nikemerlino ha scritto:aumentando l'intensità dei lavori e la loro brevità si crea un problema di fondo, in un lavoro sui 3 minuti per incrementare la capacità lattacida è probabile che partendo da un a frequenza di recupero non arrivo neanche alla soglia se sono molto allenato, facendo ripetute ancora più brevi il problema aumenta. Questo può portare ( vissuto sulla mia pelle) al sovrallenamento poichè si spinge solo per incrementare la frequenza cardiaca e non la potenza che è un'altra cosa
Su un percorso in pianura è diverso se faccio ripetute di 3 minuti alla velocità costante di 45 km prescindendo dalla frequenza cardiaca, in questo modo so di allenarmi nel range di potenza desiderato, ecco cosa intendevo per velocità come valore costante.
Spero di essere stato chiaro, magari quello che scrivo non è condivisibile ma si basa su casistiche che ho in base alla mia esperienza in varie discipline sportive.
Se proprio devo concludere ritengo l'uso del cardio, in generale, sopravvalutato, molto molto utile per valutare, ad esempio, l'abbassamento della frequenza nel tempo di recupero.
Grazie per l'attenzione
Sono pienamente daccordo con la tua analisi.
Io il cardio nelle ripetute brevi lo uso solo per il recupero perchè come dici tu per arrivare alla frequenza cardiaca della ripetuta nei primi secondi (minuti) bisogna eroga una potenza maggiore di quella che dovrebbe essere tenuta durante la ripetuta, per poi una volta raggiunta la frequenza cardiaca diminuire la potenza. Un allenamento fatto così fa più male che bene.
Io invece non avendo un misuratore di potenza serio, mi regolo sull'esperienza. es: io so che per raggiungere una certa frequenza cardiaca in pianura devo pedalare a 100 rpm con un certa rapporto, io pedalo fino a raggiungere i 100 rpm e mantengo costante la pedalata, la fC inizialmente sarà più bassa di quella prevista ma alla fine si stabilizzerà sui valori previsti dall'allenamento.
Piero
sulle nostre salite siamo sempre a disposizione!!! Tanto chi va piano va sano e lontano!!!!

