In realtà ha detto una cosa diversa, e cioè che proprio perché per mantenere gli adattamenti non basta fare un'uscita a settimana scarichi di glicogeno, allora diventa inefficiente come strategia.Immagino tu stia facendo riferimento to al podcast di cui si parlava qualche giorno fa. Mi permetto di fare un appunto perché il discorso era più complesso di così, e non solo perché gli adattamenti non vengono mantenuti per dolo di allenatore/atleta. Infatti, quegli allenamenti, sempre secondo l’intervistato, devono essere fatti in un regime alimentare in cui il basso consumo di cho è protratto nel tempo. Insomma, non basta limitare il consumo di cho per alcuni giorni, ma per periodi più lunghi e questa strategia non sembra globalmente vincente per il calo prestazionale che ha ripercussioni nel breve, ma anche nel medio e lungo periodo.
Per un professionista ha senso il discorso, per un amatore non saprei (sebbene sia a favore di allenare indirettamente tale capacità). In generale, trovo non scontato dare delle indicazioni coerenti in fatto di alimentazione se decontestualizzate: negli ultimi sei mesi ho praticamente sempre sentito propinare la linea “pro mangiare” e mi va benissimo; ma questa linea è stata spesso sostenuta da persone che hanno a che fare con atleti di livello e che fanno davvero tanto volume (25-40ore/settimana). Ovviamente ognuno di noi è di livello, ma obiettivamente non so quanti possono vantare nei propri diari di allenamento settimane, mesi e anni a suon di 25+ ore di allenamento a settimana.
Quindi conviene di più stare sempre al top e carichi e fare più volume.
Peraltro non ho capito il discorso sul dolo allenatore/atleta, nessuno lo ha nominato