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Ho letto i vostri post e mi sono chiesto se fosse il caso di rispondere ad essi oppure se quanto avevo già scritto poteva bastare. Per rispetto verso di voi e a chi ha gradito in questi anni frequentare il bar proverò a spiegare meglio, per non ridurre i motivi di una decisione, parlo per me ovviamente, ad un episodio.
Ci fu un tempo in cui c’era la Taverna dei Bianchisti, dove si parlava delle nostre Bianchi e dove ogni tanto si deragliava dai binari tecnici per ridere e scherzare tra amici, con gioia e leggerezza. Ma qualcuno decise che questa non era cosa buona e giusta, ci dissero che così non andava bene, che quello era un posto dove si doveva discutere delle Bianchi, e che per altro esisteva il Bar Celeste. Le risposte degli utenti increduli furono prima scherzose e irriverenti, ma chi imponeva le regole non la prese tanto bene e si sentì offeso. Ci furono dei “botta e risposta” anche piuttosto accesi, la Taverna fu chiusa per un certo periodo e come reazione a questa misura molti contributori, gente appassionata delle bici, delle Bianchi, del ciclismo, smisero di scrivere non solo sulla Taverna, ma sul forum. Ora la Taverna esiste ancora, si scrive di Bianchi, di “cose tecniche”, non si scherza più, non leggo più sorrisi (perché un sorriso si cela nelle parole e nei toni e lo si può anche leggere), e quindi, mi perdonino gli attuali contributori, mi è passata la voglia da tempo di leggere quel 3D.
Poi venne il tempo del Bar Celeste, dove nessuno poteva più dire “qui si deve parlare solo di bici”, in quel luogo ogni caxxeggio era permesso, lì erano confluiti quei pochi “dannati” della Taverna che avevano conservato la gioia di discutere in modo semiserio di ciclismo ed altro. Nel Bar ci si prendeva in giro e talvolta si rideva anche di post che si leggevano qua e là sul forum, post ai confini della realtà e per questo anche fonte di sorrisi e battute goliardiche. Ma un rombo di tuono scaturì dal cielo, qualcuno decise che anche questa non era cosa buona e giusta, che non era bene ridere degli altri (dimenticando che i primi di cui si rideva, spesso e volentieri, eravamo noi stessi) e furono pianto e stridore di denti. Ma i “dannati” resistettero, smisero quasi del tutto di ridere degli altri, continuando a ridere solo di sé stessi, e questo non poteva non essere tollerato. Ogni tanto però ricascavano nel peccato originale, e qualche battutina su assurdità lette qua e là ci scappava.
Ma finalmente trionfò la giustizia, un suo paladino intervenne dicendo che questo Bar Celeste non era un luogo di letizia, ma fece intendere che era luogo turpe e oscuro, che qui regnava il pettegolezzo nascosto, che noi “dannati” eravamo solo gente senza coraggio di dire le cose in faccia, che ci nascondevamo in questo luogo occulto, consapevoli della nostra meschinità, per dare libero sfogo ad essa. E questo giudizio non era nemmeno venuto dall’Alto, era la voce di un crociato, che in nome della giustizia aveva estratto la spada gridando “Forum vult”…..”il forum lo vuole”, menando i suoi fendenti contro i turpi infedeli.
Infine uno di noi, forse portato all’esasperazione da qualche situazione (non lo so davvero e non mi piace parlare per conto di altri), sbottò in un post alzando i toni, senza indirizzare le sue invettive contro qualcuno in particolare, ma come si dice, chi ha orecchie per intendere intenda, e chi era in attento ascolto intese e punì, e lo fece anche moralizzando, consigliando edificanti letture, cosa che personalmente ho trovato mille volte più sgradevole e offensiva del post che ha dato origine alla Aeterna Damnatio.
Questa è “la storia” di quanto ha portato all’esilio di uno e alla stanchezza degli altri, non c’è molto altro da dire.
Bene, alla fine tutto è bene quel che finisce bene, la giustizia ha trionfato, i cattivi sono stati puniti, la slealtà e la meschinità divelti da questo luogo retto e puro. Devo dire che lascio quasi volentieri questa puritana Mayflower con i suoi timorati e assennati conduttori. Noi, con la nostra lettera scarlatta ricamata sui nostri nickname, è meglio che si frequenti luoghi meno puri e casti, dove i nostri peccati se non perdonati potranno essere capiti e tollerati.
Da parte mia mi sento di mandare un caro saluto a chi, con grande gentilezza, ha voluto esporsi e dimostrare gradimento per quanto si è scritto qui in questi anni, questo almeno mi ha confortato e mi ha fatto capire che forse così sgradevoli non siamo stati.
Buona continuazione a tutti.