Concordo, seguo le corse principali del ciclismo femminile da 2-3 anni e per i colori italiani ad alto livello, tolta ELB, c'è ben poca roba.
Sostanzialmente regge da sola tutto il movimento.
PS: ovviamente non considero gente come la Balsamo, Trinca Colonel, ecc. "scarse"....ma sono nettamente inferiori a chi le corse se le gioca per davvero. La Balsamo in particolare è lì sul filo, peccato che la Wiebes sia di un altro pianeta.
L'Elisa di Cuneo ha anche lei una bella bacheca®, però ha anche 28 anni, e la sfortuna di aver trovato Wiebes sulla sua strada.
Dietro ogni tanto c'è qualcuna che fa ben sperare (Trinca Colonel, la Malcotti dello scorso anno, Gasparrini, Ciabocco...), però mancano di continuità, come per tutte le ragazze che hanno avuto un momento in cui pareva potessero esplodere ai massimi livelli e invece poi non lo hanno fatto, o sono rimaste al top per un breve periodo: Persico, Paternoster, Guazzini, Consonni, Borghesi, Realini...
I problemi maggiori li abbiamo tra le U23, dove, a parte Ciabocco, abbiamo Federica Venturelli, un talento sia in pista che su strada, una che sia sull'asfalto che nel cross se la giocava con Celia Gery. Solo che corre pochino, forse anche perché ha fatto scelte di vita con altre priorità (il ciclismo femminile non dà da mangiare, a meno di arruolarti in Polizia: quindi, meglio prima portare a casa una laurea, come del resto hanno fatto anche Sara Casasola ed Erica Magnaldi, per dire).
Avremmo anche Valentina Corvi, che sta dominando in Coppa del Mondo di mtb tra le U23, ma sta privilegiando le
ruote grasse e corre poco su strada.
Mi sbaglierò, ma da quando non c'è più Salvoldi il settore femminile mi sembra regredito. Siamo sempre al secondo posto nel ranking, ma cominciamo a sentire il fiato sul collo da parte di Francia, Svizzera ed anche Spagna, con due giovani talenti di nome Paula...