Anno 2025: obbiettivo dimagrimento/ricomposizione corporea/dieta

Quali obbietti per l’anno nuovo?’

  • Perdere peso (+ di 5/10 kg)

    Voti: 40 46,5%
  • Asciugarsi/mantenersi/tonificarsi

    Voti: 36 41,9%
  • Dieta/miglioramento della coscienza alimentare

    Voti: 10 11,6%

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mauretto

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Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
... Complicato però non significa impossibile, si spera che dopo i 40 calo di testosterone a parte venga anche la saggezza di capire che ci si deve mettere il cuore in pace e lavorare con costanza, e invece chissà perché certi discorsi indiavolati si continuano a fare nel mese di Giugno...
La prova costume è terribile anche per gli uomini! gandalf
 

pedalone della bassa

Otztaler inside
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modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
La prova costume è terribile anche per gli uomini! gandalf

Mah, io, tutta questa paura della prova costume, proprio non la capisco. Basta fare come il sottoscritto, andare in vacanza in montagna :==
 

Lumi

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cambio argomento, due domande:

-normale secondo voi che con i primi caldi aumenti peso a parita’ di attivita’ fisica e bilancio calorico? Anzi con un bilancio calorico legepgermente diminuito … mi sono dato la risposta che il corpo debba adattarsi a sudorazione, gestione degli elettroliti ecc… e questo causi un po’ di ritenzione idrica. Parliamo di 1,5-2 kg su una base di 67

-come si fa a determinare il proprio metabolismo di base, sul quale poi calcolare bilancio calorie tenendo conto di quelle ingerite e quelle consumate con l’attivita’? Io lo ho impostato a 1850 calorie/giorno come stima per difettoin modo empirico, vedendo la storia del passato quando ingrassavo e quando dimagrivo, posso solo dire che molto probabilmente è sotto a 2000 ma sopra a 1800
 
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mia
è perchè hai grasso in eccesso che il corpo maschile tende ad accumulare li: se non lo avessi non avresti neanche la pancetta
Ma non dovrebbe mai averla avuta (il che è tutto dire per un maschio)

 

pepe

Scalatore
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Buongiorno a tutti, ho 36 anni, e vado in bici da un bel po, con periodi di alti e bassi. Ho sempre avuto (secondo me), un buon peso 188,5 cm x 77,5 kg, purtroppo a fine della scorsa estate si è spenta la luce, e ho lascito perdere la bici fino a Febbraio di quest'anno, dove il giorno che mi sono rimesso in sella la bilancia segnava 80,5 kg. Ho rimesso le scarpette e ho iniziato a pedalare, non vi sto a spiegare come o a quale intensità, quello che ho notato, e che probabilmente in molti sanno, e che nelle settimane di carico, o nei giorni di allenamento intenso, la bilancia il giorno seguente segnava sempre qualche grammo in più, probabilmente per i muscoli infiammati, ad oggi peso 78,5 kg (questa mattina). non ho seguito nessuna dieta, ho solo alzato il volume di ore gradualmente (ad oggi circa 15 ore settimanali), e il deficit calorico è arrivato da solo. L'unica cosa che non sparisce è la pancetta sotto l'ombelico, penso che me la porterò dietro per sempre ormai, la birra alle 17:30 penso sia la causa.
Spero interessi, o sia utile a qualcuno.
Buone pedalate a tutti.
Attenzione Tu non sei ingrassato solo di 3 kg ma di più:
Siccome non hai fatto attività, hai perso massa muscolare .
Il risultato della bilancia è + 3 che potrebbe essere letto diversamente: + 5 massa grassa - 2 massa magra.
 
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sepica

Ammiraglia
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no, il "nostro amico" si chiede perchè, pur essendo magro (secondo lui), la pancetta non scompaia, e non scompare NON per il calo del testosterone ma semplicemente perchè ha ancora troppa massa grassa: semplicemente si accumula sulla pancia per problemi ormonali ma se avesse una massa grassa più bassa non avrebbe la pancetta
e no, se andasse in deficit calorico non solo non accumulerebbe grasso ma prima o poi scomparirebbe anche la pancetta
Rileggi il mio intervento, e leggii anche questo, prendi appunti se vuoi...


le cellule, chiamate CP-A (Committed Preadipocyte – Age-enriched), agiscono come piccoli interruttori biologici che trasformano l’addome in un deposito sempre più ricco di grasso.

Cosa sono le CP-A e perché ci fanno ingrassare?
Le CP-A sono cellule progenitrici, cioè “madri” delle cellule adipose. Negli individui giovani sono quasi inattive, ma con l’avanzare dell’età — soprattutto dopo i 40-50 anni — iniziano a moltiplicarsi e a trasformarsi in nuove cellule adipose, aumentando il volume del tessuto grasso, in particolare quello viscerale, cioè localizzato nella pancia e attorno agli organi interni. I ricercatori hanno osservato che oltre l’80% delle cellule adipose viscerali nei topi di mezza età erano di nuova formazione, prodotte proprio dalle CP-A. In pratica, il corpo ricomincia a produrre grasso da zero — e lo fa proprio dove meno lo desideriamo: sull’addome.

Non è solo questione di chili in più
Il grasso addominale è molto diverso da quello sottocutaneo (quello che si può “pizzicare” sotto la pelle). È un grasso metabolicamente attivo, che produce ormoni e sostanze infiammatorie e può contribuire a:
• insulino-resistenza e diabete di tipo 2,

• ipertensione,

• infarto e ictus,

• disturbi epatici e metabolici.

In altre parole, la “pancetta” di mezza età non è affatto innocua: è un segnale d’allarme che il corpo sta cambiando — e non sempre in meglio.

Il recettore LIFR: il pulsante da spegnere
La scoperta forse più interessante è che le CP-A non si attivano da sole: hanno bisogno di un “via libera” molecolare. Questo via libera si chiama LIFR, un recettore cellulare (una sorta di antenna) che trasmette il segnale per iniziare la produzione di grasso.
Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno bloccato questo recettore nei topi e il risultato è stato sorprendente: nessuna nuova cellula adiposa si è formata, nonostante l’età avanzata. Questo suggerisce che LIFR potrebbe diventare un bersaglio terapeutico: se riuscissimo a “spegnerlo” anche nell’uomo, potremmo prevenire o rallentare l’aumento del grasso viscerale legato all’età.

Anche negli esseri umani accade la stessa cosa
Non si tratta solo di un fenomeno osservato nei topi. Gli scienziati hanno analizzato campioni di tessuto adiposo umano prelevati da persone di età diverse, riscontrando la presenza delle stesse cellule CP-A, significativamente più numerose nei soggetti di mezza età rispetto ai giovani.
Questo conferma che il meccanismo è presente anche nell’uomo e non si tratta di un semplice artefatto di laboratorio.

Cosa ci aspetta in futuro?
La ricerca è ancora nelle fasi iniziali, ma le prospettive sono promettenti. I prossimi passi saranno:
• sviluppare farmaci in grado di bloccare il recettore LIFR in modo sicuro,
• monitorare le CP-A nei pazienti nel corso del tempo,
• comprendere come alimentazione, esercizio fisico e stile di vita possano influenzare queste cellule e il loro comportamento.

In un mondo in cui l’invecchiamento della popolazione è sempre più marcato, capire come funziona il nostro grasso e come limitarne l’espansione patologica è fondamentale per vivere più a lungo — e meglio.

Conclusione
Il grasso addominale non è solo una conseguenza del tempo che passa, ma il frutto di un preciso meccanismo cellulare che oggi cominciamo a comprendere — e forse presto potremo controllare. La scoperta delle CP-A rappresenta un vero punto di svolta nella ricerca sull’obesità adulta e potrebbe aprire la strada a nuove terapie anti-invecchiamento, personalizzate e mirate.
Non siamo condannati ad “allargarci” con l’età: la scienza sta trovando il modo per tenerci in forma, anche dentro.
 

sepica

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BMC slr01 TREK Madone
questa mi mancava....
guarda uun po se i forum, riescono pure a farti imparare qualcosa...


Un gruppo di scienziati del City of Hope, uno dei principali centri mondiali per la ricerca su diabete e tumori, ha identificato un nuovo tipo di cellula staminale adulta che si “attiva” con l’età e favorisce l’accumulo di grasso, in particolare nella zona addominale. Queste cellule, chiamate CP-A (Committed Preadipocyte – Age-enriched), agiscono come piccoli interruttori biologici che trasformano l’addome in un deposito sempre più ricco di grasso.

Cosa sono le CP-A e perché ci fanno ingrassare?
Le CP-A sono cellule progenitrici, cioè “madri” delle cellule adipose. Negli individui giovani sono quasi inattive, ma con l’avanzare dell’età — soprattutto dopo i 40-50 anni — iniziano a moltiplicarsi e a trasformarsi in nuove cellule adipose, aumentando il volume del tessuto grasso, in particolare quello viscerale, cioè localizzato nella pancia e attorno agli organi interni. I ricercatori hanno osservato che oltre l’80% delle cellule adipose viscerali nei topi di mezza età erano di nuova formazione, prodotte proprio dalle CP-A. In pratica, il corpo ricomincia a produrre grasso da zero — e lo fa proprio dove meno lo desideriamo: sull’addome.

Non è solo questione di chili in più
Il grasso addominale è molto diverso da quello sottocutaneo (quello che si può “pizzicare” sotto la pelle). È un grasso metabolicamente attivo, che produce ormoni e sostanze infiammatorie e può contribuire a:
• insulino-resistenza e diabete di tipo 2,

• ipertensione,

• infarto e ictus,

• disturbi epatici e metabolici.

In altre parole, la “pancetta” di mezza età non è affatto innocua: è un segnale d’allarme che il corpo sta cambiando — e non sempre in meglio.

Il recettore LIFR: il pulsante da spegnere
La scoperta forse più interessante è che le CP-A non si attivano da sole: hanno bisogno di un “via libera” molecolare. Questo via libera si chiama LIFR, un recettore cellulare (una sorta di antenna) che trasmette il segnale per iniziare la produzione di grasso.
Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno bloccato questo recettore nei topi e il risultato è stato sorprendente: nessuna nuova cellula adiposa si è formata, nonostante l’età avanzata. Questo suggerisce che LIFR potrebbe diventare un bersaglio terapeutico: se riuscissimo a “spegnerlo” anche nell’uomo, potremmo prevenire o rallentare l’aumento del grasso viscerale legato all’età.

Anche negli esseri umani accade la stessa cosa
Non si tratta solo di un fenomeno osservato nei topi. Gli scienziati hanno analizzato campioni di tessuto adiposo umano prelevati da persone di età diverse, riscontrando la presenza delle stesse cellule CP-A, significativamente più numerose nei soggetti di mezza età rispetto ai giovani.
Questo conferma che il meccanismo è presente anche nell’uomo e non si tratta di un semplice artefatto di laboratorio.

Cosa ci aspetta in futuro?
La ricerca è ancora nelle fasi iniziali, ma le prospettive sono promettenti. I prossimi passi saranno:
• sviluppare farmaci in grado di bloccare il recettore LIFR in modo sicuro,
• monitorare le CP-A nei pazienti nel corso del tempo,
• comprendere come alimentazione, esercizio fisico e stile di vita possano influenzare queste cellule e il loro comportamento.

In un mondo in cui l’invecchiamento della popolazione è sempre più marcato, capire come funziona il nostro grasso e come limitarne l’espansione patologica è fondamentale per vivere più a lungo — e meglio.

Conclusione
Il grasso addominale non è solo una conseguenza del tempo che passa, ma il frutto di un preciso meccanismo cellulare che oggi cominciamo a comprendere — e forse presto potremo controllare. La scoperta delle CP-A rappresenta un vero punto di svolta nella ricerca sull’obesità adulta e potrebbe aprire la strada a nuove terapie anti-invecchiamento, personalizzate e mirate.
Non siamo condannati ad “allargarci” con l’età: la scienza sta trovando il modo per tenerci in forma, anche dentro.
 

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
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Orbea orca
il punto NON è dove il corpo accumuli il grasso col variare con dell'età e\o del calo del testosterone, ma la tua frase "cerca di accumulare grasso nonostante tu sia in un deficit calorico" : se sei in deficit NON puoi accumulare grasso
sono le basi eh ...
Cerca non significa che ci riesca... anche io cerco cercavo sempre di trombarmele tutte eppure...
Sarebbe più corretto " perdi peso"
Si ok hai ragione ma non cavilliamo troppo altrimenti la dove ci si potrebbe intendere benissimo diventa sempre questione di semantica poi le discussioni finiscono in una guerra di trincea.

Il punto è che a volte si può dire una cosa non tecnicamente corretta o perfino una mezza cazzata senza che ciò che si vuole dire sia meno vero o perda valore, il povero sepica non dice sempre cazzate... a parte quando si parla di pesi .
 

mauretto

teenage punk
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Si ok hai ragione ma non cavilliamo troppo altrimenti la dove ci si potrebbe intendere benissimo diventa sempre questione di semantica poi le discussioni finiscono in una guerra di trincea.

Il punto è che a volte si può dire una cosa non tecnicamente corretta o perfino una mezza cazzata senza che ciò che si vuole dire sia meno vero o perda valore, il povero sepica non dice sempre cazzate... a parte quando si parla di pesi .
Non è questione di cavillare, è questione del fatto che la stragrande parte della gente è convinta che perdere peso=dimagrire
Perchè come sai benissimo anche tu, dimagrire significa diminuire il rapporto tra massa grassa e massa magra. Uno può perdere 10kg sulla bilancia e passare dal 15% al 20% di massa grassa, non è questione di voler essere pignoli, ma il voler sottolineare un concetto secondo me fondamentale che troppe persone non considerano
 

sepica

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BMC slr01 TREK Madone
Cerca non significa che ci riesca... anche io cerco cercavo sempre di trombarmele tutte eppure...

Si ok hai ragione ma non cavilliamo troppo altrimenti la dove ci si potrebbe intendere benissimo diventa sempre questione di semantica poi le discussioni finiscono in una guerra di trincea.

Il punto è che a volte si può dire una cosa non tecnicamente corretta o perfino una mezza cazzata senza che ciò che si vuole dire sia meno vero o perda valore, il povero sepica non dice sempre cazzate... a parte quando si parla di pesi .
apprezzo la tua apertura, ma guarda che il mio primo intervento era molto conervativo, anzi chiedevo a voi piu esperti le basi scientifiche di quello che ricordavo...

A me sembra assurdo, ridurre sempre tutto a "magna de meno!" (deficit calorico) , che è il primo paradigma di questo topic , e allora se tutto si riduce a questo...ma chiudiamolo sta discussione , con un bel poster "Magna de meno e campi 100 anni"

(sui i pesi, guarda io mantengo il punto, e ti dico pure che c'ho ragione io :mrgreen: :maestro:)
 

pshyco otter

Cronoman
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Orbea orca
apprezzo la tua apertura, ma guarda che il mio primo intervento era molto conervativo, anzi chiedevo a voi piu esperti le basi scientifiche di quello che ricordavo...

A me sembra assurdo, ridurre sempre tutto a "magna de meno!" (deficit calorico) , che è il primo paradigma di questo topic , e allora se tutto si riduce a questo...ma chiudiamolo sta discussione , con un bel poster "Magna de meno e campi 100 anni"

(sui i pesi, guarda io mantengo il punto, e ti dico pure che c'ho ragione io :mrgreen: :maestro:)

Se vogliamo parlare di evidenze scientifiche e se la metti così, effettivamente va detto che in letteratura nell'animale uno dei dati più coerenti e solidi che esistano è proprio che l'aspettativa di vita aumenta assumendo meno calorie.

Dire "mangia meno che dimagrisci" (ops perdi peso) è in linea di principio sempre corretto, l'accumulo e la deplezione di scorte adipose dell'organismo, o meglio di tessuti perché in deficit calorico si può anche catabolizzare muscolo, dipende strettamente dall'apporto calorico, in positivo si anabolizza in negativo si catabolizza. Questo secondo il primo principio della termodinamica.

Poi ci sono aspetti più complessi che riguardano gli ormoni, la risposta dell'organismo a COSA si mangia, possiamo dire che 1000 calorie sono sempre 1000 calorie parlando di termodinamica ma che l'organismo è più complesso di un forno quindi alla fine conta anche la qualità delle calorie, certamente. Possiamo dire che il profilo ormonale rende più difficile o più semplice la ricomposizione corporea secondo un certo risultato atteso, giustissimo anche questo. resta un fatto non meno vero: senza deficit calorico non si dimagrisce.

Per questo dico che in questo discorso alla fine hanno ragione tutti.
 

WTM

Pignone
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Una
Poi ci sono aspetti più complessi che riguardano gli ormoni, la risposta dell'organismo a COSA si mangia, possiamo dire che 1000 calorie sono sempre 1000 calorie parlando di termodinamica ma che l'organismo è più complesso di un forno quindi alla fine conta anche la qualità delle calorie, certamente. Possiamo dire che il profilo ormonale rende più difficile o più semplice la ricomposizione corporea secondo un certo risultato atteso, giustissimo anche questo. resta un fatto non meno vero: senza deficit calorico non si dimagrisce.
La differenza a parità di calorie tra un alimento e un altro è la salubrità.
Io non ho mai messo nessuno alla fame, le diete impostate le ho sempre ben ponderate creando deficit semplicemente sostituendo.
100 calorie di verdure o 100 di pasta sono 100 calorie è vero, ma per fare 100 calorie di pasta sono 10 fusilli, 100 calorie di zucchine sono 10 zucchine ( naturalmente prodotto integro non stra condito ecc)... Quanti in un pasto solo si mangiano 10 zucchine o 20 cetrioli...
Quindi una dieta variata su cibi poco calorici fa di fatto introdurre meno calorie e quindi perdere peso.
Al netto poi di evitare 3 birre al giorno mi pare ovvio
 

pshyco otter

Cronoman
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La differenza a parità di calorie tra un alimento e un altro è la salubrità.
Io non ho mai messo nessuno alla fame, le diete impostate le ho sempre ben ponderate creando deficit semplicemente sostituendo.
100 calorie di verdure o 100 di pasta sono 100 calorie è vero, ma per fare 100 calorie di pasta sono 10 fusilli, 100 calorie di zucchine sono 10 zucchine ( naturalmente prodotto integro non stra condito ecc)... Quanti in un pasto solo si mangiano 10 zucchine o 20 cetrioli...
Quindi una dieta variata su cibi poco calorici fa di fatto introdurre meno calorie e quindi perdere peso.
Al netto poi di evitare 3 birre al giorno mi pare ovvio

Beh no aspetta, che la differenza a parità di calorie sia solo la salubrità anche no. A parte che anche a parità di calorie c è un dispendio differente relativo al lavoro metabolico per processare un dato alimento (azione dinamico specifica), poi c è una risposta ormonale diversa appunto, ti pongo due situazioni ad esempio: scenario 1 ho finito un lungo da 5 ore e ho deplezione di glicogeno, mi mangio due cornetti col miele, scenario 2 sono in sig. cicciobomba che prima di andare a lavorare alla posta si ferma al bar e si fa li stessi cornetti. Il cibo è lo stesso la salubrità nemmeno lontanamente. Quindi la salubrità è contestuale alla risposta fisiologica e non legata all alimento in senso stretto.

E non è l eccezione legata al fatto che con l attività fisica possiamo permetterci delle schifezze, perché non funziona nemmeno al contrario, esempio: io che finisco il lungo e mangio una mela (cibo indubbiamente salubre come da proverbio) e recupero di merda, la stessa mela che al Sig. cicciobomba farebbe tanto bene. Poi passano 2 ore e la mela me la mangio e fa tanto bene anche a me..

e di esempi se ne possono fare mille. La funzione di un nutrizionista è proprio quella di contestualizzare e personalizzare andando oltre certe convenzioni, comprendendo cosa minerà l aderenza alla dieta, come quell individuo in un dato momento risponde a un certo alimento, che ruolo giocano gli ormoni nel conseguire l obiettivo della dieta ecc.. se credi che il “giochetto” sia solo prescrivere l equivalente di pasta in cetrioli mi spiace dirtelo, chat gpt ti ha già sostituito alla grande.
 
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mauretto

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un onesto ferro
Io sono d'accordo sia con @pshyco otter che con @WTM ma bisogna fare un distinguo e contestualizzare i concetti che avete espresso sopra.
Bisogna distinguere il momento in cui bisogna iniziare un percorso alimentare più consapevole e il primo approccio è quello di dare una sgrezzata al complesso (e li magari va anche bene sostituire pasta con Cetrioli dato che qualcosa è pur sempre meglio di zero) e quando poi successivamente arriva il momento di lavorare più di fino, quindi bisogna dare più peso al timing, ai macro e microalimenti etc...imho
 

jacknipper

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Io sono d'accordo sia con @pshyco otter che con @WTM ma bisogna fare un distinguo e contestualizzare i concetti che avete espresso sopra.
Bisogna distinguere il momento in cui bisogna iniziare un percorso alimentare più consapevole e il primo approccio è quello di dare una sgrezzata al complesso (e li magari va anche bene sostituire pasta con Cetrioli dato che qualcosa è pur sempre meglio di zero) e quando poi successivamente arriva il momento di lavorare più di fino, quindi bisogna dare più peso al timing, ai macro e microalimenti etc...imho
che è poi la dimostrazione che, se l'obiettivo principale è perdere peso, devi andare in deficit calorico: poi possiamo pensare a tutto il resto (ricomposizione corporea, salubrità, stile di vita ecc)
pensare diversamente porta a credere a tutte le cassate che si leggono qua e là sul web e social, che hanno un fondo di verità ma oltre alla verità serve anche pesare l'influenza della stessa: perchè sarà anche vero che se mangi prima un'insalata ti riempi lo stomaco e aumenti il senso di sazietà, ma se poi ti mangi una parmigiana serve a un casso
 

sepica

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BMC slr01 TREK Madone
Ma dunque che senso ha , continuare ad alimentare questa discussione , se poi risolviamo sempre tutto con deficit calorico....

sia chipone le domande che chi risponde dovrebbe argomentare e ampliare il concetto di dimagrimento.

Come detto scendere di peso vuol dir tutto e niente soprattutto per noi ciclisti, dunque riprendendo quest'ultimo quesito, il nostro amico lamenta che è pressoche secco, 78kg x 188cm (vedi un po) ma il grasso purtroppo si concerta soloe nell'addome , e per assurdo e enache tanto se entrasse ia dieta ferrea, capace che dimagrisce ancora di piu in altre zone la la "rotondità" della pancetta rimarebbe.... dunque il punto on è solo il dimagrimento , ma sussiste anche un fattore estetico, come dargli torto...se quel 1 2 3 kg di troppo (troppo poi in base a cosa?) li potesse distribuire in tutto il corpo sarebbe contentissimo non lamenterebbe problemi di sovrappeso.

insomma rivediamo la richiesta...." come faccio a togliere questa ANTIestica pancetta" ?
 

pepe

Scalatore
31 Luglio 2006
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Non è questione di cavillare, è questione del fatto che la stragrande parte della gente è convinta che perdere peso=dimagrire
Perchè come sai benissimo anche tu, dimagrire significa diminuire il rapporto tra massa grassa e massa magra. Uno può perdere 10kg sulla bilancia e passare dal 15% al 20% di massa grassa, non è questione di voler essere pignoli, ma il voler sottolineare un concetto secondo me fondamentale che troppe persone non considerano
Facendo quanta attività , in regime IPO calorico, si perde più parte magra che parte grassa?
 
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Ma dunque che senso ha , continuare ad alimentare questa discussione , se poi risolviamo sempre tutto con deficit calorico....

sia chipone le domande che chi risponde dovrebbe argomentare e ampliare il concetto di dimagrimento.

Come detto scendere di peso vuol dir tutto e niente soprattutto per noi ciclisti, dunque riprendendo quest'ultimo quesito, il nostro amico lamenta che è pressoche secco, 78kg x 188cm (vedi un po) ma il grasso purtroppo si concerta soloe nell'addome , e per assurdo e enache tanto se entrasse ia dieta ferrea, capace che dimagrisce ancora di piu in altre zone la la "rotondità" della pancetta rimarebbe.... dunque il punto on è solo il dimagrimento , ma sussiste anche un fattore estetico, come dargli torto...se quel 1 2 3 kg di troppo (troppo poi in base a cosa?) li potesse distribuire in tutto il corpo sarebbe contentissimo non lamenterebbe problemi di sovrappeso.

insomma rivediamo la richiesta...." come faccio a togliere questa ANTIestica pancetta" ?
Il deficit calorico è condizione necessaria e suffciente per dimagrire.

Il deficit però lo devi calcolare rispetto a un consumo "basale" che dipende da età, ormoni, massa magra, stile di vita, ecc... e a cui devi aggiungere il consumo per atttività sportiva.

Non capisco dove sta la contraddizione.

Ciò detto ripeto la mia domanda che avevo fatto: esiste un metodo per calcolare il proprio consumo basale? (escluso attività fisica ma compreso stile di vita più o meno sedentario)