Vero, anche i ciclisti sbagliano e "fanno rabbrividire". Ma quelli più sconsiderati sono quelli sembra abbiano dimenticato di essere anche automobilisti (vale anche il versa-vice, ovvero quando guidano l'auto dimenticano la prospettiva stradale del ciclista): questo è pessimismo puro, e implica che il maleducato, menefreghista, egoista del nostro meraviglioso Paese rimanga tale qualunque mezzo di locomozione abbia sotto il sedere, dal Suv Lamborghini

al canotto in piscina
La realtà poi estremizza le conseguenze, il titolo del 3D è "automobilisti VS ciclisti", da ostilità bellica, da cercare rifugio in uno Stato estero pacifico e più civilizzato.
Credo sia assodato che l'
automobilista NON ciclista abbia certe piccole pretese:
- il ciclista guidi disciplinatamente lungo il lato destro delle strade. Che è spesso caratterizzato da simpatici tombini e griglie, l'asfalto è sconnesso e sgretolato a causa delle radici di alberi, dissesto idrogeologico (Romagna mia...) etc. L'automobilista si scandalizza per quegli inevitabili cambi di direzione del ciclista, lo slalom fra un tombino e un ratto vittima della strada, non saprà mai che ogni irregolarità del fondo stradale si traduce in urti ai tessuti molli del sopra-sella. Chi guida la macchina trova questi stile di guida senza logica motivazione, solo un'inaccettabile trasgressione al codice stradale.
- l'utilizzo del clacson non solo è odioso e inutile, ma fonte di pericolo per il ciclista: tollerabile fra auto e auto perchè il suono giunge attenuato, fa sobbalzare di qualche centimetro sulla sella, un alto rischio di sbandata per lo spavento.
- l'utilizzo del faretto anteriore da parte del ciclista, di quelli a led di ultima generazione, è scorretto come gli abbaglianti delle auto, un abuso quando non è direzionato stabilmente verso il basso (dove non ha senso).
- ...
E' perdonabile l'
automobilista- ciclista, nei momenti in cui guida l'auto, se reclama queste pretese? Sarà arduo il cambio di prospettiva? E' per lui difficile ipotizzare che il ciclista sia solo carne e carbonio (la bici) in movimento, esposta a 360°, dove una mosca può diventare un sasso tirato da una fionda, mentre lui è blindato in un guscio impenetrabile?
Nei momenti in cui guida la bici, è autorizzato a portarsi al seguito, nei taschini della maglietta, 3 vaffa... pronti all'uso per disapprovare comportamenti indigesti da parte dell'automobilista (che abbia il vizio di pedalare o meno)?
Personalmente, tendo a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno (magari di vino rosso), ma:
- nel dubbio, nei giri in bici, insieme alle
barrette, telefonino e pompa tascabile, questi 3-V sono un rimedio indispensabile che stranamente non dimentico mai. Leggerissimi, diventano pesanti solo se urlati ad alto volume. Inutili per risolvere ogni problema, mi restabilizzano per lo scampato pericolo. Curano anche l'insonnia e... fortunatamente oggi non sono neanche più sanzionabili.
- nel dubbio, nei giri in macchina, vedo i ciclisti con lo stesso "ingombro" stradale di un Suv. Accorgimento che reputo utilissimo quando faccio particolari salite ricche di tornanti (lo Stelvio!), dove tenderei ad allargare le curve nei tornanti.
Poi mi auto-auguro tassativamente di perdere l'uso delle mani per aver suonato clacson al ciclista trasgressivo di turno.
Le idee e i luoghi comuni riportati dal mio post sono tanti, a stufo

. Chiedo perdono per aver copiato qua e là da Tizio e Caio, che ringrazio