ieri a Levanto ciclista investito e ucciso in galleria
E' accaduto in una galleria di Levanto, nello spezzino
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Oggi mentre ero in macchina e stavo percorrendo un rettilineo in centro abitato a circa 30/35 km/h (di solito non vado mai così piano, ma stavolta andava così) vedo che un ciclista su bdc mi sorpassa da destra, seguito a ruota da un altro, poi un altro ancora, ne passano 4 o 5 e poi vedo che dietro ve ne sono almeno altrettanti
Era un gruppo di una decina di ciclisti con la stessa divisa che aveva ben pensato di sorpassarmi a destra, mentre io avrei dovuto svoltare a destra
Quando mi sono reso conto della minchiata che stavano facendo mi sono attaccato al clacson per 10/15 secondi e quello che mi era davanti ha iniziato a fare il gesto delle corna
Ho poi svoltato, mi sono calmato e ho continuato la mia giornata più o meno normalmente
Io sono un ciclista urbano con un passato da bdc da ragazzino meno che amatoriale; ogni giorno percorro almeno 20km per andare a lavoro e non nascondo che vivendo una scena del genere mi verrebbe voglia di vendere la bici e di comprarmi un motorino (elettrico, si intende), perché non mi sento minimamente di voler appartenere alla categoria del ciclista per come esiste nel nostro paese (o forse solo nella mia regione?)
Io ho girato (e vissuto) in diversi paesi europei, ma mai e poi mai ho visto situazioni, come accade qui, di una dozzina di ciclisti che vanno in giro insieme, spesso in due o tre file, creando un evidente pericolo per sé stessi, per gli altri utenti della strada oltre che un evidente intralcio.
Eppure le altre nazioni non mi pare che siano peggio di noi in quanto a risultati agonistici nel ciclismo su strada, anzi. Insomma, mi sembra che questa sia la prova che non è che allenandosi in gruppo, anche a livello professionale, si ottengono migliori risultati. È soltanto un vezzo perché così si può chiacchierare e tenere compagnia. A discapito però della propria incolumità e nel totale disinteresse di coloro i quali si trovano a condividere lo stesso pezzo di asfalto.
Il ciclismo è uno sport individuale, come il nuoto, punto. Non ti sta bene? Mi sembra che ce ne siano molti altri dove si possono scambiare due parole mentre li si pratica senza dare intralcio agli altri o mettere a rischio la propria vita. Oppure è anche possibile andare su percorsi a basso traffico (e soprattutto nella mia provincia basta allontanarsi dall'Aurelia per trovarne quanti ne si vuole) e si può senza creare pericolo né intralcio andare in gruppo e magari anche affiancati.
Però altre tre considerazioni:
1. io credo di essere una persona tranquilla, ero alla guida con la famiglia e non mi sono fatto trascinare dal gesto che mi è stato fatto, ma se al posto mio ci fosse stato uno un po' su di giri e si fa prendere dalla rabbia e avesse steso tutti i 4 o 5 ciclisti che mi avevano superato? Non piu di un paio di mesi fa ho assistito a una lite tra due automobilisti che si sono fermati in mezzo alla strada e quello davanti ha aperto il bagagliaio e tirato fuori una mazza o un bastone.. giusto per rendere l'idea di che persone ci sono al mondo. Davvero di fronte a una manovra estremamente pericolosa (superare a destra, in gruppo, a velocità comunque relativamente sostenuta per una bici) e contraria al CdS è il caso di rispondere in quel modo? non sarebbe bastato alzare la mano in segno di scusa e di riconoscimento della colpa? o forse sono mancate anche le conoscenze del CdS e magari è il caso che al rinnovo della patente si obblighi la gente a ripetere la prova pratica e teorica? Non che per andare in bici serva la patente, ma intanto sarebbe una scrematura (anche, soprattutto, per gli automobilisti, evidentemente).
2. nei commenti che ho letto in merito al ciclista investito ieri nella mia stessa regione ho trovato molto odio, con frasi del tipo "uno in meno", "uno morto dà la lezione a molti", "i ciclisti non devono esistere" e così via e ieri sera ero attonito di fronte a quanto astio vi sia in alcune persone. Stamattina però, pur non condividendo minimamente le espressioni dei commenti che ho letto né la gioia perché una persona è morta, devo ammettere che ho in parte capito l'odio che questi automobilisti hanno espresso.
3. visto che non più tardi di ieri pomeriggio nella stessa regione è morto uno in bicicletta, come bisogna interpretare un comportamento come quello di cui sono stato testimone? scarsa percezione del rischio per una manovra oltremodo azzardata e una reazione forse anche peggiore? scarso interesse per la vita? sentirsi padroni della strada? ignoranza del CdS?
Immagino che questo intervento fatto in questa sede solleverà un polverone, ma da ciclista (inteso come chiunque si metta alla guida di una bici) e da fan della bicicletta (perché la uso ogni volta che posso in sostituzione della macchina, anche sotto la pioggia) mi sentivo di condividere queste poche parole.
Saluti