Parto dai 30 orari.Io credo che questa cose si possano risolvere solo con un profondo cambiamento culturale.
Finchè la bicicletta sarà considerata (anche da chi ci governa, fa le leggi, gestisce l'educazione e l'informazione pubblica) come uno scomodo intruso nel mondo dei veicoli a motore, non risolveremo.
Iniziamo con educazione stradale obbligatoria nelle scuole dell'obbligo, inclusi "patentini" (corsi) per la guida della bicicletta. Campagne informative su come si guida in presenza di biciclette, ciclabili, le sconosciute strisce ciclabili/ciclopedonali ecc.
E ovviamente creazione di infrastrutture ben fatte e standardizzate: una ciclabile con fondo rosso sempre e ovunque aiuta ad acquisire automatismi molto più del minestrone di ciclabili, corsie, ciclopedonali ecc che abbiamo oggi.
E magari piantarla di dare addosso alle zone 30, a chi "vuole impedire agli italiani di spostarsi in auto" ecc.
Poi le teste di quiz ci saranno sempre, e i morti non scompariranno mai del tutto, ma si possono diminuire enormemente.
E' ovvio che più bassa è la velocità e meno ci sono rischi, ma viaggiare a 30 orari in auto è veramente troppo poco.
Basterebbe che si rispettassero davvero i 50 orari ed i rischi sarebbero decisamente molto minori per tutti.
E' ovvio che in caso di pericolo, si debba rallentare, ma in questo caso, anche i 30 orari sono velocità troppo elevata.
Quanto all'educazione stradale, sarebbe certamente necessaria, ma partirei dall'educazione in genere, vedo troppi ragazzi che gettano a terra i rifiuti, mancano davvero le basi.
Per dire, a me capita di trovarmi a rispettare i limiti mentre sono alla guida, e spesso mi ritrovo con camion che si avvicinano al paraurti per "invitarmi" ad accelerare, quando dovrebbero invece rallentare loro. Però se accade il contrario, ovvero loro viaggiano decisamente più lenti del limite di velocità in quel tratto, non si fermano alla prima occasione per farti passare (anni fa lo si faceva), continuano imperterriti fregandosene.

