guida, in questo caso.

Sul perché si possono avanzare e cercare di trovare teorie più o meno generali ma non generiche. L’unica cosa che l’utente della strada che fa questo dimentica è:
Il codice della strada è come un linguaggio: è quell'insieme di regole che permette di stare tutti insieme senza questioni e incidenti per usufruire di un bene comune. E capirsi. Al netto dell’Olanda o altri che concedono alcune cose, perché renderlo discrezionale?

Il motivo per cui un ciclista non dovrebbe non è né nelle presunte responsabilità che si prende credendo di far danno solo a sé, né nel fatto che il danno comunque causato ad un veicolo sarebbe minore, in caso di incidente. La vera responsabilità è capire che per stare in quella cosa che si chiama strada bisogna parlare lo stesso linguaggio. Se tutti fossero discrezionali, convinti anche in buona fede (e non c’è cosa peggiore) di non far male a nessuno con le loro “licenze”, sarebbe il caos.

È una gran cosa poter disporre del libero arbitrio, ma per favore non dove qualcuno ha cercato di mettere ordine con regole, che sono a volte astruse, ingiuste, ingiustificate, etc., ma non vanno annullate dai comportamenti del singolo, che le fa diventare inutili o utili solo per giustificare le proprie scelte.
Tutto giusto e condivisibile. Ma quanti di voi/noi non hanno mai disatteso il codice della strada, di proposito o meno, per distrazione o necessità? E non faccio ovviamente distinzione tra ciclisti, pedoni o automobilisti.

Mi vanto di saper stare in strada ma di certo non sono un santo ne tanto meno infallibile.

Se mi permetto di fare lo "sceriffo" in strada non è perché mi senta migliore degli altri, ma semplicemente perché ci sono errori ed errori, e a fare la differenza sono le conseguenze del proprio errore.

Lascio "tranquillamente" che uno si distragga al cellulare fermo al semaforo, facendo perdere tempo preziondo al semaforo, ma guai (in senso letterale) se lo fai in movimento sulla bici (sto parlando dei miei amici ciclisti).

Non accettare che si commentano errori alla guida (di qualsiasi mezzo) è utopistico.

Un po' come pretendere che non ci siano incidenti sul lavoro. Il rischio nullo non esiste quando c'è l'uomo o la natura di mezzo. Quindi è necessario prestare massima attenzione su quelle condotte più pericolose, "concedendo" qualcosa a quelle meno dannose.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Tutto giusto e condivisibile. Ma quanti di voi/noi non hanno mai disatteso il codice della strada, di proposito o meno, per distrazione o necessità? E non faccio ovviamente distinzione tra ciclisti, pedoni o automobilisti.

Mi vanto di saper stare in strada ma di certo non sono un santo ne tanto meno infallibile.

Se mi permetto di fare lo "sceriffo" in strada non è perché mi senta migliore degli altri, ma semplicemente perché ci sono errori ed errori, e a fare la differenza sono le conseguenze del proprio errore.

Lascio "tranquillamente" che uno si distragga al cellulare fermo al semaforo, facendo perdere tempo preziondo al semaforo, ma guai (in senso letterale) se lo fai in movimento sulla bici (sto parlando dei miei amici ciclisti).

Non accettare che si commentano errori alla guida (di qualsiasi mezzo) è utopistico.

Un po' come pretendere che non ci siano incidenti sul lavoro. Il rischio nullo non esiste quando c'è l'uomo o la natura di mezzo. Quindi è necessario prestare massima attenzione su quelle condotte più pericolose, "concedendo" qualcosa a quelle meno dannose.
Chiaramente il mio non era un discorso utopistico fine a se stesso: lo scarto tra una norma ed i comportamenti messi in atto per aderire alla norma stessa, come hai detto, anche in altri campi, è spesso evidente e non esiste il rischio zero.

La questione che ponevo era più di filosofia del diritto: porsi verso il rispetto del codice della strada non per evitare sanzioni o migliorare la propria condizione, ma farlo per gli altri. Il nocciolo è tutto lì: quando ti stai fermando ad un semaforo non lo fai solo per te. Il primo motivo è per gli altri e perché vuoi che gli altri facciano altrettanto con te. Le azioni che mettiamo in atto vengono dai pensieri, prima di compierle dobbiamo pensarle. Lo scarto tra ideale e reale è tutto lì.

Nessuno è perfetto, soprattutto quando entrano in gioco altri fattori come la distrazione, la scarsa capacità di valutare un pericolo o gli effetti di una determinata azione, ma pensare prima di agire può fare la differenza.

Per esempio la persona che mi ha caricato sul cofano girando a sinistra perché non mi aveva visto abbagliata dal sole, se la stessa non mi avesse visto perché al telefono, sono due situazioni che producono lo stesso effetto e anche hanno la stessa responsabilità, ma il pensiero alla base dell’azione compiuta dall’automobilista è diverso. Scegliere di guardare lo schermo ed ignorare la strada, è diverso dal pensare che avrebbe potuto portarsi gli occhiali da sole per guidare più in sicurezza.
 
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pianpianello

Gregario
19 Dicembre 2020
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cancello a pedali
Avevo già scritto un post sui motivi per cui un ciclista sceglie di passare col rosso, e i motivi principali sono:

- meteorologici (una bici non ha aria condizionata o riscaldamento, fermarsi è più fastidioso)
- per mantenere inerzia (le ripartenze sono molto più lente e fastidiose rispetto ai veicoli)
- legislativi (una bici non è percepita come un vero veicolo, non serve patente, non è identificata con targa...)

I veicoli sono sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso scopo, non si può paragonare un auto da 100 cavalli che riparte da ferma ad uno stop con un ciclista che riparte da fermo col piede a terra. Nemmeno le strade sono tutte uguali, esistono strade con corsie larghissime, e strade di campagna e montagna dove se si incrociano due macchine non ci passano.

Scommetto che qui moltissimi trovano stupido viaggiare in autostrada incollati al paraurti della macchina precedente, però pochi trovano stupido vedere due ciclisti viaggiare a 40 km/h, uno a ruota dell'altro.

Scommetto che molti si scandalizzano se al rinnovo della patente ti fanno passare anche se ci vedi 7 decimi e sei un vecchio rincoglionito, ma magari molti si dimenticano che in bici questi obblighi manco ci sono, esci anche senza occhiali, pure con l'alzheimer, e pure col sudore che ti va negli occhi.

Non c'è parità tra i veicoli e le situazioni non sono tutte uguali, quindi è inutile fare paragoni o parlare in generale.
 

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Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
Avevo già scritto un post sui motivi per cui un ciclista sceglie di passare col rosso, e i motivi principali sono:

- meteorologici (una bici non ha aria condizionata o riscaldamento, fermarsi è più fastidioso)
- per mantenere inerzia (le ripartenze sono molto più lente e fastidiose rispetto ai veicoli)
- legislativi (una bici non è percepita come un vero veicolo, non serve patente, non è identificata con targa...)

I veicoli sono sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso scopo, non si può paragonare un auto da 100 cavalli che riparte da ferma ad uno stop con un ciclista che riparte da fermo col piede a terra. Nemmeno le strade sono tutte uguali, esistono strade con corsie larghissime, e strade di campagna e montagna dove se si incrociano due macchine non ci passano.

Scommetto che qui moltissimi trovano stupido viaggiare in autostrada incollati al paraurti della macchina precedente, però pochi trovano stupido vedere due ciclisti viaggiare a 40 km/h, uno a ruota dell'altro.

Scommetto che molti si scandalizzano se al rinnovo della patente ti fanno passare anche se ci vedi 7 decimi e sei un vecchio rincoglionito, ma magari molti si dimenticano che in bici questi obblighi manco ci sono, esci anche senza occhiali, pure con l'alzheimer, e pure col sudore che ti va negli occhi.
Quindi continuiamo col giustificare i ciclisti a infrangere il CDS..... bravissimi.....ci si incazza quando un automobilista infrange il CDS anche senza mettere la nostra vita in pericolo però loro non possono incazzarsi quando un ciclista passa col rosso........poi non lamentiamoci se gli automobilisti ci odiano, complimenti!!!
 
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Andrè86

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5 Giugno 2020
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- meteorologici (una bici non ha aria condizionata o riscaldamento, fermarsi è più fastidioso)
- per mantenere inerzia (le ripartenze sono molto più lente e fastidiose rispetto ai veicoli)
- legislativi (una bici non è percepita come un vero veicolo, non serve patente, non è identificata con targa...)
Aggiungerei anche la sicurezza, nel contesto italiano in cui la casa avanzata per bici è molto rara, si può trovare giusto in alcuni incroci semaforici nelle grandi città, passare col rosso è sicuro, in alcuni casi anche più sicuro che attendere il verde. Non ci sono statistiche ufficiali in merito, ma se andiamo a vedere le cronache quotidiane dei ciclisti investiti e uccisi o gravemente feriti, non ce n'è quasi nessuno che sia stato travolto mentre passava col rosso.
Mentre ci sono stati non pochi casi di ciclisti schiacciati da mezzi pesanti mentre ripartivano col verde. Senza considerare gli incidenti con conseguenze più lievi, che non arrivano alle cronache nazionali, causati da automobilisti che al verde girano a destra o a sinistra senza curarsi di eventuali ciclisti affiancati. Partire poco prima che scatti il verde, e prendersi 20-30 metri di distacco dai mezzi motorizzati, ci rende molto più visibili.
E sticazzi se qualche automobilista ci manda a quel paese, anzi meglio, vuol dire che ci ha notato e non ci metterà sotto.
 
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RicktheQuick

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wilier zero.7,wilier 501
stare affiancati non vuol dire automaticamente ostacolare il traffico...

tecnicamente dipende da tante altre condizioni.
stare affiancati vuol dire automaticamente AGEVOLARE il traffico. il traffico di quelli che intendono rispettare le normative di sicurezza che sono dentro al codice.
il traffico dei pirati della strada lo ostacola, è vero.
 

RicktheQuick

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2013
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RIPETO: strada urbana si può stare affiancati.

fuori dai centri abitati vuol dire probabilmente strada extraurbana e quindi in fila indiana...

questo dice la legge...

poi possiamo discute se il codice è giusto o sbagliato, se le ciclabili esclusive sono belle o brutte ecc. ma un conto sono le opinioni, un conto sono i fatti.

se venite a dirmi che si devono usare obbligatoriamente le ciclopedonali è falso! se venite a dirmi che si deve andare sempre in fila indiana è falso!

il problema è che se non lo sappiamo noi, diretti interessati, come possiamo pretendere che lo sappiano anche gli altri utenti della strada per i quali siamo solo un intralcio????
le regole sono una cosa che serve per gli stupidi, per i soldati o per i delinquenti.
le persone per bene che capiscono qualcosa non hanno bisogno di regole.

il richiamo alle regole crea un grosso problema perché permette allo stupido e al delinquente di trincerare la propria stupidità o la propria malafede dietro a una regola. è come il discorso delle frecce, le frecce raramente servono a qualcosa, perché se uno non è scemo, sa che è parte di un sistema e si muove in modo da far capire in anticipo agli altri non scemi cosa starà per fare. quasi sempre non servono, servono a chi è distratto, a chi vuole guidare in modo pericoloso o a chi non capisce.

il tema dei ciclisti in fila indiana è identico. quello della fila indiana è un dispositivo che riguarda la fluidità del traffico nei tratti di corsie larghi almeno 3,25 metri (che in italia saranno 100km, in totale); in tutti gli altri milioni di km quello che conta è il 131, che fa presente l'ovvio e cioè "effettuare il sorpasso in sicurezza". se vuoi effettuare il sorpasso in sicurezza, quindi rispettando una norma di sicurezza (che è più importante rispetto a quelle di scorrimento), i ciclisti li vuoi affiancati, perché a te comunque serve l'altra corsia libera e più son compatti i ciclisti, prima finisci il sorpasso.

è che il codice della strada scritto male crea confusione, perché le regole servono a chi già di suo è piuttosto duro di comprendonio (o è in guerra, e non ha tempo per pensare), se però le regole sono confuse, contraddittorie e richiedono un livello di alfabetizzazione che in italia raggiunge il 70emo percentile, se va bene, ovviamente fai un pastrocchio.
è come l'automobilista che fa le rotonde nella corsia esterna: è uno che non pensa, non ragiona. e se hai in strada gente così, perché la patente gliel'hai data, poi il codice lo devi scrivere in modo che sia comprensibile da questi rintronati.

la fila indiana è una norma idiota perché quello che leggono 2 italiani su 3 è "i ciclisti devono stare in fila così riesco a superarli restando nella mia corsia". poi ci son quelli che manco la leggono la norma. e quella del metro e mezzo è scritta in modo altrettanto stupido (in coerenza con la situazione ministeriale attuale).

purtroppo il tema delle regole deve stare fuori dal racconto della viabilità, perché la regola (compresa o non compresa, chiara o contraddittoria) è un vessillo dietro al quale si possono nascondere gli scemi, e di patenti agli scemi ne abbiamo date troppe.
non è permettendo a uno scemo di non ragionare che si fa funzionare un sistema complesso, ma armandosi di pazienza e spiegandogli il perché delle cose, visto che da solo non c'arriva. o evitando di dargli la patente.
 
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RicktheQuick

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Con tutto il rispetto trovo che queste affermazioni siano delle iperboli, viviamo nel 2025 non nel rinascimento.....non bisogna condannare l'auto in se ma l'abuso che si fa dell'auto, magari a Milano in certi casi si potrebbe vivere senza auto ma nella maggior parte dei casi no, l'auto serve anche per andare a farci la spesa, andare in ospedale per delle visite, andare ad assistere genitori anziani, non solo per diletto........l'auto non deve essere un privilegio!!! Se mi permetti voglio andare a farmi la spesa, non farla davanti a uno schermo, voglio andare dal mio meccanico non solo e sempre comprare online, l'uomo è un animale sociale che ha bisogno di interagire con gli altri esseri umani, mi rifiuto di sottostare agli orari del trasporto urbano, sarà che non abito in una metropoli ma per me l'auto è indispensabile e non sopporto la demonizzazione di quest'ultima.....
l'abuso che si fa dell'auto...
abbiamo 38 milioni di patenti e 40 milioni tra auto e gipponi.
usiamo veicoli da più di 1300kg per spostare 1,3 persone. cosa c'è di più abuso che spostare 1 tonnellata di ferro a persona per andare in giro? l'uso di quelle auto (e gipponi) che usiamo oggi è al 95% un abuso, che i km percorsi in 3 in auto (figurarsi in 5, dico solo in 3) è facile che non arrivino all'1% del totale dei km percorsi in auto in italia.
 
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Ammiraglia
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l'abuso che si fa dell'auto...
abbiamo 38 milioni di patenti e 40 milioni tra auto e gipponi.
usiamo veicoli da più di 1300kg per spostare 1,3 persone. cosa c'è di più abuso che spostare 1 tonnellata di ferro a persona per andare in giro? l'uso di quelle auto (e gipponi) che usiamo oggi è al 95% un abuso, che i km percorsi in 3 in auto (figurarsi in 5, dico solo in 3) è facile che non arrivino all'1% del totale dei km percorsi in auto in italia.
Quindi suggerisci di aumentare il prezzo delle auto in modo che diventi un privilegio per pochi? Da cone scrivi non credo tu abbia una famiglia di 4 persone con magari 2 bambini e abiti in un piccolo comune distante da una grossa città !!! Ci si dimentica che non tutti abitano in grossi centri urbani, anzi penso siano molte di più le persone che non sono servite da un trasporto pubblico capillare ed efficiente......
 

RicktheQuick

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In caso di incidente l'assicurazione dell'automobilista ci sguazzerebbe......il fatto che non sussista l'obbligo non implica il non utilizzo a prescindere.
in caso di incidente l'assicurazione sguazza nella merda perché l'assicurazione si premura di intervenire in caso di danni a cose o persone da parte di chi è causa dell'incidente. il ciclista che sta sul bordo della strada non fa niente per rendere possibile l'incidente, manco se evita una ciclabile (figurarsi una ciclopedonale). al massimo prende una multa il ciclista, ma l'incidente sta in capo all'automobilista. è la solita storia di quello che colpisce l'auto parcheggiata in mezzo alla strada. quello che ha parcheggiato piglia la multa, ma l'incidente l'ha fatto l'altro.
 
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Marmuel

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le regole sono una cosa che serve per gli stupidi, per i soldati o per i delinquenti.
le persone per bene che capiscono qualcosa non hanno bisogno di regole.

il richiamo alle regole crea un grosso problema perché permette allo stupido e al delinquente di trincerare la propria stupidità o la propria malafede dietro a una regola. è come il discorso delle frecce, le frecce raramente servono a qualcosa, perché se uno non è scemo, sa che è parte di un sistema e si muove in modo da far capire in anticipo agli altri non scemi cosa starà per fare. quasi sempre non servono, servono a chi è distratto, a chi vuole guidare in modo pericoloso o a chi non capisce.

il tema dei ciclisti in fila indiana è identico. quello della fila indiana è un dispositivo che riguarda la fluidità del traffico nei tratti di corsie larghi almeno 3,25 metri (che in italia saranno 100km, in totale); in tutti gli altri milioni di km quello che conta è il 131, che fa presente l'ovvio e cioè "effettuare il sorpasso in sicurezza". se vuoi effettuare il sorpasso in sicurezza, quindi rispettando una norma di sicurezza (che è più importante rispetto a quelle di scorrimento), i ciclisti li vuoi affiancati, perché a te comunque serve l'altra corsia libera e più son compatti i ciclisti, prima finisci il sorpasso.

è che il codice della strada scritto male crea confusione, perché le regole servono a chi già di suo è piuttosto duro di comprendonio (o è in guerra, e non ha tempo per pensare), se però le regole sono confuse, contraddittorie e richiedono un livello di alfabetizzazione che in italia raggiunge il 70emo percentile, se va bene, ovviamente fai un pastrocchio.
è come l'automobilista che fa le rotonde nella corsia esterna: è uno che non pensa, non ragiona. e se hai in strada gente così, perché la patente gliel'hai data, poi il codice lo devi scrivere in modo che sia comprensibile da questi rintronati.

la fila indiana è una norma idiota perché quello che leggono 2 italiani su 3 è "i ciclisti devono stare in fila così riesco a superarli restando nella mia corsia". poi ci son quelli che manco la leggono la norma. e quella del metro e mezzo è scritta in modo altrettanto stupido (in coerenza con la situazione ministeriale attuale).

purtroppo il tema delle regole deve stare fuori dal racconto della viabilità, perché la regola (compresa o non compresa, chiara o contraddittoria) è un vessillo dietro al quale si possono nascondere gli scemi, e di patenti agli scemi ne abbiamo date troppe.
non è permettendo a uno scemo di non ragionare che si fa funzionare un sistema complesso, ma armandosi di pazienza e spiegandogli il perché delle cose, visto che da solo non c'arriva. o evitando di dargli la patente.
Il problema grosso da aggiungere è che il 99% degli scemi non pensa di esserlo, anzi...

PS: comunque se la gente usasse le frecce mi sentirei comunque più sicuro :))):
 
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