News Tadej Pogačar farà la Vuelta

_palex_

Novellino
13 Ottobre 2025
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Orbea
Posso chiederti, per curiosità personale, da quanto segui il ciclismo, da quando guardi le corse e quante e quali corse guardi nell'anno?
Dai tempi del giro di Moser vinto su Fignon con la mitica crono che arrivava all’arena di Verona.
Guardo tutte le monumento, spesso in diretta integrale, seguo le corse di una settimana, Giro e Tour, e un po’ di Vuelta.
Devo confessare che dopo il caso Pantani a Madonna di Campiglio mi sono allontanato per diversi anni, per riprendere con media intensità ai tempi di Contador, Nibali e Froome.
Dal post Covid, 2021, seguo quasi tutto, compreso questo forum.
 

_palex_

Novellino
13 Ottobre 2025
21
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Orbea
Sono d’accordo con te al centomila per cento.

Il fatto è proprio questo: il ciclismo ha per le mani il più grande atleta dai tempi di Merckx e forse (probabilmente) della storia, eppure il sistema anziché sfruttare questa perla per rendere le corse elettrizzanti più che mai si sta piegando nei suoi confronti, preferendo avere lui sul gradino più podio a costo di avere una corsa noiosa piuttosto che avere una corsa pirotecnica ma che potrebbe potenzialmente vedere trionfare anche qualcun altro.
Non a caso le uniche corse veramente belle da vedere al momento sono rimaste Sanremo e Roubaix, le meno adatte a Tadej. Tutto il resto o quasi è noia…

Aggiungiamoci in più lo strapotere economico della squadra emiratina, che può contare su un budget quasi doppio rispetto alla Visma.
Se la UAE dovesse prendere Seixas ora in che modo ne guadagnerebbe lo spettacolo ad esempio?

Io penso che vista l’epoca d’oro di talenti in cui ci troviamo si potrebbe fare molto di meglio, ma ho la netta sensazione che l’UCI, gli organizzatori delle corse ed i centri di potere del ciclismo siano totalmente assoggettati allo stato emiratino e che le cose, un po’ per volta, saranno sempre peggio.
Ho appena finito di ascoltare il podcast LANCE, e seppur in modi diversi (non dico che Pogacar sia dopato) vedo molte somiglianze con quegli anni…
In entrambi gli interventi citati ci sono elementi di buon senso che credo tanti appassionati non dell’ultima ora possano condividere.
Tuttavia, una riflessione che immagino i vari padroni del vapore facciano é questa: piuttosto che far divertire un certo numero di appassionati che seguirebbero comunque le corse, cercando di renderle meno “facili” per il super favorito dei tempi, vanno nella direzione opposta per contribuire ad alimentare il mito del super atleta che attira nuovi appassionati, cioè nuovi clienti.
Piaccia o non piaccia, sono queste figure di super atleti che fanno emergere uno sport all’attenzione dei grandi media. Ero poco più che bambino e nacque il fenomeno Tomba nello sci. Poco dopo arrivò Pantani, che, seppur in un momento in cui il ciclismo era più seguito di oggi (di gare ne parlava pure il TG1 - con Pogacar ho rivisto servizi nei tg nazionali, che mancavano da Nibali vincitore al Tour), rilanció l’attenzione di massa. Poi Valentino Rossi nelle moto, ora Sinner nel tennis, rimanendo solo in Italia.
Chissà se con un Tadej nato una cinquantina di km piú ad ovest faremmo ugualmente i discorsi sulla noia delle gare: qualcuno forse sí, altri penso assai meno.
 
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Corsa: Caad12 Ultegra; Fondriest MAX Carb - mtb: Giant Terrago
In entrambi gli interventi citati ci sono elementi di buon senso che credo tanti appassionati non dell’ultima ora possano condividere.
Tuttavia, una riflessione che immagino i vari padroni del vapore facciano é questa: piuttosto che far divertire un certo numero di appassionati che seguirebbero comunque le corse, cercando di renderle meno “facili” per il super favorito dei tempi, vanno nella direzione opposta per contribuire ad alimentare il mito del super atleta che attira nuovi appassionati, cioè nuovi clienti.
Piaccia o non piaccia, sono queste figure di super atleti che fanno emergere uno sport all’attenzione dei grandi media. Ero poco più che bambino e nacque il fenomeno Tomba nello sci. Poco dopo arrivò Pantani, che, seppur in un momento in cui il ciclismo era più seguito di oggi (di gare ne parlava pure il TG1 - con Pogacar ho rivisto servizi nei tg nazionali, che mancavano da Nibali vincitore al Tour), rilanció l’attenzione di massa. Poi Valentino Rossi nelle moto, ora Sinner nel tennis, rimanendo solo in Italia.
Chissà se con un Tadej nato una cinquantina di km piú ad ovest faremmo ugualmente i discorsi sulla noia delle gare: qualcuno forse sí, altri penso assai meno.

Condivido le tue parole.
Non vorrei però che questo “alimentare il mito” rischi poi di diventare respingente per gli sponsor: cacciare milioni, se non decine di milioni, di euro l’anno per sponsorizzare squadre che rischiano poi di non essere nemmeno inquadrate in tv quando gli ascolti sono al picco, mettendo il proprio nome sulle maglie degli sparring partner staccati di minuti, potrebbe alla fine allontare aziende dal mercato del ciclismo e quindi alimentare un brutto declino.
Sentivo un intervista in un podcast già qualche tempo fa, non ricordo a chi, che parlava proprio di come a riguardo di questa ragione siano aumentate le aziende che decidono di sponsorizzare il ciclismo femminile che offre maggiore spettacolo e visibilità rispetto al maschile a “prezzi” anche inferiori.

Alla fine l’equilibrio del sistema ciclismo è una questione estremamente delicata e non sono così certo che accentrare tutto sul mito possa essere la strategia vincente.

Tra l’altro non succederà, ma se mai malauguratamente dovesse uscire uno scandalo su Tadej sarebbe veramente un disastro biblico.
Da Armstrong a distanza di 20 anni si sta iniziando ad uscire, una nuova mazzata così sarebbe la fine dei giochi.
 
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Novellino
13 Ottobre 2025
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Condivido le tue parole.
Non vorrei però che questo “alimentare il mito” rischi poi di diventate respingente per gli sponsor: cacciare milioni, se non decine di milioni, di euro l’anno per sponsorizzare squadre che rischiano poi di non essere nemmeno inquadrate in tv quando gli ascolti sono al picco, mettendo il proprio nome sulle maglie degli sparring partner staccati di minuti, potrebbe alla fine allontare aziende dal mercato del ciclismo e quindi alimentare un brutto declino.
Sentivo un intervista in un podcast già qualche tempo fa, non ricordo a chi, che parlava proprio di come a riguardo di questa ragione siano aumentate le aziende che decidono di sponsorizzare il ciclismo femminile che offre maggiore spettacolo e visibilità rispetto al maschile a “prezzi” anche inferiori.

Alla fine l’equilibrio del sistema ciclismo è una questione estremamente delicata e non sono così certo che accentrare tutto sul mito possa essere la strategia vincente.

Tra l’altro non succederà, ma se mai malauguratamente dovesse uscire uno scandalo su Tadej sarebbe veramente un disastro biblico.
Da Armsteng a distanza di 20 anni si sta iniziando ad uscire, una nuova mazzata così sarebbe la fine dei giochi.
I rischi sugli sponsor “degli altri” ci sono eccome.
Ad ASO penso importi il giusto, come penso anche ad RCS. A proposito di quest’ultima, chissà se Guercilena proverà a portare Tadej e Jonas assieme al Giro. Sarebbe un bel segnale a tutto il movimento, oltre a dare un ritorno di immagine esagerato per la nostra amata corsa italica, che sono convinto in mani meno conservative possa diminuire il gap mediatico e di attrativitá creatosi col Tour.
Personalmente non credo tanto alle pozioni magiche post covid, almeno finché non le trovano. Ma trovarle sarebbe la FINE.
 

il Finnico

Pignone
1 Novembre 2023
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Bianchi Infinito
Discussione molto interessante con tanti spunti, grazie un po’ a tutti perché è stata davvero bella da leggere, entro con un sunto delle mie opinioni personali.

Al di là del marketing, dei risultati scontati, del fatto che Pogaçar come se la UAE non fosse già abbastanza opulenta da un anno a questa parte per motivi di sponsor corre pure con un orologio da 250k al polso :mrgreen: a me, nonostante l’assenza di competizione che “porta”, vederlo correre nei grandi giri dà comunque gusto, è un campione ad un livello e in un modo che appunto non ha precedenti, e tutte le solite cose dette e ridette ovunque ma che sono dette e ridette ovunque perché sono vere.

Non è il mio corridore preferito (”Wout è Dio“, cit.) ma da appassionato di ciclismo vedere come, dove e quanto vince mi dà gusto. Così come mi ha dato gusto vedere Vingo al giro quest’anno.
 

calmorr

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2012
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Bici
Boeris trek/ Dogma FPQuattro/Villata inox/ Specialized Epic
Il punto è che ogni gara senza Pogi ( ed i soliti noti) non avrà più gusto, resterà insipida.
In pratica la competizione sportiva ciclistica lascia il posto all'evento, al numero in salita, all' iperbole del W/kg per tot minuti, al messaggio dalla sala controllo, alla processione delle ammiraglie sponsorizzate.
Pace, ci dedicheremo al ciclismo storico, alle rievocazioni oppure a qualcos'altro.
 
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Lumi

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8 Novembre 2020
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Il punto è che ogni gara senza Pogi ( ed i soliti noti) non avrà più gusto, resterà insipida.
In pratica la competizione sportiva ciclistica lascia il posto all'evento, al numero in salita, all' iperbole del W/kg per tot minuti, al messaggio dalla sala controllo, alla processione delle ammiraglie sponsorizzate.
Pace, ci dedicheremo al ciclismo storico, alle rievocazioni oppure a qualcos'altro.
Sono d’accordo, per chi dice che Pogacar ammazza l’interesse per le gare, a me sembrano meno interessanti le gare senza Pogacar sinceramente (tipo il giro di quest’anno, quello si’ una noia mortale)
 

MBerge

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Sono d’accordo, per chi dice che Pogacar ammazza l’interesse per le gare, a me sembrano meno interessanti le gare senza Pogacar sinceramente (tipo il giro di quest’anno, quello si’ una noia mortale)

Il Giro è stato noioso non perché non c’era Pogacar, perché Vingegard ha fatto il Pogacar, ma perché mancavano tutti i vari Remco, Del Toro, Seixas, VDP, Pedersen, Carapaz ecc.

Il Giro 2024 vinto da Tadej è stato noioso tanto quanto quello di quest’anno, con l’unica differenza che Pogi è più ben voluto di Jonas (giustamente).
 

_palex_

Novellino
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Sono d’accordo, per chi dice che Pogacar ammazza l’interesse per le gare, a me sembrano meno interessanti le gare senza Pogacar sinceramente (tipo il giro di quest’anno, quello si’ una noia mortale)
Jonas al Giro ha fatto ottime prestazioni vincendo un buon numero di tappe, viaggiando probabilmente non al massimo delle sue possibilità, in vista del TdF26, finito purtroppo come sappiamo.
Meno spettacolare e dominante di Pogi al Giro24? Direi di sí, ma comunque una spanna comoda, forse due, sopra gli altri.

Tornando alle mie ipotesi sul Giro27 per renderlo attraente, in mancanza di due dei tre big, si potrebbe pensare di avere in start list le nuove leve: Del Toro, Seixas, Ayuso, Pellizzari, Piganzoli. Si potrebbe articolare uno story telling mediaticamente attrattivo, oltre ad avere, sulla carta, più incertezza che con la presenza di Tadej/Jonas: che ne pensate?
 
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Ser pecora

Diretur
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16 Aprile 2004
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Io penso che vista l’epoca d’oro di talenti in cui ci troviamo si potrebbe fare molto di meglio

Aldilà della noia o meno delle gare, che mi pare soggettivo, faccio notare un dato: negli anni della "pallosissima" Sky in Uk il ciclismo ha macinato numeri record, con il numero degli affiliati alla federazione, British Cycling, duplicato.

10 anni dopo, cioè oggi, il numero degli stessi affiliati è dimezzato. E una caterva di negozi e media di ciclismo che avevano aperto in quegli anni hanno chiuso.

Ergo il tutto ha un andamento molto "di mercato" ed abbastanza fisiologico. E molto legato al territorio.

L'aspetto di mercato porta con se anche un rischio oggettivo, ovvero quello che, o globalmente, o localmente, i costi per le sponsorizzazioni aumentano vertiginosamente, rendendo il settore "distorto": sia per la disparità economica che manda gamba all'aria le piccole realtà (aziende di settore e società), sia perché poi è insostenibile in caso il fenomeno si ridimensioni.
Ovvero, se un domani il flusso di milioni a pioggia dai paesi arabi dovesse fermarsi poi la bolla scoppierà, con strutture di colpo insostenibili per costi (devo varie), ma con un paesaggio desertificato dalle stesse.
Perché di fatto tutti questi soldi si concretizzano in molto poco a livello strutturale, riempiono solo le tasche di qualche dirigente, qualche agente e qualche corridore.
 

Lumi

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Il Giro è stato noioso non perché non c’era Pogacar, perché Vingegard ha fatto il Pogacar, ma perché mancavano tutti i vari Remco, Del Toro, Seixas, VDP, Pedersen, Carapaz ecc.

Il Giro 2024 vinto da Tadej è stato noioso tanto quanto quello di quest’anno, con l’unica differenza che Pogi è più ben voluto di Jonas (giustamente).
Scusami ma io ricordo che Pogacar ha lottato in ogni tappa, ha fatto il velocista, lo scalatore, le fughe, il cronoman. Vingegard quest’anno era forte, ha vinto un po’ di tappe, ma lo spettacolo non c’e’ stato, mentre con Pogacar si’. E anche quando vinse il giro non c’era grande concorrenza, se non sbaglio Remco si ritiro’ abbastanza presto e altri supercampioni non li ricordo.

Non è il fatto che ci sia uno piu’ forte con la vittoria in tasca che rende noiosa una gara, ma la mancanza di azione.
 
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Scusami ma io ricordo che Pogacar ha lottato in ogni tappa, ha fatto il velocista, lo scalatore, le fughe, il cronoman. Vingegard quest’anno era forte, ha vinto un po’ di tappe, ma lo spettacolo non c’e’ stato, mentre con Pogacar si’. E anche quando vinse il giro non c’era grande concorrenza, se non sbaglio Remco si ritiro’ abbastanza presto e altri supercampioni non li ricordo.

Non è il fatto che ci sia uno piu’ forte con la vittoria in tasca che rende noiosa una gara, ma la mancanza di azione.
Concordo. Pogi anche quando è in largo vantaggio, attacca in prima persona, vince o fa vincere, insomma non è lì passivo a farsi i suoi conticini che anche oggi la classifica va bene e ha il GDT in tasca.
 
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Scusami ma io ricordo che Pogacar ha lottato in ogni tappa, ha fatto il velocista, lo scalatore, le fughe, il cronoman. Vingegard quest’anno era forte, ha vinto un po’ di tappe, ma lo spettacolo non c’e’ stato, mentre con Pogacar si’. E anche quando vinse il giro non c’era grande concorrenza, se non sbaglio Remco si ritiro’ abbastanza presto e altri supercampioni non li ricordo.

Non è il fatto che ci sia uno piu’ forte con la vittoria in tasca che rende noiosa una gara, ma la mancanza di azione.

Vingegard quest’anno ha vinto 5 tappe e dato più di 6 minuti al secondo il classifica.
Al pari di Pogacar non ha fatto calcoli, vista l’assenza di avversari credibili.

Il ciclismo non è uno sport di tecnica dove è bello apprezzare il gesto tecnico, pertanto se non si è “annebbiati” dal tifo l’assenza di lotta tra i partecipanti rende il tutto, a mio modo di vedere, decisamente noioso.

Ergo, il Giro 2024 e quello 2026 per me sono stati noiosi allo stesso modo.
 

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Non ho capito il perchè Pogacar dovrebbe essere piu benvoluto di Vingegaard. E pure giustamente. Vingo ha forse ammazzato qualcuno?

Oggettivamente sono due corridori diversi nell’approccio della stagione e l’affezione del pubblico non può che essere differente.

Detto questo non è che a me piaccia Pogacar e stia antipatico Vingegard.
Io, italiani a parte, ho sempre seguito il ciclismo senza tifo e godendo solo dello spettacolo di questo sport.
E probabilmente è proprio questo che mi sta portando negli ultimi anni ad emozionarmi sempre meno nel vedere i “one man show” che caratterizzano quasi tutte le corse di primo piano.

Seguendo ciclismo da inizi 2000 se dovessi fare una classifica dell’edizione più bella di grandi giri, classiche e mondiali, a parte la Sanremo non ci sarebbe una sola corsa degli ultimi tre anni - al contrario ci sarebbero diverse corse ante 2020.
 

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Perdonami, ai fini dello spettacolo che diifferenza fa se un corridore fa numeri a mezzo gas, o a gas pieno? Sempre numeri sono. Indipendentemente da chi li faccia.

Ma scusa per capire: in cosa vedere uno che fa 40/50/60/100 km da solo è più entusiasmante di vedere una corsa dove arrivano tutti insieme ai -2 e poi qualcuno ci prova?
Cioè intendo proprio, mentre sei davanti alla tv, provi “piacere” nel guardare le inquadrature di Pogacar che pedala da solo per un’ora?

Per capire eh…
Io tra le due preferisco ancora guardare una corsa di attendismo, almeno ho il “brivido” che da un momento all’altro qualcuno potrebbe attaccare e poi non so chi vince. Al limite se non succede resto deluso, mentre nell’altro caso sono già deluso in partenza.

Per dire, io l’ultima Strade Bianche quando è partito a 80 dall’arrivo, di nuovo, ho spento e sono andato a farmi delle commissioni, e il copione è lo stesso per le persone con cui pedalo…
 
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